L’angolo dei vari argomenti…
Alessandro novembre 20th, 2008
Questo è il posto giusto per inserire commenti, segnalazioni e altro che magari non trovano una collocazione adeguata nello spazio dei commenti agli articoli pubblicati, ovviamente sempre e rigorosamente in tema con i Nativi Americani o al massimo sui Popoli Indigeni.

































“Inauguro” subito questo spazio con una segnalazione che purtroppo ho visto solo adesso.
“Soconas Incomindios organizza una serie di incontri
itineranti per ascoltare le testimonianze di chi ha soggiornato e lavorato in Territorio Indiano
“Io c’ero -Esperienze di viaggio e di vita”
con Andrea Benso a Standing Rock, in North e South Dakota
Domenica 23 novembre, dalle ore 19.00, Alessandria, presso
Associazione Santo Graal, Forte Acqui, Via Casalcernelli,
49/c, 3388926250 – 3482696085.
Se vuoi puoi cenare con noi sei il benvenuto!”. (Da Soconas Incomindios).
Commento di Alessandro — 20 novembre 2008 @ 11:10
CIAO ALESSANDRO
RIAPRENDO ALCUNE PAGINE DEL TUO SITO SEMPRE RIGUARDO IL PASSAPAROLA DELLA LETTERA AL VATICANO HO TROVATO QUESTI LINK (UNO FORSE è STATO GIA’ CONTATTATO GLI ALTRI 2 NON MI PARE)
Attac Italia ha pubblicato il nostro articolo “Genocidio è la definizione giusta!”
http://italia.attac.org/spip/spip.php?article1825
Altra pubblicazione qui
E anche qui
CIAO
Commento di Virginia — 20 novembre 2008 @ 13:53
Ciao Virginia, i primi due sono stati contattati, l’ultimo link, che pubblica il nostro video sul Genocidio dei Nativi, no, perchè occorrerebbe tradurre la lettera in inglese. Prevelentemente, è importante far girare queste informazioni in Italia, almeno così penso, dato che il Vaticano è accanto a noi…in futuro senza dubbio tradurremo la lettera anche in inglese…Puoi cmq scrivere tutto ciò che riguarda la nostra lettera nei commenti ad essa dedicati, così non disperdiamo le info…
Commento di Alessandro — 20 novembre 2008 @ 14:09
ok ricevuto
Commento di Virginia — 20 novembre 2008 @ 19:31
Vi riporto questa iniziativa:
SOCONAS INCOMINDIOS partecipa a Torino, al Mercatino del Volontariato, sabato 29 e domenica 30 novembre, dalle 9 alle 18 (Cortile del Maglio, Borgo Dora, via Andreis 18).
Ci saranno spettacoli e musica anche per i bambini (vedi
programma su http://www.vetrinasolidarieta.it>) e potrai trovare idee poco costose per i regali di Natale.
Nel nostro stand troverai gioiellini indiani, oggetti
d’artigianato, libri, video, poster, stampe e un numero
speciale di TEPEE dedicato alla poesia di Rita Mestokosho
(Innu) a cura di Claudia Gasparini.
Se passi sabato pomeriggio potremmo poi cenare insieme
(dacci conferma al 3478207381). Se hai tempo libero e vuoi darci una mano sei benvenuto/a!
Meglio venire in autobus con le linee 11, 12, 19, 50, 51, 51
Commento di Alessandro — 27 novembre 2008 @ 10:30
Razzismo in USA…

Commento di Alessandro — 27 novembre 2008 @ 11:24
vignetta molto molto efficace…
Commento di gericho — 27 novembre 2008 @ 12:04
Stupenda…
Commento di sam_on — 27 novembre 2008 @ 12:37
Alessandro ha scritto:
Il prossimo appuntamento è a Lammari (Lucca) per domenica 7 dicembre dalle ore 20.00, presso Il Mitico Ranch, Via Selmi 34.
“Io c’ero… Esperienze di viaggio e di vita”
Cena “indiana”, musiche, immagini, racconti… Con Naila Clerici Introduce Armida Bandoni
La cena sarà prevalentemente a base di cibi originari
delle Americhe incluse le “tre sorelle” (mais, fagioli,
zucca) e la carne di bisonte; il tutto intervallato da
musiche, immagini, racconti… (per informazioni e prenotazioni per la cena: 3392612379, 3481401673)
Commento di Alessandro — 1 dicembre 2008 @ 16:27
Commento di Virginia — 1 dicembre 2008 @ 20:11
Aggiungo due segnalazioni riguardanti servizi video andati in onda sulla Rai. La prima è quella di Tankasi riguardante i Nativi Canadesi, andato in onda su Geo&Geo.
L’altro invece un servizio del TG2 che parla della restituzione delle Badlands ai Lakota, andato in onda nel giugno 2008 e segnalato da Penna di Corvo:
Commento di Alessandro — 9 dicembre 2008 @ 10:12
L’ Aclu della Louisiana e il Nativa American Right Found in Boulder, Colorado, hanno annunciato la vittoria di un bambino che frequenta la scuola pubblica nella Parrocchia di St. Tammany.
Curtis Harjo è un bambino di 5 anni che porta i capelli legati in una treccia. La tradizione di Harjo, come quella di molti altri nativi americani, è quella che i capelli non dovrebbero essere tagliati, fatto salvo quando vi è un lutto per la perdita di una persona cara.
Hanno consigliato alla madre che sarebbe stato necessario tagliare i capelli al figlio per continuare a fargli frequentare la scuola, anche se ciò può violare la propria religione.
La Aclu e il NARF rappresentano il bambino e la madre nella loro lotta per difendere i diritti di tutti ad esercitare la propria religione e ad esprimersi culturalmente.
L’ Aclu ha appena appreso che il sorpintendente Sloan ha invertito la sua decisione precedente e ha deciso di consentire a Curtis di frequentare la scuola continuando a portare i capelli legati in una treccia.
“Siamo così felici che Curtis Harjo e la sua famiglia si siano sollevati per la difesa dei loro diritti religiosi e culturali” ha detto Katie Schwartzmann, direttore giuridico della Aclu della Louisiana.
“Tutte le religioni sono meritevoli di rispetto e di protezione. A Curtis deve essere consentito di portate i suoi capelli in base alla sua identità religiosa e culturale così come ad uno studente cristiano è consentito portare un crocifisso a scuola.” ha continuato il direttore.
“Abbiamo voluto che Curtis possa andare a scuola senza pregiudizio.” ha detto Joni Harjo, madre di Curtis, “Ad alcune persone potrebbe sembrare che i nativi americani non ci sono più, ma noi siamo ancora qui. E’ molto importante per Curtis andare a scuola ed essere se stesso. Siamo felici.” ha continuato la donna.
Steven Moore, un avvocato del NARF, ha dichiarato:
“Noi al NARF siamo contenti che il soprintendente Sloan abbia preso la giusta decisione. Questo traguardo stabilisce un primato importante per la parrocchia St. Tammany e in tutti gli Stati UNiti, dove i distretti scolastici sono invitati a capire e rispettare le tradizioni del popolo indiano e dei bambini in età scolare. Siamo felici per Joni Harjo e suo figlio”.
Commento di Penna di Corvo — 17 dicembre 2008 @ 23:24
Ottima notizia, grazie Penna di Corvo, stimo personalmente molto NARF e il lavoro che fa, sapere che ogni tanto qualcosa va per il verso giusto, è davvero incoraggiante, proprio per quello che afferma la madre di Curtis, “Ad alcune persone potrebbe sembrare che i nativi americani non ci sono più, ma noi siamo ancora qui…”
Noi lo sappiamo, e la speranza è che siano sempre più le persone a saperlo, con il giusto approccio che ha dimostrato il soprintendente Sloan, sia pure dopo l’intervento di NARF e la ACLU.
Commento di Alessandro — 18 dicembre 2008 @ 13:42
Questa è una nota che ho scritto sul mio facebook, che però risulta accessibile solo agli amici di quello stesso sito.
vorrei condividere anche con voi la mia sensazione personale, perchè da qualche anno ho avuto prova di non essere l’unica a pensarla così…”Siamo tutti fratelli”
“RITORNEREMO A CAVALLO DEI NOSTRI SOGNI.
scritto sabato 17 gennaio 2009 alle ore 21.24
Il tempo che sa solo sbiadire, ma non cancellare…sbiadisce i ricordi, le certezze, ma anche il dolore e con lui anche la gioia.
Il tempo sa che ci fu un tempo in cui anche io fui libera ed indigena, in cui ho levato le mie piccole mani al sole toccando gli alberi e bevendo l’acqua del ruscello.
Erano giorni di rispetto verso tutti i miei compagni di viaggio.Un viaggio di cui non avremmo mai potuto immaginare l’atrocità ,perchè avevamo costruito nel tempo una società di amore e di accoglienza.
ACCOGLIEMMO I NOSTRI ASSASSINI, li coprimmo e li nutrimmo.
Quando il tempo si fa storia si perde un po’ di verità,qualcuno di potere può decidere di non raccontarvi le schifezze del suo popolo.
Ma neanche ora che il tempo è diventato secoli nessuno della mia tribù può dimenticare, anche perchè nessuno di noi è ancora salvo.
Non ci chiamate indiani, quella non era l’india,non ci chiamare pellerossa non eravamo una razza, non ci chiamate animali perchè siamo sempre stati più umani di voi.
CONTINUATE AD UCCIDERCI,CI VOLETE CANCELLARE, RINCHIUDERE,STERILIZZARE, CI AMMAZZATE A CALCI E PUGNI,COME AVETE SEMPRE FATTO, COME SOLO SAPETE FARE.
CI AVETE CANCELLATI CON L’ALCOL E LA DROGA, LO FATE ANCORA NEL 2008.
Voi che andate nelle vostre case di mattoni ci avete rubato la terra e le capanne, voi che portate a scuola i vostri figli avete ucciso a mani nude i nostri, come farete i conti coi nostri vecchi quando nei vostri vecchi vedrete la stessa saggezza premorte?
Avete paura dell’amore.Il vostro è un dio cattivo.Avete paura dell’amore e così ci ammazzate,
ci incarcerate ingiustamente, ci rimbambite le menti e SVENDETE LA NOSTRA SPIRITUALITA’ nelle bancarelle delle fiere.
Ci avete chiamati indiani, pellerossa, selvaggi, demoni.
ERAVAMO I VOSTRI PADRI, LE VOSTRE MADRI, I VOSTRI FRATELLI.
Generati dalla Terra nostra Madre, quella che state avvelenando , ci avete resi vittime del più grande genocidio della storia mai ammesso E ANCORA IN ATTO.
Mi chiamo MOLTE PIUME, vivo in questo nuovo corpo.
Per i miei fratelli ancora viventi e per i miei avi traditi e massacrati chiedo al Grande Spirito il coraggio di perdonarvi.
Firmato: Molte Piume o Laurina che sia, è solo una questione di tempo.
Commento di laura bertolini — 24 gennaio 2009 @ 19:37
Grazie per aver condiviso con noi questo…
Commento di Alessandro — 26 gennaio 2009 @ 13:54
OI ZEPHIER (EX UFFICIALE DELLA POLIZIA TRIBALE DEGLI YANKTON-SIOUX,SD) è DIVENTATO DI NUOVO PAPA’
GLI HO INVIATO GLI AUGURI MIEI E GLI HO CHIESTO IL PERMESSO DI POTER ESTENDERE QUESTA NOTIZIA AGLI AMICI DI QUI-NATURALMENTE HA DETTO SI
QUI IL MSG CHE GLI HO INVIATO SU MySpace
i’m happy for you!
—————– Original Message —————–
From: VIRGINIA
Date: Jan 27, 2009 12:09 PM
wishes for the new baby
is beautiful! It is beautiful your wife,too!
auguri auguri dall’italia
I can extend this news to your italian friends ?
Testo:
Pidgamayo. Thank you. Yes, extend the news if you would like to do that.
Oi Zephier
Commento di Virginia — 28 gennaio 2009 @ 09:37
Ricevo questa segnalazione – invito:
SIMPOSIO E CINEFORUM – La “Riconciliazione” australiana, Le voci indigene della docu-fiction di David Vadiveloo. Venerdì 30 gennaio 2009 Sala Gagliardi, via Cavour, Noto (SR) ore 9,30-12,30 e 15-17. L’Associazione Lacunae e il Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale CUMO, con il patrocinio del Dipartimento di Studi Storici dell’Università Ca’ Foscari Venezia, organizzano una giornata di studio e cineforum dedicati al “discorso culturale” della mediazione, cos’è, come si presenta nello specifico della società australiana con-temporanea. La Reconciliation è il progetto politico di mediazione fra la minoranza indigena e lo Stato australiano “bianco”, messo in atto fra consensi e critiche dai governi australiani dal 1991 in avanti. La Reconciliation ha portato al riconoscimento di una storia comune fatta di convivenza e di vita civile, ma anche di ingiustizie patite, adattamento e resistenza. I film del regista australiano David Vadiveloo, insignito nel 2005 con il Australian Human Rights Award per il suo impegno a favore dei diritti umani, nascono e illustrano in modo originale, fra fiction e documentarismo, questa importante svolta nella politica e nella cultura australiana, tanto da risultare di estremo interesse anche in una prospettiva europea. I film “appassionanti, visivamente splendidi, che costringono a prendere posizione”, sono un cortometraggio con ragazzini che corrono sotto il sole del deserto rosso australiano su biciclette messe insieme con i rottami della discarica; e due documentari sull’impegno degli abitanti del Kakadu National Park che riescono a fermare un’industria mineraria decisa sfruttare il territorio del parco; e su una donna delle generazioni rubate che torna a vivere nel bush, dopo una vita da “angloaustraliana”.
Programma:
ore 9,30 Saluto di Francesco Artale (presidente del Consiglio di Amministrazione CUMO) e di Salvatore Cavallo (direttore CUMO).
ore 9,40 Bush Bikes, di David Vadivelooore.
9,45: Introduzione di Lorenzo Perrona (Lacunae).
Ore 10:15 Franca Tamisari (Università Ca’ Foscari, Venezia), Le implicazioni morali della Reconciliation e la politica del “sentimentalismo nazionale”.
Ore 11,15 Silvana Tuccio (University of Melbourne), La Reconciliation nel cinema di David Vadivelooore. 11,45 Dibattito: Il cinema di David Vadivelooore.
Ore 15,10 Trespass, (2002).
Ore 15,40 Beyond Sorry, (2003).
Ore 16,40 Dibattito: Franca Tamisari insegna e conduce ricerca nel settore di studi demoetno-antropologici, Dipartimento di Studi Storici, Università Ca’ Foscari di Venezia. E’ curatrice del libro pubblicato da Jaca Book, La sfida dell’arte indigena australiana. Tradizione, innovazione e contemporaneità (Milano, 2007). Ha condotto ricerca antropologica tra le popolazioni Yolngu della terra di Arnhem nordorientale, Nord Australia. Ha pubblicato in Italia e all’estero su una serie di argomenti nell’ambito degli studi aborigeni: arte, estetica, religione e performance, con particolare attenzione alla danza, alle relazioni interculturali e all’educazione biculturale. Ha insegnato antropologia alla University of Sydney e alla University of Queensland. Silvana Tuccio ha curato il volume Sguardi australiani. Idee immaginari e cinema degli antipodi (Le Mani, 2005) e pubblicato diversi articoli sul cinema australiano in rivista (“Studies in Australasian Cinema”, Londra; “Metro”, Melbourne) e in volumi editi da Le Mani (Recco), Jaca Book (Milano), Monash University ePress (Melbourne). Svolge ricerca presso la University of Melbourne.Lorenzo Perrona ha pubblicato saggi sulla letteratura e cultura australiana in rivista (Rivista di Studi Italiani, University of Toronto; Nuovi Argomenti, Roma) e in volumi editi da Jaca Book (Milano), Rodopi (New York/Amsterdam) e ha tradotto e curato la prima edizione italiana del romanzo dello scrittore australiano Mudrooroo, Gatto selvaggio cade (Le Lettere 2005).
Info: http://www.lacunae.it
3477343937
Commento di Alessandro — 28 gennaio 2009 @ 09:46
Vittorio ci invia questa segnalazione:
“Meeting de “Il Cerchio”, 28 e 29 marzo 2009, Castelnuovo di Porto (Roma). Per le prenotazioni fate riferimento, PREFERIBILMENTE VIA EMAIL, a Toni Ventre e a me.
- Toni Ventre , t.ventre@cm-montagnafiorentina.fi.it e 3204309894;
- me medesimo, vittoriodielle@gmail.com e 3357533193″.
Commento di Alessandro — 16 febbraio 2009 @ 10:45
Carl Venne, il presidente della Tribù Crow del Montana, è è deceduto domenica scorsa. Aveva 62 anni. “Carl lascia dietro di sè un intero popolo rafforzato dal suo duro lavoro e la sua dedizione a tutte le persone Crow”, ha dichiarato il Sen. Jon Tester. Venne è stato tra i primi capi tribali che pubblicamente ha approvato il presidente Barack Obama, che ha rilasciato questa dichiarazione in seguito alla scomparsa di Carl:
“È con profondo dolore che Michelle e io inviamo i nostri pensieri e preghiere per il popolo della Nazione Crow del Montana, che ha perso un leader e un amico, il presidente Carl Venne. Sono stato onorato di aver lavorato con il presidente Venne, un forte leader tribale, che implorava di difendere i trattati e l’onore degli antenati Nativi. La leadership della sua tribù e la sua fervida ricerca di una vita migliore per il suo popolo è ispirante, e il suo passaggio serve a ricordare il lavoro che ci attende. E’ stato solo poche settimane fa l’ultima volta che ho visto Carl, con la spettacolare parata dei cavalieri della delegazione della Nazione Crow in parata inaugurale. Ci uniamo alla Nazione Crow osservando la perdita del presidente Venne”.
Commento di Alessandro — 17 febbraio 2009 @ 14:13
Alessandro, non sono riuscita a trovare il post idoneo all’ articolo che posto di seguito, quindi lo scrivo qui, poi puoi sistemarlo tu? Grazie.
Notizia del 28 febbraio 2009, segnalata da Virginia.
I Sei leader delle First Nation saranno scarcerati oggi dopo più di due mesi dal rifiuto di una corte a consentire l’ espansione mineraria sul loro territorio tradizionale, ha confermato venerdì L’ Attorney General dell’ Ontario.
