Risarcimento ai Nativi d’America, parla Gilbert P. Douville
Alessandro giugno 15th, 2010
Vi riportiamo un’editoriale di Gilbert P. Douville, Lakota, pubblicato sulla rivista Hunkapi. Ringraziamo Vittorio Delle Fratte e Camilla Novelli per la segnalazione.
L’argomento a cui si riferisce è l’accoglimento da parte del Congresso di un Maxi risarcimento per la pessima gestione dei fondi federali a seguito di una causa intentata contro il Governo USA da parte di Elouise Cobell, denominata genericamente “Indian Trust funds” di cui avevamo dato notizia nel Dicembre scorso, e che adesso è stato approvato ufficialmente. Alla notizia è stato dato ampio eco in questo articolo de La Stampa. Nonostante sia una buona notizia, intesa in senso generale, vi sono anche delle ombre. Che dimostrano ancora una volta la superficialità con cui spesso vengono fornite le notizie ai lettori. Personalmente, nonostante varie segnalazioni dei lettori, che ringraziamo, non vi abbiamo dato molto peso. Ma vediamo qual’è l’opinione di Gilbert P. Douville su questo argomento.
Da: Rivista “HUNKAPI”, Genova, Gennaio 2010
GIUSTIZIA
Bene, un altro anno è passato e io, sorprendentemente, sono ancora qui. Così mi sono deciso a rientrare in questa ..”arena delle parole”.
Tanti eventi si sono succeduti, tanti cambiamenti si sono verificati dall’ultima volta che ho scritto qui un mio commento, ma la vita rimane comunque sempre più o meno la stessa. L’unica cosa che sento davvero un po’ come un problema è che sono lontano dalla cultura americana da così tanto tempo che temo di perdere “il polso” della situazione della gente comune. So che molte cose sono cambiate in America, mentre altre sono sempre uguali a se stesse. L’avvenimento più eclatante degli ultimi tempi è che l’America si è scelta un nuovo leader da seguire. E a questo punto io sono confuso: in passato molte Tribù Indiane si riferivano al Presidente degli Stati Uniti come al “Grande Padre Bianco”. Io ora non so bene come definire questo Barack Obama….tuttavia ”Grande Padre Mezzo-Bianco” penso possa funzionare. Sembra che abbia buone intenzioni per quanto riguarda i Nativi Americani. Nessun altro presidente prima di lui ha posto persone native in posizioni di…..ovviamente ha fatto tante promesse che devono ancora essere mantenute..vedremo. Molte delle sue azioni sembrano essere politicamente pianificate, come quella di far passare inosservate le “non-troppo-ufficiali-scuse” per il trattamento inflitto nel passato ai Nativi Americani: le ha nascoste tra le pieghe delle notizie sui recenti atti di appropriazione in Afghanistan, dove rimarranno nascoste e mai rese note al pubblico medio americano. Il che ci porta all’argomento centrale di questo editoriale.
Tantissime persone qui in Italia sono interessate alle Culture dei Nativi Americani e perciò seguono gli eventi e le cronache che li riguardano. Tra le notizie più recenti vi è quella secondo cui una grande quantità di denaro sta per arrivare ai Nativi Americani, e pare che tutti stiano per diventare ricchi.
Triste a dirsi, questo non accadrà. E vi voglio spiegare perchè.
