Nativi Americani.it Informazioni sui Popoli Indiani Americani

Benvenuti su Nativiamericani.it Aiuta i bambini di Haiti e quelli di Pine Ridge,
clicca qui per sapere come!


Nativi Americani.it è un blog d'informazione sia sulle culture dei Popoli Nativi Americani e sia sulle loro attuali condizioni di vita e rivendicazioni. Nasce come logico seguito del lavoro da noi svolto da anni in questa direzione e sarà affiancato da nuove idee e progetti che si svilupperanno nel tempo e grazie al supporto di tutti coloro che comprendono l'importanza di sostenere, proteggere e preservare dette culture e popoli. Nativi Americani.it ha quindi la finalità di informare, educare, di costruire una coscienza nei confronti dei Popoli Nativi Americani che sia corretta, fuori dagli stereotipi e dal razzismo, che possa contribuire a far finalmente capire a tutti che non stiamo parlando di icone buone o cattive, di lontani ricordi western, di merce e culture da profitto ma di uomini, donne e bambini che vivono e hanno diritto alla dignità civile, sociale, economica, religiosa che tutta l'Umanità in ogni angolo del mondo deve avere.

Su Annie Mae, aggiornamento

Alessandro febbraio 9th, 2010

Annie Mae

Novità::NewsSalve a tutti!
Vorrei ringraziare tutti quelli che hanno incoraggiato la causa della giustizia per Annie Mae, per i loro sentimenti e per le parole gentili di incitamento e di sostegno degli ultimi mesi. Avevo promesso di tenervi aggiornati di tutti gli sviluppi e le novità in merito al nostro percorso di giustizia per mia madre. Come molti di voi già sanno il 16 febbraio avrà inizio il processo per John Graham e Richard Marshall, imputati per favoreggiamento nel rapimento e assassinio di Annie Mae Pictou Aquash. Ho scritto a Marshall per spingerlo a fare la cosa giusta contattando il Pubblico Ministero per raccontargli la sua verità. Ho parlato della situazione con Arlo Looking Cloud (che al momento sta scontando una condanna all’ergastolo per favoreggiamento nell’omicidio di Annie Mae Pictou Aquash) prima e dopo la sua incarcerazione (un testimone ha confermato che Marshall vide mia madre poco prima che morisse), ho spiegato a Marshall che non vi è disonore nel dire la verità e nel raccontare esattamente al Pubblico Ministero cosa accadde la notte in cui John Graham, Arlo Looking Cloud e Theda Nelson Clark arrivarono a casa sua con mia madre in ostaggio, gli consegnarono un biglietto descrivendola “un bagaglio” e gli chiedevano se volesse “averne cura” prima dell’esecuzione.
Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 0.0/5 (0 voti grazie)

Ario Sciolari, le inipi e le accuse

Alessandro febbraio 6th, 2010

Accuse di reati sessuali per Ario Sciolari durante un'Inipi

Novità::NewsBELLUNO – Un ragazzino residente nel Vicentino, ormai 13enne, presunta vittima delle molestie sessuali, ascoltato in sede di incidente probatorio dal gip Federico Montalto di Belluno a novembre 2009, ha confermato le accuse mosse. Assistito da uno psicologo ha riferito che Ario Sciolari, assistito dall’avvocato Giorgio Azzalini, lo avrebbe toccato anche nelle parti intime, e che l’alpinista si sarebbe masturbato davanti a lui. Ha inoltre spiegato che più di qualche volta andava a dormire vestito ma si svegliava denudato (versione negata da Sciolari che afferma che dormiva sempre nudo e che si trattava di una scelta personale). Il ragazzino, a distanza di un anno e mezzo da quando sarebbero avvenuti i fatti, è assistito da uno psicologo per superare il trauma. Era l’estate 2008 quando la madre, come aveva già fatto altre volte in passato, lo ha affidato ad Ario Sciolari per il centro estivo. Si trattava di 15 giorni senza orologi, senza cellulari, immersi nella natura a contatto solo con se stessi e la terra. Un periodo in cui i ragazzi vivono come le tribù degli antichi indiani d’America. Sciolari ha scelto di allontanarsi dai ritmi della società moderna riscoprendo nelle antiche tradizioni Lakota (?????),  la sua dimensione a contatto con la terra. Ed è in questo contesto che da 20 anni porta i ragazzi nei centri nativi «perché vivo con tanta intensità la mia vita che sento l’urgenza di trasmetterla anche a loro». Si procurano acqua, cibo, si lavano nei torrenti e partecipano anche, a 12 anni, alla ricerca della visione: alcuni giorni senza cibo, senza acqua. E alcuni momenti dedicati ad una sorta di sauna purificatrice. Quella volta però suo figlio al rientro non era più lo stesso. Era diventato taciturno. Chiedeva continui abbracci e coccole alla mamma. Sembrava spaventato e bisognoso di rassicurazioni. La donna dopo essersi rivolta all’associazione «Sos Infanzia» dove alcuni professionisti l’avevano aiutata a interpretare i segnali che il figlio stava mandando, e dopo aver indagato a suo modo, ha tradotto i suoi sospetti in un esposto. In quel tepee, la tipica tenda dei nativi d’America, che il piccolo condivideva da solo con l’alpinista, tra i vapori e i massaggi con oli speciali, sarebbe successo dell’altro.  Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 3.0/5 (2 voti grazie)