Sei membri del Kitchenuhmaykoosib Inninuwug (Ki) potranno tornare a casa da questa sera dopo che una corte ha concesso una proposta di soggiorno in attesa del ricorso per la loro condanna a sei mesi, ha dichiarato Susan Nanokeesic, portavoce del Ki. L’ appello è stato ascoltato mercoledì in Toronto. I leader sono stati incarcerati a marzo per aver disubbidito all’ ordine di un tribunale che ha consentito al Platinex Inc di realizzare una condotta esplorativa che ha attirato dure critiche da parte di attivisti canadesi.
Recentemente Robert F. Kennedy Jr ha inviato una lettera al procuratore Dalton McGuinty definendo spaventosa la loro incarcerazione.
All’ inzio di questa settimana la Platinex ha annunciato una querela da 70 milioni di dollari contro la provincia. La società ha dichiarato di aver subito un sostanziale spreco perchè non è stata in grado di accedere alle terre vicino al Big Trout Lake nel nord dell’ Ontario a causa delle azioni del Ki. Platinex sostiene che il governo è venuto meno al suo dovere di consultarsi con il Ki e di non aver messo in guardia la società sul fatto che non avrebbe potuto far valere i suoi crediti minerari.
Di seguito il testo in lingua originale, spero di aver tradotto bene:
TORONTO — Six First Nations leaders will be released from prison today after serving more than two months for ignoring a court order to allow a mining company to drill on their traditional territory, a spokesman for Ontario’s Attorney General confirmed Friday.
Six members of the Kitchenuhmaykoosib Inninuwug (KI) First Nation will be back home by this evening after a court granted a motion for a stay pending the appeal of their six-month sentence for contempt, said KI spokeswoman Susan Nanokeesic.
“We are so happy, it’s overwhelming, ” Ms. Nanokeesic said. “This is good news.”
The appeal is to be heard Wednesday in Toronto.
The jailing of the leaders in March for disobeying a court order allowing Platinex Inc. to conduct exploratory drilling has drawn harsh criticism from Canadian authors and activists.
Most recently Robert F. Kennedy Jr. sent Ontario Premier Dalton McGuinty a letter decrying their incarceration as “appalling.”
Earlier this week, Platinex announced it has launched a $70-million lawsuit against the province. The company said it has suffered “substantial wasted expenditures” because it has been unable to gain access to the land near Big Trout Lake in northern Ontario because of actions by KI.
Platinex claims the Ontario government failed in its duty to consult with KI and also failed to warn the company it would not enforce its mining claims.
Commento di Penna di Corvo — 2 marzo 2009 @ 18:40
Vi invito a leggere questo articolo, ne sapevate qualcosa?
Io no…
Commento di Alessandro — 9 marzo 2009 @ 12:06
NON NE SAPEVO NULLA.PER MEGLIO DIRE SO CHE ALCUNI RIMASERO AFFASCINATI DA HITLER E CO. MA NON A TAL PUNTO..CMQ TROVATO QUESTO SITO (GLI ALTRI SI RIFANNO A QUESTO CHE POSTO)
Commento di Virginia — 9 marzo 2009 @ 13:08
CHI CONOSCEVA INVECE QUESTO GIOCO E QUESTA PETIZIONE PER ELIMINARE IL GIOCO (è DEL 2006)
http://www.gamestar.it/showPage.php?id=5186&template=News&argomento=GUN
Commento di Virginia — 9 marzo 2009 @ 15:41
puzza di bufala lontano un miglio..
Commento di gericho — 9 marzo 2009 @ 16:31
ciao alessandro sono in contatto su myspace con SAVE THE SACRED SITE in varie riprese stamattina ha chiesto se possiamo far qualcosa
mi spiego: l’aereoporto ha messo gli occhi sulla terra Cherokee , per allargarsi, leggere qui
Commento di Virginia — 11 marzo 2009 @ 11:02
Virginia ha scritto:
Non riesco ad aprire il link…
Commento di Alessandro — 11 marzo 2009 @ 12:49
PROVA QUESTO
http://indigenist.blogspot.com/
Commento di Virginia — 11 marzo 2009 @ 14:05
Gli Indiani d’America celebrano la rimozione del termine ‘Squaw’ , By CHARLES S. JOHNSON
Gli Indiani d’America, hanno aderito con i bianchi, celebrando il completamento di un progetto lungo 10 anni per rimuovere la parola sprezzante “Squaw” dai nomi di 76 ruscelli, montagne in tutto il Montana.
“Noi celebriamo 76 vecchi posti e 76 nuovi nomi”, ha detto Jennifer Perez Cole, coordinatore per gli affari indiani, “”Questa parola dispregiativa, ‘Squaw’ , è stata una parola usata dagli uomini bianchi per descrivere le donne indiane”, ha detto. Più di 150 persone si sono radunate per una cerimonia chiamata “vecchi luoghi, nuovi nomi.” La maggior parte delle modifiche ai 76 nomi è ufficiale, anche se alcuni dovranno seguire un tortuoso cammino per il cambiamento di nome. E’ stata una colorata ed emozionante cerimonia, con discorsi che hanno portato alcuni alle lacrime. Di fronte a un indiano coperto con stelle e bandiere delle nazioni indiane, Little Shell Cree, ha bruciato del tabacco prima di offrire la preghiera di apertura. “Questa legge avvierà un lungo cammino di guarigione in queste colpe del passato”, ha detto Carol Sen. Juneau, “Con queste modifiche ai nomi, abbiamo trasformato il Montana in un posto migliore”…..
“Le parole non hanno significato e le parole hanno il dolore”, ha detto Diane Sands, che ha introdotto il primo disegno di legge nel 1997, che fu respinto….(Segnal. di gericho)
Fonte
Ci uniamo, anche se in ritardo, e ci scusiamo per non aver riportato prima la notizia, anche noi ai festeggiamenti, ogni tanto una bella notizia ci vuole…
Commento di Alessandro — 18 marzo 2009 @ 12:51
E’ aperta la possibilità di comprare degli oggetti messi a disposizione per finanziare l’OGLALA COMMEMORATION 2009, chi vuole può farlo cliccando qui
Fonte
Commento di Alessandro — 2 aprile 2009 @ 10:54
Vi riporto questa notizia:
“Obama atteso a Genova in ottobre
Barack Obama Visita-lampo del neo Presidente per il Columbus Day. In programma un discorso in difesa dei nativi americani. Dubbi sulla sicurezza legati alle ruggini del G8: la portaerei nucleare Mackerel forse in rada
di Luca Salpa
GENOVA, 1 APRILE 2009
Riappacificazione. È con questa parola d’ordine che Barack Obama, il neo presidente degli Stati Uniti, ha chiesto al Dipartimento di Stato di organizzare una breve ma simbolica tappa genovese nel corso del prossimo tour europeo. Barack sarà infatti a Roma domenica 11 ottobre (atteso da Ratzinger) ed il giorno successivo è previsto il trasferimento a Parigi.
Sul tragitto l’Air Force One farà tappa a Genova, qui Obama terrà un discorso in occasione dell’anniversario della scoperta dell’America, in cui per la prima volta un presidente nero parlerà in difesa dei nativi americani – simbolicamente proprio nella città che diede i natali a Cristoforo Colombo. Riappacificazione, appunto….[..]..
Fonte
Commento di Alessandro — 2 aprile 2009 @ 12:15
Domani, 5 Aprile, “RE-THINKING HISTORY, NATIVE AMERICAN FILMS AND DIALOGUE”, dalle 10 alle 23, Smart Project Space Lab Arie Biemondstraat 101-111 Amsterdam, 1054 PD;
400 anni dopo l’arrivo dei pionieri olandesi a New York, oratori Nativi Americani, artisti, registi presenteranno le loro opinioni su questo storico incontro, per riflettere sulla propria realtà attuale e presentare le loro visioni per un futuro comune a livello mondiale. Il festival prevede anche film e programmi per i bambini. Il governo olandese concluse il loro primo trattato con la Nazione Mohawk nel 1613…
Clicca qui per il programma
Biglietti e Info:
native.american.filmfestival@gmail.com
Per i programmi e film per bambini:
kinderprogramma@gmail.com
Per altre informazioni:
http://www.indians.nu
http://www.antenna.nl/nciv
http://www.merade.nl
(Segnalato da Virginia).
Commento di Alessandro — 4 aprile 2009 @ 10:34
Utilizzo questo spazio giusto per non essere del tutto fuori tema, perchè il mio commento vuole essere relativo all’ ultimo post pubblicato da Alessandro in merito alle cerimonie native.
Mi è molto dispiaciuto il fatto che mentre noi ci “accapigliavamo” per le nostre opinioni divergenti su questo spinoso argomento, sembra che nessuno di noi qui (sottolineo qui, anche se non è esattamente il contesto più opportuno, ma siamo italiani quindi questo dovrebbe bastare) abbia voluto fermarsi un attimo a riflettere sul terremoto accaduto in Abruzzo e sulle vittime che questo evento naturale ha causato. Tutto questo sarebbe potuto accadere a noi o potrebbe ancora accadere e noi siamo stati qui ad “accapigliarci” …
Scusate, sarò stata sicuramente noiosa e retorica, ma questo sentivo di dover dire.
Commento di Indians are people — 10 aprile 2009 @ 22:05
Indians are people ha scritto:
CONDIVIDO PIENAMENTE!
Conosco già le risposte….bla bla bla bla…..
Commento di DONNA ARRABBIATA — 11 aprile 2009 @ 01:30
DONNA ARRABBIATA ha scritto:
Mi permetto di riportare il mio umile pensiero su ciò che è stato scritto.
Io non ho scritto da nessuna parte del terremoto e della tragedia (peraltro annunciata) perchè ritengo inutile e ipocrita andare in giro nei forum, nelle comunità virtuali ecc… a scrivere di quanto siamo dispiaciuti, di quanto siamo in pena e quanto siamo vicini alle “popolazioni terremotate”(credo che per questo berlusconi, il suo codazzo e i politici di turno che si sono accorti che L’Aquila” è una città italiana, basti ed avanzi). Magari qualcuno ha anche mandato l’SMS di prassi credendo di aver fatto il suo dovere ed aver adempiuto, così, al suo obbligo “civile” ripulendosi la coscienza.
Io penso, invece, che ci vorrebbe un pò più di rispetto e questo silenzio su Nativiamericani.it è la cosa più saggia e più rispettosa che si potesse fare nei confronti dei tanti “morti annunciati”. Immagino che la stragrande maggioranza degli italiani si sia accorta di ciò che si stava consumando a L’Aquila, solo dopo che ci sono stati i morti e che la televisione ne ha fatto un evento mediatico. Anche io vivo in una zona classificata “1″ sulla scala della pericolosità sismica e so che non a lungo anche io vivrò quelle condizioni in cui ora si trovano gli Aquilani e nemmeno io,in quella occasione, aupicherei che “internet” si riempisse di parole vuote. Che ci si mobilitasse inutilmente ed a parole solo per soddisfare il proprio sentimento di pietà.
Non c’è bisogno di pietà ma avere rispetto della terra e di tutte le sue forme di espressione. Se a L’aquila, come in tutte le zone altamente sismiche, ci sono e ci saranno ancora dei morti la colpa non sarà certo della Terra ma delle condizioni di vita in cui gli stessi uomini, che per egoismo ed avidità, si sono ingabbiati.
Io, in Irpinia ci sono stato; ho scavato a mani nude sotto i palazzi crollati. Si sentiva il puzzo dei morti che non furono mai recuperati e le grida di aiuto di alcuni che morirono perchè imprigionati sotto le macerie di palazzi costruiti con la sabbia. Io l’ho visto e l’ho vissuto e lo vivrò ancora ma mi sono sempre battuto, e mi batto ancora, contro chi devasta il territorio con opere speculative costruendo con la compiacenza di tecnici e politici accomodanti.
Non sarebbe servito ne serve ai terremotati che io o altri scrivessimo della nostra indignazione o della nostra pietà. Servirebbe, invece, che ci si battesse per prevenire certe tragedie.
E’ sempre stato il mio impegno civile combattere per salvaguardare e proteggere il territorio ed è per questo che ritengo ipocrita andare in giro per internet a scrivere la propria pietà e la propria indignazione e poi, spento il PC, tornare serenamente alle proprie comodità.
Il tutto mi puzza troppo di “pietà e carità cristiana”.
Ringrazio pubblicamente anche DONNA ARRABBIATA per aver espresso anche il suo pensiero.
Commento di Tankasi — 11 aprile 2009 @ 07:46
p.s. Magari ne riparliamo tra sei mesi o un anno……quando si saranno spenti sul terremoto e la gente ancora dormirà nelle tende o nei containers.
Commento di Tankasi — 12 aprile 2009 @ 09:45
Il mio non voleva assolutamento essere un rimprovero.
Su questo sito si parla di solidarietà, di rispetto, appena accade qualcosa ai nostri fratelli americani, ciò che ci detta il cuore è di esprimere immediatamente il nostro sostegno, quanto meno morale, ai nativi americani. Dunque anche le nostre sono parole vuote? Non credo.
Sono sicura, e ne abbiamo avuto atto, che sfogliando le pagine di internet, i nativi americani sono commossi e felici del fatto che, anche oltre oceano, c’è chi si preoccupa per loro e chi li sostiene. Bene, credo che felici e commossi lo saranno gli abruzzesi, lo sarei io se qualcosa del genere accadesse a Catania e provincia.
Commento di Indians are people — 13 aprile 2009 @ 23:39
Quoto Tankasi. E aggiungo che – personalmente – sono contrario a questo show del dolore. Credo sia una cosa intima, il dolore.
Sono sicuro che ognuno di noi si è soffermato, anche molto di più di un minuto, a riflettere sulla tragedia.
Perchè farne vetrina? Molto meglio attivarsi subito. Le iniziative che ognuno di noi ha, nella sua città, provincia, regione, sono molteplici. Credo ancora una volta che serva più agire che tanti bla bla bla. E gli abruzzesi sono un popolo di pochi bla bla bla.
Gente tosta. Lasciamo perdere le “comode vetrine”.
Bla bla bla
Commento di gericho — 14 aprile 2009 @ 09:06
Penna di Corvo seguiamo con attenzione e tristezza ciò che è accaduto in Abruzzo, ma Nativi Americani.it è un Blog strettamente tematico, per nostra precisa scelta. Più che per altri motivi è questa la ragione per cui non è stato dedicato spazio a questa tragedia, come non vi trovano spazio tutte le altre tragedie o problemi dei vari popoli del mondo, a cui siamo senza ombra di dubbio estremamente ed egualmente sensibili, ma verso i quali dedichiamo attenzione e il dovuto rispetto in altri ambiti diversi dal Blog, più personali. Capiamo e rispettiamo comunque le vostre idee, ma ci uniamo a quelle espresse che ricordano la miriade di fonti e risorse sul terremoto in Abruzzo, nelle quali poter scrivere il proprio dolore, il proprio cordoglio o le proprie opinioni, per rimanere in tema, ricordando però l’assoluta mancanza, al contrario, di informazione sulle disgrazie e i difficili problemi sociali dei Popoli Nativi Americani, ai quali cerchiamo anche se con difficoltà di dare tutto lo spazio possibile. Di loro non parla nessuno o quasi…mai, ecco il perchè della ristrettezza tematica del Blog. Questo accade, sia chiaro, per tutti gli altri Popoli Indigeni, ma seguire tutto è molto difficile, meglio fare una scelta e attenersi a quella, per offrire maggiore informazione e competenza sulle varie questioni….
Commento di Alessandro — 14 aprile 2009 @ 09:57
Alessandro, scusa..
la notizia su Obama a Genova è vera o era un pesce d’aprile?..
La data dell’articolo è infatti del 1 aprile..
Mi sai dire, per favore?..
Per quanto riguarda la notizia sui volontari nelle forze Naziste:
Tutto può essere, però mi sembrerebbe strano..Avrebbero combattuto anche contro altri fratelli, non solo americani bianchi.
Strano anche l’accostamento : “Il loro leader era il capo Cherokee Standing Bull, il cui avo era Toro Seduto.” Boh..
Ho conosciuto online un veterano Nativo (Apache ) della WWII, di 93 anni…(sì. ho amici giovani…). Ha combatturo in Normandia, Sicilia e Anzio ed è stato ferito a Roma. Mi pareva molto orgoglioso di averlo fatto sotto la bandiera americana..Allo stesso tempo molto orgoglioso di appartenere al suo popolo. A detto anche che le donne italiane sono bellissime..Capito l’elder?
Pensate,gli Apache hanno combattuto per noi..E io mi sono molto emozionata perché mi ricordo quando gli “Americani” sono arrivati a Milano!.Chissà, forse ho fatto pipì sulle ginocchia di un Nativo dato che i soldati mi prendevano sempre in braccio. Avevo 2 anni..1946.
Per quanto riguarda Indians are People/Penna di Corvo:
Ha solo espresso quello che sentiva nel cuore, giusto non essere d’accordo se non lo siete ma bacchettarla e tacciarla di “pietà cristiana” come fosse un delitto (magari i cristiani avessero pietà..) mi è parso eccessivo..
O l’avete attaccata pensando fosse “una straniera”?…Hummm..
Esamino di coscienza?..
La risposta di Alessandro mi è sembrata la più pacata e corretta.
E spero che la cosa non abbia lasciato spiacevoli tracce…
Un abbraccio a tutti
Sonia
Commento di sonia — 15 aprile 2009 @ 01:53
L’ABRUZZO PIU’ CHE VETRINA E VETRINA DELLA PIETA’ CRISTIANA, POTEVA E PUO’ ESSERE INTERPRETATA SULLA RETE PARLANDO DELLA DEVASTAZIONE E DELLA CONTINUA BESTEMMIA CHE SI FA A NONNA TERRA
Commento di Virginia — 15 aprile 2009 @ 08:04
sonia ha scritto:
Mah, che ti devo dire? In effetti non ho trovato altri fonti che riportano la notizia oltre quella citata, quindi il sospetto è legittimo…
Commento di Alessandro — 15 aprile 2009 @ 12:05
Virginia ha scritto:
Osservazione sensata…
Commento di Alessandro — 15 aprile 2009 @ 12:07
Sonia ha scritto”
Per quanto riguarda Indians are People/Penna di Corvo:
Ha solo espresso quello che sentiva nel cuore, giusto non essere d’accordo se non lo siete ma bacchettarla e tacciarla di “pietà cristiana” come fosse un delitto (magari i cristiani avessero pietà..) mi è parso eccessivo..
O l’avete attaccata pensando fosse “una straniera”?…Hummm..