Il “caso” di cui tanto si parla implica il risarcimento di circa 3.4 miliardi di dollari ai Nativi, in seguito a un caso del 1996, conosciuto come “Cobell contro Salazar”: Cobell rappresenta un gruppo di 500.000 individui che avevano in gestione territori indiani, che hanno intentato un’azione legale contro Salazar, che rappresenta il Dipartimento degli Interni degli Stati Uniti, responsabile di tutti territori delle Riserve Indiane. L’accusa, mossa appunto contro il governo, era di dissipazione, malversazione, appropriazione indebita e gestione amministrativa fallimentare dei territori indiani. Affinchè tutto sia più chiaro, devo spiegare che cosa si intende per Territorio Indiano e come funziona la proprietà dei terreni nelle Riserve. Fondamentalmente, esistono tre tipologie di giurisdizione sulla terra. Abbiamo le terre affidate alla Tribù, intesa come istituzione: si tratta di terre gestite dal Governo tribale; le terre assegnate agli individui, gestite da questi ultimi; le terre soggette a tassazione, gestite da indiani e non-indiani, sia all’interno che all’esterno delle Riserve. In tutti e tre i casi, gli Stati Uniti sono i legali proprietari della terra, mentre alle tribù vanno i proventi derivanti dallo sfruttamento delle risorse che su queste terre si trovano: gli affitti dei pascoli, i profitti che derivano dallo sfruttamento dei giacimenti minerali, dal legname, del gas naturale, del petrolio, dell’acqua, ecc. ecc. Ogni individuo o tribù che desideri in qualche modo gestire, vendere, affittare, insomma godere di queste risorse, deve avere prima il permesso del Governo e, nel caso specifico, il permesso del Dipartimento degli Interni.
Nel caso Cobell Vs. Salazar al Governo è stata mossa soprattutto l’accusa di pessima amministrazione. Secondo l’accordo che chiude il caso verranno creati un fondo di 1.4 miliardi di dollari destinati alle questioni contabili e amministrative, e un fondo di 2 miliardi di dollari per il Consolidamento dei Territori, fondo nel quale sono compresi 60 milioni di dollari destinati all’istruzione superiore.
I 500.000 individui che hanno intentato l’azione legale riceveranno circa 1.500 dollari ciascuno. Il resto rimarrà nel fondo amministrativo; il 25 % o più dell’importo totale finirà agli avvocati che hanno portato la causa in tribunale. Ma non è tutto. Prima che tutto questo accada, il verdetto deve ancora essere approvato dal Congresso: e nessuno può sapere quanto tempo ci vorrà, e poichè il Presidente non sta assolutamente facendo pressione sul Congresso, quest’ultimo può metterci tutto il tempo che vuole e anche di più. Esiste inoltre il rischio che il Congresso non avvalli il verdetto dei giudici e non autorizzi l’assegnazione dei fondi. Ma supponiamo che grazie a un miracolo il parere del Congresso sia favorevole. Il caso deve ritornare ancora una volta in tribunale, dove ogni singola sezione degli atti del caso deve essere studiata e riesaminata alla luce delle leggi vigenti. Una notifica sarà a quel punto inviata a coloro che hanno intentato la causa, e saranno tenute nuove udienze dove ci si accerterà che tutta la causa è stata gestita secondo i loro desideri. Se loro non saranno soddisfatti, allora la causa sarà portata dinnanzi ad un altro tribunale dove tutto avrà nuovamente inizio.
Ovviamente ci sono molti più dettagli di carattere legale che andrebbero spiegati, ma renderebbero il tutto ancora più incomprensible. Comunque, essenzialmente le cose stanno come vi ho descritto. Quindi non tutti i Nativi Americani beneficeranno di questo denaro, ma, forse, solo coloro che hanno fatto parte del gruppo che ha mosso l’azione legale contro il Governo. Comunque, se quei 1.500 dollari possono essere loro di aiuto, ben vengano.
Sta di fatto che noi Nativi Americani da sempre ci troviamo a combattere contro un Governo che vuole appropriarsi di ciò che abbiamo o che non vuole pagare per le ingiustizie che commette nei nostri confronti, o assumersene la responsabilità.
Gilbert P. Douville, Hetcetu yelo
Nella foto: a sinistra Gilbert P. Douville e a destra Elouise Cobell e Ken Salazar.
appro
Se ti è piaciuto questo articolo, assicurati di sottoscrivere il nostro feed RSS!






















Un abbraccio nel Sole dell’Estate ad Alessandro, Bianca e Gilbert!
Con lui ho parlato al telefono non più di sei o sette mesi fa!
Ci siamo conosciuti un giorno a Torino, ad una conferenza. Portavo al collo un ‘gioiello’ fatto da lui che ha ovviamente riconosciuto!
E’ vero che tanti si occupano delle varie Culture dei Nativi Americani in Italia.
