Nativi Americani.it Informazioni sui Popoli Indiani Americani

Benvenuti su Nativiamericani.it Nativi Americani.it è un blog d'informazione sia sulle culture dei Popoli Nativi Americani e sia sulle loro attuali condizioni di vita e rivendicazioni. Nasce come logico seguito del lavoro da noi svolto da anni in questa direzione e sarà affiancato da nuove idee e progetti che si svilupperanno nel tempo e grazie al supporto di tutti coloro che comprendono l'importanza di sostenere, proteggere e preservare dette culture e popoli. Nativi Americani.it ha quindi la finalità di informare, educare, di costruire una coscienza nei confronti dei Popoli Nativi Americani che sia corretta, fuori dagli stereotipi e dal razzismo, che possa contribuire a far finalmente capire a tutti che non stiamo parlando di icone buone o cattive, di lontani ricordi western, di merce e culture da profitto ma di uomini, donne e bambini che vivono e hanno diritto alla dignità civile, sociale, economica, religiosa che tutta l'Umanità in ogni angolo del mondo deve avere.

Vacanze…

Alessandro luglio 28th, 2010

Blog in vacanza

Vi informiamo che per circa dieci giorni saremo in vacanza, in campeggio, a goderci se così si può dire il “meritato riposo”. Invitiamo tutti coloro che ci scriveranno via email ad avere pazienza, risponderemo certamente a tutti al nostro rientro. A presto, Alessandro e Bianca.

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Ben Carnes sui Diritti dei Popoli Indigeni

Alessandro luglio 28th, 2010

Ben Carnes sulla Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni

Novità::NewsRapporto sulla Dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni da parte USA.
INTRODUZIONE
Da Nativo quale sono e organizzatore/attivista da 30 anni per i diritti dei Nativi, ho portato avanti e sviluppato diverse riflessioni sui rapporti che questo governo, chiamato America, ha avuto con i Nativi di questo paese che noi continuiamo a chiamare nostro. Per farvi comprendere pienamente il mio punto di vista, dovete sapere che io non sono un Indiano Americano, un Nativo Americano, e neppure semplicemente un Americano. Io sono un membro della Nazione Chahta (Choctaw), ma prima di tutto e soprattutto sono un essere umano.
Dico questo perchè sono a conoscenza dei secoli di disonore che voi ci avete imposto attraverso la vostra incapacità di tenere fede ai trattati, le dottrine che ci si sono rivoltate contro nei vostri tribunali, gli atti del Congresso serviti solo a espropriarci delle nostre terre, cultura, tradizioni e sovranità.
Abbiamo sopportato e siamo sopravvissuti a secoli di tentativi di assimilazione in una Diaspora di valori e principi in conflitto. Siamo stati erroneamente etichettati come Americani con i trattati e con la legge del 1924 sulla cittadinanza (American Indian Citizenship Act), a dispetto del nostro inalienabile diritto di decidere da soli chi noi siamo. Il vostro governo ha rimpiazzato le nostre tradizionali forme di governo con la legge del 1934 sulla Riorganizzazione (Indian Reorganization Act),e con altre leggi simili. Ci è rimasto solo il guscio vuoto e irriconoscibile di come eravamo. Questo non è accettabile.
Quando Obama era in campagna elettorale ascoltammo molte promesse e quel che scambiammo per illuminata comprensione ci aspettavamo aprisse finalmente le porte a un senso di giustizia ed onestà lungamente atteso. Dal momento che è entrato alla Casa Bianca abbiamo visto proprio l’opposto di quelle false promesse. Ci è stata promessa una fetta più grande della “torta americana” prima che Winona Laduke spiegasse che “noi non vogliamo una fetta più grande della torta, noi vogliamo una torta diversa”. Questo è il problema che il Governo si rifiuta di riconoscere.
La dichiarazione dei Diritti dei Popoli Indigeni è stata adottata circa 3 anni fa e per le Prime Nazioni non è stata una sorpresa che il Canada e gli Stati Uniti abbiano mancato di dare il loro appoggio. Siamo ben consapevoli delle ripercussioni legali che questo avrà su quei governi che esercitano il controllo e il potere sui nostri territori e sulle nostre risorse. Sentiamo che è arrivato il momento per noi di venire trattati da Nazione a Nazione, come promise Obama.
Con oltre 560 Nazioni nei confini politici di quelli che sono conosciuti come Stati Uniti d’America, il mio consiglio è solo la punta dell’iceberg in modo tale che gli Stati Uniti possano onorevolmente dare inizio ai rapporti con le Prime Nazioni nello spirito della Dichiarazione stessa.
Come agire per raggiungere questo scopo:
I seguenti punti sono pensati come una realistica soluzione agli errori perpetrati contro i Nativi, custodi di questa terra, e qualsiasi sforzo di riconciliazione dovrà in egual misura comprendere la partecipazione dei leaders tradizionali Chiefs, Headsmen, Clan Mothers e leader spirituali, ecc. (non i concili tribali Ira e Chiefs).
1 La dipendenza dalla Dottrina della Scoperta, il Destino Manifesto e altre tesi giustificanti il furto delle terre da parte degli emigranti europei
dovrà essere ripudiata e/o invalidata. Questo riguarderà numerose leggi e atti del Congresso, non limitati alla legge del 1871 sull’appropriazione delle terre (Indian Appropriations Act) e a quella del 1934 sulla riorganizzazione delle terre (Indian Reorganization Act), inoltre la Indian Claim Commission e tutte le leggi e gli atti che sono stati a danno dei Nativi. Continua a leggere…