Lettera da Leonard Peltier

Alessandro febbraio 4th, 2010

Leonard Peltier

Novità::NewsSaluti dalla casa di ferro. È venuta alla mia attenzione una voce che sta circolando sulla mia morte. Dispiace deludervi, Trimbachs, Ed Wood, e tutti gli altri parassiti, ma io sono ancora vivo e vegeto. Io continuo a lottare per la verità sul mio caso in gran parte nascosto negli oltre 6.000 documenti che hanno paura a liberare, per fargli vedere la luce del giorno. Sono stato impegnato nel controllo con la tribù Crow’s Creek delle problematiche del loro territorio, mi è stato chiesto il mio parere. Come in quasi tutte le le cose, inizio dal lato della tribù. Sovranità e autodeterminazione sono i cardini per la libertà indiana. Voglio che il popolo di Crow Creek sappia che hanno il mio pieno sostegno per i loro sforzi. Questo caso riguarda tutti gli indiani, ed è  importante per tutti gli uomini di coscienza. Tutti dovrebbero seguire questo caso, la sua conclusione più completa, e so che è ancora un altro esempio di realtà quotidiana della gente indiana. Le guerre indiane non ci sono più, oggi sono combattute nelle aule di tribunale e nelle sale di rappresentanza. Ma i problemi sono per lo più gli stesso: la terra, le risorse, e la libertà. Libertà di pensare. Libertà di vivere come vogliamo. La libertà di essere chi siamo. Non per un attimo lasciamo pensare che i cospiratori non funzionino. Sono là fuori, e, come sempre stanno complottando modi per espropriare ed emarginanare il popolo indiano in ogni occasione.  Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (2 voti grazie)

Cheyenne River Sioux Tribe: stato d’emergenza

Alessandro febbraio 2nd, 2010

Novità::NewsSecondo un comunicato stampa della Cheyenne River Sioux Tribe, 3.000 pali della luce sono stati abbattuti durante le recenti forti tempeste. Il presidente della Cheyenne River Sioux Tribe, Joseph Brings Plenty, ha dichiarato lo stato di emergenza. Migliaia di residenti sono da almeno sei giorni senza acqua, calore ed elettricità e gli esperti riferiscono che l’attesa per il ripristino dell’energia elettrica nella riserva potrebbe essere lunga almeno un mese. E le temperature sono ancora molto sotto lo zero. La riserva di Cheyenne River raggiunge circa le dimensioni del Connecticut con circa 15.000 membri tribali. La mancanza d’acqua è adesso un problema che interessa tutta la riserva. La Guardia Nazionale del Sud Dakota, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza nonché l’Army Corps of Engineers sono intevenuti fornendo alcuni generatori di emergenza. La Wal-Mart ha inviato una fornitura di prodotti alimentari d’emergenza,  e la Nazione Navajo un aiuto di uomini per il ripristino delle linee elettriche. Tuttavia occorre ancora aiuto. Non vi è un rifugio abbastanza grande per tutti i residenti tribali; sono necessari generatori aggiuntivi per creare nuovi centri di assistenza. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 0.0/5 (0 voti grazie)

