Niente soldi dai Gesuiti, ma resta la sentenza….

Clarita Vargas, Colville Tribe, durante la conferenza stampa dell'annuncio della sentenza

Su www.ilpost.it è stata pubblicata la notizia che l’ordine dei Gesuiti dell’Oregon ha accettato di risarcire con 166 milioni di dollari centinaia di nativi americani che avevano subito abusi sessuali da parte di alcuni preti tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta. Ma, purtroppo, come ci ha segnalato Camilla Novelli grazie ad un articolo a sua volta segnalato da Gilbert Douville, (li ringraziamo entrambi), le cose non stanno proprio così. Ecco l’articolo che spiega la reale situazione:
SEATTLE – In forza di un accordo di risarcimento raggiunto nell’ambito dell’imperversante scandalo abbattutosi sulla Chiesa Cattolica Romana sugli abusi sessuali, un Ordine religioso lo scorso Venerdì ha concordato di pagare 166.1 milioni di dollari a centinaia di Nativi Americani e dell’Alaska che subirono abusi quando frequentavano le scuole gestite dall’Ordine stesso, negli Stati Uniti Nord Occidentali.
L’accordo tra i 450 Nativi e più, e la Compagnia di Gesù della provincia (area di competenza dell’Ordine) dell’Oregon prevede anche un documento di scuse scritto nei confronti delle vittime e che vengano messi a loro disposizione tutti i documenti, incluse le registrazioni di carattere medico. La provincia è proprietaria della Università Gonzaga, nota per il suo programma di pallacanestro coronato da successo, ma l’accordo non menziona i beni immobili o qualsiasi scuola controllata dall’Ordine.
“E’ un giorno di riscatto e giustizia” ha detto Clarita Vargas, (Nella foto), 51 anni, Colville Tribe, che ha raccontato come lei stessa e le sue due sorelle abbiano subito abusi – tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ‘70 – ad opera del responsabile della Scuola e Missione di St. Mary, una ex scuola residenziale per bambini indiani gestita dai Gesuiti nella Riserva Indiana di Colville vicina a Omak, nello Stato di Washington. Gli abusi ebbero inizio quando avevano 6 / 7 anni. Ha detto Clarita “Il mio spirito era ferito e questo accordo mi fa sentire meglio”.
(Abbiamo personalmente conosciuto Clarita Vargas, in occasione della sua venuta in Italia, insieme a Charles Cook, nell’aprile 2010, per portare la sua testimonianza al pubblico italiano e alle Istituzioni su ciò che accadde nelle Boarding School).

La provincia gestiva le scuole nei villaggi e nelle riserve dell’Oregon, nello Stato di Washington, in Idaho, Montana e Alaska. Le denunce sono state sporte dalle vittime che frequentavano le scuole di tutti i 5 Stati. Quasi tutte le vittime sono Nativi Americani o Nativi dell’Alaska. Il Reverendo Patrick Lee, che parla per la provincia dell’Oregon, ha detto che l’Ordine non rilascerà commenti sull’accordo sia perché le procedure di bancarotta sono ancora in corso sia “per rispetto del procedimento legale e di tutti quelli che sono coinvolti”. Ha inoltre dichiarato che la provincia spera di concludere le procedure di bancarotta il più presto possibile.
La provincia in passato ha raggiunto accordi su altre 200 denunce. Poi nel 2009 ha dichiarato bancarotta, sostenendo che i risarcimenti avevano esaurito i fondi.
Le vittime hanno però obiettato che la provincia è ancora ricca poiché controlla l’Università Gonzaga, la Scuola di Preparazione Gonzaga, l’Università di Seattle e altre scuole e proprietà. Molti degli abusi si sono verificati in villaggi remoti e nelle Riserve: l’Ordine è stato accusato di utilizzare quelle aree come “discarica” dove mandare gli ecclesiastici “problematici”. L’avvocato Californiano John Manley, che rappresenta alcune delle vittime, ha detto che i Gesuiti CONSAPEVOLMENTE mettevano i molestatori in posizioni tali da permettere loro di abusare dei bambini. “Non erano incidenti. Le prove dimostrano che lo facevano di proposito, si trattava di stupro vero e proprio” ha detto Manley, aggiungendo di essere certo che non tutte le vittime si sono fatte avanti, e che gli abusi perpetrati dai preti cattolici continueranno. Sia l’Ordine che i suoi agenti assicurativi stanno versando denaro destinato al risarcimento.
Circa 6 milioni di dollari saranno accantonati in caso di future denunce. L’Avvocato Blaine Tamaki ha dichiarato che il prete che ha molestato la Vargas e circa altri 100 bambini non è stato incolpato del crimine poiché le limitazioni definite dallo statuto nello Stato di Washington sono così restrittive. Un decreto antecedente la Legislatura del 2011 eliminerebbe quelle limitazioni. Sebbene i legali delle vittime abbiano inizialmente citato la ricchezza dei College e delle Scuole dei Gesuiti nella regione, non hanno sostenuto questa argomentazione durante le negoziazioni sulla bancarotta, per cui l’accordo di risarcimento non contempla l’esistenza di istituzioni quali l’Università Gonzaga di Spokane. L’importo previsto a risarcimento delle vittime è considerato il terzo più grande per le vittime di abusi sessuali nella Chiesa Cattolica, dopo quello della Diocesi di Los Angeles (660 milioni di dollari per 508 vittime) e quello della Diocesi di San Diego (198 milioni di dolalri per 144 vittime) secondo quanto si legge nel sito BishopAccountability.org. (Traduzione a cura di Camilla Novelli).
Commento: la sentenza c’è, i Gesuiti sono “condannati” a pagare i 166 milioni.
Ma: Nella sentenza NON si menzionano le PROPRIETA’ dell’Ordine), nè l’eventuale pignoramento delle medesime in caso di mancanza di liquidi per effettuare il risarcimento di 166 milioni. I gesuiti dal canto loro hanno dichiarato “bancarotta”, quindi di non essere in grado di risarcire le vittime dei loro crimini. Non essendo state menzionate le proprietà, queste resteranno ai Gesuiti…Camilla fa inoltre notare, giustamente che:

le vittime NATIVE di abusi percepiranno circa 370.000 dollari a testa, le vittime BIANCHE, nell’ambito delle Diocesi di Washington e di San Diego, hanno percepito circa 1.300.000 dollari a testa…La domanda la aggiungiamo noi: ma le violenze subite dalle vittime non sono sono forse uguali ?????
Fonte: http://www.cbsnews.com
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