“Unrepentant…”, vers. sottotitoli italiano
Alessandro novembre 5th, 2008
Siamo finalmente in grado di mostrarvi l’intero video documentario “Unrepentant: Kevin Annett and Canada’s Genocide” nella versione sottotitolata in italiano. Un lavoro di gruppo che ha coinvolto numerose persone, realizzato in primo luogo grazie alla fiducia e alla disponibilità di Kevin Annett, che ringraziamo, ma anche grazie alla collaborazione, per la traduzione, di Stefania Pontone e Cristina Merlo, oltre che all’instancabile Vittorio Delle Fratte che insieme a noi ha tenuto i contatti con Kevin, e ha reso possibile la realizzazione del video con i sottotitoli in italiano. Altro ringraziamento alla White Tara Production, che ha curato tutta la parte tecnica della realizzazione. Kevin Annett, inconvenienti permettendo, sarà qui da noi in Italia in primavera, e se riuscirà a venire organizzeremo alcune conferenze in varie città italiane. Il condizionale è d’obbligo, questo appuntamento è stato rimandato varie volte ma confidiamo ancora una volta nella disponibilità fin qui dimostrata da Annett. Vi lasciamo alla visione del video, che, per chi non lo sapesse, descrive la storia personale di Kevin Annett quando, nelle veste di reverendo, si è scontrato con la Chiesa Unita per il suo interessamento ai fatti accaduti nelle scuole residenziali canadesi e il genocidio commesso dai responsabili religiosi di queste scuole, dove centinaia di migliaia di bambini Nativi sono stati rinchiusi, dopo essere stati rapiti alle famiglie, e costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a professare la religione cristiana e cattolica. Qui hanno subito violenze fisiche e sessuali, elettroshock, sterilizzazioni e, in molti casi, la morte. Il film ha ricevuto numerosi premi, al New York Independent Film and Video Festival nel 2006 e come miglior documentario al Los Angeles Independent Film Festival nel marzo 2007. Stiamo preparando una nostra iniziativa diretta alla Santa Sede, alla quale speriamo aderite anche tutti voi. Il silenzio su questo genocidio deve finire…seguirà a breve una nostra iniziativa personale rivolta alla Chiesa Cattolica, alla quale spero tutti darete il vostro supporto. Leggi anche: Il Papa in USA: Continua l’ipocrisia Approfondimento: www.hiddenfromhistory.org






















Sono orgogliosa di non credere in questa falsa religione!
Mi ha fatto molto male vedere il video, ho un tremendo nodo alla gola.
Tutta la mia stima va a Kevin Annett che ha avuto il coraggio di far conoscere i fatti.
Commento by Penna di Corvo — 5 novembre 2008 @ 11:59
siete stati grandi. Un semplice grazie è poco per il vostro lavoro.
Bisognerebbe mostrarlo nelle scuole, alle nuove generazioni, questo documentario.
Mai si finirà di indignarci per quanto in basso può cadere l’essere umano.
Vorrei gridare VERGOGNATEVI cosi forte da far tremare il Vaticano.
Grazie Alessandro, Vittorio, Stefania, Cristina e Kevin. grazie dal cuore.
Diffondiamo questo video!!!
Commento by gericho — 5 novembre 2008 @ 12:43
Diffondiamo questo video….questo è l’imperativo e la necessità, affinchè quante più persone vengano a conoscenza della verità. Questo è il mio impegno, statene certi, sono anni che seguo e diffondo il lavoro di Kevin Annett, farò tutto il possibile, sia inserendolo in Google video che dandone notizia ai media e ai vari siti web.
Commento by Alessandro — 5 novembre 2008 @ 12:53
ero-sono e saro’ pronta
T34
Commento by Virginia — 5 novembre 2008 @ 17:54
la mia prossima mossa x evitare di entrare nel computo statistico sara’ lo SBATTEZZARMI-e se ci sara’ da scrivere lettere personali lo faro’ presente
Commento by Virginia — 5 novembre 2008 @ 17:58
Virginia ha scritto:
Anche io.