Magliette, museo, conferenza, dagli USA all’Italia

Alessandro gennaio 31st, 2010

Il Museo Nativo Americano di Cuveglio e Tatanka Clothing

Novità::NewsTradizione + Cultura, “Per il popolo con il popolo”. Si apre con questo slogan il sito web Tatanka Clothing. In cui, si legge, “Si tratta di abbigliamento di resistenza. I nostri modelli sono creati con alcuni motivi educativi, la società è stata costituita con idee e ambizioni creative per avere un impatto sulle generazioni di ieri, oggi e per le future sette generazioni”. La cosa che ci colpisce, e che speriamo sia sincera, sono le altre spiegazioni che leggiamo sul sito: “Noi sosteniamo il pensiero indipendente al di là dei cortili delle scuole di lavaggio del cervello delle istituzioni e dei media controllati dalla propaganda. Tatanka significa Bisonte in Lakota. I Bisonti sono stati portati al popolo come un dono dal Creatore. Sono stati utilizzati come una risorsa fondamentale nella vita quotidiana. Tatanka fornisce abbigliamento, alloggio, cibo, arte, e gli strumenti per il popolo. Così ora Tatanka Clothing è qui a vestire la gente con stile, ancora una volta. Tatanka Clothing è orgogliosa di essere al 100% gestita e di proprietà Indiana”. Ottima notizia, comprando l’abbigliamento di questa società, sappiamo che i nostri soldi contribuiranno a quanto da loro dichiarato, e che finiranno in mani Native. Un buona iniziativa, senza dubbio, ci pare giusto segnalarla. Dagli USA passiamo all’Italia, con una domanda:
Lo sapevate che in Italia esiste un Museo degli Indiani d’America? Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (1 voto grazie)

Lettera a: La Stampa.it

Alessandro gennaio 29th, 2010

Novità::NewsLettera indirizzata a: lettere@lastampa.it, stampaweb@lastampa.it

Gentile Redazione, gentile Direttore, scrivo per sottoporvi alcune riflessioni, a mio giudizio molto importanti, che nascono spontanee dopo aver letto l’articolo di Elena Loewenthal “La Shoah, il Giorno della Memoria” pubblicato sul vostro giornale in data 27/01/2010.
Mi presento, il mio nome è Alessandro Profeti, e attraverso il Blog Nativi Americani.it cerco di educare ad una conoscenza corretta delle culture dei popoli Nativi Americani, delle loro storie e della loro attualità. Mi unisco a tutti coloro che nel “Giorno della Memoria” desiderano scrivere, e ricordare, quanto è accaduto al popolo ebraico, gli orrori delle violenze naziste, lo sterminio messo in atto al fine di raggiungere “la soluzione finale”. Mi unisco al dolore delle famiglie, degli stessi sopravvissuti a queste violenze, e desidero, vivamente e ardentemente, che tutto ciò rimanga bene impresso nella memoria collettiva dell’intera Umanità, al fine di non vedere mai più una tale fredda ideologia distruttiva, né constatarne mai più gli effetti devastanti. Uno dei miei sogni, che spero di realizzare, è di poter visitare i campi di sterminio insieme alla mia famiglia, ma soprattutto di farlo con i miei figli.
Tuttavia, cito un brano dall’articolo a cui mi riferisco in apertura di questa mia lettera, sul quale vorrei dissentire, senza per questo spostarmi di un millimetro da quanto sopra appena scritto.
Il brano è il seguente:
“Perché la Shoah è un evento unico?
Dopo la Shoah è stato coniato il termine «genocidio». Purtroppo il mondo ne ha conosciuti tanti, e ancora troppi sono in corso sulla faccia della terra. Riconoscere delle differenze non significa stabilire delle gerarchie nel dolore: come dice un adagio ebraico «Chi uccide una vita, uccide il mondo intero». Ma mai, nella storia, s’è visto progettare a tavolino, con totale freddezza e determinazione, lo sterminio di un popolo. Studiando le possibili forme di eliminazione, le formule dei gas più letali ed «efficaci», allestendo i ghetti nelle città occupate, costruendo i campi, studiando una complessa logistica nei trasporti, e tanto altro. La soluzione finale non è stata solo un atto di inaudita
violenza, ma soprattutto un progetto collettivo, un sistema di morte”.
No, nella storia vi è un precedente, proprio di fredda, determinata progettazione, di uno sterminio su vasta scala:
quello dei popoli Nativi Americani. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (4 voti grazie)

Howard Zinn, grazie…

Alessandro gennaio 28th, 2010

Grazie Howard Zinn!

Novità::NewsLo storico Howard Zinn, considerato uno dei più importanti studiosi della sinistra radicale statunitense, è morto, a causa di un infarto, a Santa Monica, in California, all’età di 87 anni.
Autorevole studioso di fama internazionale, professore emerito di scienze politiche e storia contemporanea presso la Boston University, Howard Zinn è stato tra i più brillanti storici degli Stati Uniti d’America. E’ celebre per aver scritto il controverso saggio “Storia del popolo americano” (titolo originale “A people’s history of United States”), nel quale racconta la storia degli Usa partendo non dai presidenti o dalla classe dirigente, ma da quelle persone escluse dalla storia, ovvero i poveri, i Nativi Americani, gli schiavi di colore, le donne, insomma i cosiddetti “vinti”. Pubblicato nel 1980 con una tiratura di 5.000 copie, “Storia del popolo americano” aveva venduto fino al 2003 più di un milione di copie solo negli Usa e ha ricevuto pubblici apprezzamenti da noti personaggi come Matt Damon, Ben Affleck, Oliver Stone e Bruce Springsteen. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (2 voti grazie)