Molti lo fanno con onestà. Altri con Emozione. Altri ancora con Ammirazione. Poi ci sono quelli che non hanno capito alcune cose, per esempio che noi NON siamo Nativi Americani. Ma questo fa parte anche dell’essere umani, anche se molti di noi cercano di far capire a questa gente che quale è la verità. Che non è quella dei film o di alcuni libri, ecc. ….
Io sono stato contento quando l’attuale presidente degli Stati Uniti ha vinto le elezioni, sembrava l’inizio di cambiamento, anche forte…. Probabilmente lo è! Ma è anche vero che l’America è l’America e che non cambierà idea facilmente su tante cose, sui Nativi poi, l’opinione pubblica ha pareri molto discordanti e la maggior parte di coloro con cui ho parlato, spesso non vuole neppure cominciare una discussione sui Nativi, neppure per darmi un loro parere. Quindi, credo non sarà facile niente di niente!
Penso sinceramente che le parole di Gilbert sono lo specchio della realtà.
Nessuno avrà niente o quasi. E noi dall’Europa non possiamo fare altro che farci sentire come in molti altri casi. Ma del governo americano non mi fido…. neppure del nuovo presidente, perchè ci sono interessi che dovrà o che dovrebbe mettere su di un piatto e porlo all’attenzione del congresso, che non sarà così umile e umano da aiutare chi ha bisogno, e neppure di rendere giustizia a chi ha subito torto, soprattutto da parte loro, da oltre 500 anni….
Un saluto a piedi nudi sulla coperta di mamma Terra. Adesso sono in Cina, ma la Terra è la stessa!….
Commento by Viene Scalzo — 15 giugno 2010 @ 15:32
Bisogna aver fiducia in Dio e aspettare che questo miracolo accada davvero.
Preghero’ per i nostri fratelli nativi affinche’ il buon Dio si decida a fare qualcosa per loro e non solo per la vittoria di questa causa, ma anche per altre innumerevoli ragioni
che hanno da centinaia di anni! Questo per adesso è quello che posso fare.
Saluti, Giovanni Nieto.
Commento by Giovanni Nieto — 15 giugno 2010 @ 20:13
sono un altra di quelle persone che è stata contenta della vincita delle elezioni in America di Barac, ho pensato che lui sarà l’unico che potrà dare una mano finalmente ai nativi, io ancora voglio crederci e spero che Obama faccia questo grande cambiamento a favore di loro, grazie Alessandro e Bianca e grazie anche a te Gilbert, un bacio
Commento by Straniera — 15 giugno 2010 @ 22:04
ho sperato che con l’elezione di Obama potesse cambiare qualcosa in maniera concreta per i Nativi in via positiva… e come dissi quel giorno “crederò quando vedrò le promesse mantenute”.. e spero sia la volta buona per i Nativi.
non mi pronuncio oltre.
saluti a tutti e un abbraccio
Commento by Wahinkpe — 16 giugno 2010 @ 18:22
Straniera ha scritto:
Commento by gabriele — 17 giugno 2010 @ 00:20
non c’è denaro che possa ripagare quanto subito per 500 anni e più….alla fine ci guadagnano solo gli avvocati come al solito, non ho minimamente fiducia nemmeno del nuovo presidente degli usa….scelto a mio avviso per il colore della pelle e solo per far immagine di bonarietà (finta come usualmente usa il popolo pseudo americano).Mio cognato (che vive vicino alle terre di Capo Giuseppe) dice che obama è la controfigura del nostro (meglio del loro degli italici) premier….tutte chiacchiere a mio avviso….penso che i nativi sarebbero più contenti di riavere la vera proprietà delle terre ( “proprietà” termine non adato ma che rende l’idea) su cui hanno camminato, cacciato, vissuto fin dal principio.
Non credo che sia necessario chissà quale congresso per far valere una giustizia così lampante….ma tutto ciò serve per far credere ancora per un pò di tempo che l’america è un paese democratico, libero ecc ecc….si è vero ma ERA tutto qusto…prima dell’arrivo dei “crociati”…ora è solo utopia…chiacchere…i fatti parlano…le parole servono a chi non sa fare i fatti…obama, a mio modo di vedere, è solo un altro burattino del sistema….lui non conta nulla!!!
