Proposta shock: via i bambini Jarawa dalla tribù

Alessandro luglio 2nd, 2010

Support Jarawa People! No more residential school for Indigenous People!

Novità::NewsRiportiamo un comunicato stampa ricevuto da Survival international Italia, rabbrividiamo e inorridiamo anche al solo pensiero che qualcuno stia solo pensando ad una cosa simile. Conosciamo molto bene le inenarrabili violenze fisiche e psicologiche che la forzata “conversione” alla “civilità” e cultura occidentale hanno portato ai Popoli Nativi Americani in USA e in Canada. Immaginiamo molto bene anche cosa è stato fatto sulla pelle delle popolazioni indigene australiane. MAI più deve accadere, in un qualsiasi angolo della Terra, NIENTE di tutto questo. Ci auguriamo che della follia di questa proposta rimanga solo l’aberrante idea di una mente malata e non qualcosa di reale e tangibile.
COMUNICATO STAMPA DI SURVIVAL INTERNATIONAL

1 luglio 2010. Indignazione per la scioccante richiesta di allontanare i bambini Jarawa dalla tribù. Un parlamentare indiano ha chiesto l’allontanamento dei bambini Jarawa dalle loro famiglie, e il loro trasferimento in collegi scolastici. I popoli indigeni del mondo hanno reagito con rabbia e indignazione alla proposta che ricorda le tragiche politiche della “Generazione Rubata” in Australia e analoghi metodi applicati nel Nord America. Michael Cachagee, Direttore Esecutivo della National Residential School Survivors’ Society (NRSSS) canadese ha dichiarato: “La NRSSS non può concepire né spiegarsi come una qualunque nazione contemporanea possa pensare di internare alcuni dei suoi cittadini, specialmente i bambini, in “scuole residenziali”… la storia associata a questi tipi di collegi in Canada e in altre parti del mondo è terrificante.”
“Questo piano è davvero terribile” ha commento dal Brasile il leader degli Yanomami Davi Kopenawa. “
La casa dei Jarawa è la foresta. Sono sulla loro terra. Hanno le loro tradizioni e il loro sapere. Se il governo dovesse portar via i loro figli e metterli in un collegio, perderebbero tutta la loro cultura. Costringerli a vivere in una città e in una scuola, sarebbe un crimine.” I Jarawa sono usciti dall’isolamento solo pochi anni fa e il parlamentare Bishnu Pada Ray vuole “svezzare” i loro bambini lontano dalla tribù per poterli “inserire drasticamente nella cultura dominante”. In luglio proporrà all’Autorità per lo Sviluppo dell’Isole Indiane che “siano prese iniziative rapide e drastiche per dare ai Jarawa le caratteristiche basilari della cultura dominante”. Descrive i Jarawa come se fossero “in uno stadio primitivo dello sviluppo” e “fermi in un’epoca compresa tra l’età della pietra e quella del ferro”. Progetti simili condotti negli Stati Uniti, in Canada e in Australia sono stati in seguito riconosciuti come disastrosi e hanno traumatizzato centinaia di migliaia di indigeni. Bishnu Pada Ray chiede anche la cancellazione delle restrizioni imposte sui progetti di sviluppo nella terra jarawa in modo da poter potenziare la super strada che attraversa la riserva indigena e poter costruirvi una ferrovia. Nel 2002, per proteggere i Jarawa la Corte Suprema indiana ordinò la chiusura della strada esistente, ma resta tutt’ora aperta.
Queste scandalose proposte mostrano un totale disprezzo sia dei diritti dei popoli indigeni sia degli standard sanciti dalle Nazioni Unite per la loro protezione. Qualsiasi tentativo di costringere i Jarawa ad abbandonare il loro stile di vita finirebbe solo per distruggerli” ha commentato il Direttore Generale di Survival International Stephen Corry.
Leggi la proposta integrale avanzata dal parlamentare delle isole Andamane Bishnu Pada Ray. (Nota: Non appena possibile la faremo tradurre in italiano).
Per ulteriori informazioni sul devastante impatto che l’imposizione di modelli di sviluppo estranei ha sui popoli tribali del mondo, leggi il dossier di Survival Il progresso può uccidere.
Per leggere la storia online: http://www.survival.it/notizie/6164

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15 commenti »

  1. Ancora? Ancora? Non saranno contenti fino a che non avranno trasformato ognuno di noi in una macchina consumistica buona solamente a svuotare gli scaffali dei centri commerciali e a correre dietro all’ultimo modello di cellulare. Saccente cultura dominante, per di più autodistruttiva, che tutto avrebbe da imparare da chi ha vissuto millenni nella foresta senza decretarne la scomparsa e l’irrimediabile impoverimento.
    Sono indignata, furiosa e, da madre, pervasa da un senso viscerale di paura.
    Prego che non venga fatto questo scempio, se non di vite umane, di spiriti e spiritualità. Prego che quei bambini vengano lasciati in pace.
    Scusate lo sfogo.