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I Lakota tornano a Berceto

Alessandro luglio 28th, 2010

Nuova insegna del Parco dedicato a Tatanka Yiotaka

Novità::NewsVenerdi’ 30 Luglio 2010 alle ore 23, 35 a Berceto (PR) verrà inaugurata la nuova insegna del Parco dedicato a Tatanka Yiotaka, suo vero nome e da noi conosciuto come Toro Seduto, alla presenza di Gilbert Douville, Lakota Sicangu della Nazione Sioux di Rosebud del Sud Dakota, e Irene Pivetti , Assessore alla Piena occupazione e alla formazione professionale del Comune di Berceto e Presidente della Fondazione LTBF.  Questo evento intende rappresentare la volontà del Sindaco Luigi Lucchi e di tutta la comunità bercetana di onorare il gemellaggio con la Comunità Lakota , ufficializzato da un accordo firmato l’11 settembre del 1988 dall’allora Sindaco Sergio Bettoni. Continua a leggere…

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So You Wanna Be An Indian

Alessandro luglio 20th, 2010

Così vuoi essere un Indiano

Novità::NewsQuesto poesia ci ha colpito fin dalla prima volta che l’abbiamo letta, peccato che non si conosca l’autore. E’ stata presentata su “Ikche Wotanging”, una newsletter Nativa Americana, da John Berry. E’ apparsa nel Volume 7 Numero 1, pubblicato il 2 gennaio 1999. Si legge, nella pagina da cui l’abbiamo tratta, che “John Berry e Wotanging Ikche hanno concesso l’autorizzazione per la sua ripubblicazione per aiutare la riparazione del Cerchio Sacro”.
Con lo stesso identico spirito la proponiamo a tutti voi…

Così vuoi essere un Indiano.
Così vuoi essere un indiano, con le tue perline, le tue piume, le pellicce esotiche o le pelli.
Vuoi attingere al denaro dei programmi per le minoranze, essere portato via e segnalato.
Vuoi entrare in confidenza con Brando e andare alle feste, perché improvvisamente sei diventato interessante e tutti vogliono essere tuoi amici.
Così vuoi essere un indiano, andare ai pow wow e danzare.
Ma non vuoi vivere in una riserva, o in una baracca, fredda e calda, nei sobborghi di una città a nord del nulla.
E non ti va di pensare a Sara, che a 34 anni è morta di cirrosi, con la pancia gonfia, né ai suoi sette figli, e non vuoi che i tuoi amici non indiani ti sorprendano mentre macini il granturco, o vedere i rami di pepe e le cipolle appese al soffitto e sui muri della cucina, a casa tua.
E non vuoi lavorare i campi di patate in Idaho, o vendere gioielli di turchesi lungo le strade a Flagstaff.
E non vuoi sposare un Indiano alcolizzato ed essere picchiata in continuazione.
E non vuoi pregare secondo la tradizione, offrire la tua carne o digiunare per quattro giorni.
E non vuoi finire in prigione per lottare per i tuoi diritti.
Va bene.
Vai avanti. Sii un Indiano.
I Nativi Americani sopravvivranno anche a te!