Avatar, il film…

Alessandro gennaio 27th, 2010

Novità::NewsAvatar, l’ormai popolarissimo film di James Cameron, è da tempo al centro di varie opinioni e anche accese critiche, che da un lato vedono nella storia rappresentata dal film degli accenni razzisti, dall’altro un antiamericanismo evidente. Seguendo gli articoli usciti sul web, ad esempio, il Daily Telegraph ha scritto che la storia di un Marine bianco che salva una razza aliena perpetua la “favola del messia bianco” e suggerisce che i non-bianchi sono genti primitive incapaci di salvarsi da sole. Il popolo dei non bianchi, nel film, è rappresentato dai “Na’vi”, che da molti sono assimilati ai Nativi Americani. Come diversi di voi sapranno, l’eroe del film è un Marine che viene inviato su un pianeta popolato da alieni dalla pelle blu per infiltrarsi tra di loro, ma finisce invece per guidarli nella resistenza contro l’invasore bianco e per innamorarsi di una di loro. David Brooks, riporta sempre il Telegraph, ha scritto sul New York Times che “Avatar” è basato “sullo stereotipo che i bianchi sono razionali e tecnologici mentre le vittime del colonialismo sono spirituali e atletiche. E’ centrato sull’idea che i non-bianchi hanno bisogno di un Messia che guidi le loro crociate”. Brooks afferma che Avatar segue una tradizione di film di questo genere iniziata negli anni ‘70 con il western “Un uomo chiamato cavallo” e proseguita con film come “Balla coi lupi” e “L’ultimo samurai”. Robin Lee, l’attrice nera protagonista dell’ultimo film hollywodiano di Muccino, paragona “Avatar” a “Pocahontas” e dice: “Dà veramente fastidio. Sarebbe bello se ogni tanto potessimo salvarci da soli”. In effetti, il video che abbiamo inserito in questo nostro articolo, sovrappone le immagini del film “Pocahontas” all’audio del trailer di “Avatar”: il risultato sorprende per la perfetta aderenza! Ma non tutti la pensano così. George Monbiot ha scritto sul quotidiano Guardian: “Certo, il film è una metafora dei contatti tra diverse culture. Ma è una metafora ben precisa: si riferisce alla storia del rapporto tra gli europei e le popolazioni native dell’America”. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 4.5/5 (2 voti grazie)

Lettera da Domenico…

Alessandro gennaio 25th, 2010

Lettere dai nostri lettori

Novità::NewsDomenico Marcolini, nato a Cattolica, ci ha contattato, scrivendoci una lettera poichè non ha l’email, per raccontarci della sua passione per i Nativi Americani e per chiederci alcune cose. Ci siamo sentiti per telefono, e con il suo consenso vogliamo pubblicare sul Blog alcune parti della sua lettera  e delle sue riflessioni, condividendoli con voi.. “Ricordo ancora come fosse ieri il mio approccio con i Nativi. Nella mia infanzia nei film, erano sempre i cattivi!!! Ma io ero affascinato dai “cavalli”, e mi dicevo: per me sono più cattivi i Cow Boy, guarda lì quel povero cavallo, gli mettono una sella così grossa, due borse, il fucile, le briglie…invece gli indiani gli mettono solo una coperta, e a volte nemmeno quella…così, nella mia ingenutà di bambino, cominciai ad ammirare questa gente, anche se poi non mi interessai più di tanto, giusto guardare qualche film tipo “Soldato blu” o “Piccolo grande uomo” dove trovai la conferma dei miei pensieri, e null’altro successe fino al 1995 circa, anno in cui trovai un libro di Edda Scozza, “Voci indiane del Nord America”, dove tra l’altro parlava del caso “Peltier” e lasciava il sumo recapito (di Edda) per chi voleva collaborare al “C.D.L.P.” Italia che aveva costituito da qualche tempo…per farla breve, contattai il “Comitato Difesa Leonard Peltier Italia” e collaborai per alcuni anni dove tra l’altro conobbi Maria Paola Valenti che con piacere ritrovo nel tuo sito, e vedo che lei non si è fermata, a differenza di me che negli ultimi 10 anni ho fatto molto poco (se non niente…per quel che può valere una cartolina a Leonard). Ora invece ho di nuovo cambiato lavoro, e ogni tanto ho del tempo libero…[..]..Ti ringrazio ancora per quello che stai facendo, sai, una volta avevo scritto al giornalino del CDLP Italia dicendo che secondo me i Nativi stanno conducendo una guerra contro gli USA, ma a differenza dei terroristi, e/o gruppi estremisti, i Nativi non usano né bombe né armi, perché le loro armi sono le parole, le loro bombe la verità,…e tu da solo mi sembri quasi un esercito..”. 
Domenico ha scritto  una lettera al presidente Barack Obama, che è la seguente:
“Mr. President, I’m writing to you regarding the case of Leonard Peltier. These have been numerous television, radio, newspaper and magazine articles about Mr. Peltier case… Once, a great man said: “I have a dream…” but that dream was “black and white”…now the time has come that a great man that dream color…Who can color that dream!??? (We can???!). Justice for Leonard Peltier, justice for Native People, then that dream wil be very more TRUTH ad COLORED”. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (2 voti grazie)