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    Commento by marzia — 2 luglio 2010 @ 02:15

  2. NON NE POSSO PIU’

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    Commento by Virginia — 2 luglio 2010 @ 08:13

  3. Gia’ è proprio cosi’, le solite idee consumistiche che giorno dopo giorno scandiscono
    oramai che la fine del genere umano è vicina!
    Non basta commentare, non serve a nulla descrivere le nostre opinioni; dobbiamo
    sacrificare tanto di noi stessi per fare qualcosa per loro.

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    Commento by Giovanni Nieto — 2 luglio 2010 @ 12:17

  4. ma lasciateli vivere liberi nei loro territori, con la loro famiglia e come i loro antenati han sempre fatto!!

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    Commento by Wahinkpe — 2 luglio 2010 @ 13:58

  5. MMMMMM… sembra di essere tornati all’epoca della Termination… che vergogna!

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    Commento by Soad — 2 luglio 2010 @ 14:15

  6. La nostra indignazione, la rabbia e lo scoramento sono comprensibili e necessari a domandarci cosa possiamo fare concretamente.

    Prima cosa mi voglio informare in modo più approfondito (ho letto dai link segnalati dei “safari umani” nell’isola abitata dagli Jarawa e sono inorridita…non mi aveva mai sfioirato l’idea di dover utilizzare la parola safari-umano!).

    Poi chiedo a chi è più informato in che modo possiamo far sentire la nostra voce (è vero che firmo più petizioni che altro, ma è qualcosa di concreto) e se sono previsti interventi per bloccare sul nascere l’intento di portare via i bambini dal loro mondo.

    Inoltre, ognuno di noi, può diffondere, una volta ben informati, tutte le notizie acquisite servendosi dei propri circuiti, per informare il più possibile i facente parte del genere umano.

    Raccogliere idee, suggerimenti, informazioni.

    Scusatemi, lo so che per voi che ci lavorate da più tempo in questo sito magari ho detto banalità, ma non riesco più a tollerale l’indignazione fine a sè stessa.
    E i motivi per indignarsi sono sempre troppi.

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    Commento by Luna Rossa — 2 luglio 2010 @ 14:26

  7. No Luna Rossa, è proprio come tu dici, da questo bisogna partire. Cercheremo di capire meglio cosa possiamo fare in concreto, nel frattempo l’imperativo è la diffusione della notizia, tante più persone si attiveranno maggiori saranno le probabilità di poter essere in qualche modo incisivi…

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    Commento by Alessandro — 2 luglio 2010 @ 14:32

  8. Quando qualcuno vuole sconvolgere l’assetto, politico e sociale di una popolazione, bisogna necessariamente esaminare il “perche” di una simile politica e allora potrebbero emergere segnali già visti in epoche passate e recentissate (Es. vedi storia di tutti i nativi del continente americano – esportazione della democrazia occidentale in M.O.) Queste politiche miravano e mirano a sterminare popolazioni pacifiche al fine di svuotarle del loro patrimonio culturale, sociale e religioso, spirituale oltreche portar via loro le terre sterminandole in nome di una civiltà che definire barbare è ancora un complimento.
    Fatta questa premessa non di poca importanza, se questa proposta è di un singolo psicolabile, questi, se
    persona che esercita una funzione pubblica su mandato o no di elettori, va immediatamente sospeso dall’incarico e gli va consigliato di mettersi in cura presso centri di Igiene Mentale.
    Se invece, ci sono in ballo giacimenti di ricchezze nel sottosuolo e quant’altro, allora sarà necessario vigilare, divulgare la notizia con tutti i mezzi tecnologici e possibili, perche potremmo vedere per l’ennesima volta
    l’attuazione di una politica di sterminio massiccio, intenzionale, reiterato, consapevole e ossessivo per ottenere quello che interessa alle multinazionali-massoniche che comandano i governi che contano.
    Mi auguro con tutto il cuore che ciò non accada ma per farsì occorre monitorare passo passo l’evolversi del
    problema.

    Vito.