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Assurdo: bloccata la nazionale Irochese di Lacrosse

Alessandro luglio 16th, 2010

Respinti alla frontiera perché privi di documenti validi per le leggi britanniche, visto che il passaporto irochese non è riconosciuto al di fuori dei confini statunitensi. Rischia di finire, ancora prima di essere iniziata, l’avventura Oltreoceano della nazionale irochese di lacrosse, sport popolarissimo nell’America del Nord da oltre 1000 anni, simile alla pallamano ma giocato con delle retine come quelle della caccia alle farfalle, inventato proprio dalla tribù (Nota nostra: Nazione!) indiana. Giovedì sera, la nazionale irochese dovrebbe debuttare proprio contro l’Inghilterra ai campionati del mondo, in programma a Manchester. Il governo inglese ha però negato alla squadra l’ingresso in Gran Bretagna, perché i documenti presentati (e liberamente utilizzati dagli irochesi negli ultimi 30 anni) non sono più in regola: alla luce delle nuove e più restrittive disposizioni in materia di spostamenti da una nazione all’altra, infatti, il loro passaporto non è più ritenuto legale e pertanto, se vogliono viaggiare, i membri della tribù (discendente da una delle sei Grandi Nazioni indiane d’America) devono usare un documento statunitense, che però i nativi non riconoscono. Continua a leggere…

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Gruppo Elk River Dance Theatre, 9,10,11 luglio

Alessandro luglio 2nd, 2010

Elk River Dance Theatre

Novità::NewsIl 9,10,11 Luglio 2010 il Villaggio Wakantanka in Alta Val Maira (Cuneo), ospiterà il Gruppo Elk River Dance Theatre (che prende il nome di un fiume che dal Saskatchewan, Canada, arriva in Montana USA). Compongono il gruppo: Kendall Old Elk, Apsalooka Crow (Montana, USA), Murray Small Leg, Piegan – Black Foot (Alberta-Canada), Leo Letendre, Cree (Alberta – Canada), Kevin Mustus, Stoney – Nakota (Alberta – Canada).
Questo il programma:
Venerdì 9 e Sabato 10 luglio: Attività e programmi educational, Workshop.
Sabato 10 luglio ore 20: Antichi passi di danza racconteranno storie passate da non dimenticare e il presente che vive nelle radici di una tradizione affascinante.
Traduzione e introduzione a cura di www.soconasincomindios.it.
Domenica 11 luglio escursione a piedi alla Costa Chiggia (mt. 2156), dislivello mt. 610, con il seguente itinerario: partenza dalla Parrocchia Sup. di Marmora (mt. 1548) fino alle Grange Cros (mt. 1712) e quindi percorso ad anello con salita attraverso S.Teodoro (mt. 1826) fino alla Costa Chiggia (mt. 2156) e ritorno per le Grange Ciarme (mt. 2017). Continua a leggere…

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Proposta shock: via i bambini Jarawa dalla tribù

Alessandro luglio 2nd, 2010

Support Jarawa People! No more residential school for Indigenous People!

Novità::NewsRiportiamo un comunicato stampa ricevuto da Survival international Italia, rabbrividiamo e inorridiamo anche al solo pensiero che qualcuno stia solo pensando ad una cosa simile. Conosciamo molto bene le inenarrabili violenze fisiche e psicologiche che la forzata “conversione” alla “civilità” e cultura occidentale hanno portato ai Popoli Nativi Americani in USA e in Canada. Immaginiamo molto bene anche cosa è stato fatto sulla pelle delle popolazioni indigene australiane. MAI più deve accadere, in un qualsiasi angolo della Terra, NIENTE di tutto questo. Ci auguriamo che della follia di questa proposta rimanga solo l’aberrante idea di una mente malata e non qualcosa di reale e tangibile.
COMUNICATO STAMPA DI SURVIVAL INTERNATIONAL

1 luglio 2010. Indignazione per la scioccante richiesta di allontanare i bambini Jarawa dalla tribù. Un parlamentare indiano ha chiesto l’allontanamento dei bambini Jarawa dalle loro famiglie, e il loro trasferimento in collegi scolastici. I popoli indigeni del mondo hanno reagito con rabbia e indignazione alla proposta che ricorda le tragiche politiche della “Generazione Rubata” in Australia e analoghi metodi applicati nel Nord America. Michael Cachagee, Direttore Esecutivo della National Residential School Survivors’ Society (NRSSS) canadese ha dichiarato: “La NRSSS non può concepire né spiegarsi come una qualunque nazione contemporanea possa pensare di internare alcuni dei suoi cittadini, specialmente i bambini, in “scuole residenziali”… la storia associata a questi tipi di collegi in Canada e in altre parti del mondo è terrificante.”
“Questo piano è davvero terribile” ha commento dal Brasile il leader degli Yanomami Davi Kopenawa. “
La casa dei Jarawa è la foresta. Sono sulla loro terra. Hanno le loro tradizioni e il loro sapere. Se il governo dovesse portar via i loro figli e metterli in un collegio, perderebbero tutta la loro cultura. Costringerli a vivere in una città e in una scuola, sarebbe un crimine.” I Jarawa sono usciti dall’isolamento solo pochi anni fa e il parlamentare Bishnu Pada Ray vuole “svezzare” i loro bambini lontano dalla tribù per poterli “inserire drasticamente nella cultura dominante”. In luglio proporrà all’Autorità per lo Sviluppo dell’Isole Indiane che “siano prese iniziative rapide e drastiche per dare ai Jarawa le caratteristiche basilari della cultura dominante”. Continua a leggere…

