La vergogna del Columbus Day
Alessandro ottobre 8th, 2007

6 Ottobre 2007: le proteste contro la celebrazione del Columbus Day hanno portato ad alcuni arresti: circa 75 dimostranti, incluso l’attivista indiano Russel Means, sono stati fermati Sabato dopo che avevano bloccato – nel centro di Denver – la Parata in onore dello “scopritore” Italiano Cristoforo Colombo, definita come “la celebrazione di un genocidio” (Segnalazione di Camilla, www.msnbc.msn.com, sez. U.S. News). La vergogna continua… dovremmo vergognarci di continuare a sostenere l’ipocrisia di questo giorno dedicato “all’orgoglio italiano”… non c’è orgoglio nell’arrestare persone che civilmente manifestano per ristabilire verità e giustizia storica. Nativi Americani.it è al fianco di tutti gli Attivisti Nativi Americani e di tutte le associazioni e persone che vogliono porre fine a questa celebrazione impropria. BASTA!
Leggi il comunicato di Nativi Americani.it sul Columbus Day







































E’ come se ogni anno si riaprisse una ferita che stenta a rimarginarsi:è questo il Columbus day. Onore ai nativi.
Commento di powaqa — 8 ottobre 2007 @ 10:46
Questa è l’ “America”, il loro “sogno americano” è divenuto e rimarrà l’ “INCUBO” per un intero Popolo. Popolo che tuttora deve ancora subire le prepotenze e le cattiverie in nome di una libertà che già avevano e come purtoppo, la storia ci ha insegnato, si è trasformato in schiavitù. Basta con i soprusi. Onore al Grande Popolo.
Commento di Raptor — 8 ottobre 2007 @ 11:40
Al TG3 delle 19 hanno fatto un servizio sul Columbus day e non hanno fatt mimimamente accenno alla comtromanifestazione degli Indiani.
Sdegnato ho scritto alla redazione:
Gentile redazione,
premetto che sono un ascoltatore che ha il TG3, e tutti i servizi e trasmissioni di approfondimento, come unica fonte di notizie perché ritengo la redazione giornalistica del TG3 l’unica obbiettiva in questo squallido panorama informativo televisivo e non.
Ho sempre considerato la Sig.ra Botteri come una giornalista attenta che non si è mai soffermata alla notizia “giornalistica” ma che è stata sempre attenta ad entrare in dettagli difficilmente riscontrabili nelle notizie date da altri. Notizie sempre complete senza timori reverenziali o di diventare impopolare.
Cosa che non ho potuto constatare questa sera.
Ho appena finito di guardare il TG3 e tra le notizie c’è stata anche quella sul Columbus day svoltosi sabato 6 a Denver.
Il servizio sul Columbus day, organizzato dalla comunità italiana in america, è iniziato con la messa in onda di immagini festose, bande musicali che suonavano, bandiere italiane e americane che sventolavano e si intrecciavano e striscioni inneggianti alla scoperta dell’america.
Il servizio si è poi, soffermato lungamente sulla diatriba tra Spagna ed Italia che si contendono la paternità di Cristoforo Colombo. Il “navigatore” tirato per la giacca dall’Italia e dalla Spagna finché è venuta fuori anche la notizia che il Colombo fosse un ebreo rifugiatosi in Spagna.
Insomma, chi più ne ha più ne metta e, ciliegina sulla torta, la messa in onda della foro del mio, purtroppo, conterraneo Clemente Mastella a rappresentare il governo italiano e, non plus ultra, la notizia che la moglie del ministro Mastella è una italo-americana.
Questa la sintesi del servizio da voi messo in onda; fino a quel punto veramente deprimente.
Ma era successo un’altra cosa sabato 6 ottobre a Denver.
C’erano altre migliaia e migliaia di persone che contestavano il Columbus day: erano Nativi Americani.
Non oso pensare che questa notizia sia potuta sfuggire alla Botteri che, come dicevo, ritengo una delle giornaliste più brave del contesto informativo italiano
La contro-manifestazione è stata indetta dai Nativi americani per rendere giustizia alla storia che vede Cristoforo Colombo come un eroe per l’America e l’Europa ma che, in realtà, con l’approdo sulle coste americane del 12 ottobre 1492, è stato l’iniziatore del più grande genocidio che la storia dell’uomo ricordi.
Lo sterminio fisico di oltre 10 milioni di Nativi Americani a cui è stata tolta la terra e la dignità di popolo che ancora oggi, nella cosiddetta “democrazia più grande del mondo”, continua a compiersi perché, quella stessa “democrazia”, non riconosce i diritti ad un popolo che ha sempre vissuto su quelle terre e che, anzi, li ghettizza in territori chiamati “riserve” lasciandoli al loro destino nella più atroce devastazione della dignità umana che si consuma tra alcool, droga e miseria.