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    Commento by vito — 2 luglio 2010 @ 18:03

  9. Salute.
    Ci risiamo, e non sarà neanche l’ultima volta. Ma almeno stavolta possiamo basarci sulle esperienze precedenti per fare qualcosa. Per primo possiamo preparare un dossier su tutte le iniziative simili adottate in passato dai governi di USA, Canada e Australia, e poi consegnarlo materialmente nelle mani di qualche funzionario all’ambasciata indiana qui a Roma, magari insieme ad una bella raccolta di firme. Di questa consegna me ne posso occupare io, e anche molto volentieri. Poi coordinarsi con le varie Survival e simili per arrivare a chiedere, se necessario, un interrogazione alla Commissione per i diritti umani dell’ONU, a New York. E nel frattempo far circolare questa intelligente, originale e soprattutto disinteressata proposta del governo indiano sui blog di tutti i tipi. Ingoiamo ques’ennesimo rospo e diamoci da fare, purtroppo non abbiamo scelta.
    ciao

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    Commento by Hejoka — 5 luglio 2010 @ 17:37

  10. Grazie Hejoka, sono d’accordo, speriamo che il parlamento non approvi, ma teniamoci pronti…

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    Commento by Alessandro — 5 luglio 2010 @ 22:47

  11. Benedetta e Luisella hanno lavorato alla traduzione della sciagurata proposta del parlamentare Bishnu Pada Ray, doppio grazie ad entrambe, eccola qui:

    Le proposte del membro del Parlamento, Bishnu Pada Ray, al riguardo della tribù Jarawa, prelevate dai punti del suo ordine del giorno sottomesso alle autorità per lo Sviluppo dell’Isola prima della loro riunione di Luglio 2010.

    Futuro della tribù Jarawa:
    La popolazione Jarawa di circa 300 individui consiste in uomini e donne dalla pelle scura, piccoli di statura e simili ai loro cugini africani. Essi vivono in un misterioso isolamento nelle foreste situate al sud e al centro delle isole Andaman, fermi qualche parte nel tempo fra l’età della pietra e quella del ferro. Sono stati classificati come un Gruppo Tribale Primitivo nella Costituzione dell’India, essendo cacciatori-coglitori e, fino a poco tempo fà, ostili agli stranieri. Durante l’amministrazione britannica, una numerosa popolazione di Jarawa, a quei tempi sparsa attraverso tutto il gruppo di isole andamane, fu decimata in una battaglia sanguinosa.

    A causa degli effetti combinati delle unioni consanguinee, delle difficili condizioni di vita nella foresta d’Andaman e del loro abitato che si riduce costantemente, la popolazione Jarawa diminuisce d’anno in anno per arrivare ora appena a 300 individui. Date le loro abitudini di nutrirsi di raccolta e di caccia, il loro bisogno di terra per capita è molto grande. Malgrado che l’Amministrazione, guidata dalla decisione collettiva di esperti, abbia adottato una politica di isolamento /nessun contatto con il resto della popolazione, il fatto che siano diventati molto meno ostili ha favoreggiato frequenti scambi e interazioni di questa tribù con gli altri, sia in modo amichevole che litigioso.
    Di conseguenza, siamo di fronte ad una situazione conflittuale, cio’ che non pone un gran problema, ma dagli scambi amichevoli risulta l’apprendimento di conoscenze e di abitudini indesiderabili come un apporto di impurezza razziale. Si puo’ peraltro concludere che la politica di isolamento applicata dall’Amministrazione è completamente fallita e se la politica ed il trattamento attuali continuano, non ci vorrà molto tempo ad estinguere totalmente i Jarawa.

    Richiesta di prendere rapide e drastiche procedure per portare i Jarawa alle caratteristiche basiche d’integrazione.

    Esempio puo’ essere preso dal trattamento d’integrazione applicato alle tribù di Birhore e Sabar di Jharkhand nei distretti di Singhbhum e di Khunti.

    In poche parole, bambini dai sei ai dodici anni furono presi dalla loro tribù e tenuti in un ambiente scolastico normale, dove furono rapidamente introdotti all’igiene personale, l’uso di abbigliamento e fu insegnato loro a leggere e a scrivere. Essi furono ugualmente esposti ad abitudini culinarie di gente semplice e a divertimenti moderni come la televisione e i veicoli motorizzati. Dopo sei mesi, essi furono rimandati nella loro tribù e ricontattati dopo un mese. Ci si rese conto che essi avevano perso qualche indumento e abitudine imparata, si osservo’ che i membri di quella tribù avevano acquisito certe abitudini d’integrazione come l’igiene personale e l’uso di abiti.

