Valeria ci ha scritto una lettera via email, che ci ha incuriosito, così gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa di più sulla sua passione sui Popoli Nativi, ed ecco le sue parole:
“Tutto è partito circa un’anno fa, qui a Milano dove vivo, c’erano i mercatini di Natale in p.zza Duomo, e camminando in mezzo alle bancarelle ho sentito una musica in lontananza…era una musica particolare, sembrava interessante. Ho acuito l’udito per trovare il punto centrale dove veniva suonata, finalmente, avendo trovato ciò che mi interessava, mi sono avvicinata e ho visto dei “sudamericani”, suppongo, vestiti da “indiani”, in modo molto particolare e bello che mi attraevano…quella musica mi ha trasmesso qualcosa di particolare, di misterioso, di non comune e mi ha rapito da subito!!
Quei musicisti con i loro costumi, i loro flauti, i loro strumenti è come se mi avessero aperto una porta all’interno della mia anima…non avevo mai ascoltato musiche cosi strane. Da quel momento, avendo comprato due cd da loro, (non volevo farlo ma la tentazione ha vinto su di me), non ho fatto altro che ascoltare la loro musica, è diventata per me come una “medicina”, una musica che mi induce meditazione, rilassamento, la forza di reagire a certe situazioni quando non ce la faccio, la musica della libertà che fa rivivere e pensare a spazi lontani, un qualcosa di maestoso…insomma un qualcosa di particolare che mi ha parlato all’interno e dalla quale non mi sono mai più separata!!!
In quel momento dovevo sostenere un esame all’Accademia di Belle Arti, nella quale studio, sulla storia della musica, e ho scelto come argomento di approfondimento ”la musica dei Nativi Americani”. Il professore ha accettato l’argomento, e infatti all’esame ho preso il massimo dei voti!
Da li è iniziata la mia passione verso questo popolo, girando librerie a Milano, sempre più faticosamente per documentarmi, in quanto qui a Milano non c’era molta documentazione su questo argomento.
Finalmente dopo tanta fatica ho trovato quanto cercavo in un negozio dietro il duomo (che trattava però solo i Nativi degli Stati uniti), e sono riuscita a capire che il discorso della musica era collegato a tutti gli eventi della vita dei Nativi. Sempre ascoltando la loro musica sentivo i suoni dell’acqua, del vento, degli animali….studiando sono riuscita a capire il motivo di queste cose e continuavo ad appassionarmi sempre più. Ho scoperto il significato dei simboli degli animali, delle piante, degli eventi naturali, dell’acqua. Sono riuscita a studiare la loro filosofia, in un unico discorso tutto questo: i Nativi non si sentivano superiori o inferiori a nessuna forma vivente, animali, piante, rocce…erano tutti su una stessa linea e uniti in un “cerchio”…Poi sono andata avanti a leggere, leggere, e poi ancora leggere, tanti libri come ad esempio:”Parole di saggezza dei grandi capi indiani” di Kent Nerburn, e Luois Mengelkoch…tra i tanti libri letti questo mi ha fatto piangere di commozione più volte, come il discorso di Capo Seattle … Ed è stato qui che ho capito tutta la passione che mi era entrata nel sangue, perchè se adesso i grandi Capi Indiani fossero vivi, se non fossero stati sbattuti nelle riserve, io mi sarei inchinata davanti a loro dicendo “SIGNORI INSEGNATEMI COSA E’ LA VITA, PERCHE QUI IN EUROPA SIAMO POVERI!!!SIAMO NOI I BARABARI CHE NON ABBIAMO RISPETTO PER QUELLO CHE CI CIRCONDA, SIAMO MALATI DI POTERE, E GIROVAGHIAMO IN GIRO PER TUTTO IL PIANETA DISTRUGGENDO E SFRUTTANDOLO SECONDO I NOSTRI INTERESSI…CHI SE NE FREGA SE UN GIORNO IL MONDO MORIRA PER TUTTI!!! NOI VOGLIAMO I SOLDI, IL POTERE, E DELLA TERRA CHI SE NE FREGA!!!” Queste e altre sono delle considerazioni che mi sono fatta nella testa sulla base di quello che ho letto e studiato con passione, questi sono stati per me insegnamenti importanti, che mi hanno fatto pensare, pensare, pensare, su tutto quello che qui nelle città ci siamo dimenticati completamente.