Esamino di coscienza?..”
GRAZIE SONIA!
Per gli altri:
Disse una volpe inseguita da venti cavallerizzi e una muta di venti cani” Naturalmente mi uccideranno. Ma come devono essere poveri e stupidi. Certamente non varrebbe la pena per venti volpi a cavallo di venti somari e accompagnati da venti lupi cacciare e uccidere un uomo!”
Anche per questo conosco le risposte quindi non affaticatevi!!!!!
Commento di DONNA ARRABBIATA — 16 aprile 2009 @ 00:43
da censored notizia di marzo 2009:Splitting the Sky è stato arrestato e picchiato in Calgary durante la visita di Bush(stupido george bush)
http://bsnorrell.blogspot.com/2009/03/mnn-dumb-george-bush-woos-numb.html
http://www.youtube.com/watch?v=62a53enMtA0
Commento di Virginia — 29 aprile 2009 @ 12:59
Tempo fa abbiamo ricevuto questa email da skyhawk bird, che abbiamo fatto tradurre da Stefania:
“Amico sono un indiano d’America, non parlo la tua lingua ma magari tu parli anche l’inglese oltre all’italiano, per cui ci provo. Io credo molto nella tradizione però imparo molto anche dal mondo di oggi. Quello che ho appreso di recente riguarda te e gli italiani. Riguarda le scoperte razziali del DNA in Italia, Spagna, Grecia, Francia ed altri paesi. Gli italiani come popolo sin dal paleolitico presentano in parte DNA nativo americano, ed è ancora presente nella popolazione in una percentuale che va dal 7 al 16%, a seconda dei test effettuati sui nuclei familiari. 25% è un 1/4, 12.50%=1/8, e 6.25%=1/16. Ora, nessuno in Europa ha ancora dato il risultato di ¼. Gli spagnoli hanno dato il risultato più alto, il 18% di quel che chiamiamo DNA nativo- americano. Un individuo francese da generazioni e generazioni che ha di recente effettuato il test ha avuto come risultato un 14% e non ha nessun antenato proveniente dall’emisfero ovest. Ok amico, gli europei che possiedono la maggior quantità di DNA nativo-americano sono Greci, Francesi, Italiani, Ebrei, Portoghesi, e Spagnoli.Anche molti tedeschi. Gli abitanti delle isole britanniche hanno circa il 2.7%. Altre razze nel mondo che hanno DNA nativo-americano sono gli Indonesiani col 33%, i Maori della Nuova Zelanda col 30%, gli Hawaiani col 25%, il tipo Hindu che ha dal 9% al 19%. Alcune delle popolazioni dell’India e zone limitrofe hanno dal 30 al 39%. Anche i Persiani mostrano di avere una alta percentuale di DNA nativo-americano che va dal 20 al 30%. Gli Arabi ne hanno meno degli Ebrei ma più degli Africani.
Bene, forse quest’informazione può essere d’aiuto nello scoprire i propri sentimenti verso gli Indiani d’America e la loro cultura. E’ nel vostro/tuo sangue e in quello di moltissimi popoli al mondo. Stai bene fratello/abbi cura di te, sono sicuro che capirai l’inglese, rispondimi,
il tuo amico e fratello Skyhawk”
Ringraziamo Skyhawk….
Commento di Alessandro — 13 maggio 2009 @ 12:41
Alessandro ha scritto:
MI AUGURO CHE QUESTA NOTIZIA NON SIA UN’ULTERIORE ELEMENTO CHE SI AGGIUNGE ALLE CARATTERISTICHE DEGLI ESALTATI E DEI REINCARNATIPER I
Commento di Virginia — 14 maggio 2009 @ 07:39
NO TAXATION WITHOUT REPRESENTATION – TIME FOR GREAT TURTLE ISLAND TEA PARTY – Ol’ US Termination Policy Rears Ugly Head in Canada
MNN. 11 maggio 2009. Ontario Christine Elliott, la moglie del ministro federale delle Finanze, Jim Flaherty, ha iniziato una campagna sui rischi derivanti dal fumo delle sigarette fabbricate dai Nativi Americani. La Health Canada ha detto che per la salute sono peggiori di quelle fabbricate da Big Tobacco.
La Big Tobacco non racconta a nessuno ciò che mettono nelle loro sigarette.
Negli Stati Uniti, la Philip Morris, aggiunge l’ ammoniaca così la nicotina “viaggia” piu’ veloce al cervello e rende dipendenti con piu’ velocita’.
[yessmokes.com]Gli additivi inseriti nella carta da sigarette (proprietario Philip Morris) sono agenti cancerogeni (brevetto per la sicurezza antincendio)Veleni e tossine costo denaro.
Nel 1773, in Gran Bretagna East India Company olandese aveva grandi scorte di tè che non potevano essere vendute. E ’stato sull’orlo del fallimento. Per risparmiare, il governo ha approvato la legge 1773 del tè per dare alla società un monopolio per esportare direttamente tè dalle colonie senza pagare tasse………..
http://www.historycentral.com/Indians/TerminAct.html
http://www.let.rug.nl/~usa/E/teaparty/bostonxx.htm
Ci sono attualmente azioni contro di noi per spingerci ulteriormente alla poverta’ ed alla fame , cosicchè ci possano costringere a cedere il nostro stato non imponibile. Siamo custodi sovrani di Gran Turtle Island. Non abbiamo mai chiesto(votato) per diventare cittadini statunitensi o canadesi. I coloni prepotentemente ci dicono : “Dacci” altrimenti morite di fame!” Come bulli di strada. Non riusciamo ad ottenere posti di lavoro ovunque .Abbiamo il diritto di sopravvivere liberi dalle molestie , con il nostro tradizionale commercio .
Nel 2009 gli inglesi stanno cercando di usarci come capro espiatorio .
La maggior parte delle grandi aziende produttrici di tabacco sono sede in Gran Bretagna. Sono ancora le colonie di controllo degli Stati Uniti e in Canada.
Big Tabacco vende le sigarette in tutto il mondo.
La campagna mediatica contro di noi è che le sigarette Mohawks fanno male e che causano il cancro.
Kahentinetha MNN Mohawk Nation News, http://www.mohawknationnews.com
kahentinetha2@yahoo.com Note: Your financial help is needed and appreciated. Please send your donations by check or money order to “MNN Mohawk Nation News”, Box 991, Kahnawake [Quebec, Canada] J0L 1B0. Nia:wen thank you very much. Go to MNN “BORDER” category for more stories; New MNN Books Available now! Purchase t-shirts, mugs and more at our CafePressStore http://www.cafepress.com/mohawknews; Subscribe to MNN for breaking news updates http://.mohawknationnews.com/news/subscription.php; Sign Women Title Holders petition! http://www.ipetitions.com/petition/Iroquois
Story on Christine Elliott http://www.standard-freeholder.com
GLUTTONOUS SNOUTS IN THE TROUGH: Reynolds America http://www.rjrt.com,Salem NC;
Rothman UK Holding Ltd.; RJ. http://www.fundinguniverse.com
15 Hill St., London W1X 7FB 071-491-4366; Imperial Tobacco Group PLC http://www.imperial-tobacco.com
P.O. Box 244, Upton Rd., Bristol BS99 7UJ +44-0-177-963-6636 Prime Min. Stephen Harper pm@pm.ca
Contact the following contagions: Her Majesty Queen Elizabeth II, Buckingham Palace, London, SQ1A UK; President Barack Obama, The White House, 1600 Pennsylvania Ave NW, Washington, DC 20500, http://www.whitehouse.gov/contact/
Comments: 202-456-1111, Switchboard: 202-456-1414 FAX: 202-456-2461; The Governor General of Canada, M. Michaelle Jean, 1 Rideau Drive, Ottawa info@gg.ca; Alain Jolicoeur, President, CBSA, Ottawa, ON K1A 0L8, 613-952-3200, 613-957-0612; General inquiries CBSA-ASFC@canada.gc.ca; Lance Markell, District Director, Northern Office – Customs, St. Laurent Blvd., Ottawa Ont. K1G 4K3, CBSA 613-930-3234, 613-991-1214, General inquiries CBSA-ASFC@canada.gc.ca; Secretary Janet Napolitano, Department of Homeland Security, U.S. Department of Homeland Security, Washington, DC 20528, Operator Number: 202-282-8000, Comment Line: 202-282-8495, Jayson P. Ahern, A/Commissioner, U.S. Customs, 1300 Pennsylvania Avenue, N.W., Washington, D.C. 20229 Chief Counsel (202) 344-2990; Marco A. Lopez, Jr., Chief of Staff, U.S. Customs, 1300 Pennsylvania Avenue, N.W., Washington, D.C. 20229; Prime Minister Stephen Harper; House of Commons, Ottawa, harper.s@parl.gc.ca; Hon. Stockwell Day, Minister of Public Safety, House of Commons, Ottawa; Hon. Robert Douglas Nicholson, Minister of Justice and Attorney General of Canada, 284 Wellington St., Ottawa, ON K1A 0H8; Attorney General of Ontario, 720 Bay St., 4th Floor, Toronto, ON M5G 2K1; Hon. Yvon Marcoux, Minister of Justice and A.G.O., Louis-Phillipe-Pigeon Bldg., 1200 Rue d l’Eglise, 9th Floor, St. Foy G1V 4M1; Hon. Chuck Strahl, Minister of Indian Affairs, 10 Wellington St., Hull, Que. K1A 0H4 Strahl.c@parl.gc.ca; Premier Dalton McGuinty, Province of Ontario, Queens Park, Toronto ON; Premier Charest, Province of Quebec, Legislature, Quebec City; British High Commission, 80 Elgin St., Ottawa, ON K1P 5K7; Canadian Human Rights Commission, 344 Slater St., 8th Floor Ottawa, ON K1A 1E1; United Nations, 405 E 42nd Street, New York, NY 10017; The Hague, Anna Paulownastraat, 103, 251 BBC, The Netherlands; Coalition for the International Criminal Court, c/o WFM, 708 3rd Ave., 24th Floor, New York, NY 10017
http://www.historycentral.com/Indians/TerminAct.html
http://www.let.rug.nl/~usa/E/teaparty/bostonxx.htm
Commento di Virginia — 14 maggio 2009 @ 10:04
I membri del Boy Scout’s Venturing stanno aiutando a raccogliere alberelli di ontano per la costruzione delle sweat lodge nelle carceri dello Stato di Washington
di Krista J. Kapralos
Herald Writer
13 maggio 2009
I detenuti nelle carceri dello Stato di Washington possono frequentare la Messa cattolica, quella protestante, prendere la comunione oppure assistere alla Muslim Eid,ma gli Indiani d’America, spesso stentano a trovare il modo di praticare la loro spiritualita’. Per le religioni naturali, ma moltissime cose possono essere ostacoli insormontabili.
Un gruppo di giovani adulti, attraverso il Boy Scout’s Venturing program, dall’inizio di questo mese stanno cambiando la situazione. Con la direzione di un cappellano per la situazione degli Indiani d’America in prigione, il gruppo , ha dichiarato il leader del gruppo ,Ray Sayah ,ha raccolto nelle vicinanze di una strada di accesso gli esili alberelli di ontano. Il alberelli saranno utilizzati per costruire Sweat Lodge nelle carceri in tutto lo Stato di Washington
“Si tratta di contribuire alla costruzione di più di 20 sweat Lodge”, ha detto Sayah. “Stiamo cercando di ottenerne uno per ogni prigione in cui sono consentite”.
le Sweat Lodge saranno proprio come quelle che si trovano sulle riserve indiane americane nel nord Snohomish County e altrove.
Sayah ha dichiarato che il gruppo ha raccolto 160 alberelli. Ogni persona è stata attenta ad evitare l’abbattimento di qualsiasi altra pianta, nel rispetto della cultura tribale.
Venturing program fa parte del Boy Scouts of America, ha detto Sayah. È stato progettato per offrire attività all’aria aperta per le persone di età compresa tra i 18 e 21.
____
Krista J. Kapralos: 425-339-3422, kkapralos@heraldnet.com.
© 2008 The Daily Herald Co., Everett, WA.
Commento di Virginia — 15 maggio 2009 @ 11:35
Grazie Virginia…news apprezzate…
Commento di Alessandro — 16 maggio 2009 @ 08:39
Per chi ha la piattaforma SKY.
Su Cult (canale 131 per chi ha SKY) sta girando la versione italiana del documentario “Trudell”. Lo consiglio caldamente a chi conosce Trudell e la sua storia, ma soprattutti lo consiglio a chi non ne conosce la storia. Personalmente non sapevo nemmeno che l’avessero doppiato in italiano e la cosa mi ha stupito, ma in modo positivo, anche se avrei preferito che avessero mantenuto l’originalità usando i sottotitoli, ma va bene anche così se può convincere i più pigri a seguirlo.
Unica annotazione infelice ( a mio avviso) è la trasposizione del titolo, che dal semplice “Trudell” in italiano diventa “L’ultimo Sioux”.
Ma va bene anche così
Mario
Commento di sam_on — 25 maggio 2009 @ 11:36
sam_on ha scritto:
Grazie mille per l’interessantissima segnalazione, davvero una sopresa anche per me, e concordo con te per la banalità del titolo, ancora una volta frutto di una cultura che non riesce a scrollarsi di dosso i titoli stereotipati a sensazione, avrebbero fatto meglio ad evitare. John non è “l’ultimo Sioux”, tutt’altro, sembra quasi che tutto sia morto nel passato, ma vi è un presente ben importante da conoscere, migliaia di altri Sioux e milioni di Nativi che vivono attualmente. Di cui non parla nessuno o quasi. Non mi pare poco. Cmq una lieta sorpresa e notizia…
Commento di Alessandro — 25 maggio 2009 @ 11:53
lieta sorpresa soprattutto per me.riordo che l’anno scorso non ho fatto altro che tempestarli di mail di protesta per non aver mai programmato qualcosa del genere
ora che non ho piu’ la piattaforma sky ho saputo che nel giro di 2 gg consecutivi hanno dato modo di conoscere la N.A.C e Trudell
Commento di Virginia — 26 maggio 2009 @ 06:40
CIAO ALESANDRO POSTO QUI QUESTA NEWS CHE PARLA DI “AIUTI” ,DI DECISIONI PRESE SENZA CONSULTARE, DI PROTESTE E DEL Catholic Social Services’
GIOVEDI’ NEL CENTRO DI RAPID CITY, PRECISAMENTE FUORI DELLA PRAIRIE EDGE TRADING Co.AND GALLERIES, C’è STATO UN PICCHETTAGGIO PER MANIFESTARE CONTRO UN SERVIZIO SOCIALE CATTOLICO (FONDI E PROGRAMMI PER AIUTARE I GIOVANI LAKOTA)
MARLA BULL BEAR , PORTAVOCE DEL GRUPPO, HA DICHIARATO CHE “E’ INOPPORTUNO ED E’ IMMORALE, IL C.S.S. HA ATTUATO IL PROGRAMMA SENZA CHIARIRE E/O SCOPRIRE CON I GOVERNI TRIBALI, CIO’ CHE E’ GIA’ DISPONIBILE PER GLI STUDENTI”.
BULL BEAR E’ DIRETTORE ESECUTIVO NATIVE AMERICAN ADVOCACY PROGRAM (IL SUO GRUPPO E GLI ENTI TRIBALI,FORNISCONO GLI STESSI SERVIZI DEL CSS, IL QUALE SI AVVALE SOLO DI DUE NATIVI AMERICANI. LA CSS E’ FINANZIATA (PIU’ DI 600MILA DOLLARI) DA : BUSH FOUNDATION, ROBERT WOOD FOUNDATION E DALLA WELLMARK FOUNDATION
TRATTO DA http://www.rapidcityjournal.com/articles/2009/06/04/news/top/doc4a28482dd2d33696411652.txt
E DA:http://www.pechanga.net/NativeNewsReligionSpirituality.html
Commento di Virginia — 8 giugno 2009 @ 10:58
Grazie Virginia…
Commento di Alessandro — 8 giugno 2009 @ 13:08
Paolo è in Canada, a Toronto, e ci ha inviato questa email che voglio farvi leggere. Ringrazio Paolo per la sua testimonianza.
“Adesso mi trovo in Canada, precisamente nella zona di Toronto. Sono venuto qua più o meno per turismo e fra le mie mete c’era la visita a qualche, odio questa parola, riserva di nativi. Purtroppo anche da queste parti, come in U.S.A. i riferimenti a loro e alle loro necessità sono veramente scarsi. Anche trovarli non è proprio semplicissimo. E’ una cosa che fin da bambino non ho mai potuto digerire e avevo voglia di sfogarmi con qualcuno. L’ho fatto con voi con un computer che ho preso in prestito. Penso di farvi piacere augurandovi “buon lavoro” e buona fortuna a uno dei popoli di cui si e’ poco parlato e quel poco in modo molto poco esaustivo“. Paolo.
Commento di Alessandro — 20 giugno 2009 @ 08:50
Vi giro questo appuntamento:
Imperia, venerdì 3 luglio 2009, ore 21, Circolo Arci Guernica, via Mazzini 15, incontro con Ted Warren Marshall-White Bull, Lakota Hunkpapa che proviene dalla riserva di Standing Rock, South Dakota.
Introduce Andrea Benso, commenta Vincenzo Chiarini
L’incontro è preceduto, alle ore 20 da una “cena indiana” su prenotazione: 3287085154.
La mostra fotografica di Naila Clerici accompagnata dalla
presentazione visuale di Debora Saettone, sarà visibile il 26-27/6, e il 3-4/7/2009, h 20-24, o su appuntamento
3287085154.
Commento di Alessandro — 1 luglio 2009 @ 13:25
Gianni e Patty ci segnalano questo evento:
L’Associazione Aquila Nera è lieta di invitarVi all’ inaugurazione della nuova sede, che si terrà Sabato 11 luglio 2009 a partire dalle ore 17 presso il nuovo centro, sito in località Castelnuovo della Misericordia (LI), all’interno del complesso dell’agriturismo Pian dei Lupi.
Trenta ettari di terreno a disposizione per correre liberi significano una nuova vita per i purosangue usciti dalle competizioni, spesso affetti da gravi problemi caratteriali e destinati al macello. Gli animali sono liberi di muoversi in branco su tutto il territorio a disposizione dell’ associazione e vengono rieducati da David Bassi secondo le tecniche degli indiani d’America, apprese in giovane età da un Nativo Americano, incontrato durante un soggiorno in Australia, fino ad arrivare ad essere montati senza morso, redini, cavezza e soprattutto la sella!!!