    L’esercizio di scolarizzare gli stessi bambini fu ripetuto, questa volta su un più lungo periodo. Nel frattempo, i formatori si infiltrarono nelle tribù ed inculcarono loro nozioni di igiene personale, il porto di indumenti e come prenderne cura, condividere il cibo cotto e delle attività di base in agricoltura e orticultura. Il risultato finale è stato quello di formare tutta la popolazione in un villaggio identico a qualsiasi altro villaggio integrato di Jharkhand.

    Un simile trattamento drastico d’integrazione puo’ essere dato alla popolazione di Jarawa per assicurarne la sopravvivenza contro gli effetti nefasti di contatti spontanei d’integrazione incontrollata.

    Rimozione delle restrizioni allo sviluppo nelle zone di Riserve Tribali del sud e del centro Andaman.

    Due progetti vitali per il collegamento dell’Autostrada Nazionale e della Ferrovia che collega il Porto Blair con Diglipur, passando attraverso varie zone abitate del Sud, del Centro e del Nord Andaman fanno faccia a delle restrizioni a causa delle due strisce di terra della Riserva tribale della tribù Jarawa nel sud e nel centro di Andaman.

    Con tutta la nostra simpatia per i Jarawa, non troviamo che sia molto logico di fermare lo sviluppo di infrastrutture e di comodità per quattro popoli Iakh per provvedere risorse di terre per appena 300 individui in uno stadio primitivo di sviluppo. Anche altrimenti, l’attuale politica di isolamento dei Jarawa adottata dall’Amministrazione A & N non sembra essere di alcun beneficio per i Jarawa. Un modello di sviluppo/integrazione dei Jarawa è stato suggerito prima. È gran tempo che coloro che adottano le politiche siano illuminati e mettano in opera politiche giuste per la sopravvivenza della tribù Jarawa e non seguano l’opzione di moda. Cio’ leverebbe anche l’ostacolo posto allo sviluppo essenziale.

    Richiesta – Che le restrizioni imposte alle attività di sviluppo al livello del servizio del tronco di strada di Andaman per l’autostrada nazionale siano levate immediatamente. Che le restrizioni imposte come impedimento al procedimento dei lavori ferroviari per collegare il porto Blair a Diglipur siano immediatamente tolte per facilitare l’inizio del progetto. Cio’ richiederebbe di essere compiuto parallelamente all’integrazione fulminea dei Jarawa, ed assicurerebbe la sopravvivenza della Tribù come entità sfrontatamente minacciata nel contesto attuale.

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    Commento by Alessandro — 5 luglio 2010 @ 23:29

  12. Qualsiasi azione si cerchi di intraprendere cercherò di dare il mio massimo supporto. E’ incredibile che nel 2010 ancora siamo ridotti così….ma forse nemmeno troppo incredibile dovendo noi tutti esser cibo per questa macchina economica/religiosa infernale….

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    Commento by senza recinti — 6 luglio 2010 @ 00:13

  13. Senza recinti, non ti stupire!
    Purtroppo la vera civiltà non ha molto a che fare con le date!
    Mentre stavo lavorando alla traduzione della proposta, ho pensato che il mio inglese stesse vacillando molto più del previsto.
    Tutto quel “paternalismo” per cercare di mascherare la volontà di distruggere, semplicemente!
    I numeri però sono sconfortanti: 300 persone… ne sono state uccise a milioni, nei modi più vari, sono cancellati interi e unici ecosistemi…
    A luglio ci siamo, vediamo che cosa succede, ma non mi sento di essere ottimista.
    Alessandro dice bene, teniamoci pronti.
    Cerchiamo di agire, per quanto possibile.

    Ilaria (Luisella)

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    Commento by ilaria — 6 luglio 2010 @ 23:22

  14. [...] Read more: Nativi Americani.it » Blog Archive » Proposta shock: via i bambini … [...]

    Pingback by Nativi Americani.it » Blog Archive » Proposta shock: via i bambini … : Andamane — 21 luglio 2010 @ 13:57

  15. Ragazzi, dopo l’ennesima vicenda vergognosa riguarante popoli che sicuramente sono molto più civili e umani di chi si ritiene “intelligente” e “avanti”, oramai non mi meraviglio più di niente. L’unica cosa da fare è confidare nel Grande Spirito e sperare che le cose cambino (anche se ne dubito fortemente)!!!

    P.S.: più sento queste notizie e più vorrei esser nato Nativo Americano!!

    FreeSpirit

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    Commento by FreeSpirit — 23 luglio 2010 @ 14:29

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