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Cherokee National Children’s Choir

Alessandro giugno 28th, 2010

Novità::NewsIl Cherokee National Youth Choir esegue canti tradizionali in lingua Cherokee e nasce dalla visione di Chief Chad Smith, che lo vedeva come un modo per tenere i figli coinvolti nella lingua e nella cultura Cherokee. Essi sono un simbolo importante per il mondo, perché dimostrano che la lingua e la cultura Cherokee continua a prosperare nella società moderna. Con i loro canti, agiscono come simbolici ambasciatori della Nazione Cherokee, le loro voci stupende mostrano la forza della Nazione Cherokee e la sua cultura a più di 160 anni dopo l’allontanamento forzato del popolo Cherokee dalla sua terra d’origine. Lo scopo del Cherokee National Youth Choir è aumentare la consapevolezza della cultura Cherokee sia all’interno della stessa nazione Cherokee, così come nella cultura occidentale. Attraverso il loro successo, l’interesse per la lingua Cherokee si è riacceso tra i giovani di tutta la Nazione Cherokee. Diverse scuole utilizzano i loro CD come strumento di apprendimento e altre sono interessate a sviluppare programmi di studio per l’insegnamento della lingua cherokee e della musica. Chief Smith e il Vice Capo Joe Grayson si sono impegnati a preservare e rendere la lingua della loro cultura una priorità per la Nazione Cherokee. Continua a leggere…

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Nativi Americani quando vi pare…7

Alessandro giugno 23rd, 2010

Ferrarini spot 2010, gli Indiani d'america mangiano il prosciutto cotto

Novità::NewsFerrarini, azienda italiana,  torna in tv dopo dieci anni,  con due nuovi spot, ideati dall’agenzia Y&R
Negli spot, un indiano americano e un giapponese, assaporano “il gusto inconfondibile del prosciutto cotto Ferrarini”, mentre un “simpatico” salumiere ne esalta volta dopo volta le caratteristiche. Tutto ruota intorno al concetto che per trovare qualcuno che non conosca il gusto di Ferrarini bisogna andare molto lontano. Naturalmente, ovviamente, semplicemente, inconfondibilmente, immancabilmente, poco sorprendentemente, l’Indiano viene rappresentato in un bel villaggio con tepee e, anche, ben visibile, una pseudo pelle di bisonte messa a seccare al sole. Anche senza andare oltre, è sufficiente questo per capire che ancora una volta si diffonde un’immagine falsa, stereotipata e ingannevole dei Nativi Americani ma sempre utile ai fini commerciali quando si cerca di evocare strani ed esotici personaggi. Ma gli Indiani d’America, non sono evocazioni esotiche, no, cari creativi e agenzie pubblicitarie, non lo sono proprio. Sono cittadini americani, sono in primo luogo uomini, donne e bambini, non ci stancheremo MAI di ripeterlo, che non passano il tempo a mangiare prosciutto cotto, e che chiedono di farla finita con queste stupide rappresentazioni. Stupide ma pericolose, tutt’altro che inoffensive, proprio perché alimentano un immaginario collettivo farcito di altrettanti stupidi e anche, talvolta, razzisti stereotipi. Quelli, ad esempio, ben mostrati da MTV.  Gli spot sono stati ideati dall’agenzia Y&R con la direzione creativa esecutiva di Vicky Gitto, le cui tristi “performance”  potete leggere qui, da Paolo Pollo e Marco Panareo, rispettivamente direttori creativi copy e art, con la regia del regista argentino Sebastian Valino per la casa di produzione Akita. Continua a leggere…

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Risarcimento ai Nativi d’America, parla Gilbert P. Douville