Per maggiori informazioni potete scrivere a: info@aquilanerahorses.org o visitare il sito: http://www.aquilanerahorses.org.
L’indirizzo completo della nuova sede:
Associazione Onlus Aquila Nera
presso Agriturismo Pian dei Lupi
Via del Vaiolo, località Pian dei Lupi, Castiglioncello Alto
56017 Rosignano Marittimo (LI)
Commento di Alessandro — 8 luglio 2009 @ 11:27
Paolo Gemignani ci invia un’email, lo ringraziamo per averci ricordato le parole di John:
“Ciao Ale,
ti invio questa pillola di genuina “rabbia indiana”. Nel quarantennale della tanto enfatizzata “conquista” della luna, ecco cosa diceva al riguardo la “voce tribale” di John Trudell. Dalla “canzone d’onore” contenuta appunto nel disco “tribal voice” :
“Nonna Luna, noi ti amiamo e siamo arrabbiati con gli invasori che ti devastano e violano il nostro universo con il loro sudiciume meccanico. Noi preghiamo per te, per noi e per l’invasore che non può capire il rispetto, l’amore o l’equilibrio della vita”.
Commento di Alessandro — 22 luglio 2009 @ 08:27
Alessandro ha scritto:
PIU’ CHE SEGNALARE UN EVENTO, SEGNALO QUEST’ALTRA ASSOCIAZIONE ATTINENTE AGLI INDIANI AMERICANI E IL CAVALLO
view-source:http://www.arcieriacavallo.com/benvenuti.html
Commento di Virginia — 22 luglio 2009 @ 11:39
http://www.arcieriacavallo.com/benvenuti.html
Commento di Virginia — 22 luglio 2009 @ 11:39
CIAO ALESSANDRO CONOSCI QUESTO WEBSITE?
http://www.medicinemangallery.com/index.lasso
Commento di Virginia — 24 luglio 2009 @ 11:55
Virginia ha scritto:
No..lo vedo per la prima volta…
Commento di Alessandro — 24 luglio 2009 @ 12:07
CONOSCEVATE QUESTO SITO? LA SPIRITUALITA’ è DIVENTATA PARANOMALE- DOVE SI PARLA AL PASSATO LA PIPA O IL CALUMET “ERA”LA DANZA DEL SOLE “ERA” ..BUONA LETTURA
http://www.bessst.com/paranormal_civilta_pellerossa.htm#
Commento di Virginia — 25 agosto 2009 @ 08:22
medicine man gallery: le coperte da sella navajo non sono niente male!
sito del paranormale: come dicono i Nativi, la più grande Medicina è la risata. E dopo aver letto mi sento sanissima !!!!!!!
Ciaooooo
Commento di camilla — 25 agosto 2009 @ 10:12
medicine man gallery: le coperte da sella navajo non sono niente male! IL MIO ONASSIS NE SAREBBE FIERO E CONTENDO DI AVERLA QUASIQUASI, SE GLI OCCHI NON MI HANNO DETTO BAYBAY IL PREZZO è BUONISSIMO X AMMORTIZZARE IL VIAGGIO COMPREREI QLCS DI PIU’-
Commento di Virginia — 25 agosto 2009 @ 11:45
CONTENDO = CONTENTO
Commento di Virginia — 25 agosto 2009 @ 11:56
Onassis: fagli un mega pat-pat da parte mia!
paranormale: scusate, volevo dire che mi sento super-medicata (e quindi sana!)
Commento di camilla — 25 agosto 2009 @ 12:05
pat-pat gratgrat ok! sara’ fatto e t ringrazia gia’ da adesso
Commento di Virginia — 25 agosto 2009 @ 12:09
Virginia ha scritto:
Vedo adesso il sito, come volevasi dimostrare, se per molti gli Indiani sono in estinzione loro li hanno già seppelliti…ci manca la foto con la scritta R.I.P. …
Ridiamoci pure che merita….
Commento di Alessandro — 25 agosto 2009 @ 22:31
SI VERO RIDIAMOCI
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 08:05
La cosa più grave è il “minestrone” che hanno fatto, tra concetti, nomi, definizioni, tragicghe generalizzazioni……..
Fa tanto ridere (noi). Ma chi legge (speriaomo pochi) di nuovo apprende cose, false, fasulle, sbagliate. mah!
Commento di camilla — 26 agosto 2009 @ 10:35
Da NativeNewsHunter (NNH) e visto che le mie ricerche portano un pò di risate…quando trattero’ queste chicche mi firmero’ search and destroy the stupidnet
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 12:02
SDSNET LASCIA QUI UN LINK SPERO CHE SI APRA (AIUTO è UN LICEO!)
http://www.liceogrigoletti.it/materiali/indamerica.ppt
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 13:28
http://lnx.luponelvento.com/index.php?nav=Indiani%20d-America.3
ALTRO SITO DI PARA…NORMALE
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 13:34
LICEO GRIGOLETTI: Ale, non si può fare niente? o è uno scherzo, o è un tragico errore. Se il liceo esiste veramente, bisogna che gli insegnanti sappiano.
Camilla
Commento di camilla — 26 agosto 2009 @ 13:47
LO CERCO IO IL LICEO
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 17:21
TROVATO E NON E’ UN TRAGICO ERRORE :Liceo Scientifico Statale “Michelangelo Grigoletti” di Pordenone ESISTE DAVVERO E TRA I LINKS DI MULTIMEDIALITA’ ESISTE QUELLO CHE SAPPIAMO VI C/I LA PAGINA
Ipertesti prodotti da studenti e docenti
In questa pagina sono pubblicati alcuni materiali prodotti dagli allievi e docenti del Liceo nel corrente anno scolastico.
I materiali sono prodotti in completa autonomia e i gestori del sito non si assumono alcuna responsabilità per quanto riguarda il contenuto.
Elenco dei materiali
1. L’infinitamente piccolo e le Nanotecnologie: ipertesto area progetto 2008/2009 classe 5^G)
2. Osservazione sperimentale delle macchie solari (file pdf-900k circa)
3. Percorso didattico sulle biotecnologie (file pdf, classe VG)
4. Religioni, uomini, tradizioni (presentazioni PowerPoint, allievi delle classi della prof. Emanuela Nardo)
ED I LINK è QUESTO http://www.liceogrigoletti.it/pagine/materiali.php
http://www.liceogrigoletti.it/docenti/docenti.htm
http://www.liceogrigoletti.it/pagine/link.php
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 17:36
QUESTA FA SALTARE DALLA SEDIA
L’INIZIO DELLA FINE DEGLI INDIANI:
Dal 1900 in poi, nascono associazioni sensibili ai problemi degli Indiani che cercano di salvaguardare la cultura e la vita dei popoli nelle riserve e nel1934 nasce L’Indiano Reorganizatio Act, con il quale gli Indiani riescono ad ottenere qualche diritto in più e vedono aumentare i territori a loro disposizione.
IL COPRICAPO PIUMATO:
è l’immagine che simboleggia questa terra attraverso il quale si riconosce se la persona è di origine indiana o no;
i capi aveva un copricapo piumato molto diverso da quello degli altri abitanti affinché potessero essere immediatamente individuati;
la caratteristica principale di questo copricapo e quella di presentare una piuma sul capo
IL CORAGGIO DI METTERLO IN RETE E DIREI COMPLIMNTI ALL’ITALIANO!
Commento di Virginia — 26 agosto 2009 @ 17:43
A casa lavoro con Linux, non ho al momento un programma installato in grado di leggere i file di PowerPoint per vedere la presentazione del Liceo da voi segnalata, datemi modo di provvedere che voglio vederla…
Commento di Alessandro — 26 agosto 2009 @ 23:33
Potenza di Linux, fatto, installato il lettore Ppt e…braccia cascate dalla tastiera per l’assoluta stupidità di questo ipertesto, per l’incoerenza delle frasi, per la sua inconsistenza didattica frutto di pezzi ricercati quà e là su Internet senza citare fonti e assemblati senza un minimo di pensiero logico, …e, dulcis in fondo, per i vari errori grammaticali dei quali i docenti evidentemente si sono pure, insieme al contenuto, disinteressati completamente. Nella pagina da cui si scarica questo obbrobrio di ipertesto, si legge:
“…Le presentazioni in Power Point di seguito riportate rappresentano un momento di ricerca ed approfondimento realizzato dagli studenti del secondo anno del Liceo Scientifico M.Grigoletti nelle ore di religione cattolica. Lo scopo di questo lavoro non è quello di essere esaustivi, ma rappresenta un modo per approfondire e conoscere tradizioni culturali diverse da quella maggioritaria. Un tentativo, insomma, di entrare in dialogo con la complessità che caratterizza la nostra società. Gli studenti, dunque, mettono questi materiali a disposizione di chi volesse utilizzarli e, perché no, renderli ancora più completi. prof. Emanuela Nardo”.
Ma davvero siamo in un Istituto scolastico dell’Istruzione secondaria, e in un secondo anno di Liceo Scientifico? Sembra di essere alle scuole elementari, senza offesa per carità…
Cari studenti, guardatevi bene dall’utilizzare le barzellette scritte in questo ipertesto, e cara Prof. Nardo, non so se riusciremo a raggiungerla tramite email, ma stia certa che ci proveremo, insomma, c’è posta per lei…
Commento di Alessandro — 27 agosto 2009 @ 00:08
Gli incontri nelle scuole vanno fatti anche alle scuole superiori……un bambino può essere giustificato…questi sono ragazzi di 16/17 anni circa che dovrebbero avere la capacità di informarsi autonomamente, cercando il più possibile di scrivere notizie rispondenti alla realtà….è “roba” da prima elementare. Posso capire “l’ignoranza” nel senso della non conoscenza…..ma così è davvero troppo, soprattutto perchè seguiti da un insegnante che avrebbe dovuto approfondire meglio gli argomenti trattati e guidare i suoi alunni nella giusta direzione. La cosa che mi colpisce a parte le varie “mostruosità” riportate è che ne parlano come se oggi gli indiani fossero una razza estinta! Non esistono più fine della storia! E quelli che oggi vivono come li chiamiamo? Chi sono? Sono solo “ombre”…..questo mi fa veramente arrabbiare.
Saluti a tutti.
Commento di Bianca — 27 agosto 2009 @ 00:08
E’ una cosa vergognosa. Vergognosa per il lessico, vergognosa per i contenuti. Vergognosa perchè gli insegnanti se ne sono completamente disenteressati, senza neanche preoccuparsi del fatto che ci rimettono la faccia…….questa è l’imagine messa IN RETE di un liceo italiano. Sono due giorni che vedo solo brutture. mah!
Commento di camilla — 27 agosto 2009 @ 10:11
FORSE DURANTE L’ORA DI RELIGIONE…NON C’è BISOGNO DI USARE L’ITALIANO…MA’ FORSE SI USA IL “SI PARLA COME SI MANGIA”
Commento di Virginia — 27 agosto 2009 @ 16:19
Virginia ha scritto:
Spero per il loro bene che sia come dici tu, Virginia.
Perchè, se per caso, questi ragazzi mangiano come parlano…
E’ pazzesco quello che viene fuori dalla visione di questa “presentazione”.
Ed è davvero molto preoccupante.
Commento di sam_on — 1 settembre 2009 @ 11:32
(Segnalati da Virginia):
Link 1
Link 2
Link 3
Link 4
E SU QUESTO WEBSITE FANNO ANCHE GIOCHI DI RUOLO (NON è UNA SCUOLA) CON TANTO DI PISTOLA COME PUNTATORE
http://www.theghosttown.ch/ambientazione.php
DALLO STESSO SITO UNA “CHICCA”
http://www.theghosttown.ch/cheyenne/index.php
CIAO
Commento di Alessandro — 1 settembre 2009 @ 12:29
sam_on ha scritto:
Commento di Virginia — 1 settembre 2009 @ 12:42
io facevo la collaboratrice scolastica(bidella) in una scuola media e vi dico che ci sono ragazzi di 13/14 anni che a malapena sanno scrivere il loro nome….lasciamo perdere il resto…insegnanti incompetenti….un disinteresse assoluto per quello che succede in quelle 4 mura da parte di chi dovrebbe garantirci un’educazione ed invece aspetta solo il giorno di paga….io ho un figlio, Thomas che comincia adesso il liceo scientifico e spero che sia ben diverso da quello di cui stiamo parlando ma vi sapro’ dire piu’ avanti….
Commento di niki69 — 1 settembre 2009 @ 23:46
niki69 ha scritto:
Non voglio gettare la croce su tutte le scuole e gli insegnanti, come in tutte le parrocchie ci sono buone e pessime realtà, pessimi, sufficienti e buoni insegnanti, io stesso lavoro in una scuola superiore e posso testimoniare luci ed ombre. Auguro per tuo figlio un’ eccellente parrocchia, alias una buona scuola, vorrei davvero estendere questo augurio a tutti i figli e studenti che presto inizieranno un nuovo anno, ma senza fare disfattismi e limitandomi volutamente solo a quanto segue, vedo che alla fine, del buon andamento delle scuole, tranne che a pochi genitori, non importa quasi niente a nessuno…
Commento di Alessandro — 2 settembre 2009 @ 01:20
……..vedo che alla fine, del buon andamento delle scuole, tranne che a pochi genitori, non importa quasi niente a nessuno…
PIU’ CHE BUON ANDAMENTO – ALLO STATO ATTUALE SI è FELICI DI ANDARE A SCUOLA X MOSTRARE DI AVERE E NON X ESSERE O PERLOMENO ARRICCHIRSI CONOSCENDO LE VARIE REALTA’ NON SOLO DI STUDIO.
MIO PADRE E MIA MADRE,PER ESEMPIO,PREFERIRONO ISCRIVERMI AD UNA SCUOLA STATALE E NON PRIVATA (FIGLIA UNICA POTEVANO PERMETTERSELO) E TUTTI A DIRE AI MIEI ..MA PERCHE’ ?
I MIEI RISPONDEVANO CHE LA LORO FIGLIA DOVEVA SAPER VIVERE A CONTATTO ANCHE CON CHI NON POTEVA E DOVEVA FAR TESORO DI QUESTE ESPERIENZE
SOO GRATA AI MIEI DI AVERMI DATO UN’INSEGNAMENTO CHE VA AL DI LA’ DELLA SCUOLA E SONO GRATA AI MIEI NONNI CHE MI HANNO CRESCIUTO (CASA GRANDE ED ALLARGATA) A PANE – STORIA -E BUON ANIMO PER I DEBOLI.
SCUSATE
Commento di Virginia — 2 settembre 2009 @ 07:58
buongiorno Alessandro ti ringrazio per l’augurio che fai per mio figlio e mi unisco a te nell’augurio per tutti gli studenti….detto questo vorrei aggiungere che non era mia intenzione fare di ogni erba un fascio…fortunatamente ci sono buone scuole, buoni insegnanti,buoni bidelli,pero’ ci sono moltissime cose che non vanno come dovrebbero e queste bisogna denunciarle….come genitore e come lavoratrice nel settore mi accorgo di tante piccole cose che non funzionano e ricadono sui nostri ragazzi….io sono fortunata perche’ con l’aiuto dei miei 3 fratelli mio figlio e’ seguito in tutti i momenti della vita,ma altri non hanno questa fortuna e molti giovani sono “abbandonati” a se stessi…la scuola dovrebbe aiutarli,ma non sempre succede….la speranza e’ l’ultima a morire ma certe volte sei messo a dura prova…ho fatto le mie piccole battaglie sul posto di lavoro per cercare di migliorare alcune cose e sai come e’ finita? Se prima ero precaria adesso sono disoccupata……scusami per lo sfogo e grazie ancora per il tempo che ci dedichi
Commento di niki69 — 2 settembre 2009 @ 17:02
Virginia ha scritto:
PIU’ CHE BUON ANDAMENTO – ALLO STATO ATTUALE SI è FELICI DI ANDARE A SCUOLA X MOSTRARE DI AVERE E NON X ESSERE O PERLOMENO ARRICCHIRSI CONOSCENDO LE VARIE REALTA’ NON SOLO DI STUDIO.
MIO PADRE E MIA MADRE,PER ESEMPIO,PREFERIRONO ISCRIVERMI AD UNA SCUOLA STATALE E NON PRIVATA (FIGLIA UNICA POTEVANO PERMETTERSELO) E TUTTI A DIRE AI MIEI ..MA PERCHE’ ?
I MIEI RISPONDEVANO CHE LA LORO FIGLIA DOVEVA SAPER VIVERE A CONTATTO ANCHE CON CHI NON POTEVA E DOVEVA FAR TESORO DI QUESTE ESPERIENZE
SOO GRATA AI MIEI DI AVERMI DATO UN’INSEGNAMENTO CHE VA AL DI LA’ DELLA SCUOLA E SONO GRATA AI MIEI NONNI CHE MI HANNO CRESCIUTO (CASA GRANDE ED ALLARGATA) A PANE – STORIA -E BUON ANIMO PER I DEBOLI.
SCUSATE
IO HO 22 ANNI E TI ASSICURO CHE DI IGNORANZA NELLA MIA GENERAZIONE Cè NE FIN TROPPA… IGNORANZA NEL VERO SENSO DEL TERMINE, NEL SENSO CHE IGNORANO TUTTO CIò CHE LI CIRCONDA, I PROBLEMI DEL NOSTRO PAESE E QUELLI AL DI FUORI… VIVONO SOLO PER ANDARE IN DISCOTECA IL SABATO SERA PER POI SCHIANTARSI ADDOSSO AD UN MURO… E POI I CONOSCENTI INTERVISTATI DAI TELEGIORNALI SONO I PRIMI A DIRE “EEEH, ERA UN BRAVO RAGAZZO, DILIGENTE, INTELLIGENTE”…. TI ASSICURO CHE TUTTO CIò FA MOLTA PIù TRISTEZZA A ME, CHE VIVO QUESTO DISINTERESSE NEI CONFRONTI DELLA VITA E DEL PROPRIO FUTURO IN PRIMA PERSONA.
E SE VUOI TI DICO ANCHE CHE, VISTO CHE IO MI VESTO SEGUENDO I MIEI CANONI DI BELLEZZA, MOLTE VOLTE VENGO DERISA PERCHè NON SEGUO LA MODA DI CHI STA IN TEEVISIONE.
E FRANCAMENTE SONO DIECIMILA VOLTE PIù FIERA DI INDOSSARE UNA MAGLIETTA CON IL LOGO DELLA AIM E UN PAIO DI STIVALI CHE UNA MAGLIETTA DI D&G…..