Commento by Penna di Corvo — 5 novembre 2008 @ 23:26
Gli uomini indigeni una volta vivevano in salute. Ora l’Uomo indigeno è profondamente afflitto dall’oppressione. I sintomi dell’oppressione si manifestano dai giorni dell’inizio del Periodo delle Boarding School. Il periodo dell’educazione alla “Totale perversione”. Gli Invasori ci vogliono far credere che ci sono malfunzionamenti, piuttosto che disfunzioni. Vogliono che chiamiamo noi stessi poveri, piuttosto che (pauperized). L’invasione / occupazione è la causa, del 100%, dei problemi dell’Uomo Lakota. Guarda il video http://www.veoh.com/videos/v16555829NZ85RBkh
(da Gericho)…
Commento by Alessandro — 11 novembre 2008 @ 10:49
http://www.nativiamericani.it (in fondo …. la lettera)
<> Di chiesa unita parla anche il filmato che è stato allegato
Basta cercare su GOOGLE “chiesa unita “ e vi rimanda a
http://www.united-church.ca/it/welcome
che non ha nulla incomune con la chiesa cattolica (=vaticano) perchè è una organizzazione che si definisce cristiana (seguace di Cristo) ma in modo autonomo (non riconosce nemmeno il Papa, vedi loro presentazione al sito indicato) quindi in modo ben diverso dallo spirito e stile della chiesa cattolica. Quindi quella lettera al Papa è come aver scritto agli scientologi solo perchè anche loro si definiscono chiesa. Bisognerebbe invece scrivere ai vertici delle chiese protestati o meglio della CHIESA UNITA
INGNORANZA DI CHI HA SCRITTO la lettera O DIFFAMAZIONE INTENZIONALE della chiesa Cattolica e del Papa??
Commento by dbosco — 19 novembre 2008 @ 19:25
Buonasera Dbosco.
Come tu stesso puoi leggere nel post dove è riportata la lettera indirizzata alle chiese, nel commento dove è descritto l’ elenco delle varie “sette” del cristianesimo ci sta scritto:
“la Chiesa cattolica romana nel 72 per cento.” è chiamata in causa, ecc….
Anche se la chiesa cattolica è differente rispetto alla chiesa unita, rappresenta lo stesso dio e non puoi negare che in nome di quel dio ha causato molte morti e sofferenze per evangelizzare arricchendosi a dismisura contrariamente a quanto predica e a quanto vorrebbe che i fedeli facciano.
Credo che ricordi il discorso fatto dal papa a tal proposito. Che sia lui il primo a rinunciare a tutti i beni materiali che possiede!!!!!!
Quindi non c’è nessuna ignoranza da parte di chi ha scritto e non si tratta di diffamazione, ma di realtà dei fatti!
Commento by Penna di Corvo — 19 novembre 2008 @ 20:54
Ne ignoranza, ne diffamazione, non si può negare l’evidenza, non si può fare finta di non vedere e soprattutto non ASCOLTARE la voce di persone che oggi ci sono ancora e si portano dietro atroci sofferenze.