Alessandro giugno 15th, 2010

Gilbert Douville sul risarcimento agli Indiani d'America

Novità::NewsVi riportiamo un’editoriale di Gilbert P. Douville, Lakota, pubblicato sulla rivista Hunkapi. Ringraziamo Vittorio Delle Fratte e Camilla Novelli per la segnalazione.
L’argomento a cui si riferisce è l’accoglimento da parte del Congresso di un Maxi risarcimento per la pessima gestione dei fondi federali a seguito di una causa intentata contro il Governo USA da parte di Elouise Cobell, denominata genericamente “Indian Trust funds” di cui avevamo dato notizia nel Dicembre scorso, e che adesso è stato approvato ufficialmente. Alla notizia è stato dato ampio eco in questo articolo de La Stampa. Nonostante sia una buona notizia, intesa in senso generale, vi sono anche delle ombre.  Che dimostrano ancora una volta la superficialità con cui spesso vengono fornite le notizie ai lettori. Personalmente, nonostante varie segnalazioni dei lettori, che ringraziamo, non vi abbiamo dato molto peso. Ma vediamo qual’è l’opinione di Gilbert P. Douville su questo argomento.
Da:
Rivista “HUNKAPI”, Genova, Gennaio 2010
GIUSTIZIA
Bene, un altro anno è passato e io, sorprendentemente, sono ancora qui. Così mi sono deciso a rientrare in questa ..”arena delle parole”.
Tanti eventi si sono succeduti, tanti cambiamenti si sono verificati dall’ultima volta che ho scritto qui un mio commento, ma la vita rimane comunque sempre più o meno la stessa. L’unica cosa che sento davvero un po’ come un problema è che sono lontano dalla cultura americana da così tanto tempo che temo di perdere “il polso” della situazione della gente comune. So che molte cose sono cambiate in America, mentre altre sono sempre uguali a se stesse. L’avvenimento più eclatante degli ultimi tempi è che l’America si è scelta un nuovo leader da seguire. E a questo punto io sono confuso: in passato molte Tribù Indiane si riferivano al Presidente degli Stati Uniti come al “Grande Padre Bianco”. Io ora non so bene come definire questo Barack Obama….tuttavia ”Grande Padre Mezzo-Bianco” penso possa funzionare. Sembra che abbia buone intenzioni per quanto riguarda i Nativi Americani. Nessun altro presidente prima di lui ha posto persone native in posizioni di…..ovviamente ha fatto tante promesse che devono ancora essere mantenute..vedremo. Molte delle sue azioni sembrano essere politicamente pianificate, come quella di far passare inosservate le “non-troppo-ufficiali-scuse” per il trattamento inflitto nel passato ai Nativi Americani: le ha nascoste tra le pieghe delle notizie sui recenti atti di appropriazione in Afghanistan, dove rimarranno nascoste e mai rese note al pubblico medio americano. Il che ci porta all’argomento centrale di questo editoriale.
Tantissime persone qui in Italia sono interessate alle Culture dei Nativi Americani e perciò seguono gli eventi e le cronache che li riguardano. Tra le notizie più recenti vi è quella secondo cui una grande quantità di denaro sta per arrivare ai Nativi Americani, e pare che tutti stiano per diventare ricchi.
Triste a dirsi, questo non accadrà. E vi voglio spiegare perchè.
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Festa della Madre Terra 2010

Alessandro giugno 14th, 2010

Festa della Madre Terra 2010

Novità::NewsAlla già ricca stagione estiva degli appuntamenti da segnalare si aggiunge come ogni anno La “Festa della Madre Terra”, giunta alla sua nona edizione sotto l’inappuntabile organizzazione dell’Associazione Hunkapi di Genova. Come per la precedente edizione anche quest’anno questo importante appuntamento si svolgerà a Casa Del Romano (Fascia – GE), il 3 e 4 luglio 2010, nella splendida cornice del parco del Monte Antola. Un’appuntamento fisso divenuto ormai negli anni un evento da non perdere per tutti gli appassionati delle culture dei Nativi Americani.
Prevista la partecipazione di:
Gilbert Douville (Lakota Sicangu – Sioux Brulé) – Kendall Old Elk (Apsalooka – Crow) – Kevin Dust (Apsalooka – Crow) – Leo Letendre (Cree) – Murray Smal Legs (Piegan-Blackfoot). Continua a leggere…

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Altri appuntamenti a Osoppo e Noventa di Piave

Alessandro giugno 12th, 2010

Eventi Nativi Americani Giugno Luglio

Novità::NewsAltri appuntamenti da segnalare per il mese di giugno e Luglio.
Lance Henson, Southern Cheyenne, sarà presente sabato 26 giugno alla WOODSTOCK FEST, nuovo festival musicale che si terrà a Osoppo (Udine) dal 25 al 27 giugno 2010. Per ulteriori informazioni http://www.woodstockfest.it.
A Noventa di Piave, in occasione del Festival Country, il 1° Luglio alle ore 21 vi sarà una serata incontro con i seguenti Nativi Americani:
Kevin Dust (Apsalooke, MONTANA, USA) – Men Traditional Dance, Hoop Dance, Chicjen Dance;
Kendall Old Elk (Apsalooke, MONTANA, USA) – Men Traditional Dance, Chicken Dance, Voce;
Leo Mark Letendre (Cree, ALBERTA, CANADA) Men Traditiobnal Dance, Grass Dance;
Gilbert P. Douville (Lakota, SOUTH DAKOTA, USA) Poeta, Conferenziere;
Tutte le informazioni su http://www.countrynoventa.it
Nella foto: Kendall Old Elk, Apsaalooke, che ha partecipato alla scorsa edizione del Festival Country e che sarà presente anche quest’anno, e Lance Henson.