USA: la saga delle scuse ai Nativi..

Alessandro gennaio 20th, 2010

Novità::NewsWASHINGTON - E’ una scusa che non ha detto ad alta voce una scusa vera? Che cosa succede se la persona che esprime le scuse non richiama l’attenzione su di esse? Queste sono domande che alcuni cittadini tribali chiedono, dopo aver saputo che il presidente Barack Obama ha firmato una risoluzione di scuse ai Nativi Americani il 19 dicembre come parte di un disegno di legge sugli stanziamenti di spesa per la difesa. La risoluzione è stata presentata al Congresso e al Senato era passata come normativa stand-alone in autunno. (Ma non è tutto oro quel che luccica, nota nostra…). Inizialmente è stata introdotta come misura che intende “ufficialmente chiedere scusa per le pessime politiche del passato da parte del governo degli Stati Uniti verso i popoli Nativi Americani e per riaffermare l’impegno del governo attuale verso la guarigione delle ferite della nazione americana e per lavorare verso rapporti più radicati nella riconciliazione”. La sua legge è stata approvata al Senato nel 2008 e nel 2009. La versione firmata da Obama è diventata annacquata, non fa delle scuse dirette da parte del governo, ma si scusa “a nome del popolo degli Stati Uniti a tutti i popoli nativo per i molti casi di violenza, maltrattamento, abbandono inflitti ai popoli indigeni da parte dei cittadini degli Stati Uniti “. La risoluzione include anche un disclaimer: Nulla in esso autorizza o supporta tutte le rivendicazioni legali contro gli Stati Uniti, e la risoluzione non risolve alcun reclamo. Anche con questo linguaggio generico,  le scuse sono storia, ma la Casa Bianca non ha fatto annunci aggiornati su di essa. Né Obama ha espresso le sue scuse a tutte le tribù o ai cittadini indiani. Alla Conferenza Tribale della Casa Bianca del 5 novembre, Obama ha rilevato, tra le altre osservazioni, che sono stati violati i trattati con le tribù e affermato che erano state fatte ingiustizie contro di loro, ma lui non ha fatto le sue scuse esplicite. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (1 voto grazie)

Persecuzione religiosa dei Nativi Americani

Alessandro gennaio 19th, 2010

Novità::NewsLe persecuzioni religiose sono state per la mia gente un’amara realtà sin da quando ebbe inizio l’illegittima occupazione della nostra madre terra, nel 1492 con il risultato che abbiamo perso la nostra lingua e le nostre pratiche culturali. Di fatto il Governo Federale dichiarò fuori legge la nostra religione nel 1884 …sino al 1904. Poi ampliarono le loro leggi e arrivammo al 1930. Nel 1890 in un luogo chiamato Wounded Knee Creek in Sud Dakota, un gruppo di Nativi Americani si riunì per praticare una celebrazione religiosa nuova per l’epoca, la Ghost Dance. Il Governo Federale non lo approvò e così mandarono il Settimo Cavalleria. Questi divisero le donne e i bambini da una parte, gli uomini dall’altra, li disarmarono e gli spararono. Massacrarono circa 250 Nativi perché stavano praticando la loro religione, e come ulteriore insulto gli Stati Uniti ricompensarono quei coraggiosi soldati con medaglie all’onore del Congresso, ossia la più alta decorazione militare riconosciuta dal governo degli stati Uniti. Domando a ognuno di voi: cosa c’è di così eroico nell’uccidere donne e bambini indifesi??? Ogni tribù d’America ha una storia simile da condividere come il Bloody Island Massacre per i Pomo qui in California e ancora…e ancora…Malgrado la legge American Indian Religious Freedom del 1978 abbia abolito alcune restrizioni alle nostre pratiche tradizionali, noi abbiamo bisogno di ulteriori garanzie che la nostra religione verrà salvaguardata. Oggi siamo qui a chiedere che a tutti i nostri prigionieri politici venga consentito di partecipare a quelle cerimonie che la nostra gente pratica dall’inizio dei tempi. Vogliamo ulteriori legittime garanzie per la protezione dei nostri sacri siti e dei luoghi di sepoltura sacri. Il Federal Bureau e il sistema penitenziario degli Stati Uniti debbono contribuire alla tolleranza nei confronti dei molti differenti Credo e modificare la propria chiusura mentale nel trattamento dei nostri prigionieri politici. Sarebbe bello vedere gli Stati Uniti degli Americani, terra di uomini liberi…. dimora del coraggio, onorare la legge sulla libertà religiosa del 1998. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 4.0/5 (1 voto grazie)