Commento by Bianca — 20 novembre 2008 @ 10:51
dbosco ha scritto:
Buongiorno dbosco, benvenuto. Se c’è una cosa che qui non esiste è l’ignoranza, non sui temi da noi trattati. E’ possibile che ognuno abbia il proprio punto di vista, e che possa essere non sempre convergente con quello nostro o dei nostri lettori, e questo è ovviamente normale. Noi difendiamo sempre la possibilità, in questi casi, di parlarne insieme affinché anche dalle discussioni possa nascere un arricchimento culturale. Ma nel caso della responsabilità della Chiesa Cattolica nel Genocidio dei Popoli Nativi Americani, della gestione diretta delle scuole residenziali e delle Boarding School e dei crimini che sono stati commessi all’interno di queste scuole dai suoi funzionari religiosi, se l’approccio alla discussione è quello di partire da una nostra presunta ignoranza o dalla diffamazione intenzionale della Chiesa e del Papa credo che lei debba prendere atto di sbagliarsi di grosso. Come le hanno già fatto notare, tra tutte le chiese citate la Chiesa Cattolica romana è quella che è MAGGIORMENTE coinvolta nella gestione di queste scuole Lager e di tutti i soprusi fisici e psicologici commessi sulla pelle dei bambini indiani dove essa era responsabile attraverso le sue diocesi. Forse è nato un’equivoco per il fatto che abbiamo citato nella ns lettera la chiesa unita, ma è ben espresso ANCHE la chiesa cattolica. Per quanto riguarda la diffamazione, essa non sussiste per le centinaia, forse migliaia, di risorse internet che ne parlano, per i documenti storici, le fotografie e le testimonianze anche scritte dell’epoca e dei sopravvissuti a quelle terribili esperienze. Che invece lei possa ignorare tutto questo, nel senso della non conoscenza, non ci stupisce, queste cose in tv o sui giornali non le troverà, almeno fino ad oggi…
Commento by Alessandro — 20 novembre 2008 @ 11:41
Da Wikipedia:
Indian boarding school si riferisce ad una delle molte scuole che sono state istituite negli Stati Uniti durante la fine del 19esimo secolo per educare i giovani nativi americani in base agli standard euro-americani. Queste scuole sono state principalmente gestite da missionari. E’ stato documentato che esse sono state traumatiche per molti dei bambini che vi hanno partecipato, in quanto è stato loro vietato di parlare la loro lingua nativa, è stato insegnanto loro il CRISTIANESIMO invece della loro religione e in molti altri modi sono stati costretti ad abbandonare la loro identità indiana e adottare la cultura europea-americana. Ci sono anche casi documentati di abusi sessuali, fisici e mentali che si sono verificati in queste scuole.
“An Indian boarding school refers to one of many schools that were established in the United States during the late 19th century to educate Native American youths according to Euro-American standards. These schools were primarily run by missionaries. It has been documented that they were traumatic to many of children who attended them, as they were forbidden to speak their native languages, taught Christianity instead of their native religions and in numerous other ways forced to abandon their Indian identity and adopt European-American culture. There are also documented cases of sexual, physical and mental abuses occurring at these schools.”
Commento by Alessandro — 20 novembre 2008 @ 13:17
Alcune risorse informative (utili a chi dubita)…
Amnesty International USA
Boarding School Healing Project
American Indian Boarding Schools Haunt Many
Commento by Alessandro — 20 novembre 2008 @ 13:23
Signor DBosco, a mio modesto modo di vedere le cose, lo stile della sua risposta rispecchia esattamente il modus operandi di coloro che tenta di difendere.
Normalmente la chiesa non raccoglie le accuse, anche se circostanziate e documentate.
Ma, quando avviene che tutto il mondo ne parla, come avvenuto recentemente quando ormai il filmato della BBC sulla pedofilia tra le file dei cristiani (cattolici, protestanti..) era diventato il video più visto su Internet, qualche prelato scese in campo e cerco’ una difesa, aggrappandosi a tutti gli specchi possibili. Ovviamente tacciando gli altri di ignoranza e diffamazione.
Perchè, si sà, la miglior difesa è l’attacco.
Incurante che il 72% dei reati (accertati!) è imputabile alla chiesa romana cattolica capitanata dal papa, lei ci viene a dire che la (cristiana) chiesa unita nulla a da spartire con quella romana ( a parte ovviamente i testi cosidetti sacri della dottrina cristiana),
e quindi ciò è valdio motivo per giudicarci degli ignoranti e delle persone che vogliono diffamare la chiesa che lei difende.
Complimenti. Bravo.
Avrei preferito un suo commento sugli orrendi crimini perpetrati.
Dato che usa internet, faccia da se una ricerca sulle boarding school.
La saluto ringranziandola. Ora che so’ che la chiesa unita non ha nulla in comune con quella cattolica romana, mi sento meglio.
Diciamo un 28% meglio..