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Ambiente, non pochi problemi per i Nativi Americani

Alessandro giugno 8th, 2010

Ambiente: non pochi problemi per i Nativi

Novità::NewsGli Indiani Pala Band continuano la loro battaglia contro la discarica nei pressi della riserva. I leader della tribù Pala Mission, California, stanno opponendosi contro una discarica che sarà costruita nei pressi della loro riserva, poiché la discarica modificherà e distruggerà la Gregory Mountain, un luogo a loro sacro. “Se costruita, sarebbe dissacrato questo posto e altre aree considerate sacre dalla popolazione Luiseno”, ha affermato il presidente Robert Smith in un’audizione pubblica. “Perché (la montagna) c’è, sappiamo di avere un luogo per servire e pregare Dio. Se sarà distrutta e una discarica sarà costruita lì, tutto sarà portato via”, ha aggiunto il vice presidente Leroy Miranda. La tribù lotta contro questo piano da diversi anni, e anche altre persone nella zona sono inoltre preoccupate per l’inquinamento del fiume San Luis Rey che potrebbe derivarne. Essi sperano di convincere la US Army Corps of Engineers a rifiutare il permesso per questo progetto.
Su un altro fronte, i membri della tribù Yankton Sioux stanno marciando dal Sud Dakota al National Monument Pipestone in Minnesota. Continua a leggere…

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Indian Village 2010 a Celat Vallada Agordina

Alessandro giugno 4th, 2010

Indian Village 2010 Vallada Agordina

Novità::NewsIl 22, 23, 24 e 25 Luglio al Centro ippico Agordino Club “Le Piane” in Località Celat Vallada Agordina (Belluno) si terrà la sesta edizione del Festival “Indian Village”, sulle culture e tradizioni degli indiani d’America, con Danze, Canti, Poesie e Conferenze con i primi Popoli del Nord America, promosso dall’Associazione culturale Mitakuye Oyasin.
Saranno presenti a questo evento Kendall Old Elk (Crow – USA), Murray Small Legs (Blackfoot – Canada), Gilbert Douville (Sioux- Lakota- USA), Kevin Dust (Crow-USA) Leo Letendre (Cree-Canada).
Numerose le iniziative proposte dagli organizzatori, le informazioni sul programma completo le potete trovare su http://www.indianvillage.it/festival_2010.html
La manifestazione si terrà anche in caso di pioggia in strutture al coperto.
Alcune informazioni utili:
COME ARRIVARE:
Provenendo da sud:
autostrada Venezia – Belluno (uscita Belluno), poi si prosegue sulla statale 203 per Agordo. A Cencenighe si imbocca a sinistra la statale 346 (direzione falcade) che porta in pochi minuti a Vallada Agordina. Tempo di percorrenza Venezia – Vallada Agordina 2 ore. Continua a leggere…

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Censimento di vitale importanza per Indian Country

Alessandro giugno 3rd, 2010

Novità::NewsCome bambini che crescono nelle riserve o nei villaggi, si imparano presto i nostri numeri. Impariamo a contare, come aggiungere e sottrarre, e quindi ben presto impariamo il valore del denaro. E il conteggio e la comprensione della matematica per i Nativi Americani è diventato più importante negli ultimi anni come si guarda alle statistiche, gli Indiani continuano ad avere i tassi più elevati di disoccupazione, tassi più bassi come proprietari di abitazioni e per la quantità minima di accesso alle cure sanitarie rispetto alle altre razze negli Stati Uniti.
Alcuni di questi problemi vengono affrontati con uno stanziamento annuale da parte del Congresso. Ma il Congresso non sa molto di come destinare fondi alle nostre comunità se non abbiamo i numeri precisi. Il censimento 2010 porta a porta continua, contando le comunità Native e diventando ancora più rilevante. Un conteggio accurato degli Indiani d’America e dei Nativi dell’Alaska significa un migliore accesso alle risorse federali e un’equa rappresentanza nelle assemblee legislative e al Congresso. Ma altrettanto importante, il censimento determina la distribuzione annuale di oltre 1 miliardo di dollari ogni anno di fondi federali per le strade tribali, le scuole, i veterani, gli anziani, le cure sanitarie e gli alloggi. Il censimento 2010 è un ritratto d’America. Continua a leggere…

