Resistenza degli Shoshoni sul Monte Tenabo
Alessandro dicembre 8th, 2008
“Al momento sto seduta qui a piangere, la società mineraria ci sta strappando i nostri cuori e le budella… La società mineraria canadese ci ha tagliato fuori dal lungo lato dove teniamo le nostre cerimonie.” Joyce McDade, Western Shoshone Grandmother.
Crescent Valley, Newe Sogobi ( Nevada). Mentre le festività si avvicinano e il mondo guarda il neo eletto presidente Obama , tornato in Nevada, per Harry Reid leader della maggioranza in senato, è ancora e sempre business. I legali delle tribù dei Western Shoshone e le organizzazioni indigene ambientaliste no-profit hanno depositato una richiesta presso la corte federale distrettuale di Reno, NV, allo scopo di ottenere un ordine restrittivo contro la costruzione di una delle maggiori miniere d’oro a cielo aperto del paese, sulle pendici del monte Tenabo, luogo sacro. Sul posto, la compagnia mineraria ha già dato inizio all’abbattimento della foresta di pini con macchinari pesanti, sradicando alberi al ritmo di 30 acri al giorno. Nell’attesa della sentenza della Corte e sentendosi costretti ad agire immediatamente, mercoledì 26 novembre un gruppo di anziane Shoshone si sono messe in viaggio verso il sito della supposta miniera per condurre una giornata di resistenza contro la distruzione della zona e l’approvazione della miniera da parte degli Stati Uniti. Il monte Tenabo è un posto molto familiare ai racconti sulla creazione degli Shoshone, è vicino alla loro vita spirituale, alle pratiche medicinali, nutrizionali, alle piante e alle rocce cerimoniali e il tutto continua ancora oggi ad essere utilizzato dagli Shoshone per le cerimonie sacre e le pratiche culturali. Nel corso degli anni decine di migliaia di individui e di organizzazioni dagli Stati Uniti e dal resto del mondo si sono uniti agli Shoshone per dare voce all’opposizione contro la miniera. Infatti si tratta della realizzazione della miniera più contrastata del mondo. ” Vogliamo che stiano alla larga dalla montagna, quello in atto è un genocidio spirituale. Distruggere la nostra montagna significa distruggere noi. Portare via l’acqua alla montagna significa condannarla a morte. Non esiste altro modo. Agiremo in qualsiasi modo riterremo necessario. Ci appelleremo alla corte degli Stati Uniti, resteremo su questa montagna per supporto e faremo appello alle genti di tutto il mondo perché siano al nostro fianco solidali” afferma Carrie Dann, Western Shoshone Granmother, direttore esecutivo del Defence Project dei Western Shoshone e assegnataria del Right Livelihood Award ( premio Nobel per la pace alternativo N.d T.). La Barrick Gold Corporation, la più grande compagnia al mondo per l’estrazione dell’oro, con sede in Canada, sta pianificando di costruire e operare nella zona attraverso il Cortez Hills Expansion Project. L’area si estende interamente all’interno del territorio della Nazione dei Western Shoshone, territorio riconosciuto nel 1863 con il Trattato di Ruby Valley. La miniera produrrebbe un’esplosione e scaverebbe sul monte Tenabo una voragine a cielo aperto di circa 900 acri (un acro equivale a circa 4 ettari N.d T.) e profonda 2000 piedi (un piede equivale a 0,3048 m N.d T.) Esso dovrebbe includere diversi dispositivi per lo smaltimento dei rifiuti e impianti di trasformazione (incluso un impianto di lisciviazione con cianuro) per lo smaltimento di 1577 milioni di tonnellate di roccia, 53 milioni di materiale sterile e 112 milioni di tonnellate di materiale di scarto lisciviato.