Commento by gericho — 21 novembre 2008 @ 15:38
Mi sono accorto che nel filmato da noi convertito vi sono 20 minuti di buco, da 1.15 a 1.35, è probabile che nella conversione originaria qualcosa non sia andato a buon fine. Ci armeremo di pazienza e rifaremo la conversione usando un altro programma. Vi chiedo pazienza per questo inconveniente, che tra le altre cose sta ritardando anche la condivisione a tutti del video che stavo facendo. Sorry…Comunque, credo, avendo letto bene le modalità di invio, che per adesso procederò all’inserimento di esso su Arcoiris TV rendendo scaricabile a tutti il video e autorizzandoli alla trasmissione satellitare. Spero, data la lunghezza del video, che me lo accettino. Chiedo ancora un pò di pazienza a tutti coloro che ci hanno scritto in merito…Arcoiris Tv, tra tante soluzioni, mi pare x il momento la migliore. Vi terremo aggiornati…
Commento by Alessandro — 22 novembre 2008 @ 10:34
CIAO ALESSANDRO
VISTO CHE STAI RIFACENDO LA CONVERSIONE TI DICO CHE CI SONO ALCUNI FRAME CHE SONO TROPPI VELOCI IN CONFRONTO ALLA TRADUZIONE E VICEVERSA
Commento by Virginia — 23 novembre 2008 @ 09:20
Arcoiris TV mi ha dato l’ok, il tempo di inviare il dvd, quello per la sua elaborazione e compilazione della scheda e lo troverete disponibile sia per scaricarlo che per condividerlo su Blog e siti web.
Marco, di Arcoiris Tv, si è dimostrato davvero cortese e molto interessato, lo ringrazio pubblicamente.
Metterà intanto un promo con l’avviso che la versione integrale sarà disponibile tra qualche giorno.
Commento by Alessandro — 26 novembre 2008 @ 13:26
bene!
Commento by Virginia — 26 novembre 2008 @ 17:07
Benissimo.
Commento by Penna di Corvo — 26 novembre 2008 @ 17:38
Ciao Marco Cinque mi ha inviato questo articolo/intervista uscita sul manifesto a maggio 2008
IL MANIFESTO del 29 Maggio 2008- se sto riproponendo un’info gia’ postata..scusate
Lo sterminio dimenticato dei primi abitanti canadesi
Il governo canadese e la chiesa non sono mai usciti allo scoperto né ammesso quello che hanno fatto, con l’uccisione di milioni di persone «Unrepentant: Kevin Annett e il genocidio del Canada», un documentario di 105 minuti a firma di Louie Lawless, che racconta gli abusi avvenuti durante il dopoguerra nelle «scuole residenziali» su centinaia di migliaia di aborigeni
di Daniela Sanzone (Toronto)
«È necessario che il mondo sappia quello che è successo». Con queste parole, pronunciate tra le lacrime da una nativa canadese, si apre Unrepentant: Kevin Annett e il genocidio del Canada, documentario di 105 minuti a firma di Louie Lawless, veterano di Hollywood e residente a Vancouver Island. Il documentario racconta i raccapriccianti abusi subiti dai nativi canadesi nella seconda metà del XX secolo, nelle cosiddette «scuole residenziali», dove in centinaia di migliaia di aborigeni sono stati rinchiusi, dopo essere stati rapiti alle famiglie, e costretti a parlare solo inglese, a dimenticare la propria cultura e a professare la religione cristiana e cattolica. Qui avrebbero subito violenze fisiche e sessuali, elettroshock, sterilizzazioni e, in molti casi, la morte.
È stato il regista a contattare Kevin Annett, con cui ha scritto e prodotto il documentario. Insieme hanno poi deciso che Annett avrebbe fatto parte integrante del film, per fare identificare meglio i canadesi. Si tratta di un documentario low budget, dal costo inferiore ai 2000 dollari, ricchissimo di testimonianze, realizzato in un anno e mezzo con montaggio al computer. Racconta la storia di Kevin Annett, cacciato dalla United Church di cui era ministro e lasciato dalla moglie dopo aver perso il lavoro, per aver sostenuto la causa degli indiani nativi del Canada. L’ex reverendo, autore del libro Hidden from History: The Canadian Holocaust (Nascosto dalla storia: l’olocausto canadese) e diversi sopravvissuti tra i nativi, raccontano gli abusi subiti fino alla chiusura di queste scuole, cominciata nel 1969 e finita solo all’inizio degli anni Novanta. Secondo Annett, la responsabilità è del governo e della chiesa, compresa quella cattolica, che non hanno mai ammesso finora pubblicamente quello che è successo. Il film ha ricevuto numerosi premi, al New York Independent Film and Video Festival nel 2006 e come miglior documentario al Los Angeles Independent Film Festival nel marzo 2007, circola su internet ed è stato distribuito in dvd.