Lavetta Elk e il Trattato Fort Laramie 1868

Alessandro gennaio 15th, 2010

Novità::NewsUna sentenza basata su un Trattato del 1868 fa pagare al governo federale $ 650,000 a favore di una donna Nativa assalita da un reclutatore dell’esercito.
Lavetta Elk, sposata e madre di due figli, membro della comunità Sioux Oglala, è una fra le tante donne che hanno denunciato di essere state assalite sessualemnte da reclutatori dell’esercito. In base alla documentazione richiesta dall’Associated Press, in un solo anno, nel 2005, più di 80 reclutatori sono stati puniti per questo tipo di azioni. Il suo assalitore, il Sergente Joseph Kopf, si è visto ridotto di rango ed è anche stato rimosso dall’incarico di reclutatore, e ad Elk è stato riconosciuto un risarcimento. Ma solo per farsi medicare, come riporta Chet Brokaw sul Mitchell S.D Republic. Joseph Kopf aveva fermato Lavetta Elk in una zona isolata della riserva di Pine Ridge, tentando di baciarla e palpandole il seno contro la sua volontà. Allora Elk ha intentato una causa in base al trattato di Fort Laramie del 1868 che, secondo una precedente sentenza di un giudice federale fatta nel mese di Aprile,  prevede un risarcimento anche per il reddito perso, lo stress emotivo e il dolore e la sua sofferenza . Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 4.7/5 (3 voti grazie)

Olimpiadi 2010: Il no dei Nativi Americani

Alessandro gennaio 12th, 2010

Novità::NewsRaccogliamo e pubblichiamo alcuni video che spiegano i motivi della protesta e della Resistenza di molti Nativi Americani alle prossime Olimpiadi Invernali del 2010. Nel primo video: il 21 dicembre 2009, La Torcia delle Olimpiadi 2010 ha attraversato il fiume Grande per entrare nel cuore del territorio Nativo delle Sei Nazioni. All’inizio del mese, la gioventù delle sei Nazioni, nonché Uomini e Donne del Fire Councils hanno deciso che la torcia non dovesse entrare nel cuore della loro terra. “Abbiamo già un fuoco su questa terra!” La torcia è stata costretta a deviare e la giornata è stata un successo per la gente delle Sei Nazioni e per il Movimento di Resistenza ai Giochi Olimpici. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 4.0/5 (1 voto grazie)

Attacco a Kevin Annett, episodio vergognoso..

Alessandro gennaio 12th, 2010

Novità::NewsDal Blog di Brenda Norrell apprendiamo che Kevin Annett è stato attaccato e picchiato da due assalitori a Vancouver, appena due giorni dopo aver pubblicato un articolo sulla chiesa e la complicità del governo nel traffico di bambini sulla costa occidentale del Canada. Annett ha riportato tagli, lividi, e almeno una costola rotta a causa delle percosse dei due assalitori, uno dei quali è collegato ad un agenzia della chiesa canadese. Nel suo comunicato  Annett ha affermato:
“Ho aspettato a commentare l’attacco a causa del mio bisogno di riposo per reecuperare le forze, ma le preoccupazioni di molte persone mi hanno spinto rendere pubblico quello che mi è accaduto. Mercoledì scorso, 6 gennaio, intorno alle 9 del mattino, stavo assistendo una donna sfrattata che raccoglieva le sue cose, in una pensione presso 566 Powell Street nell’ East Side di Vancouver. Due uomini improvvisamente hanno fatto irruzione nella stanza, e uno di loro, alto, di nome Dave, che è apparentemente il responsabile della costruzione ed ex dipendente dell ‘Union Gospel Mission, ha iniziato a prendermi a pugni e calci.  Ho riportato gravi ferite al collo e alla schiena, una contusione e probabilmente una costola rotta a causa dell’aggressione. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (2 voti grazie)