PICCOLO SPACCATO DI VITA….
Commento di Deny — 8 settembre 2009 @ 16:10
Divagazioni.
Quasi mai la verità sta da una parte sola.
Ed addossare tutte le colpe alle nuove generazioni è sempre limitativo. Io ho quarantadue anni, e sono esattamente quarantadue anni che sento parlare dei limiti che hanno i giovani, o, meglio, le nuove generazioni. Spesso si dimentica il ruolo, anzi i ruoli, di chi ha la responsabilità civile e giuridica di instradare le nuove generazioni. Parlo dei genitori, degli zii, dei cugini, dei fratelli, degli amici e quindi degli insegnanti. O del vicino di casa che ti fa da zio, da nonno. Non c’è, nè ci può essere uno schema.
Personalmente sono consapevole dei limiti che ha oggi il corpo insegnanti, per questo partecipo attivamente all’educazione del mio nipote più grande ( io non ho figli) che oggi ha sedici anni, ma ci partecipo perchè sono ben a conoscenza degli sforzi fatti dai loro genitori. Il lavoro grosso lo hanno fatto loro, giusto o sbagliato che si riveli. Io cerco di non farlo cadere nella trappola che hanno costruito i media, di non farlo soggiogare, di farlo ragionare. per questo gli consiglio la televisione da guardare, i film da guardare, la musica da ascoltare perchè poi ne parliamo insieme. Nessuno può possedere verità e soluzioni sicure, ma sicuramente se io incrocio un ragazzino in autobus che fa lo strafottente e magari manca anche di rispetto alle persone anziane penso subito ai genitori. Se mi accorgo che mio nipote ha un’informazione sbagliata gli ricordo che ha a disposizione mezzi e strumenti non per cercare l’informazione giusta, ma per verificare, in primis, quella che possiede. Una volta verificata può approfondire e farsene una sua.
Ecco, questo è quello che non hanno fatto gli studenti di quel liceo, non hanno verificato le prime quattro nozioni che hanno cercato in rete sugli “Indiani”.
E peggio ancora hanno fatto coloro che erano addetti al controllo se gli hanno permesso di pubblicarlo.
Commento di sam_on — 8 settembre 2009 @ 19:25
http://www.cfdrodeo.com/frontier_park/indian_village.html
volevo segnalarvi questo link…. sò che forse è l’unico modo che hanno per tirar su qualche dollaro…. ma non posso fare a meno di versare lacrime amare quando vedo video del genere….
allo stesso tempo però mi da forza, e voglia di continuare l’arduo percorso che ho appena intrapreso, sperando un giorno, di poter far qualcosa di tangibile per i nativi….
vi ho reso partecipi di un mio piccolo sfogo….
scusate.
Commento di Deny — 9 settembre 2009 @ 16:08
Ciao Deny, sono Camilla
Il video a cui ti riferisci è quello sulla home page dei Cheyenne Frontier Days? Ti fa tristezza perchè si “esibiscono” davanti ai bianchi?
Tieni presente che quello è un evento molto importante e rinomato, sia per i bianchi che per i Nativi…….quelli che si vedono nel video sono danzatori “professionisti” (e bravi) che normalmente danzano nei pow wow: semplicemente i Frontier Days sono un appuntamento fisso che, a differenza del pow wow che ha anche connotazioni “personali” molto forti, viene vissuto come un “impegno di lavoro”, giustamente pagato. Ci sono i Danzatori così come ci sono i cow boys Nativi nel rodeo (e vincono pure le gare !!!!)…. Secondo me, ma è un parere mio personale, i frontier days rappresentano una delle purtroppo rarissime occasioni in cui i bianchi del Midwest hanno l’opportunità di conoscere da vicino i “Padroni di Casa”, e nella forma migliore. Dentro e fuori dagli spettacoli. Certo è tutto un po’ “confezionato”, ci sarà del buono e del meno buono, ma essere ingaggiato per i frontier days non è certo è una delle cose peggiori che può capitare a un Nativo.
Ciao!!
camilla
Commento di camilla — 9 settembre 2009 @ 18:19
dubito fortemente che gruppi di danzatori Palestinesi vadano a Tel Aviv a ballare le loro danze o a cantare le proprie canzoni tradizionali.
ballare per l’usurpatore non è altro che legittimare ed accettare le condizioni imposte e che di fatto è il riconoscimento della propria sottomissione.
Buona giornata
Commento di Tankasi — 10 settembre 2009 @ 07:46
Discreto eco nei giornali italiani per questa notizia:
“Nel Sud del Colorado, nella Riserva indiana Ute, tre bacini d’acqua si sono colorati di verde, verde alga per esser precisi: da lì potrebbe provenire il biocarburante del futuro, un combustibile ricavato da alghe fotosintetiche riducendo al contempo le emissioni di gas-serra. Si tratta dell’impianto pilota, battezzato Coyote Gulch, di un progetto cofinanziato dall’Università di Stato del Colorado (Cus) e da una delle più ricche comunità di nativi americani, gli Ute meridionali”….Leggi il resto dell’articolo
Fonte, Repubblica.it
Commento di Alessandro — 10 settembre 2009 @ 08:55
Ciao a tutti.
Alessandro: mi sembra una bella notizia, una volta tanto !!
Tankasi: Parlando dei Frontier Days
Non penso che i Nativi che ballano al Frontier days pensino di ballare “per l’usurpatore”: non gliene frega assolutamente niente che a guardarli ci siano bianchi, rossi, verdi, gialli o nessuno del tutto (se però c’è tanta gente sono più contenti). Sono belli, sono bravi e viene chiesto loro di farlo vedere. E ricevono adeguata retribuzione (sempre utilissima) per farlo. Ai Frontier Days come ai Pow wow si trovano con amici e parenti, morosi e morose (che mentre loro danzano magari vendono un bel po’ di artigianato ai bianchi e anche agli altri nativi, stringono rapporti e accordi di lavoro, acquisiscono ordini), si mettono nel Curriculum che hanno fatto parte della crew dei Frontier Days e sono adeguatamente retribuiti. Se hanno denaro possono confezionarsi o farsi confezionare gli abiti, comprare la benzina per andare ai Pow wow, sostenere i costi che i viaggi di una intera estate comportano….. quei soldi riescono a mantenere in vita tradizioni che altrimenti andrebbero a morire…….non dimentichiamocelo per favore!
Non bisogna confondere eventi come questo con gli “spettacoli per turisti” (che peraltro tra i Nativi sono ASSOLUTAMENTE sconosciuti). Qui ci sono “professionisti” che da “professionisti” sono ingaggiati. Come in giro per il mondo ci sono i corpi di ballo dei Cosacchi, le Voci Bulgare, il balletto Ukraino, i Masai, ecc. ecc. ecc.
Ciao
Camilla
Commento di camilla — 10 settembre 2009 @ 10:22
allora io spiego il mio punto di vista, il fatto di aver messo quel link è per me un argomento generale… Vedere come, alla fine,canti e danze che in teoria andrebbero svolte in totale riservatezza e solo in alcune occasioni, vengono sbandierate a chi alla fin fine non capice una mazza.
Io sono convintisima che la maggior parte dei visitatori guardano quei balli e pensano:” oh dio, va che bei costumi colorati….”
La mia è un amarezza generale, un pensiero che mi viene ogni volta che vedo sfruttamenti del genere perchè così li considero….
Cioè oltre il danno pure la beffa di diventare come fenomeni da baraccone…. Mi viene in mente ogni volta quello che patì il povero Tatanka Yotanka a girare con il circo….
A mio avviso è la stessa identica cosa, un cerchio senza fine…..
E non andrebbero persi i balli e i canti… Se nelle generazioni future ci sarà la consapevolezza di preservare e perpetrare queste tradizioni, le nuove generazioni di nativi porteranno avanti nel tempo il bagaglio di conoscenza trasmesso da genitori e nonni….
Lo dicevano loro stessi che la danza e il canto erano una cosa privata, una comunione con il Grande Spirito e, anche se celebrate intorno al fuoco con tutta la tribù, ogni individuo aveva la sua visione (se era fortunato) e ogni individuo assorbiva come una spugna tutto il rituale… Che era privato e sacro….
In questi video io non vedo altro che una forma di sfruttamento sottile e subdola…. Come è stato tutto l’operato dei bianchi nei loro confronti…
Poi ognuno la pensa come vuole!!!
Ale: molto bene!!!
Commento di Deny — 10 settembre 2009 @ 13:18
http://www.realamerica.it/_news.asp?id_news=19
giusto per puntualizzare, l’unico punto positivo che leggo è che grazie ai powwow nativi di varie riserve si possono incontrare e discutere sullo stato attuale delle rispettive riserve e sulla politica.
Pensiero puramente personale.
Commento di Deny — 10 settembre 2009 @ 13:30
Ciao Deny.
Innanzitutto: è davvero bello sentire tanto entusiasmo.
Poi: temo ci sia un equivoco di partenza.
Le danze che sono mostrate nel video (Men Traditional Dance e Men fancy Dance – Danza Tradizionale degli Uomini e Danza di Fantasia degli Uomini) sono danze SOCIALI che non hanno nulla che fare con le cose “altre” (quelle da fare con riservatezza pe intenderci): si tratta di cose completamente diverse, fatte in ambiti diversi. Queste sono appunto le danze che, come tantissime altre, si fanno nei Pow Wow, per gareggiare, divertirsi, competere con gli altri Danzatori e con i Suonatori (ci sono gare e ci sono premi) I gruppi di cantori sono in gara loro stessi….esistono persino le “compilations”….se vai su youtube potrai vedere tutti i tipi di danza e sentire canti bellissimi e, ripeto, “pubblichissimi”. I pow Wow sono celebrazioni di gioia, si incontrano amici vecchi, se ne fanno di nuovi, ci si corteggia, ma soprattutto si ammirano i Danzatori e i loro abiti (non costumi: abiti).
il Pow Wow è “un modo di vivere”, ma è un modo festoso, giocoso, e, dal punto di vista di Cantori e Danzatori, anche di grand eimpegno professionale. Ma è SOCIALE e PUBBLICO.
Un abbraccio!
Camilla
ciao!!
Commento di camilla — 10 settembre 2009 @ 15:32
ciao camilla,

grazie mille per il complimento!!!
sisi, ma io capisco il tuo punto di vista e lo rispetto, ma la penso diversamente…. Mi sa che su sto argomento non troveremo terreno comune!!! eheheh….
bhe io ora la penso così, io non ho mai visto un pow wow dal vivo e magari, facendo un esperienza del genere e vedendo con i miei occhi quello che davvero avviene, allora magari cambierò opinione….
un bacio!
Deny
Commento di Deny — 10 settembre 2009 @ 15:43
altra piccola precisazione, sono sicura che ormai mi odierai!!! ahahah!!!
secondo me quelli usati nei pow wow non possono essere considerati abiti….. Gli abiti dei nativi hanno i colori delle pelli e della terra…. di certo non il verde stabiloboss!!!!! Penso siano rivisitazioni degli abiti originali, ma anche questo ammodernamento mi suscita brutti pensieri….
basta, ora ho finito!!!!
Commento di Deny — 10 settembre 2009 @ 15:59
Ciao Deny….ma figurati se ti odio!!! è anzi bello trovare tanto enstusiasmo ed è bello parlare di cose che costituiscono un interesse condiviso. E adesso tu odierai forse me (ah ah ah ah)…….vedi, però, alcune delle cose che ho scritto non sono i miei punti di vista…sono un dato di fatto. Aldilà del personale “sentire” di ognuno di noi, ci sono cose e situazioni che oggettivamente sono quello che sono: le danze e i canti sociali sono diversi da – e non assimilabili a – quelli cerimoniali. Per farti un esempio: da noi un canto “di Chiesa” non viene eseguito in discoteca, e una canzone di Zucchero non viene cantata in Chiesa. Idem per i Nativi. E’ vero che nel Pow wow ci sono anche momenti “cerimoniali”, ma si tratta appunto di quelle cerimonie che per natura propria devono essere vissute e condivise con la comunità. Ma di nuovo, in questo caso si farà una “Danza d’Onore”, e non certo una delle altre danze “sociali”.
Gli abiti: cambiano foggia e colore a seconda del tipo di danza, della Nazione di origine del danzatore (…..i Canadesi per esempio amano moltissimo TUTTI i colori stabiloboss….. ), e ovviamente del gusto di chi li indossa. Ma – e qui ti riferisco pari pari quello che sempre dicono i Nativi stessi -guai a chiamarli “costumi”. I costumi servono a “cammuffare” la vera identità della persona, i loro abiti esaltano le loro personalità e il loro spirito. Se ti sembrano troppo “moderni”….be’..teniamo presente che anche i Nativi vivono nel 2009 (e per fortuna !!!!). Se ti consola – e appunto su youtube li puoi vedere – ci sono Danzatori (Danza Tradizionale degli Uomini e Buckskin dress per le donne) che indossano abiti appunto più “tradizionali”.
Anche in Italia c’è modo di vedere eventi di danza, e molto belli…… se continuerai a seguire questo blog troverai tutte le informazioni del caso….e spero di cuore che presto avrai occasione di andare e toccare con mano e provare la grande gioia di avvicinare queste meravigliose persone, e di ascoltare le cose grandi che generosamente condividono con noi. Anche per mezzo di un canto o di una danza.
Un abbraccio
camilla
Commento di camilla — 10 settembre 2009 @ 17:20
Deny…ancora una cosa !!
Siccome non mi piace parlare al posto degli indiani e la cosa migliore è che lo facciano loro in prima persona, ti segnalo questa cosa: Vai su Youtube e digita
2009 Raduno delle Nazioni e Spirito dei Popoli
troverai 5 video: ciascuno presenta un tipo di danza sociale, ma quello che è imprtante è che c’è per ciascuna danza la presnetazione di Leo Mark Letendre, nazione Cree del Canada, con tanto di traduzione in italiano. Così….giusto per avere un primo assaggio di quello che (sicuramnete !!!) un giorno vedrai nei Pow Wow. E per sentire quello che Leo (Nativo D.O.C.) spiega.
Un salutone!!
camila
Commento di camilla — 10 settembre 2009 @ 17:30
eheheh, ma il mio è comunque un pensiero generale…. ovvio che la maggior parte dei nativi che fanno questi spettacoli siano d’accordo nel farli…. eh dovrei tastare con mano!!
spero anche io di assistere a spettacoli del genere, magari insieme almeno ci conosciamo!!!
un bacione!!!
Deny
Commento di Deny — 10 settembre 2009 @ 22:33
Speriamo ce ne sia presto l’occasione.
Per intanto ti auguro buona notte ora e una buona giornata domani !!
Ciao!
camilla
Commento di camilla — 10 settembre 2009 @ 23:10
camilla ha scritto:
La sottomissione fisica e culturale e psicologica di un popolo passa anche attraverso l’uso e consumo, da parte del popolo occupante, delle pratiche, anche ludiche, del popolo oppresso. Non significa nulla che sono lautamente pagati, anzi quella è la prova della sottomissione al sistema.
Quì non stiamo parlando di un gruppo folk italiano che, dietro compenso, va in Inghilterra e canta e balla tradizionalmente.
Quì c’è una sottile e meschina guerra combattuta da 500 anni per annientare un popolo, una storia, una cultura.
Prima di “ballare per il re” dovrebbero chiedersi perchè mai (uno su tutti) quello stesso popolo tiene in galera dal 1977 Leonard Peltier che ha avuto la sola colpa di essersi ribellato per liberare il proprio popolo.Prima di ballare, e prendere soldi grondandi di sangue, dovrebbero ripercorrere idealmente la loro storia degli ultimi 500 anni.
Io non adrò mai ad un Pow Wow nè a nessuna “festa” in cui si esibiscano Nativi Americani perchè in quel preciso istante anche io diventerei complice di chi li ha ridotti in quelle condizioni.
poi ognuno di noi ha un suo approccio verso ogni cultura ed ogni storia.
La mia è questa….. ma le mie sono solo parole.
Buona giornata
p.s. Benventua Deny. Se non si fosse ancora capito, io la penso esattamente come te.
Ciao
Commento di Tankasi — 11 settembre 2009 @ 05:36
Ciao Tankasi. Buongiorno.
Vedi, io penso che la differenza tra i nostri rispettivi modi di considerare questo a rgomento in fondo sia questa: tu pensi che gli indiani danzino e cantiono PER QUALCUNO, io penso che gli Indiani cantino e danzino PER SE STESSI e basta. Non danzano “tradizionalmente”. Danzano le loro danze. DI ADESSO. Fa parte di loro. Inoltre il canto e la danza sono un modo per parlare e raccontare di se: noi lo faCciamo da sempre con carta e penna, loro lo fanno anche con la danza. Dici che non stiamo parlando di un gruppo folk: ESATTO. Loro NON sono un gruppo folk: sono proprio loro, sono così e basta. Per quanto riguarda i soldi grondanti di sangue e la storia dei passati 500 anni: certo non dimenticano (e come si potrebbe?) ma non si macerano nel passato, impedendosi di vivere adesso. L’obiettivo è la vita delle generazioni future. Per quella si danno da fare. Per loro è l’unica cosa che conti. Secondo me però non dovresti rifiutarti a priori di assistere a un incontro di danza: magari ti avvallerebbe ultriormente il tuo pensiero, ma magari, sentendo parlare LORO, parlando CON LORO, anzichè parlare DI loro, non è detto che non potresti trovare altri impensati spunti di riflessione. Magari no. Mal che vada non cambia nulla. Ben che vada, vedresti davvero qualcosa di bello, che va aldilà dell’abito e della danza, e che non può essere spiegato dalle parole di nessuno. Bisogna essere lì per “sentirlo”. Dai Tankasi, almeno una volta…..Un abbraccio, Camilla
Commento di camilla — 11 settembre 2009 @ 07:34
Io mi trovo vicina a Camilla anche io penso che cantano e ballano per se stessi. A volte penso che siamo troppo chiusi nei loro confronti e che mentalmente siamo ancora legati a loro per come vivevano nel passato ed è per questo che commettiamo secondo il mio parere l’errore di non voler accettare che la vita per loro è cambiata e continuerà a cambiare come per noi. Pensate alla nostra di storia, direi raccapricciante se si pensa ai campi di concentramento ecc…… eppure andiamo avanti, andiamo a ballare al sabato sera, a cantare, ai concerti…..il mondo va avanti anche se sappiamo bene quanti innocenti sono morti…(queste vuole solo essere un piccolo esempio), per gli indiani credo sia la stessa cosa. L’importante è non dimenticare e loro sono certa che non lo faranno! Quello che invece facciamo noi….spesso dimentichiamo e spesso non crediamo che certe cose sono realmente esistite (pensiero generico), quindi invito Deny e Tankasi a non chiudersi su questo….ma al contrario aprirsi a questa nuova realtà. Gli indiani di oggi sono esattamente uomini come noi…..con la loro storia, con il loro presente, e il loro futuro.