Nei giorni scorsi, il primo ministro canadese Stephen Harper ha annunciato che farà le scuse ufficiali del governo ai nativi il prossimo 11 giugno, nell’ambito del suo discorso dal trono, che si fa in Canada ogni anno per la chiusura dell’anno parlamentare. Dallo scorso settembre, quasi 2 miliardi di dollari sono stati già distribuiti a oltre 64mila nativi sopravvissuti agli abusi. Hanno chiesto il compenso in oltre 92mila, rivendicando di aver subito danni mostruosi in una delle 132 scuole residenziali aperte in Canada nel secolo scorso. Le scuse dovrebbero seguire la creazione di una Commissione per la Verità e la Riconciliazione, che verrà inaugurata il 1 giugno.
Tutto questo è avvenuto a quasi due anni dalla produzione del film, in cui Annett parla di genocidio e di olocausto. «Nella storia non si ricorda niente del genere – afferma l’autore, originario della provincia canadese dell’Alberta, raggiunto telefonicamente nella sua abitazione di Vancouver, in British Columbia – solo nella West Cost canadese c’erano 2 milioni circa di nativi, ne sono stati uccisi tra il 95 e il 99 percento. In tutto il Nordamerica ne sono morti circa 10 milioni, una cifra inaudita, oggi sono solo 20mila i nativi rimasti».
A febbraio Kevin Annett e la sua organizzazione, Hidden from History (www. hiddenfromhistory. org) hanno spedito una lettera a papa Benedetto XVI, chiedendo aiuto per identificare dove siano stati sepolti migliaia di bambini. «Secondo noi – sostiene Annett – la chiesa cattolica dovrebbe avere le documentazioni dei luoghi di sepoltura. Ma ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Anche per questo voglio venire in Italia».
Annett sarà a Roma a settembre, sostiene, dove vuole anche tenere una veglia di fronte al Vaticano in memoria dei bambini morti nelle scuole indiane cattoliche in Canada. Di lui, Noam Chomsky ha detto che merita il premio Nobel per la pace più di molti tra coloro che lo hanno ricevuto in passato.
Mister Annett, per sostenere questa causa, lei è stato licenziato dal suo posto come ministro di Dio nella United Church, che nel film racconta ha offerto a sua moglie di pagarle il divorzio, quindi ha perso anche la sua famiglia, perché lo ha fatto?
All’inizio è stato un dovere, perché ero un ministro di Dio. Poi una cosa ha portato all’altra e mi sono reso conto che il problema diventava di sempre maggiore portata e più urgente. Ho assistito a numerosi funerali di persone che si erano uccise per quello che era successo. Volevo trovare un modo per aiutare i sopravvissuti e le loro famiglie. Il fatto che ho perso la mia famiglia mi ha aiutato a capire di più la loro situazione, cosa era accaduto e come per loro non fosse più possibile avere una vita «normale».
Di cosa si occupa ora?
Faccio molto lavoro nella comunità, consulenze ai nativi, parlo pubblicamente del problema e organizzo workshop nelle scuole per aiutare queste persone a guarire dalle terribili ferite fisiche e morali che hanno subito, faccio ricerche, aiuto come posso, per tutto il Canada. Sto anche lavorando a un altro libro e a un nuovo documentario, entrambi proseguimento dei primi. Saranno sulle condizioni di oggi nel mondo dei nativi. Perché il tasso di morte è ancora molto alto. Circa 500 donne sono scomparse negli ultimi 15 anni a Vancouver e in tutta la BC, quasi tutte native.