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I Nativi Americani contro (giustamente) MTV

Alessandro maggio 29th, 2010

Nativi Americani contro MTV

Novità::News“The Dudesons”, una serie televisiva mandata in onda in Finlandia per una decina di anni, è stata messa in onda per il pubblico americano e ribattezzata “The Dudesons in America”. Tutto questo, per gentile concessione di MTV.
Con The Dudesons in America, MTV è sprofondata ad un minimo storico.
L’episodio intitolato “Cowboys & Findians” è pieno zeppo di stereotipi razziali e di materiale così profondamente offensivo per i Nativi Americani, che stupisce noi stessi, ormai abbastanza avvezzi nella visione di tali episodi. Le offese sono tangibili anche per chi non conosce l’inglese. Non dobbiamo farci confondere dal fatto che i produttori di questo spettacolo sono stati in grado di trovare un Nativo Americano disposto a partecipare a questo spettacolo, che se non ci sbagliamo è Saginaw Grant. Lui è solo un uomo, e non parla per tutti i Nativi Americani. L’episodio, inizialmente visibile sul sito di MTV, è stato poi rimosso, ma potete vederlo qui:
Prima parte:
http://yfrog.com/5ddudesonspart1z
Seconda parte:
http://yfrog.com/bcdudesons2z
In rete e su Facebook la protesta dei Nativi Americani è cresciuta e rimbalzata fino alla creazione di una vera e propria campagna contro MTV, che ad oggi non sembra aver risposto ad alcuna email di protesta, come era quasi logico aspettarsi. Seguiremo per quanto possibile anche questa triste vicenda, intanto vi segnaliamo come attivarvi per inviare un supporto a questa campagna. L’American Indian Movement (AIM) ha chiesto ai suoi membri e sostenitori, e chiunque abbia il buon senso di vedere questo episodio per l’odioso, razzista e stereotipato pezzo di spazzatura che è, di scrivere a MTV ed esprimere la loro indignazione. Questo noi chiediamo a tutti voi, in loro supporto. Continua a leggere…

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FBI perde il processo contro Richard Marshall

Alessandro maggio 29th, 2010

Omicidio di Annie Mae

Novità::NewsL’FBI perde il processo contro l’ex membro dell’American Indian Movement Richard Marshall, riconosciuto innocente dell’omicidio di Anna Mae Pictou Aquash. Il processo di John Graham fissato per il 6 luglio. Rapid City, Sud Dakota. Il 22 aprile una giuria composta interamente da bianchi ha impiegato meno di due ore per rilasciare un verdetto di non colpevolezza nel processo contro Richard Marshall (Nazione Lakota), ex membro dell’American Indian Movement (AIM), in relazione all’omicidio della collega e membro dell’AIM, Anna Mae Pictou Aquash.Il Federal Bureau of Investigation (FBI) sostenne che Marshall aveva fornito l’arma usata per uccidere Aquash.
Aquash era una Mi’kmaq della Nuova Scozia, una combattente dell’AIM e un’abile organizzatrice, puntata e fatta oggetto di minacce di morte da parte dell’FBI. Quando nel febbraio del 1976 nella riserva di Pine Ridge, Sud Dakota, venne ritrovato il suo cadavere, L’FBI tentò di occultare la sua identità e la vera causa della sua morte seppellendola con la falsa identità di “Jane Doe” attribuendone presumibilmente la morte agli stenti, a dispetto dell’evidente foro di un proiettile che presentava nel capo. La seconda autopsia richiesta dalla famiglia ne svelò l’assassinio. A quel tempo, uno squadrone della morte, supportato dall’FBI e composto principalmente da poliziotti della riserva, assassinò circa una sessantina di persone membri dell’AIM e dei Lakota di Pine Ridge. I patologi dell’FBI avevano accantonato come decessi dovuti a stenti, altri casi di omicidi attribuiti agli squadroni della morte, che così non erano mai stati chiariti.
Non appena l’omicidio di Aquash venne fuori, l’FBI comunicò ai media che l’AIM ne sarebbe potuto essere il responsabile perchè sospettavano che lei fosse un’informatrice. Questo malgrado il fatto che l’AIM non avesse mai danneggiato i provati informatori dell’FBI come Duglass Durham, un tempo capo della sicurezza nell’AIM.
Un poliziotto di Pine Ridge, membro dello squadrone della morte, Duane Brewer, dichiarò che Paul Herman, collega e anche lui membro dello squadrone, potrebbe aver ucciso la Aquash. Herman aveva ucciso una ragazzina Lakota, Sandra Wounded Foot, allo stesso modo, sparandole in testa e scaricando il cadavere in una parte nascosta della riserva. Invece di un’accusa di omicidio premeditato, Herman fu accusato solo di omicidio e condannato a soli 10 anni per aver ucciso Wounded Foot. Herman era uno dei poliziotti sulla scena quando fu ritrovato il cadavere di Aquash. Continua a leggere…