Ciao a tutti.
Commento di Bianca — 11 settembre 2009 @ 12:22
Avete tutti, sull’argomento Danze, Pow Wow per capirci, espresso opinioni interessanti. Prese singolarmente, mi sbilancio a dire che sono tutte comprensibilmente e ragionevolmente giuste. Però, anche io penso che i Nativi Americani, oggi, sappiano guardare avanti senza dimenticare la propria storia, e che sia giusto proprio per le loro future generazioni. E le loro Danze e i loro canti sanno essere tutto questo. C’è una frase molto bella nell’appello di Wounded Knee De Ocampo riportata nell’articolo “Proteggere Glen Cove ora!”, ed è questa:
“La storia è la nostra realtà ereditata”!
Non hanno dimenticato, state tranquilli, lottano per essa, lottano per Leonard, e per molte altre situazioni difficili, anche ora mentre scriviamo…Noi li vorremmo in guerra contro un sistema che dimostra apertamente in molti casi di non aver dimenticato i propri vizi e le proprie nefandezze, ma lo sono, e in molti modi, tra cui, anche quello di non dimenticare Canti e Danze. E non solo quelle più tradizionali, ma anche quelle sociali. Lo sono nell’arte, nell’attivismo, nelle battaglie legali, nei programmi di educazione sociale, nelle battaglie per preservare culture, tradizioni e linguaggi. E’, per me, giusto così. Preferirei, piuttosto, che a smettere di fare qualcosa fossero i cercatori di promesse e spiritualità che alimentano le false cerimonie e il loro commercio. Loro, questo sì, dovrebbero farla finita.
Commento di Alessandro — 11 settembre 2009 @ 13:49
Bianca ha scritto:
NO NOI ABBIAMO DIMENTICATO…PROPRIO PERCHE’ “ABBIABBIATI”…ALCUNI…ALTRI FANNO REVANSCISMO E TANTI E TANTI ALTRI NON VOGLIONO RICORDARE E NON PASSANDO IL TESTIMONE DEL MAI PIU’ E NON NEL MIO NOME SONO RISORTI
Commento di Virginia — 12 settembre 2009 @ 04:52
Virginia ha scritto:
Commento di Virginia — 12 settembre 2009 @ 04:54
anche se datata e forse gia’ inserita in qualche pagina del sito..un’interessante intervista a Sherman Alexie
http://www.acoma.it/pdfvolumi/volume09/9alexie.pdf
Commento di Virginia — 13 settembre 2009 @ 18:37
ho forse acceso una miccia che non avrei dovuto toccare….
comunque, Bianca, io mi considero una ragazza di larghe vedute e non tendo mai a fossilizzarmi su un idea, se sento più pareri….
io sì, ho intenzione di partecipare ad un pow wow e vedere se, davvero, quello che penso sia fondato o è solo frutto del mio spirito ribelle… sono figlia di madre sessantottina!!!
a proposito, non so se conoscete questo sito ma io lo posto comunque…. trovo sia davvero bello,e poi ho visto cosa organizzano a dicembre…. mannaggia che devo arredare casa senò andavo… magari con te Camilla!!! ci facevamo 20 giorni a cavallo!
e poi pow wow a capodanno!!!
http://www.sentierorosso.com/
Commento di Deny — 14 settembre 2009 @ 01:57
MA VA’? ASPETTAVAMO GIUSTOGIUSTO QUESTO LINK
Commento di Virginia — 14 settembre 2009 @ 10:04
Deny, spero davvero di avere l’opportunità di conoscerti…….sei troppo forte…e da te viene fuori tutto il più bello dei 22 anni: da quello che leggo, mi sembra tu sia entusiasta, capace di pensare con la tua testa e nel contempo aperta al dialogo, sei giovane e saggia nello stesso tempo, con tutta la “freschezza” della tua età (oh Signore, parlo come una vecchia…).
Il Sito lo conosciamo.
Parlando dell’evento di Dicembre: il senso di quella Cavalcata NON è “la bella esperiena di 20 giorni passati a cavallo (a 30 sotto zero !!!!!) con gli Indiani e Pow Wow finale”. La Sitanka Wokiksuye iniziale (la “Cavalcata in Memoria di Piede Grosso” condotta da Birgil Kills Straight, Alex White Plume, Arvol looking Horse e Jim Garrett) ha “chiuso il Cerchio” nel 1990 con la cerimonia del Lavar Via Le Lacrime (che per i morti di Wounded Knee non era mai stata celebrata) e che era lo scopo per cui la Cavalcata è stata fatta per 4 anni, fino all’ultima del 1990. Quelle che fanno adesso sono altrettanto importanti commemorazioni, ma il Cerchio per le vittime di Wounded Knee si è chiuso nel 1990.
Adesso ti suggerisco un interessante “percorso formativo” (ovviamente se ne hai tempo e voglia).
Vai sul sito di Sentiero Rosso, leggi TUTTO-TUTTO-TUTTO e leggilo BENE-BENE-BENE, soprattutto le cronache dei viaggi, e quelle delle iniziative che hanno portato avanti a Giugno in provincia di Campobasso (se non c’è sul sito cerca su Internet Lakota Village – Campobasso). Quando hai letto bene e CON ESTREMA ATTENZIONE quello che c’è scritto su Sentiero Rosso vieni su questo blog e vai sulle sezioni “Cerimonie si o no”, poi leggu i discorsi di Carter Camp e di Arvol Looking Horse. Poi vai su internet e cerca “Lakota Declaration of War”.
A quel punto penso avrai una tua opinione, sia sui contenuti che sulla forma (attenzione: anche la forma in certi casi è importante e la dice lunga). Prenditi tutto il tempo necessario (per leggere tutto ce ne va). Poi, se ne avrai voglia, un giorno ci racconterai le tue riflessioni.
Un abbraccio
camilla
Commento di camilla — 14 settembre 2009 @ 10:17
Oh Virginia…..sei forte! Ciaoo !!
Commento di camilla — 14 settembre 2009 @ 10:18
Deny ha scritto:
Nessun problema Deny, anzi, ci piace questa possibilità di discutere insieme, credo davvero che sia importante farlo, su questo e altri temi…
Quello che manca al sito da te segnalato, solo apparentemente “bello”, è un bel pò di coerenza e serietà. Non dovremmo essere noi a dirlo, ma dato che conosciamo bene il suo fondatore, (e non solo noi), le sue mille giravolte e brusche sterzate di direzione, le sue false crociate, le sue censure, parliamo con cognizione di causa. E il consiglio di Camilla vale più di mille parole…
Commento di Alessandro — 14 settembre 2009 @ 10:40
Cia deny….una domanda (rispondi ovviamente solo s evuoi)…in quale area della Penisola sei posizionata? Giusto per segnalarti al volo qualche evento interessante…….
camilla
Commento di camilla — 14 settembre 2009 @ 10:42
camilla ha scritto:
IO SUGGERIREI A DENY DI LEGGERE QUESTA PAGINA DI NAT.AM.IT :
http://www.nativiamericani.it/?p=1106
Commento di Virginia — 14 settembre 2009 @ 11:04
Virginia ha scritto:
E GIUSTO GIUSTO ASPETTAVO DI POSTARE QUESTO LINK
http://www.viaggiavventurosi.it/chisiamo.asp
E COME SI DICE, MANGIA VOLPE E PANE
POI SCROLLA TUTTA LA PAGINA E INIZIA A CHIEDERTI E FARE 2+2
Commento di Virginia — 14 settembre 2009 @ 11:29
Cia Deny…tra le varie letture, il sito segnalato qui sopra da Virginia (www.viaggiavventurosi.it), l’ultima “perla” generata dai personaggi di Sentiero Rosso.
Possibilmente da leggersi congiuntamente a Carter Camp e Arvol Looking Horse (su nativiamericani.it)
ciao !!
camilla
Commento di camilla — 14 settembre 2009 @ 13:29
si ho trovato il link anche del sito di viaggiavventurosi…..
allora Camilla, come prima cosa io sono di Milano, poi…. ti ringrazio per tutti i complimenti che mi hai fatto e farò tesoro dei tuoi consigli.
non sapevo che voi altri eravate già a conoscenza di quel sito, e me ne rammarico visto che non lo considerate proprio ” a favore” dei nativi.
il mio è stato più che altro un impulso di gioia nel vedere che, in italia, c’era la possibilità di andare nelle riserve e toccare con mano quella che vorrei divetasse la mia realtà.
vedete, io non mi sono iscritta a questo blog perchè nutro una passione o perchè mi limito a condividere le cause e le idee che nutrono i nativi.
io sto cercando di fare del mio sogno la mia realtà. Ora, sò che probabilmente non importa a nessuno, ma il mio entusiasmo era nato dal fatto che, visto che il mio obiettivo nella vita, il mio sogno nel cassetto, è quello di “donare” la mia arte, che trova il suo sbocco attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica, ai nativi….. mi sono entusiasmata nel vedere che forse, potevo unirmi ad un loro gruppo e magari riuscire nel mio intento….
quello di fungere da canale di informazione e protesta attraverso la mia voce e le mie foto, sul campo. Lì. Non qui. O meglio, anche qui se ci riesco, ma il mio obettivo principale è quello di stabilirmi lì.
Poi magari sono solo sogni di una giovane fotografa un pò matta, ma i sogni sono il motore della vita no???
Commento di Deny — 14 settembre 2009 @ 15:05
mi sto rendendo conto che, probabilmente, voglio fare troppo e so ancora troppo poco…. grazie ancora Camilla per tutte le dritte che mi stai dando….
Commento di Deny — 14 settembre 2009 @ 15:25
Attenzione alle parole, ed attenzione alle persone. Le parole belle sono belle sia che a dirle sia una persona bella o una persona non bella. Le parole brutte sono brutte sempre.
Il problema con le belle parole dette da una persona non bella nasce solo se con tale persona ci devi avere a che fare. E’ a quel punto che necessiti di un’opinione anche sulla persona.
Deny,
quando, seguendo il consiglio di Camilla, leggerai su quel sito “TUTTO-TUTTO-TUTTO” e “BENE-BENE-BENE, soprattutto le cronache dei viaggi,” potrai farti un’opinione sulle parole usate, belle o brutte che siano, ma non potrai farti un’opinione sulle persone che le parole le hanno usate.
Per il tuo sogno ti servirà molto coraggio, molta determinazione, molta umiltà, molta informazione e molta preparazione.
E queste, sono le parole di:
uno che è stato iscritto al sito di cui sopra;
uno che ha partecipato ad uno dei viaggi organizzati dal sito di cui sopra;
un autore di uno dei racconti di viaggio di cui sopra.
Commento di sam_on — 14 settembre 2009 @ 16:32
Per Deny: non bisogna perdere mai la capacità di sognare!! Hai ragione: è il motore della vita!
Comunque andare “là”, e andarci “bene” (per bene intendo nel PIENO RISPETTO dei Natvi stessi), non è difficile.
Per Sam: lungi da me il giudicare se una persona è bella o brutta (dentro): non mi permetterei mai….se una persona poi è brutta, questo è comunque affar suo.
Penso però che le parole – che una volta dette non possono tornare indietro e dovrebbero quindi essere sempre soppesate e dovrebbero essere soprattutto “impeccabili” – sono uno degli strumenti fondamentali che il buon Dio ci ha dato per esprimere e far conoscere al mondo chi siamo, cosa pensiamo, cosa sentiamo.
E certe parole di certe persone semplicemente esprimono un approccio ai Nativi che non mi sembra rispettoso “di”, anzi TOTALMENTE OPPOSTO “A”, quello che i Nativi stessi – quelli seri – pensano, sentono, insegnano.
Parlando poi della forma: trovo orrendo il turpiloquio nella vita di tutti i giorni, e ritengo sia ancora più decisamnete fuori luogo usarlo per sottolineare opinioni che riguardano “argomenti”, anzi “Argomenti” , a cui è assolutamente, sempre, dovunque e comunque dovuto il massimo rispetto.
Se poi andiamo a vedere la nuova “perla” negli altri interventi citata….be’ datemi atto che usare certi “Argomenti” per far pubblicità a quella che a tutti gli effetti è una agenzia di viaggio
mi sembra un comportamento che si commenta da solo…….
Ciao a tutti !!
Commento di camilla — 14 settembre 2009 @ 17:10
sam: mi trovo d accordo con camilla nel dire che qui nessuno giudica nessuno. ovvio che io, non conoscendo le persone che sono dietro a quel sito posso esprimermi solo su quello che ci trovo scritto….e non mi è piaciuto molto, soprattutto sul sito di viaggiavventurosi…. poi ripeto, mio parere ultrapersonale, come lo è quello di alessandro o quello di camilla…
camilla: la prossima volta che voglio postare un link lo studierò a memoria, almeno evito di scombussolare il quieto vivere del sito e dei suoi blogger…
Commento di Deny — 14 settembre 2009 @ 20:19
Deeeenyyyyy…..non stai sconvolgendo il quieto vivere di nessuno! Posta pure tutto quello che vuoi….più cose si vedono, più si impara a discernere e ci si fa una porpria opinione. E’ un po’ come imparare a conoscere i tappeti orientali: per imparare a riconoscere quelli belli davvero devi vederne tanti, ma proprio tanti, sia di belli che di brutti. E’ così che si “affina l’istinto” e si impara a riconoscere le differenze.
La cosa grande di questo blog è che il quieto vivere ci è sconosciuto, ed è proprio bello così. Penso di poter dire a nome di tutti (ditemi se sbaglio) che è bello confrontarsi, scambiarsi opinioni, punti di vista….si possono avere pareri differenti, su certi argomenti vederla nello stesso modo e su altri proprio no………ma è sempre utile scambiarsi pareri e pensieri: è così secondo me che nel nostro cervello si possono aprire tante “finestre” nuove, si possono considerare le cose da punti di vista diversi, si possono acquisire prospettive diverse e magari inaspettate…magari si resta del proprio parere……ma è comunque bello confrontarsi, civilmente, con gli altri.
Buonissima serata !
Commento di camilla — 14 settembre 2009 @ 21:12
camilla ha scritto:
Le tue parole, Camilla, riassumono efficacemente uno degli scopi per cui io e Bianca abbiamo creato questo Blog…
I sogni…mai lasciarli o abbandonarli…vedrai Deny che ci sono o ci saranno molte occasioni per partire con destinazione le riserve USA o quelle in Canada, alcune molto belle sono state pubblicate anche qui sul Blog, e penso che altre ne verranno…
Commento di Alessandro — 15 settembre 2009 @ 09:38
camilla ha scritto:
Commento di Virginia — 15 settembre 2009 @ 12:02
“Per Sam: lungi da me il giudicare se una persona è bella o brutta (dentro): non mi permetterei mai….se una persona poi è brutta, questo è comunque affar suo.”
Ne sono consapevole Camilla, non parteciperei a queste discussioni se non ne fossi convinto. Dicevo che un opinione te la devi fare, e te la fai per natura, quando hai a che fare con una persona, quando decidi di frequentarla per un qualunque motivo come, ad esempio, una causa. Se la persona in questione si rivela all’altezza delle tue aspettative prosegui, altrimenti vai oltre, anche se quello o quella continuano ad usare belle parole.
“E certe parole di certe persone semplicemente esprimono un approccio ai Nativi che non mi sembra rispettoso “di”, anzi TOTALMENTE OPPOSTO “A”, quello che i Nativi stessi – quelli seri – pensano, sentono, insegnano.”
Queste invece sono brutte parole (non le tue Camilla, quelle a cui tu fai riferimento e che vengono usate da loro) e quindi vai subito oltre, non ti metti neanche il problema di approfondire.
“ovvio che io, non conoscendo le persone che sono dietro a quel sito posso esprimermi solo su quello che ci trovo scritto….”
Quindi, Deny, siamo tutti d’accordo che il limite che hanno le parole (anche se belle) è che possono essere usate indiscriminatamente finché c’è una tastiera che fa da paravento.
E questo vale anche per me, per questo ho specificato “di aver partecipato” ad un viaggio e di “averlo raccontato”. Ti garantisco che non cambio una virgola del racconto che ho scritto. Se mi chiedessi delle persone che hanno condiviso il viaggio con me, ti risponderei che sono tutte belle persone, perché ci ho avuto e ci ho ancora a che fare.
Ma ho anche specificato di “essere stato” iscritto al sito, l’uso del verbo passato vale anche per otto delle altre nove persone che vi hanno partecipato, e questo dovrebbe suggerirti qualcosa.
Ma dovrebbe già avertelo chiarito Alessandro.
Un saluto.
Commento di sam_on — 15 settembre 2009 @ 12:57
SEGNALAZIONE
Per quanto riguarda la Sitanka Wokiksuye del 1990: purtroppo è ormai quasiintrovabile, ma non si sa mai…..qualche bancarella, qualche libreria “magica”…….la testimonianza meravigliosa di Giorgio Salvatori, attivissimo giornalista dI RAI 2 e caro amico di Birgil Kills Straight, con la sua troupe aveva seguito la Cavalcata da Bridger a Wounded Knee.
Ha pubblicato un bellissimo libro con bellissima videocassetta allegata, contenente quanto filmato in quei gironi, le testimonianze dei Lakota, interviste varie. Titolo: IL CERCHIO SACRO DEI SIOUX (Vallecchi Editore)
Ciao !!!!
Commento di camilla — 15 settembre 2009 @ 13:25
camilla ha scritto:
Forse si può provare a trovarlo qui
Commento di Alessandro — 15 settembre 2009 @ 13:41
camilla ha scritto:
vicino a casa mia c’è una libreria davvero molto fornita, che fa arrivare anche libri di cui tu hai bisogno e che magari non hanno in negozio…. la libreria si chiama “Libri & Libri” e se qualcuno è di milano o dintorni consiglio di andarci… pensate che io ho reperito lì “donna lakota” e ” la mia danza del sole”, oltre al saggio di Boas sulle lingue native…
Commento di Deny — 15 settembre 2009 @ 14:01
Avete dato tutti ottimi consigli per Deny e sono contenta che ci sia questo sereno scambio di opinioni…. .
