A Famiglia Cristiana: chiediamo le vs scuse…

Lettera a Famiglia Cristiana: chiediamo spiegazioni!

Alla Direzione di Famiglia Cristiana: direzionefc@stpauls.it, Redazione centrale: famigliacristiana@stpauls.it, Redazione di Roma: fcroma@stpauls.it, Redazione di Alba: fcalba@stpauls.it, Immagine e comunicazione: mauro.broggi@stpauls.it, Centro Documentazione: pico@stpauls.it e in copia a Alfredo Tradigo: info@alfredotradigo.it
Gentile Redazione e responsabili di “Famiglia Cristiana”, vi scrivo per chiedervi spiegazioni in merito allarticolo “Al centro / Mostre Alle radici dell’America” di Alfredo Tradigo nel quale viene riportata un’intervista al Sign. Paolo Carozza. Quest’intervista, a nostro parere, così com’è stata pubblicata, è assolutamente fuorviante nei confronti delle realtà sia attuali che storiche dei popoli Nativi Americani, contiene palesi inesattezze oltre a non rispondere in alcun modo al quesito posto nell’articolo, e cioè “se la Dichiarazione d’indipendenza dei Lakota si tratti di puro folklore o di reale volontà politica”.
Il Sign. Paolo Carozza, da noi interpellato in merito, ci ha scritto una doverosa e importante lettera, scrivendo tra le altre cose:
“Sono felice mi sia offerta questa opportunità poichè l’articolo in molti aspetti importanti travisa le mie opinioni e, alle mie affermazioni, sono state aggiunte cose che io non ho mai detto. Purtroppo, sulla base di una conversazione telefonica molto breve gli editori di Famiglia Cristiana hanno pubblicato un testo senza neanche usarmi la cortesia di farmi revisionare o correggere quello che avevano scritto. Se questa opportunità mi fosse stata data, avrei almeno apportato le seguenti correzioni e i seguenti chiarimenti:
Mai e poi mai avrei parlato di “ignoranza” o di “incapacità” di gestirsi dei popoli indigeni. Non ho usato queste parole e le trovo estremamente offensive.
Credo che la caratteristica dominante delle procedure del governo USA ai nostri giorni è che anche l’attitudine dominante della società è quella di abbandonare i popoli indigeni. In confronto alle altre nazioni con cui lavoro (nell’ambito delle Americhe; contrariamente a quanto riportato nell’articolo, non mi permetto di parlare di altre Nazioni del mondo, relativamente alle quali non ho alcuna esperienza) è vero che a livello di leggi e di politiche gli USA riconoscono alle popolazioni indigene un più alto grado di autonomia di quanto non facciano altre Nazioni in questo emisfero. Tuttavia dando loro autonomia legale e politica ma ovviamente non piena sovranità la mia nazione implicitamente se ne lava le mani rispetto alle condizioni in cui le popolazioni indigene vivono. Sia per il nostro comune senso di umanità , sia per la nostra collettiva responsabilità per il loro soggiogamento avvenuto nel passato, io credo che questa nazione abbia il grande e innegabile obbligo di aiutare, non di abbandonare, le popolazioni indigene del continente. I miei commenti non intendevano – nella maniera più assoluta difendere gli USA rispetto ad altre Nazioni; al contrario intendevo essere critico nei confronti dell’approccio e dell’attitudine che attualmente questo Stato dimostra nei confronti delle popolazioni Native Americane [..] Non ho idea del motivo per cui l’autore dell’articolo si sia riferito al 1890 parlando della violazione dei trattati. E’ una data assolutamente arbitraria, tenendo conto che la violazione dei trattati ebbe inizio praticamente nel momento stesso in cui vennero stipulati.
Infine, per quanto riguarda la definizione di genocidio come opposta a massacro, rilocazione forzata, decimazione (decimazione forzata è un’assurdità : non userei mai un termine così privo di significato), etc.: è esatto che, dal punto di vista giuridico, non applicherei la moderna definizione legale del termine genocidio, che entrò in uso soltanto dopo la II Guerra Mondiale, per descrivere retroattivamente le politiche e le azioni che ebbero luogo prima di quel periodo. E neanche credo che la politica odierna degli USA sia assimilabile al genocidio nel senso internazionale e legale del termine. Sono ovviamente consapevole del fatto che qualcuno la pensa diversamente da me a questo proposito, specialmente tenendo conto che stiamo toccando argomenti quali i tentativi su larga scala fatti per controllare un popolazione (come la sterilizzazione forzata).
Potete leggere l’intera lettera del Sign. Carozza sul mio Blog.
Ci stupisce che un giornale come il vostro possa compiere tali leggerezze, pubblicando un articolo che è assolutamente errato in ogni sua parte, dando ai lettori l’impressione che i Popoli Nativi Americani siano ignoranti, incapaci e colpevoli dello stato sociale ed economico in cui si trovano, e di una completa assoluzione delle responsabilità del governo americano in merito a tali situazioni. Che, al contrario, sono gravi e documentate, e non si fermano alla storia passata ma anche a quella recente e a gravi e pesanti violazioni attuali. Tutto questo è di una gravità inaudita, non troviamo altre parole per descrivere il danno commesso dalla pubblicazione di questo articolo nei confronti dei Popoli Nativi Americani.
Vi chiediamo quindi spiegazioni in merito, che ci aiutino a comprendere quale siano le motivazioni e le cause che hanno portato a tali errori, a noi incomprensibili, e le vostre scuse pubbliche ai lettori e ai Popoli Nativi Americani che sono stati così erroneamente descritti.
Avremmo potuto congratularci con voi per l’aver dato spazio alla questione della Dichiarazione d’Indipendenza del Popolo Lakota, ma non possiamo che constatare il nostro dispiacere e rammarico per aver invece letto invece questo articolo, che si aggiunge ai tanti indegni della definizione di “correttezza giornalistica e informativa” riguardo a questi Popoli, un’occasione persa per diffondere la loro voce e la loro attualità, ignorata dai giornali e dai media, che si somma alla perplessità dovuta al fatto che la domanda sulle reali intenzioni politiche della Republic of Lakotah non sia stata posta ai diretti interessati ma ad un esperto di Diritto Internazionale, con tutto il rispetto per la persona e il lavoro del Sign. Carozza. Crediamo che si debba necessariamente invertire la tendenza, ormai tristemente diffusa, di far parlare di questioni Native Americane tutti tranne i Nativi Americani stessi.
Siamo certi che la vostra cortese e doverosa risposta alla nostra lettera, unita alla rettifica e alle scuse pubbliche sulla vostra rivista, possano pervenire in modo sollecito, per darmi modo e dare modo a tutti i lettori della vostra rivista e a quelli del mio Blog di apprendere che tali errori non si verifichino più e di poter avere, con essa, l’ulteriore certezza che da uno sbaglio possa nascere un’occasione di maggiore attenzione e crescita culturale da parte della vostra Redazione e dei vostri autori. Viceversa, un eventuale silenzio non potrà che aggiungere peso e responsabilità oggettiva a tale errore.
Cordiali saluti,
Alessandro Profeti

Pdf Leggi La risposta del Sign. Alfredo Tradigo, autore dell’articolo pubblicato su Famiglia Cristiana
…Dalla redazione di Famiglia Cristiana, invece, ancora silenzio…

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