Canada: donne Native scomparse, vergogna nazionale

Alessandro gennaio 8th, 2010

Novità::NewsI camion della torcia olimpica sono sfrecciati lungo la Trans-Canada Highway in Manitoba, ma quando hanno attraversato il fiume Whitemouth, in un incrocio poco distante, una più lenta e cupa processione ha avuto luogo. Di cavalli. Sette di loro, portano i leader delle comunità indigene, dalle vicinanze del fiume Roseau e da lontano, come dalla Canupawakpa Dakota Nation, vicino al confine con Saskatchewan. Sono venuti in questo tratto di strada da quasi 100 chilometri a sud-est di Winnipeg, in auto, furgoni e autobus, per attirare l’attenzione sulla situazione delle donne Native disperse e uccise in Canada. La manifestazione è stata pacifica, e non ha ostacolato il passaggio della torcia. Allan Courchene, il preside del liceo della Sagkeeng First Nation, ha portato un gruppetto di ragazzi con 90 minuti di processione, nelle prime ore del mattino. ” Ho portato i nostri studenti per sostenere la causa delle nostre donne che sono scomparse “, ha detto, aggiungendo che questi casi devono essere esaminati con più urgenza. “Noi non protestiamo contro gli atleti”, ha affermato il direttore Terrance Nelson, della Roseau Anishinabe River First Nation. “Accogliamo loro con favore. Ma vogliamo ricordare alla gente … cosa sta succedendo al nostro popolo”. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (3 voti grazie)

Stop alla vendita delle t-shirt razziste…

Alessandro dicembre 28th, 2009

Stop alla vendita delle magliette razziste

Novità::NewsA Rapid City, un incidente, per così dire, suscita forti emozioni tra i Nativi Americani, e la causa sono delle T-shirt. Su una delle magliette “incriminate” si legge: “Il mio nome indiano è ubriaco che striscia” (My Indian Name is Crawling Drunk) e un’altra scritta recita: “Il mio nome indiano è bevo come un pesce” (My Indian Name is Drinks Like Fish). Le magliette ‘erano’ disponibili presso il negozio Extra nel Mall Rushmore a Rapid City. La responsabile del negozio, Tiffany Skavang, ha detto che ha ricevuto una denuncia per la vendita di queste magliette con stampate scritte razziste. Il personale ha preso immediatamente le camicie dagli scaffali, togliendole dalla vendita, ma il messaggio disturba ancora i Nativi Americani, e così è anche per Nicole Prairie Chicken. Lei è sconvolta per queste etichette razziste, e afferma che la percezione della sua cultura deve essere spostata alle sue lotte. “L’atteggiamento giusto da conoscere, deve essere diverso. La prospettiva, ciò che le persone Native sono in realtà, deve essere focalizzata sui loro successi, e non esclusivamente sui loro problemi”, afferma Prairie Chicken. Guarda il video cliccando qui. Skavang ha dichiarato che non voleva offendere nessuno e si è mostrata dispiaciuta. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (3 voti grazie)

Crow Creek: richiamo all’azione!

Alessandro dicembre 28th, 2009

Crow Creek Land

Novità::NewsLa terra dei Crow Creek non è in vendita!
La più perfida tra le scimmie è fuori dalla gabbia e comprende la realtà. Le altre scimmie sono all’interno della gabbia e sognano l’illusione della libertà.
L’accampamento di Brandon Sazues nel bel mezzo della prateria, offre un’immagine solitaria ma toccante quando arriviamo mercoledì. A dispetto del freddo pungente e del vento il giovane capo tribale dei Crow Creek ha preso posizione a fronte dell’ennesimo furto da parte degli stati Uniti della terra Dakota, dicendoci che la terra dei Crow Creek non è in vendita né mai lo sarà. Dopo aver organizzato il suo campo sotto una torre per l’aggiornamento dati sul vento, Sazues si è impegnato a restare accampato su quel pezzetto di terra per tutto il tempo necessario ad ottenere giustizia. La terra fa parte dei 7112 acri rubati recentemente dal governo degli Stati Uniti che vanno ad aggiungersi all’acquisizione illegale di terre del 21simo secolo. Dal momento che la terra ora non è tenuta come trust, il 4 dicembre 2009 l’Internal Revenue Service ha colto l’occasione per impadronirsene e venderla all’asta per giustificare il saldo di una vergognosa tassa di $ 3.123.790.
Sebbene la maggior parte del territorio dei Crow Creek sia situato all’interno della contea più povera degli Stati Uniti, il territorio disputato pare che possegga zone di primaria importanza per lo sfruttamento dell’energia eolica. Dal momento che le riserve di combustibile fossile del pianeta diminuiscono mentre le risorse alternative sono sempre più ricercate, il territorio dei Crow Creek diviene di giorno in giorno più attraente per gli interessi stranieri. Chiunque riesca a sviluppare il sito dell’energia eolica farà una fortuna. Questo aspetto della faccenda non è sfuggito a Sazues.
Tutti quelli che conoscono la storia dei Dakota, dai tempi delle invasioni e della conquista, non potranno che sentirsi colpiti di fronte all’attacco verso i territori tribali di gente che ha già sofferto così tanto. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (2 voti grazie)