Abbiamo creato le città, la tecnologia, la scienza ma siamo infelici, da un certo punto in avanti il nostro progresso e pregresso scientifico e tecnologico non ha FATTO ALTRO CHE DISTRUGGERE TUTTO IL PIANETA! E SFRUTTARE TUTTI I POPOLI CON L’INGANNO LA CATTIVERIA L’AVARIZIA IL POTERE! Stiamo andando incontro al processo di autodistruzione, ci stiamo autodistruggendo e non ce ne accorgiamo!!! Questo “PICCOLO GRANDE POPOLO” mi ha insegnato e mi insegna tanto, mi fà male adesso sapere che sono confinati in quelle “riserve=prigioni” a morire di fame di droga di malattie…spero tanto un giorno di potere fare qualcosa di concreto, non voglio nemmeno pensare per un secondo che la loro cultura venga schiacciata dalla nostra e che non rimanga più niente, che cosa sarà del mondo? Di tutti noi? Non possiamo vivere bene in questo modo, vorrei che ci fosse più gente che conosca questo e meno gente ignorante…il mondo è nelle mani di tutti!!!
Adesso forse farò anche la tesi sui Nativi, forse perchè non è ancora sicuro…ho un pò di paura perchè per quanto legga e mi documenti non so tutto e non sò quali saranno le difficoltà…poi vi farò sapere, per intanto so già che vorrei sviluppare l’argomento della ruota di medicina che secondo me è alla base della loro filosolfia… Grazie Alessandro, Iuri,Grazie a Voi Tutti che avete promosso questo sito!!! Valery!”
Leggi anche: Lettera da Domenico…










in più crazycrow ha degli “how to do” molto molto utili, che ho per altro sfruttato per predere spunto e fare
Ciao Wahinkpe…
intendo dire….a volte “scambiano” i Nativi: nl senso che se per esempio un Nativo ha un bel lavoro di perline ma gli serve altro materiale che non ha possibilità di acquistare, può scambiarlo se il gestore del Trading Post è d’accordo e ha convenineza: perchè ovvio che poi il gestore quel lavoro di perline lo rivenderà. Oppure il Nativo ha bisogno di soldi, passa dal Trading Post e al volo riesce a procurarsi 15 o 20 dollari …ecc. ecc.

Chiaro che se andiamo io o te sarà ben difficile che riusciamo a fare “buono scambio”
Per il momento mi tocca guardare e non toccare. Sigh!
aha si veramente, io probabilmente mi farei fregare come una tacchina
ma non si sa mai nella vita, magari potremme essere delle brave “commercianti”.
però è sempre figa questa cosa dello scambio, anche perchè non tutti sono abili a lavorare con le perline o conciare una pelle o aa intrecciare un cesto… ognuno ha un suo talento ed è proprio questo il bello
Salve a tutti,sono Valery,ringrazio tutti per avermi dato tante possibilità di riflessione sulla ruota di medicina dei nativi…in effetti è un argomento che sospettavo già,avesse bisogno di approfondimenti,sto leggendo “Sette Frecce” di Storm,un meticcio figlio di magre Crow e padre tedesco. Il leggere questo libro mi ha fatto fare mente locale sul concetto di “Ruota di Medicina”,ma mi è venuto da subito il dubbio che fosse uguale per tutte le tribù,solo negli U.S.A si contavano più di 800 tribù senza il resto delle Americhe e il Canada,quindi il dubbio c’e l’avevo da subito per quanto ne sappia da tribu a tribu cambiano tantissime cose per es.i simboli dei colori,e molto altro.
Fare mente locale su tutte le tribu diventa la tesi infinita! Però il concetto di “cerchio” dove siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita è la base ,della loro filosofia,su questo sono sicura .Il libro di Storm esplicitando il concetto di “Ruota di Medicina”che si collega peraltro molto bene al concetto di “cerchio”si riferisce però solo alla sua tribù non in generale a tutte le tribu.
Dovrò fare delle ricerche,forse la mia tesi avendo parlato con la mia docente,la quale non ha molto interesse per i nativi americani,partirà da loro come matrice iniziale per poi sviluppare un certo discorso sulle ruote totemiche anche di altre popolazioni per mettere a confronto il concetto di cerchio delle tribu indiane d’america con altre tribu di altre popolazioni.
Ci sono ancora tanti dubbi…tanti punti di domanda..dovrò fare ricerche e se riesco trascinare la prof solo sui nativi…anche se penso non sarà facile…Scriverò di nuovo a tutti avviate le mie ricerche,e avendo sistemato tutta la mia confusione in testa…scrivetemi,le vostre risposte sono sempre materiali aggiuntivi di riflessione per me molto importanti.
Grazie a tutti!!!Valery
mi pare che “sette frecce” 8che per altro ho letto anche io, è stato un regalo per i miei 15 anni) fosse nella lista dei libri “wannabe”.. ma forse potrei sbagliarmi, in ogni caso buona fortuna per la tua ricerca
Grazie Valery, e scusaci per il fatto che una parte dei commenti alla tua lettera non sia stata molto attinente …
Comunque, anche a me pare che sia come dice Wahinkpe….
mi sembrava se ne fosse parlato quì a proposito dell’autore.. a cercare nel blog magari si trovano le info di cui parlo