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Lettera a Duravit Italia S.r.l.

Alessandro maggio 28th, 2010

 

Novità::NewsLettera a Duravit Italia S.r.l., info@it.duravit.com
Spett.le Azienda,
Vi scriviamo nelle vesti sia di appassionati delle culture Native Americane sia in quelle di gestori e proprietari di Nativi Americani.it, Blog d’informazione e supporto ai Popoli Nativi Americani, che ha la finalità di informare, educare, e costruire una coscienza nei confronti dei Popoli Nativi Americani che sia corretta, fuori dagli stereotipi e dal razzismo, che possa contribuire a far finalmente capire a tutti che non stiamo parlando di icone buone o cattive, di lontani ricordi western, di merce e culture da profitto ma di uomini, donne e bambini che vivono e hanno diritto alla dignità civile, sociale, economica, religiosa che tutta l’Umanità in ogni angolo del mondo deve avere.
L’oggetto di questa lettera è la vostra sauna denominata “Inipi, la rivisitazione moderna di un antico rituale”. Ci coglie amaramente di sorpresa constatare che la sacralità di questo rito, ancora oggi celebrato da molte comunità Native Americane, primo tra tutti il Popolo Lakota, della cui spiritualità tradizionale – a tutt’oggi vitale e praticata – è parte integrante, venga sfruttata in un contesto commerciale quale punto di forza del vostro prodotto, senza dubbio valido, ma che con la spiritualità non ha certo niente a che fare.
Il termine “Inipi” (che, sia detto per inciso, in Lakota NON significa “essi sudano” nè “tenda di sudorazione”) non solo è il nome che identifica una delle Sette Sacre Cerimonie Lakota, ma, secondo la tradizione in cui ha origine, ha in sè un significato sia intrinseco che trascendente che non può e non deve essere mistificato, bistrattato e usato in contesti avulsi dalla sua sacralità e al di fuori della sfera spirituale. Continua a leggere…

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Grazie Duravit!

Alessandro maggio 26th, 2010

Grazie Duravit!

Novità::NewsCi siamo, finalmente la soluzione per i numerosi “capannari”, alias amanti delle pseudo Inipi fatte da pseudo esperti, portatori di pipa, sciamani, “uomini di medicina” e allievi pronti per il grande salto e (ATTENZIONE: il link seguente contiene fotografie con nudi integrali) chi più ne ha, più ne metta, costretti a sobbarcarsi ore di viaggio in lungo e largo per l’Italia, a sorbirsi le altisonanti preghiere dei guru di turno, per sedersi finalmente in scomode capanne sudatorie, a volte nudi, dopo aver faticosamente raccolto legna e pietre, convinti di fare una full-immersion nelle culture dei Nativi Americani grazie a slogan convincenti (anzi, nella cultura dei Nativi Americani, quella stereotipata e romantica dei vostri insegnanti), è arrivata; niente più spese per i viaggi, niente soggiorni e pernottamenti in agriturismi, tepee, o tende da campeggio, niente prenotazioni, niente anticipi, bonifici postali e niente ricevute fiscali (ma quelle ce n’erano poche anche prima) per i soldi spesi in seminari e workshop, niente cerimonie propiziatorie per viaggi e partenze per gli USA alla volta della tanto agognata Sun Dance:
ecco “Inipi, la sauna nella capanna,  la rivisitazione moderna di un antico rituale”.
Una pietra viene scaldata nel fuoco e trasportata all’interno di una tenda su un palco di corna di cervo. È la descrizione (piuttosto bizzarra, ma pazienza!) di solo una piccola parte di un rituale complesso che gli Indiani del Nord America utilizzavano per la pulizia cerimoniale e per mantenere la loro salute fisica. Questo rituale veniva chiamato “Inipi” che nel linguaggio degli indiani Lakota significa “sudano” o anche “capanna di sudorazione” (La traduzione è approssimativa, ma niente a cui non siate già abituati). Continua a leggere…

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Dal 14.07.07