Cosa ne pensa delle scuse del primo ministro Harper ai nativi? E del denaro pagato loro come compenso per i danni subiti?
Non è abbastanza. È come dire, non volevamo farlo, non abbiamo colpa. Se veramente il governo e la chiesa volessero fare qualcosa, avrebbero aperto un’inchiesta e individuato cosa sia veramente successo. Gli indennizzi economici che sono stati dati non sono serviti a niente. Molti di quelli che li hanno ricevuti li hanno spesi in droga e alcol, i problemi più diffusi tra le First Nations. E sono morti persino prima. Il governo canadese e la chiesa non sono mai usciti allo scoperto per ammettere veramente quello che hanno fatto.
Che dovrebbero fare chiesa e governo, secondo lei?
Prima di tutto dovrebbero non solo riconoscere che c’è stato un crimine, ma anche aprire un’inchiesta seria. Perché questo dovrebbe essere considerato diversamente da altri crimini? Trattano il problema come se qualcun altro fosse colpevole, non loro. Noi aspettiamo che le Nazioni Unite prendano una posizione, cosa che non è ancora accaduta. Abbiamo mandato materiale e informazioni già dieci anni fa, comprese prove della sterilizzazione delle donne e delle morti, ma non hanno fatto niente.
Se potesse tornare indietro o se la United Church la riaccettasse, tornerebbe con loro?
No, perché non vorrei essere associato con una chiesa che non solo ha fatto tutto questo, ma neanche lo vuole confessare e ha continuato a negare e a seppellire la verità per tutti questi anni.
Perché lo hanno fatto, secondo lei?
Per prendersi la terra. Il governo voleva occupare il Paese e controllare chi già si trovava qui.
Che potrebbero fare oggi i nativi per recuperare la loro identità e la loro cultura?
È un’operazione molto, molto difficile. La percentuale di morti tra gli indiani è 15 volte più alta dei canadesi non aborigeni. Inoltre, c’è una grande pressione per imparare l’inglese e integrarsi.
Cosa ne pensa del fatto che il film verrà visto in Italia?
Di recente un paio di persone nel Parlamento europeo hanno sollevato il problema, a quanto mi è stato riferito. È incoraggiante. Ad agosto e settembre io sarò in Europa e parlerò del film. A settembre sarò in Italia, Inghilterra sicuramente.
Ha paura per la sua vita?
A volte. Può succedere. Ma penso che più parlo pubblicamente e più mi espongo e meno rischi corro. Io non ho paura.
Commento by Virginia — 1 dicembre 2008 @ 12:13
Kevin Annett ci ha inviato il link dove poter visionare le immagini del’ultima loro azione per esigere la restituzione dei resti dei bambini che sono morti nei loro campi di prigionia ( “scuole residenziali”). Ci comunica che numero de partecipanti è triplicato rispetto alla precedente azione. Ci prega di diffonderle e ci comunica di aver in programma altre azioni…ecco il link con le immagini, clicca qui
Commento by Alessandro — 26 gennaio 2009 @ 14:54
Marcello ci segnala quanto segue:
“Vi comunico che venerdì 6 marzo nella sala di radio Gamma 5, in Via Antoniana 66 a Campodarsego (Padova) proietteremo il documentario Unrepentant di Kevin Annett. Certi di fare cosa gradita vi saluto, cordialmente Marcello Pamio”.
Chi abita nella zona sa cosa vedere al posto della Tv…
Commento by Alessandro — 4 marzo 2009 @ 11:54
per la cronaca, Marcello Pamio è un valente giornalista che gestisce il sito disinformazione.it
Commento by gericho — 4 marzo 2009 @ 15:27
A volte mi dico che se fossi atea vivrei sicuramente meglio. Ma ogni volta che tento di farlo, c’è questa cavolo di fede che spesso fa capolino.
Chi scrive, quindi, è fondalmente una frustrata. Una frustrata e rabbiosa ragazzina che si vergogna della propria spiritualità a causa di chi si dice diffusore e portavolce di una religione che, da quando è stata per così dire istituzionalizzata (parlo del Vaticano) non hanno fatto altro che imbrattarsi le mani di sangue compiendo i peggiori crimini nel nome di chi, a mio avviso, ha professato tutt’altro.
