Previsioni Forex 2018: come andrà a finire il confronto EURO/USD?

Cos’è il Forex?

Il Forex è il più importante e influente mercato finanziario esistente al mondo.
Si tratta di un mercato decentralizzato in cui le valute mondiali possono essere scambiate in ogni momento e a un prezzo concordato dal mercato stesso.
In poche parole, quando si parla di Forex trading si fa riferimento alla compravendita simultanea di valute, che vengono scambiate sempre in coppia.
La coppia di valute maggiormente scambiata è l’EUR/USD (euro e dollaro).
Quando si analizza il tasso di cambio EUR/USD quello che si vuole conoscere è la quantità di dollari (valuta di quotazione) che è possibile acquistare per un euro (valuta di base).
Al giorno d’oggi, il tasso di cambio EUR/USD è pari a 1,22641. Ciò sta a significare che, per ogni euro speso, si ottengono 1,22641 dollari.
Quindi, quando il tasso di cambio aumenta, la valuta di quotazione si rafforza a scapito di quella di base. Al contrario, quando il tasso diminuisce, è la valuta di base a rafforzarsi a dispetto della valuta di quotazione.
Fino a qualche decennio fa, prima che il fenomeno del trading on-line si diffondesse, il Forex trading era accessibile solo per le grandi istituzioni finanziarie, le società più importanti e le banche centrali.
Poi, con l’arrivo del nuovo millennio e, soprattutto, di internet, il mercato del Forex ha subito grossi stravolgimenti. Ora, infatti, è possibile anche per i piccoli investitori accedere facilmente al mercato delle valute grazie a un semplice clic, con il supporto dell’intermediazione di broker specializzati.

Mercato del forex e tasso di cambio EURO/USD

Come detto in precedenza, il mercato Forex è decentralizzato e, non essendoci un vertice, sono gli intermediari a proporre una quotazione basata esclusivamente sui valori di mercato.
Uno dei presupposti basilari che riguardano il Forex è che il cambio non resta mai invariato nel tempo.
Ma quali sono le cause per le quali il rapporto tra valute varia?
Esso viene principalmente stabilito dalla domanda e dall’offerta, ma le variazioni possono dipendere in particolare da:
attività commerciali, ovvero acquisto di servizi di un’azienda da un’altra, che si trova in un paese dove vige una valuta diversa;
turismo, quando sono le persone a spostarsi in paesi con valute differenti;
speculazioni finanziarie, quelle che si effettuano sul Forex, con l’obiettivo di comprare e vendere valuta per ottenere guadagni in base ai movimenti dei prezzi. Questi ultimi possono essere di due tipi: in salita (apprezzamento del tasso), o in discesa (deprezzamento del tasso).
Per questo motivo, si hanno due tipi di regime di tassi di cambio: il regime dei cambi monetari fluttuante e quello dei cambi monetari fisso.
Nel primo caso, le valute possono subire un deprezzamento o un apprezzamento in base alla domanda e all’offerta di mercato (come per l’euro nei confronti del dollaro).
Nel secondo caso, il regime dei cambi fisso prevede che due valute non siano mai libere di fluttuare oltre determinati parametri, cosa possibile grazie all’intervento delle banche centrali.
Va detto, però, che se è vero che un regime di tasso dei cambi fisso favorisce le esportazioni, è anche vero che per intervenire nel caso, ad esempio, di uno squilibrio nella bilancia dei pagamenti, bisogna adottare politiche capaci di diminuire le importazioni e aumentare il tasso di interesse, situazioni, queste, che possono causare delle crisi interne al paese.
Un regime dei cambi variabili, invece, incentiva il naturale riequilibrio della bilancia dei pagamenti, visto che la moneta può essere svalutata, rendendo, di conseguenza, più competitive le esportazioni del paese.
Ecco come i tassi di cambio variabili favoriscono le speculazioni sulle valute, come quelle effettuate sul Forex.

Le previsioni Forex per il 2018 sul confronto EURO/USD

Partendo dal bilancio del 2017 gli esperti hanno provato a formulare delle previsioni per l’anno appena cominciato.
Per cercare di comprendere su quali basi si fondano le loro analisi, dobbiamo ricordare che non ci sono differenze rilevanti tra i market mover (i fattori che fanno muovere il mercato) dell’ euro/dollaro rispetto a quelli degli altri cambi.
I principali market mover restano il tasso di interesse e l’inflazione.
Poi ci sono i parametri riguardanti l’economia reale: le vendite, il PIL, e i dati sul lavoro e sulla produzione.
Il 2017 si è contraddistinto per un trend al rialzo, anche se in molti profetizzavano addirittura il raggiungimento della parità euro/dollaro. Eppure, già a inizio febbraio, il tasso di cambio toccava i massimi trimestrali e, da quel momento, l’euro non si è più deprezzato.
Gli analisti si sono chiesti quale sia il motivo per cui il tasso è aumentato fino a questo punto. La risposta sta proprio nell’economia reale.
I paesi dell’ Euro zona non solo sembrano usciti dalla crisi, ma sono andati addirittura oltre le previsioni. Gli esperti prevedono che l’Europa continui a percorrere il cammino della crescita e che il 2018 sarà molto simile allo scorso anno. L’ euro sembra, dunque, destinato ad apprezzarsi, anche se va ricordato che quest’anno dovranno svolgersi importanti elezioni (come quelle in Italia e in Catalogna) che possono incidere non poco sull’andamento dei mercati.
Per questi motivi, nonostante per alcuni esperti appaia ben tracciato, il panorama resta abbastanza incerto.

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