Ciao a tutti
Commento di Bianca — 15 settembre 2009 @ 17:06
sul PowWow: tratto da Thema Nuovi Mondi
L’origine della parola POWWOW è incerta. Alcuni affermano che sia Algonchina e significhi medicine, menù oppure prete; altri dicono sia francese e significhi raduno con i nativi, mentre altri pensano che derivi dagli Indiani delle praterie meridionali. Nell’epoca moderna la parola ha assunto il significato preciso di raduno annuale estivo, che prevede socialità e danze cerimoniali. Questa tradizione può essere rintracciata nel tempo, prima dell’arrivo degli Europei, quando i Nativi delle praterie solevano danzare per onorare membri della tribù, riconoscere eventi importanti, proteggere guerrieri e cacciatori.
Quando gli indiani furono segregati nelle riserve alla fine del 19simo secolo, il significato delle loro danze cambiò. Gli indiani cominciarono a danzare come per chiedere aiuto e guida al Grande Spirito, affinché assistesse nella scomparsa del bisonte e nel termine di uno stile di vita libero. Il Governo degli Stati Uniti vide queste danze quali provocazione, particolarmente la Ghost Dance, che era una preghiera per la libertà dai bianchi, ed il ritorno del bisonte. Fu così che vietò le danze. Il bando fu sollevato nel 1933 e la danza riguadagnò la sua posizione importante nella cultura e nelle tradizioni degli Indiani delle praterie.
Il WACIPI (ovvero Powwow), così come è definito dai Lakota, Dakota e dalla Nazione Sioux, è la celebrazione dei Nativi d’America. L’evoluzione, dalle epoche antiche ad oggi, ha visto un’esplosione d’arte e di design, che costantemente cambia di anno in anno. Lo stile delle danze, dei vestiti e della musica mostra tra i più bei colori, i più elaborati costumi e copricapo di piume, intricati lavori di perline che si accompagnano ai diversi passi di danza, ad iniziare dai bambini, quindi dai fanciulli, dai giovani e dalle ragazze, fino agli adulti ed agli anziani, donne ed uomini.
Il WACIPI è praticato nella regione delle praterie ed è un evento sociale che può durare uno o molteplici giorni. E’ il momento durante il quale Lakota, Dakota o Nakota e membri delle tribù eseguono le onorificenze, consegnano i doni, si riuniscono nelle famiglie, ritrovano gli amici, si accampano e le tribù si ricongiungono. Durante i mesi estivi la celebrazione wacipi è normalmente svolta all’aperto con alcuni ripari o con un’area al coperto, dove si siede l’audience ed i danzatori, mentre al centro lo spazio è riservato per le danze.
Molti indiani oggi seguono il circuito dei powwow, esibendosi in danze per il denaro dei premi messi in palio, che ripaga il costo dei costumi preziosi, del viaggio e del cibo.
Ogni powwow del circuito ha il proprio stile, ma in generale le cerimonie seguono un formato comune.
Le danze sono sia per gli uomini sia per le donne e le competizioni sono divise in diverse categorie. I danzatori danzano in direzione oraria quando si trovano all’interno di un’arena e rappresentano il cerchio dell’unità, che simboleggia il cerchio infinito della vita. I cantanti sono normalmente prossimi o vicini in un’area ombreggiata o al coperto. I canti wacipi sono una parte fondamentale del wacipi. Senza i cantanti ed il ritmo dei tamburi, non esisterebbero le danze. I cantanti cantano molti tipi di canti: in onore della famiglia, della guerra e della vittoria, canti di gioia, incoraggiamento, divertimento e lutto.
I Powwow iniziano con la Grand Entry. Un nativo che porta la bandiera e la penna d’aquila entra nell’arena o in campo, seguito da tutti i danzatori che concorreranno e parteciperanno al powwow.
Esiste un protocollo per partecipare al wacipi, che chiunque deve prendere in considerazione.
Ci si alza quando inizia il wacipi con la Grand Entry, la processione iniziale che entra nell’arena. Questo è il momento in cui inizia il wacipi: quando i danzatori entrano completamente vestiti con costumi sgargianti e danzano la propria danza della categoria d’appartenenza.
Si continua a rimanere in piedi quando entra l’emblema nazionale dei Lakota, Dakota e Nakota in segno di rispetto. Se s’indossa un copricapo bisogna toglierlo e si deve compiere lo stesso gesto quando una penna d’aquila cade durante il canto di una canzone dedicata alla penna d’aquila.
Se una penna dovesse cadere durante una danza, tutto si ferma e l’audience si alza sino a quando la penna è stata raccolta e riposta.
Questa tradizione segue la leggenda e risale ai tempi in cui gli Indiani delle praterie inseguivano ancora il bisonte. Durante una battaglia tra due tribù, una penna d’aquila cadde dal copricapo di un guerriero attaccante. L’invasore fuggì, lasciando accidentalmente la penna al suolo. Il capo dei guerrieri bloccò l’inseguimento e disse ai propri guerrieri: “Se questa gente è veramente guerriera, rispetterà la penna e ritornerà per impossessarsene”. Ovviamente gli invasori ritornarono di notte per cercare la penna. Furono catturati, legati e portati al campo nemico, dove invece che essere condannati a morte come si aspettavano, furono festeggiati e furono donati loro regali. Il capo spiegò il comportamento, affermando “Anche se siamo cruciali nemici, il rispetto della penna d’aquila è il medesimo. Siamo tutti figli dello stesso Grande Spirito e dovremmo rispettare il suo insegnamento”. Oggi le tribù credono che se i propri antenati potevano fermare una guerra per cercare una penna d’aquila, oggi possono fermare un powwow.
Dopo la Grand Entry iniziano le danze tradizionali e festive, al contempo danze competitive. Le danze inter-tribali invece sono per chiunque intenda partecipare.
Molte danze risalgono ad epoche antiche, mentre altre sono state create una ventina d’anni fa.
Non bisogna tentare d’approcciare i danzatori quando stanno danzando. Bisogna attendere fino a che abbiamo terminato e si siano messi a riposo, a lato, sotto l’area al coperto. E’ meglio chiedere il permesso se si desidera fotografare. Alcuni Nativi potrebbero accettare, altri no, per differenti ragioni. E’ in ogni modo sempre meglio chiedere.
Parte della maestosità della celebrazione è data dai costumi elaborati. I vari stili hanno origine da vestiti cerimoniali o per funzioni sociali del passato. I danzatori uomini normalmente indossano ghette e manicotti decorati con nastri e lavori di perline. Un pettorale di ossa e perline è indossato attorno al busto, mentre sul dorso indossano una decorazione di penne. Le donne abitualmente indossano costumi decorati con denti di cervo e conchiglie, mocassini con perline, ghette, cinture e nastri per le trecce ai capelli.
Questo sono gli stili di base, ma ogni danzatore ha grande libertà nell’esprimersi, riferendosi a storie personali riportate nel disegno e nella decorazione del costume. Centinaia d’anni fa colori specifici erano associati a relative tribù. Ad esempio il lavoro di perline degli Arapaho era tipicamente fatto con colori bianco o blu, poiché i commercianti riservavano loro questo tipo di colori. Questa pratica non durò a lungo poiché le tribù praticavano scambi ed i costumi diventarono arcobaleno. Oggi i danzatori del Powwow, particolarmente quelli fantasiosi, possono indossare colori che vanno dal rosso al giallo, blu e bianco, rosa ed arancio.
Mai bisognerebbe toccare un lembo o una parte del costume di un danzatore: è consigliabile mostrarlo al danzatore e lui stesso lo toccherà o solleverà. Se volete ammirare i vestiti dei danzatori e toccarli, è meglio chiedere il permesso.
Le danze al Powwow sono oggi diverse. La più comune è la Fancy Dance, la Danza fantasia che combina elementi del moderno rock-and-roll con il suono dei tamburi ed i canti ossessionati della musica nativa tradizionale. Generalmente questa danza appartiene ai giovani, è acrobatica, come una ruota, mentre le fanciulle eseguono la medesima danza con gli scialli coloratissimi ed adornati di perline: li fanno ruotare a cerchio nei loro colori sgargianti.
Un’altra danza nuova è la Grass Dance, la Danza dell’erba che ha origine nel Canada e riprende i gesti di appiattimento dell’erba prima dell’erezione di un accampamento. La danza è accompagnata dalla narrazione di un indiano Cree zoppo che desiderava danzare. Salì su una collina per la preghiera e per la guida e quando guardò verso la prateria, vide l’erba ondeggiare nel vento; decise così che questa poteva essere la sua danza. Oggi gli uomini indossano nastri e filati colorati che pendono dalle braccia e dal petto per rappresentare l’erba, e danzano al ritmo ondeggiante per richiamare l’erba che ondeggia nel vento.
La Jingle Dance delle donne deriva anch’essa da una leggenda. In questa storia un vecchio Chippewa giaceva morente. Sognò e vide sua figlia danzare con un vestito di campanelli. Quando si svegliò, fu guarito miracolosamente. Raccontò del sogno alla figlia e fu in questo modo che nacque la jingle dance. Per rendere i vestiti sonanti le donne adornano le vesti con coperchietti di metallo rotondi ed anelli che durante il movimento creano il suono.
Sia per uomini sia per donne la Victory Dance è più tradizionale e si soleva danzare dopo una battaglia vittoriosa. Nella danza si imitano i movimenti dei guerrieri. Anche le danze di caccia imitano i movimenti mimici tipici della caccia e risalgono al passato.
L’accompagnamento musicale dei tamburi e dei canti è fondamentale. Il suono del tamburo è sacro e rappresenta il battito del cuore della gente Indiana. Ogni nota porta i canti al Grande Spirito, consentendo così che siano ascoltate le preghiere della gente. Poiché i tamburi hanno significato religioso, non sono mai abbandonati.
Se si desidera fare riprese video o registrare la musica ed i canti, bisogna chiedere il permesso ad un membro della commissione wacipi che darà le risposte adeguate. E’ meglio non usare il flash per scattare fotografie, poiché distrae dalla gara.
Alcune arene hanno posti fissi a sedere, ma spesso si riempiono in fretta; è accettato sedersi su una sedia propria oppure su una coperta, in caso non ci fossero sufficienti posti a sedere.
Il master delle cerimonie da il benvenuto ai visitatori che non sono nativi e li invita ad unirsi alle danze durante la danza inter-tribale.
Bisogna avere lo spirito aperto ed essere pronti ad imparare, a spartire e gioire, così come a danzare coi Lakota, Dakota e Nakota, per sostenerli nella tradizione dei wacipi. I Powwow sono celebrazioni: gli Indiani vi si recano per incontrare amici e per discutere sul proprio governo e sui problemi sia a casa sia in riserva. È anche il tempo durante il quale ci si scambiano informazioni, soprattutto su chi è deceduto, chi si è sposato e quanti figli sono stati messi al mondo. I grandi Powwow prevedono forti premi in denaro ed attirano migliaia di danzatori da tutte le tribù delle praterie. Altri Powwow possono essere piccole cerimonie della comunità, ma ciò non cambia il concetto: sono incontri che rappresentano per gli Indiani l’occasione per mostre le proprie diversità e celebrare la loro comune tradizione.
I wacipi si svolgono abitualmente in estate, durante i fine settimana. La maggior parte dei Powwow inizia di Venerdì sera e dura fino a Domenica. Le notti sono riservate alle danze, mentre durante il giorno si gareggia con i cavalli, si fanno giochi indiani, si socializza e si scambiano i regali. Oggi i regali sono usati per ricordare qualche persona deceduta o per riconoscere il successo di un individuo, nel lavoro o nello studio. Un tempo invece si donava cibo, tabacco, un gioiello oppure un’arma in apprezzamento per essere stati onorati dal Grande Spirito grazie ad una caccia andata a buon fine oppure al coraggio mostrato in battaglia.
Commento di Virginia — 16 settembre 2009 @ 10:42
grazie virginia per il post, moooolto interessante!
e grazie a tutti per i vostri commenti e dritte, sto imparando tantissimo e spero di imparare sempre di più.
un bacio a tutti!!!
Commento di Deny — 16 settembre 2009 @ 15:59
: ) : ) : ) (scusate….non so inserire la faccina sorridente…comunque ha un sorriso che va da un orecchio all’altro)…grazie VI…. !!!!!!
Commento di camilla — 16 settembre 2009 @ 18:17
A me invece è venuto un groppo allo stomaco… quante prede cadono nella rete di Ikthomi….
son contento per te Deny e spero che altre persone evitino la ragnatela.
Sono felice che questo sito esista.
I miei amici sono saggi e ti parlano con il cuore. Ed è con piacere che ho letto i vostri pensieri.
Scusatemi se appaio poco ultimamente..
Sitanka Wokiksuye del 1990 ce l’ho in VHS…. forse forse anche in dvd. Vedo e semmai provvedo.
Sui Pow Wow. Se ne può dire bene, se ne può dire male. Certo è che – parlando dei Lakotah – in un posto dove c’è l’85% di disoccupazione (ottantacinque per cento), questi spettacoli (che assolutamente non offendono la spiritualità e la cultura
Indiana) rappresentano L’UNICA fonte di reddito per molte famiglie.
Una cosa wasicu che purtroppo ha atticchito è stata la bandiera americana… all’origine, veniva portata nei pow wow perchè era stata conquistata all’invasore, era una preda di guerra… oggi invece… oibò… tanto, chiunque sia stato in usa avrà visto che le bandiere americane spuntano in ogni dove… burp.
Un consiglio da parte mia. Deny, leggi i tanti post racchiusi in questo sito….
bezos
Ghe
Commento di gericho — 17 settembre 2009 @ 16:38
Virginia ha scritto:
un riassuntino no, eh?
Commento di gericho — 17 settembre 2009 @ 16:39
camilla ha scritto:
Camilla, per cosa?
Commento di Virginia — 17 settembre 2009 @ 19:29
gericho ha scritto:
RIASSUNTINO A CHI?MA COME TI PERMETTI!
E TU CHE FAI COPIAINCOLLA IN ENGLISH? PAGINELUNGHELUNGHE CHE CI METTO LA VITA E GLI OCCHI?
CIAO GHE’
Commento di Virginia — 17 settembre 2009 @ 19:31
RIPRENDENDO SUL POWWOW SU QUELLO CHE HO POSTATO SI DICE CHE:La Jingle Dance delle donne deriva anch’essa da una leggenda. In questa storia un vecchio Chippewa giaceva morente. Sognò e vide sua figlia danzare con un vestito di campanelli. Quando si svegliò, fu guarito miracolosamente. Raccontò del sogno alla figlia e fu in questo modo che nacque la jingle dance. Per rendere i vestiti sonanti le donne adornano le vesti con coperchietti di metallo rotondi ed anelli che durante il movimento creano il suono.
DA QUELLO CHE FU TRADOTTO AL GATHERING IN QUEL DI PADOVA ERA DIVERSA-DIVERSISSIMA:UNA FIGLIA AMMALATA, IL PADRE HA IN SOGNO UNA DONNA CHE GLI CONSIGLIA DI FARE7ELABORARE CON I CAMPANELLI L’ABITO ALLA FIGLIA PER GUARIRLA
IL GIORNO DOPO SPIEGA ALLA MOGLIE E ALLE FIGLIE COSA SI DOVEVA FARE ECC
Commento di Virginia — 17 settembre 2009 @ 19:37
Gli Ojibwa, presso cui la tradizione dice essere nata questa danza, definita anche Healing Dance (Danza di Guarigione) raccontano la stessa origine citata daVirginia, tranne per il fatto che a volte anzichè un padre c’è un nonno, e in sogno è il Grande Spirtio che si manifesta.
Non cambia nulla nella sostanza: la danza e l’abito hanno guarito la ragazza.
camills
Commento di camilla — 18 settembre 2009 @ 13:16
Queste lunghe descrizioni delle Danze dimostrano che non c’è molto spazio per il folklore…sono parte integrante (ed importante) delle loro (vive) culture…grazie per averle scritte…
Commento di Alessandro — 18 settembre 2009 @ 13:20
Marco Cinque ci scrive la seguente email:
“ciao Alessandro..ti allego l’articolo uscito oggi sulla rubrica “terra terra” del Manifesto..
un abbraccio, Marco”.
Ringraziamo Marco, questo è l’articolo di Marinella Correggia, dalla pagina in Pdf del Manifesto contenente l’articolo.
Commento di Alessandro — 21 settembre 2009 @ 12:06
Da Soconas Incomindios, Torino:
ll Convegno Internazionale dell’Associazione Italiana di
Studi Nord Americani (AISNA), si tiene a Torino dal 24 al 26
Settembre 2009; Fedora Giordano e Naila Clerici coordinano
un workshop intitolato Native American Translations con il
seguente programma:
Sessione I, giovedì 24-9-2009, 11.30 – 1.30, Sala Lauree
Facoltà di Lingue e Letterature Straniere, via G. Verdi
10, relazioni di: Marta ANTON MARTI (Universitat Pompeu Fabra, Barcelona), “The ‘Discovery’ of Native America by the European Avant-Garde: Artistic Translations in
Surrealist Painting”; Susanne BERTHIER-FOGLAR
(Université de Savoie), “The Bird is Gone (Stephen Graham Jones): Manifesto or Creation Story?”; Renate BARTL (Ludwig- Maximilians-Universität, München), “Interpretin g
‘Winnetou’ to the Mohegans”; Sandra BUSATTA (social anthropologist, Padova), “Arizona Is in My Heart: Tourism between Authenticity and Hyperreality”; Raeschelle POTTER-DEIMEL (Université Bordeaux 3), “Smoke signals”; Agatino VECCHIO (Università di Perugia), “Il New England’s Prospect di William Wood: Descrizione, interpretazione e mediazione del Massachusetts coloniale da parte di un viaggiatore del Seicento”; commenti di Simone PELLERIN (Université Paul Valéry, Monpellier).
Session II: venerdì 25-9-2009, 9 – 11, via Principe
Amedeo 34, relazioni di: Gaetano PRAMPOLINI (Università di Firenze), “Translating Native American Texts into Italian”; Gabriella A. MASSA (Coordinator
International PolarYear, Provincia Torino), “Sanaaq: Il romanzo atipico della scrittrice ‘edotta’ Mitiarjuk Attasie Nappaaluk”; Anna Marina FRANCESCHI (independent scholar), “Walking the path: dalla terra al cielo, il
linguaggio del mito”; Marie-Claude STRIGLER (Université
Paris 3 Sorbonne Nouvelle), “Being the interpreter in writing of a Navajo medicine man”; Isis HERRERO LÓPEZ
(Universidad de Salamanca), “The Translation of Native
Americans in Literature: From (Re)Writing to (Trans)Formation and Back Again”; John STRONG (Long Island University), “’We Are Still Here’: two Native American
Autobiographies”; commenti di Simone PELLERIN
(Université Paul Valéry, Monpellier).