E con questo non solo dilaniano le persone che passano sotto le loro grinfie, ma anche i pochi esseri viventi che credono in qualcosa (che usano il cervello su cio’ che credono e non seguno chiunque a occhi chiusi!) e che vedono stuprare e distorcere tale fede da dei ciarlatani travestiti da carnevale con pesanti ori a mani e collo.
Potete capire, quindi, quanto sia doppiamente incazzata e devastata.
Grazie quindi a Kevin Annett per il suo impegno nel mostrare la verità troppo spesso taciuta dagli stessi che si dicono di professarla.
Spero esista davvero l’apocalisse solo per vedere il Vaticano andare a fuoco e venir inghiottito da un terremoto.
Quel giorno scoprirò se ha davvero senso avere fede o se devo sforzarmi di più a non credere in nulla di divino
Commento by agnese — 5 marzo 2009 @ 14:04
Gli italiani non si accorgono che lo stato, prima di considerarli di destra, di sinistra, di centro, grillini, dipietristi o quant’altro, li considera CATTOLICI, su una iscrizione forzata subita in fasce…
Non ci sono voti, referendum o manifestazioni che tengano, per questo.
“Togliere la tessera dal partito nazista è inutile, c’è solo quello…
Non farlo significa sostenerlo.”
________________________________________________________________
Lo stato italiano attraverso l’Istat e all’Annuarium statisticum ecclesiae, considera tutti i battezzati cattolici…
Poi potete professarvi cristiani, credenti, buddhisti, atei, agnostici o adepti dell’Heavy Metal, a loro serve solo il numero…
E’ come se un partito iscrivesse milioni di neonati e, forte di questo numero, governasse il paese…
L’isituto, infatti, si rifiuta di fare un censimento dei cattolici (sedicenti x pigrizia o tradizione…) dal 1931!
Le conseguenze nefaste, che considerare il 93% della popolazione cattolica porta, sono sotto gli occhi di tutti…
Ogni battezzato fa numero nel potere sociale, politico ed economico della chiesa, che sta cancellando la parola ‘laicità’ dal paese, che legifera sul corpo delle donne, sul sesso, sulle famiglie, sui bambini, sulla scuola; tutte cose a cui ha innaturalmente deciso di rinunciare…
Ogni decisione politica, sociale ed economica di questo paese è presa considerando tale numero…
Possiamo però dissociarci da questo baraccone discriminatutti-mangiasoldi con lo “sbattezzo” (che ha valore CIVILE e NON elimina il rito religioso) e, cosa ancora più importante, NON battezzare i nuovi nati che andrebbero a gonfiare inconsapevolmente questo numero…
Basta una raccomandata…
Qui il modulo: http://www.uaar.it/laicita/sbattezzo/sbattezzo-modulo-per-parroco.rtf
1 – Spedire il modulo compilato alla parrocchia dove si è stati battezzati (raccomandata AR + fotocopia documento – firma)
2 – Attendere 15 giorni (nei quali, di solito, la parrocchia risponde con una lettera dove vi invita a ripensarci – ignoratela)
3 – Scaduti i 15 giorni ricevete un documento LEGALE che certifica la vostra NON appartenenza alla chiesa cattolica apostolica ROMANA (deve contenere i riferimenti del registro – numero- libro – atto – dell’avvenuta annotazione)
FATTO!
In caso non ricordaste la parrocchia dove avete ricevuto l’iscrizione FORZATA (o non volete chiederlo ai vostri genitori), esiste un apposito modulo (da spedire alla curia di provincia) per ricercare (sono obbligati per legge a farlo) il vostro nominativo nei registri delle parrocchie; così li fate lavorare
Modulo ricerca registro: http://tab.xoom.it//ricercaregistro.pdf
(raccomandata A/R+fotocopia doc+firma)
Oppure scrivetemi:
paobologna@gmail.com
Commento by amorebologna — 27 luglio 2010 @ 08:50