Commento by senza recinti — 17 giugno 2010 @ 23:48
Non so, lo ammetto se i Nativi hanno avuto i maxi risarcimenti di cui si parla nel blog di Grillo e di cui vi allego il link, per poterne discutere con voi e intervenire, quindi, con più informazioni.
Certo è che, dopo aver letto il vostro di articolo, in merito alla causa in corso, qualche dubbio mi viene, se non altro, vista la situazione Odierna, non mi pare, in- somma, siano stati ripagati di nulla.
“per esempio negli Stati Uniti con il maxi risarcimento che gli Stati Uniti d’America hanno dovuto dare alle tribù degli indiani per esempio per fatti accaduti ben prima del 1861”
http://www.beppegrillo.it/2010/06/gaeta_e_wounded_knee/index.html
Credo che il problema principale, rispetto alla causa dei Nativi Oggi, è che la questione pare chiusa e definita.
-“Ossia: c’è stato un massacro? ai tempi, i film western mentivano? l’abbiamo capito. Di indiani ne sono rimasti pochi, nelle riserve. Ma ci sono ancora le riserve? Possiamo andarli a vedere?
Dicevo, ne sono rimasti pochi e quei pochi hanno avuto un maxi risarcimento.
Bene. Sorvoliamo se quei pochi sono alcolizzati o fanno soldi gestendo le case da gioco. C’è da capirli…
Se poi ci piace pensare alla loro cultura e ne approfittiamo per guadagnarci sopra (cure di bellezza, spot pubblicitari, anche da parte del governo ecc.) cosa importa? Non esistono più, sono stati sterminati. Poverini…a me gli indiani piacciono tanto…
E se non esistono più non mi pongo nemmeno il problema se con uno spot li posso offendere.”-
Credetemi, è la percezione dell’Oggi, che manca – manca soprattutto da parte di chi ha il compito di informare..
Voglio quindi dire che, il lavoro svolto in questo blog è infinitamente prezioso e ogni articolo è un pugno nello stomaco, che alla fine, credo fermamente, dovrà per forza arrivare nelle pance pasciute dei risponsabili dell’informazione, dell’istruzione e quindi nella coscienza dei cittadini.
Il blog di Grillo è altrettanto un laboratorio di informazione, che altrettanto fa un lavoro di ricerca minuzioso e preciso. Forse un po’ superficiale nell’accostare una situazione non conosciuta a un’altra altrettanto grave (Gaeta, altrettanto non conosciuta)?
Ora un sogno.
Per quanto concerne il risarcimento in corso voglio sperare non si risolva in un fuoco di paglia e voglio credere che la fiducia che non solo gli Stati Uniti ma anche in altre parti del mondo hanno riposto in Obama non venga tradita (non so davvero chi potrebbe dare più speranza, ai Nativi), voglio sognare che gli avvocati rinuncino alle loro parcelle e che si possa partire a ri-costruire qualcosa di nuovo, per i Nativi e per le generazioni a venire.
Voglio un bambino fiero oltre-misura delle sue origini.
Non svegliatemi, per favore.
Commento by Luna Rossa — 19 giugno 2010 @ 13:24
Stando all’artico de La Stampa (non so se questo corrisponda poi al vero), trovo abbastanza ridicolo che si affermi il diritto ad un rimborso per l’esproprio di alcuni territori e poi si dichiari che una parte dello stesso non verrà liquidato ma utilizzato per il pagamento dei territori stessi al fine di restituirli ai Nativi Americani!
Se c’è stato un esproprio (il “se” è soltanto di forma) allora il rimborso deve essere il territorio espropriato + una quantitativo di denaro consono al mancato sfruttamento dello stesso da parte dei Nativi Americani, oltre un valore aggiuntivo che potremmo avvalorare sotto il termine di “penale”.
I soldi non potranno mai compensare il male subito dai Nativi Americani, ma sono convito che i loro figli ed i figli dei loro figli ne potranno beneficiare al meglio.. vivendo e crescendo liberamente su territori che sono loro (e in fondo di ognuno di noi) da sempre..
Commento by gioby1 — 24 giugno 2010 @ 11:21