I gruppi di lavoro sono in inglese, non vi sarà traduzione
(perché è un convegno per addetti ai lavori); se
qualcuno desidera partecipare contatti
naila.clerici@soconasincom indios.it , cell. 3478207381.
Se alcuni relatori si fermano più a lungo possiamo
organizzare un incontro con traduzione a Torino o dintorni
domenica 27-9-2009 ed in altre città la settimana
successiva. Aspetto proposte e commenti.
Per visionare l’intero programma del convegno:
http://www.masteramericanstudies.unito.it/aisna2009/AISNA_WebProgram.pdf
Commento di Alessandro — 21 settembre 2009 @ 12:49
Alessandro ha scritto:
BEL PEZZO
GRAZIE MARCO
Commento di Virginia — 21 settembre 2009 @ 14:15
Salve, non so se questo è il posto giusto dove farlo ma volevo solo salutare e presentarmi. Mi sono iscritta ora al blog anche se lo seguo e lo apprezzo da diversi mesi. Mi chiamo Marzia, sono di Roma e saluto tutti. Un bacio a Camilla, che ho avuto il piacere di conoscere qualche settimana fa! Ciao!
Commento di marzia — 28 ottobre 2009 @ 13:56
Marziaaaaaa !!!!! Grande Marzia!!!! Che bello ritrovarti qui! Come stai? Spero tutto proceda bene. Non mangheranno quindi le occasioni di contatto: ne sono felice.
Bianca, Alessandro: Marzia è la persona che insieme al suo fantastico papà ha aiutato Kevin a Roma, facendo le riprese in Piazza San Pietro.
Quindi un abbraccio e a presto !!!
Commento di camilla — 28 ottobre 2009 @ 14:19
marzia ha scritto:
Benvenuta Marzia, e grazie per l’aiuto che insieme a tuo padre avete dato a Kevin!! Sia a te che a Camilla: è possibile avere qualche piccolo contributo video da poter pubblicare qui sul Blog?
Commento di Alessandro — 29 ottobre 2009 @ 10:08
Ciao a tutti e grazie per l’accoglienza. Ciao Camilla!
Alessandro, ho pubblicato su youtube proprio ieri sera il video con le parti principali della cerimonia fatta da Kevin Annett in Vaticano. La qualità è buona ma l’audio dovrò migliorarlo assolutamente. Comunque si capisce e, almeno per me, è veramente molto emozionante e significativo. Sarei lieta se voleste pubblicare il link qui sul blog!
A presto, e grazie a voi per questo sito: è davvero schietto e rigoroso come raramente si trova su internet!
Ciao!
Commento di marzia — 29 ottobre 2009 @ 10:16
Ciao a tutti!
Kevin ha chiesto anche di mettere su youtube “UNREPENTANT” sottotitolato in italiano: voi “maghi” dell’etere ce la fate ? io ci ho provato ma ho avuto problemi con il formato del filmato.
Un abbraccissimo a tutti !!
Camilla
Commento di camilla — 29 ottobre 2009 @ 09:38
marzia ha scritto:
Marzia lo inseriamo subito…e grazie! (Se migliori l’audio facci sapere..)
Commento di Alessandro — 29 ottobre 2009 @ 10:43
camilla ha scritto:
Ciao Camilla, ci proverò, ma non sarà semplice…cmq vi farò sapere…
Commento di Alessandro — 29 ottobre 2009 @ 10:44
Alessandro, non so se vi è mai pervenuto, ma ho visto che già avete inserito un bell’articolo sulla cerimonia. Inserisco qui il testo del comunicato stampa che ha diffuso Kevin la domenica stessa, così magari potete rendere più completo il tutto:
Breaking News:
Memorial Service for the Murdered Residential School Children, and a Symbolic Exorcism Rite, conducted outside the Vatican today
Rome, Italy
Sunday October 11, 6 pm local time
The first public memorial service ever held in Rome for the victims of Catholic Indian Residential Schools was conducted today outside the Vatican shortly after Pope Joseph Ratzinger spoke to a gathered crowd.
Held across from St. Peter’s Square, the service was officiated by Reverend Kevin Annett of Canada’s Friends and Relatives of the Disappeared. Rev. Annett was commissioned by families of the dead and aboriginal elders in Vancouver to hold the service and bring the truth of the Vatican’s role in the genocide of native people to the very place where that crime was planned.
Rev. Annett said prayers for the dead and scattered on the pavement in front of the Vatican water and soil from the site of a mass grave at a Catholic Indian Residential school in Canada.
“The cries of the murdered children have reached the heavens, and call out for justice” Rev. Annett declared, before media cameras.
“Let all wayward spirits depart forever from this place, so that the truth may be laid bare for all to see.”
The service proceeded undisturbed, despite the presence of numerous police and Vatican security forces nearby.
Rev. Annett also conducted a symbolic exorcism during the service, aimed at what he termed the “spirit of anti-Christ and worldliness” that rules the Vatican. To the Pope and Cardinals who gathered on the Vatican steps, Rev. Annett declared,
“May the Christ of compassion awaken your hearts to what you have become and how your church is a worldly captive and a murderer of the innocent … Let all lies and darkness leave this place. Let anti-Christ depart from here, and may the last be first, and the first last.”
Rev. Annett splashed sacred water from the land near a residential school on the pavement in front of the Vatican three times as he spoke, and then scattered soil from a mass grave at the same school to the winds, saying,
“We lay these elements of the murdered Indian children to rest, here where their murder was planned, so that their spirits may always be a witness against the Lie that poses as the church of Christ. May their little souls find eternal peace, earth to earth, ashes to ashes, and dust to dust.”
Rev. Annett concluded the service with a simple benediction:
“May we continue to offer our lives for the helpless and for justice, in the name of the living Christ who said, Whatever you did to the least of my people, you did to me. Amen.”
The memorial service, and Rev. Annett’s campaign to expose religious genocide in Canada, will be reported this week in several Italian newspapers and TV media, the links to which will appear on his website: http://www.hiddenfromhistory.org .
Note: The soil used in this memorial service was obtained with the blessing and permission of some of the aboriginal families whose relatives lie in the mass grave in question. In the words of one of the elders who authorized this event, Chief Louis Daniels of the Anishinabe Nation,
“Kevin Annett has the permission of my clan and nation to conduct any kind of service or public event needed to bring the truth and the children home.” (July 8, 2009)
Commento di marzia — 29 ottobre 2009 @ 17:27
Grazie Marzia…
Commento di Alessandro — 29 ottobre 2009 @ 21:10
trovato su facebook questo link postato da un nativo americano (anziano combattente)riguardo ai soliti cliche’
http://www.time.com/time/magazine/article/0,9171,876550,00.html
Commento di Virginia — 30 ottobre 2009 @ 19:46
Virginia ha scritto:
Grazie Virginia, ad occhio e croce mi pare davvero molto interessante, solo che è lunghissimo, e di qualche anno fa, sbaglio o l’anno è il 1970? Cmq resta molto interessante…
Commento di Alessandro — 30 ottobre 2009 @ 21:21
si è 1970 E’ Storia ed è anche interessante per valutare quanto da allora sia o non sia cambiato
Commento di Virginia — 31 ottobre 2009 @ 06:54
Vi segnalo questo articolo:
Lo sport degli Indiani d’America sbarca in Bocconi
Commento di Alessandro — 14 novembre 2009 @ 13:02
MA DICO IO ILSOLE24ORE NON SI PUO’ DEDICARE ALLE PAGINE ECONOMICHE? SE SCRIVONO COSI’ MI SA CHE è MEGLIO NON SCRIVERE NEPPURE DI ECONOMIA (AGOSTO 2007)
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2007/08/cavallo-pazzo-incubo%20dei-bianchi.shtml?uuid=c6eb0a80-5530-11dc-acd0-00000e25108c&DocRulesView=Libero
Commento di Virginia — 17 novembre 2009 @ 18:18
CHISSA’ CHE NE PENSA IL SOPRINTENDENTE BIA ECOFFEY DI SUO FIGLIO…
http://www.rapidcityjournal.com/news/article_dacbcd90-d32e-11de-bd3c-001cc4c002e0.html
Commento di Virginia — 18 novembre 2009 @ 09:16
Virginia ha scritto:
Sembra il compitino di un giovane studente.
Eseguire il riassunto di due o tre pagine…
Mah…
Commento di sam_on — 18 novembre 2009 @ 11:05
PASSI IL RIASSUNTO IL PROBLEMA è QUI:
Quando nacque, sua madre lo chiamo Cha-o-Ha, che vuol dire Tra-gli-Alberi, perché l’aveva partorito in un bosco. MA LUI, una volta adulto, DECISE di ASSUMERE IL NOME DI SUO PADRE, MORTO(?) prematuramente: Tashunka Wikto
PENSAVO CHE FOSSE OPERA DEL SOLE24ORE, VEDO CHE LA STESSA PSEUDOSTIRA è RIPRESA IN ALTRI(SOLO 2 PER ORA)
Commento di Virginia — 18 novembre 2009 @ 12:19
La causa intentata dai Nativi Americani contro la squadra “Washington Redskins”, in ballo da circa 20 anni, pare essere arrivata alla fine. La Suprema corte degli Stati Uniti d’America, il 16 Novembre scorso, ha rigettato l’appello presentato dal gruppo di Nativi Americani guidato dalla scrittrice Suzan Shown Harjo ritenendolo non offensivo. Dopo la prima sentenza positiva peri Nativi, vi fu il ribaltamento della seconda, a cui è seguito quest’ultimo appello, sostenuto da ben 30 super avvocati, tutti docenti affermati di diritto; 13 professori di psicologia esperti sul tema degli stereotipi, dei pregiudizi e delle discriminazioni e dal Social Justice Advocacy Group, una associazione no profit che si ispira a valori etici e religiosi.
Leggi l’articolo sul Corriere della Sera.it, e quello di Repubblica.it
Commento di Alessandro — 21 novembre 2009 @ 09:30
dalla pagina di Dennis Banks su FB delle h 15,36
ieri mattina,7 dicembre ,Dennis Banks è stato coinvolto in un incidente d’auto , in Sugar Point MN , vicino a casa sua ( colpo di sonno, non capisco di chi)
ha subito una frattura da compressione della colonna vertebrale ,è stato ricoverato-dovra’ usare un tutore x 6 o piu’ settimane
Dennis si sta riprendendo e sta riposando in un vicino ospedale, come il dr. gli ha ordinato , deve stare a riposo.
La famiglia chiede le nostre preghiere per una pronta guarigione di Dennis
Per qualsiasi domanda, contattare PLZ
Darla Banche 1-763-354-9434
o Goodie
218-497-0194
miigwetch a tutti!
goodie!
Commento di Virginia — 8 dicembre 2009 @ 17:14
Virginia ha scritto:
Auguriamo a Dennis una pronta e buona guarigione…
Commento di Alessandro — 9 dicembre 2009 @ 08:30
da leggere con MOLTA ATTENZIONE
x diventare shamano/curandero questo qua ha fatto un gande “viaggio” http://sciamanesimo.com/info.html e dopo che avete letto la web page di questo bipede pieno di se’
andate su quest’altra webpage e saprete meglio http://kelebek.splinder.com/
Commento di Virginia — 25 dicembre 2009 @ 17:01
Segnaliamo dal web: http://www.atlantidemagazine.it/dblog/articolo.asp?articolo=6948
ORVIETO – Per iniziativa dell’Associazione culturale “Segnali di fumo” e con il patrocinio del Comune di Orvieto, nei giorni 8 – 9 – 10 gennaio 2010 si terrà presso la Sala del Governatore del Palazzo dei Sette, la mostra “La cultura dei pellerossa: arte e tradizione” dedicata all’artigianato dei nativi d’America.
Si tratta di 80 manufatti pellerossa (armi, vestiario, utensili, tamburi) riprodotti fedelmente da reperti museali americani del 1800, oltre 40 stampe ad opera del fotografico dell’epoca Gorge Catlin sempre del 1800, 20 pannelli che illustrano la storia dei Pellerossa dal neolitico ai nostri giorni; e ancora: un mini campo di tiro con l’arco pellerossa, due tende indiane, un laboratorio di bracciali con telai per bambini e un laboratorio di pittura, dove i bambini visitatori della mostra potranno lasciare pensieri e commenti su questo saggio popolo. La mostra rivolta principalmente alle scuole di ogni ordine e grado del comprensorio orvietano e più in generale a tutti gli appassionati sarà aperta dalle ore 10 alle 18. Info: http://www.orvieto.it/segnalidifumo/chi.asp
Commento di Alessandro — 8 gennaio 2010 @ 12:49
evvai coi “pellerossa”………
Commento di camilla — 8 gennaio 2010 @ 14:12
camilla ha scritto:
E’ davvero sconfortante, io ho riportato il testo fedelmente di proposito…non si tratta di una questione di “politicamente corretto”, come a qualcuno potrebbe sembrare, ma di un termine scorretto che si porta dietro molti decenni di razzismo e offese nei confronti di questi Popoli. Da molti viene usato innocentemente, ma il peso di questo termine, pure in questo contesto, a mio parere non cambia. Illuminante è questo parallello, cliccate qui.
Commento di Alessandro — 9 gennaio 2010 @ 12:46
Ho scritto qui e a ufficiostampa@comune.orvieto.tr.it
la mia opinione…che è la seguente:
“Ottima iniziativa, ringrazio il Comune di Orvieto e l’Associazione Segnali di fumo, vorrei però fare un appunto: il termine pellerossa, per quanto possa apparire innocuo e usato benevolmente, non può che portarsi dietro, volenti o no, decenni e decenni di offese e razzismo nei confronti di questi Popoli. Questa non è una questione di politicamente corretto, è la pura realtà. Quello che è significativo è la percezione che questi Popoli hanno di questo termine, al di là delle disquisizioni accademiche. E questa percezione è nella quasi totalità negativa. Dobbiamo imparare che essi sono, in primo luogo, appartenti alle rispettive Nazioni, siano esse Lakota, Cheyenne, Apache, Ute, Cree, Crow, Pueblo, Navajo, Ponca, etc..
Non troverete mai qualcuno di essi definirsi “pellerossa”, non si capisce perchè questo termine sia ancora oggi, e così diffusamente, usato ancora”.
Commento di Alessandro — 9 gennaio 2010 @ 13:07
L’ufficio stampa del Comune di Orvieto ci ha risposto questo:
“Gent.le lettore, il termine “pellerossa” fa parte del titolo della mostra che è stato esplicitamente dato dall’Associazione culturale “Segnali di Fumo” di Orvieto che promuove l’iniziativa (il Comune l’ha solo patrocinata), presidente Sig. Paolo Caporali. Saluti”
Abbiamo quindi girato la nostra richiesta all’Associazione Segnali di Fumo di Orvieto, questa è la loro risposta e la ns successiva replica:
“Condivido ma noi lo sappiamo che il termine non è appropriato ma la gente comune no. Gli addetti ai lavori usano il termine Nativi Americani ma molti che si avvicinano o che non sanno di questa Cultura sono ancora legati al termine PELLEROSSA. Si si può cambiare perche no… Ventoneicapelli”
“Grazie per la cortese risposta, ma creare nel pubblico che ci segue una cultura più vera e meno stereotipata, cambiare certe consuetidini spetta proprio a noi, che comprendiamo questa necessità…e la sua importanza. Anche nelle piccole ma significative cose come questa…grazie per la comprensione, saluti
Alessandro”
Commento di Alessandro — 13 gennaio 2010 @ 08:53
Virginia ci segnala, dal Blog di Brenda Norrell, Censored News, che si può scaricare della musica contribuendo a soccorrere i bambini rimasti orfani ad Haiti, in collaborazione con Save The Children, in seguito al ben tristemente noto sisma e le famiglie Lakota di Pine Ridge con neonati e bambini piccoli, fornendo riscaldamento e assistenza dall”intenso freddo dell’inverno..
Attraverso la gentilezza e la generosità di (NAMA) Jan Michael Looking Wolf e Donald Blackfox, amministratore delegato di Wind Spirit Records e dei loro artisti, NAMA è ora dotata di una pagina di Musica scaricabile: i brani musicali acquistati andranno ad assistere la Native American Music Association . Il loro spirito di generosità e di compassione è ora condivisa tra gli altri produttori di musica leader, candidati e vincitori dei Native American Music Award. Tutti gli artisti presenti qui elencati hanno gentilmente offerto di donare la loro musica, i proventi derivanti da tali canzoni scaricate andranno a vantaggio della Native American Music Association, organizzazione no profit riconosciuta dal governo federale. Per scaricare le canzoni cliccate su questo link e scorrete la pagina:
http://www.nativeamericanmusicawards.com/musicdownload.cfm
Commento di Alessandro — 27 gennaio 2010 @ 08:51
Alessandro ha scritto:
Commento di Virginia — 29 gennaio 2010 @ 08:31
Rivolto ai responsabili di Segnali di Fumo: nessuno pretende che si stilino uno per uno i nomi originali di tutte le tribù.
Basterebbe usare “Indiani d’America” anzichè “Pellerossa”.
“Indiani d’America” non è forse un termine precisissimo, ma almeno non è offensivo. E mi pare che la maggior parte della gente sappia benissimo chi sono gli Indiani d’America.
Mi chiedo cosa penserebbero le persone di Orvieto se relativamente ad un evento loro dedicato fossero definite “TERRONI” (il livello di non-rispetto è esattamente equivalente a quello del termine Pellerossa)
Camilla
P.S. ma cosa c’entra Vento nei Capelli??????
Commento di camilla — 29 gennaio 2010 @ 13:53
camilla ha scritto:
Più che giusto, grazie Camilla…
Commento di Alessandro — 30 gennaio 2010 @ 08:49
Pubblichiamo questi due articoli che illustrano l’ottimo lavoro svolto da Alessandro Martire e l’Associazione Wambli Gleska in seguito alla Conferenza “Indiani d’America Diabete di tipo 2″ che si è svolta sabato 23 gennaio 2010 presso il Museo Universitario di Chieti. Ringraziamo Gherardo per la segnalazione.
Pagina1
Pagina2
Commento di Alessandro — 30 gennaio 2010 @ 11:37