Buone feste a tutti! Happy Holidays to all!

Alessandro dicembre 21st, 2009

Buone Feste 2009 a tutti voi!

Novità::NewsBuone feste a tutti voi, alle vostre famiglie e ai vostri cari. Anche quest’anno ci onoriamo di farvi i nostri auguri, ringraziandovi, qualunque sia la latitudine e longitudine in cui vi trovate, per essere con noi quotidianamente, leggendo il Blog, scrivendo via email, commentando gli articoli, partecipando attivamente; tutti insieme condivendo le finalità che ci accomunano, tutti insieme per dare eco e sostanza alle voci dei Popoli Nativi Americani, tutti insieme, singole persone e associazioni, tutti insieme CON i Popoli Nativi Americani, tutti insieme ancora. Per noi, non c’è miglior regalo di questo. Grazie, mille buone cose a tutti, Alessandro e Bianca. Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (4 voti grazie)

Crow Creek Sioux: la terra non si vende!

Alessandro dicembre 18th, 2009

Novità::NewsIl 3 dicembre 2009, l’Internal Revenue Service illegalmente ha messo all’asta 7.100 ettari di terra tribale situata della riserva Crow Creek Sioux.
Il terreno è di proprietà della Crow Creek Tribal Farms, Inc., una società tribale con distinta personalità giuridica dalla Tribù Crow Creek Sioux.
Secondo la causa, l’IRS ha messo all’asta il terreno per recuperare più di 3,1 milioni dollari in tasse federali di lavoro dovute dalla tribù. A causa di una consulenza fiscale errata ricevuta dal Bureau degli Affari Indiani, la Crow Creek Sioux Tribe è diventata morosa nel pagamento delle tasse di occupazione raccolte entro l’inizio del 2003. La tribù ha quindi intentato una causa presso il Tribunale distrettuale di Pierre cercando di bloccare la vendita. Il giudice Robert A. Lange ha rigettato la loro richiesta, ma ha promesso di programmare un processo per ascoltare le argomentazioni della tribù. Come anticipato nell’articolo, tutto inizia quando Il BIA, sbagliandosi, ha comunicato alla tribù che, dato che essa è riconosciuta dal governo federale, non è necessario che pagasse le tasse di occupazione federale. L’asta era necessaria perché la tribù è alla ricerca di un prestito per pagare la propria dichiarazione dei redditi, secondo quanto è specificato nella causa. La tribù però sostiene l’IRS non può legalmente togliere e vendere la terra, perché è di proprietà della Crow Creek Tribal Farms Inc., una società istituita dalla tribù che non è legalmente responsabile del pagamento dei debiti fiscali della tribù. I membri della tribù vivono e sono vissuti su questa terra per molto tempo, secondo il loro costume. I membri e gli antenati della tribù sono morti e sepolti qui. Queste terre sono così importanti per loro che la tribù ha contratto dei debiti per acquistare la terra come parte del suo sforzo di ricomposizione fondiaria allo scopo di ingrandire i confini della riserva stessa. La tribù sostiene inoltre che il sequestro è illegittimo perché la terra non può essere presa senza l’approvazione del Congresso e l’IRS non ha seguito una legge federale che richiede una valutazione di impatto ambientale per la vendita. La riserva Crow Creek è stata creata dal trattato del 1868, legge del 29 aprile 1868, 15 Stat. 635, e al punto 6, della legge 2 marzo 1889, 25 Stat. 888. Conta una popolazione di 1.230 membri, suddivisi in due bande principali, Mdewakanton e Ihanktonwan.
Continua a leggere…

VN:R_U [1.8.1_1037]
Punteggio: 5.0/5 (1 voto grazie)

Pagina successiva »

Dal 14.07.07