La miniera dovrebbe includere un esteso sistema di drenaggio delle acque sotterranee per defluirle e inoltre degli acquedotti per trasportare l’acqua lontano dalla montagna. In totale, la miniera distruggerebbe per sempre circa 6800 acri di territorio a ridosso e intorno al monte Tenabo, il cui 90% e oltre è classificato territorio federale. Nel 2002 e nel 2003 il BLM ( Bureau of Land Management N.d T.) ha condotto una serie di sequestri armati nella stessa zona, a partire dal bestiame e dai cavalli della famiglia Dann, con la motivazione che i Dann stavano “sconfinando” in territorio pubblico. I Dann, uniti ai Western Shoshone, hanno sfidato gli Stati Uniti in nome dei loro territori ancestrali come riconosciuto dal trattato di Ruby Valley del 1863 che riconosce i diritti dei Western Shoshone su gran parte del territorio del Nevada. Questa battaglia legale è giunta comunque dinanzi alla Corte Suprema e all’International Fora.
A marzo 2006 la Commissione sull’ Elimination of Racial Discrimination, CERD, ha emanato una sentenza il cui testo del trattato è stato elaborato dalle Nazioni Unite e ratificato nel 1993 dagli Stati Uniti.
La sentenza emessa dal CERD e riconfermata quest’anno, esorta gli Stati Uniti a bloccare, desistere e porre fine a ogni ulteriore azione nei confronti del popolo dei Western Shoshone, compresi i tentativi legislativi di privatizzare le loro terre. Il CERD ha imposto agli Stati Uniti di fermarsi all’istante e dare il via a un dialogo con i Western Shoshone. La decisione fa riferimento nello specifico al monte Tenabo e alla distruzione delle terre Shoshone da parte delle compagnie minerarie. “Nel 1800 gli Stati Uniti inviarono la cavalleria per cacciare gli indiani e abbattere le nostre risorse alimentari come il bisonte. Ed oggi eccoli qui, pochi giorni prima del Giorno del Ringraziamento del 2008, a distruggere una Montagna che vive e le foreste di pini che per noi sono cibo. È quanto accade oggi ed è una vergogna!” dice Joyce Mc Dade, anziana dei Western Shoshone. Barbara Ridley, un’altra anziana dei Western Shoshone che ha partecipato all’iniziativa, si domanda “che cos’è il Giorno del Ringraziamento? Cosa abbiamo noi da celebrare? Non esiste alcun Giorno del Ringraziamento per la nostra gente. Ci dicono che la terra non è più nostra eppure noi continuiamo a disporne per il cibo, le piante e le cerimonie. Per noi questa montagna è importantissima e la gente dovrebbe rispettare la nostra richiesta di lasciarla in pace“. In giudizio, le parti lese sono rappresentate da Roger Flynn che fa parte di un’organizzazione legale no-profit, la Western Mining Action Project specializzata in diritto minerario. (Traduz. di Stefania Pontone). Foto e approfondimenti: Censored News
Fonte: http://nativeunity.blogspot.com/
Approfondimento: Western Shoshone Defense Project
Azione: No Dirty Gold
Leggi anche: Attiviamoci per le terre sacre Shoshone!
Tra le altre cose che gli Western Shoshone chiedono come aiuto, oltre alle azioni che già abbiamo intrapreso, vi è anche un supporto morale. E’ certo ben poca cosa, ma possiamo sostenerli o chiedere ulteriori informazioni scrivendo a Joyce McDade: EJMcDade20@wmconnect.com, wsdp@igc.org























LA CORTE RESPINGE L’INGIUNZIONE PER PROTEGGERE IL MONTE TENABO.
La Corte Federale di Reno ha respinto la richiesta di fermare ulteriori scavi di miniere nelle BARRICK CORTEZ HILLS sul Monte Tenabo. Gli interessi economici hanno prevalso sulle preoccupazioni per la sorte e lo scempio delle nostre zone sacre. Ma la lotta continua..Continueremo con ogni mezzo la nostra lotta legale per difendere questa importante area. Vi invieremo la sentenza appena l’avremo ricevuta. Di: Shannon Francis. (Segnalazione di Sonia).
Commento by Alessandro — 28 gennaio 2009 @ 09:31