La repressione della polizia americana non si è fatta attendere ed ha portato in carcere 83 Indiani d’America (qui se volete “approfondire” la notizia http://slapstickpolitics.blogspot.com/2007/10/columbuspalooza-2007-columbus-day.html ) tra cui Glen Morris e Russel Means il quale alla domanda della polizia di chi avesse autorizzato la manifestazione ha risposto “Su questa terra non abbiamo bisogno di chiedere permessi”
In questa semplice frase è rinchiusa la sintesi di un legittimo quanto civile dissenso che, seppur senza morti come in Birmania, non riesce a trovare riscontro nella comunità internazionale asservita agli Stati Uniti d’America.
Ho fiducia, e spero, che tra gli asserviti non ci sia anche il TG3 che mi ha nascosto questa importante notizia.
Ho fiducia che in un giorno non lontano possiate fare una trasmissione di approfondimento sulle condizioni degli Indiani d’America così come è stato fatto, giustamente, per il popolo Birmano insorgente.
Commento di Tankasi — 8 ottobre 2007 @ 21:51
Grazie a tutti voi per ragionare con le vostre teste, grazie Tankasi per la tua personale iniziativa che approvo nei modi e nei contenuti. Spero presto che venga fuori, dalla riunione dell’associazione pro-nativi “Il Cerchio” aperta a tutte le associazioni il comunicato ufficiale congiunto sul Columbus Day a cui abbiamo lavorato e che se, approvato da tutti, sarà diffuso il più possibile. In questo ognuno di noi potrà fare la sua parte aiutandoci a darne la massima diffusione.
Commento di Alessandro — 9 ottobre 2007 @ 08:52
Ciao a tutti, i compromessi soprattutto nei “media” ci sono sempre stati a danno della giusta informazione, e spero che, con questo richiamo garbato da parte di Tankasi, possa una rete di Stato dare la giusta e sacrosanta notizia di ciò che è successo “dietro le quinte”. Purtroppo certe informazioni non vengono fornite nemmeno da una certa parte di “rete on-line”……ma questa è un’altra storia. Ad Alessandro voglio dire che, nel mio piccolo, se ricevo tutte le informazioni per quanto riguarda la diffusione del comunicato farò con piacere ed orgoglio la mia parte. Come sempre ripeto “se non se ne parla nessuno ne parla”. Un saluto a tutti. Mauro
Commento di Raptor — 9 ottobre 2007 @ 09:55
Grande Tankasi!
Commento di powaqa — 9 ottobre 2007 @ 10:51
Ciao Tankasi, grazie anche da aprte mia. Approvo la tua iniziativa e speriamo di ricevere una risposta!
Commento di Bianca — 9 ottobre 2007 @ 11:32
Alessandro, hai tutta la mia stima ed il mio apprezzamento per questo tuo post.
Grazie, dal profondo del cuore.
Purtroppo in Italia gli alti papaveri usano questa manifestazione razzista come passerella per inamicarsi i voti degli italo americani.
Che schifo vedere Mastella e soci…. a volte mi vergogno di essere italiano.
Ho letto le “buone notizie” su hunkapi. Gli 88 arrestati sono stati scarcerati su cauzione.
Grazie tankasi, bella la tua lettera ….. anche se temo che i mediatici media….
Commento di gericho — 9 ottobre 2007 @ 12:20
Se volete vedere qualcosa relativo alla manifestazione………..
http://www.youtube.com/watch?v=4nD4bLffZ7I
……inoltre ho potuto constatare che cercando su internet notizie in italiano, sulla contromanifestazione non si trova nulla. ciao
Commento di Raptor — 9 ottobre 2007 @ 12:34
se volete vedere il lato oscuro dell’america..
ECCO DAL VIVO LA FAMOSA DEMOCRAZIA CHE L’ AMERICA ESPORTA, O VORREBBE ESPORTARE, IN MEZZO IL MONDO.
SI CAPISCE UN PO’ MEGLIO PERCHE’ IN AMERICA NON CI SONO PRATICAMENTE MANIFESTAZIONI, PROTESTE DI PIAZZA ET SIMILIA…E’ DUNQUE PER LO STESSO MOTIVO PER CUI NON CE NE SONO, TRANNE RARISSIMI CASI, IN IRAN, IN RUSSIA O IN CINA.
NOTARE CHE TRANNE LE URLA DI UNA RAGAZZA ALLA FINE DELL’ ARRESTO E SOLO DOPO L’ USO DEL TASER, NESSUNO DI TUTTA L’ AULA UNIVERSITARIA HA MOSSO UN DITO!
ANCHE E SOPRATTUTTO QUESTI SONO GLI AMERICANI DI OGGI, GUIDA “ILLUMINATA”
DEL NOSTRO MONDO.
E POI IL V-DAY DI BEPPE GRILLO SAREBBE DA QUALUNQUISTI…SE L’ ALTERNATIVA E’ QUESTA ALLORA MEGLIO QUALUNQUISTI CHE LOBOTOMIZZATI SOTTOMESSI DA NAZISTI!
ALMENO DA NOI C’ E’ ANCORA QUALCUNO CHE RAGIONA E ALZA LA TESTA…PER ORA…
http://la-tela.blogspot.com/2007/10/il-governo-statunitense-e-lo-strano.html
Commento di gericho — 9 ottobre 2007 @ 14:23
Sono felice che condividiate i contenuti del mio piccolo contributo.
E’ stato forte lo sdeno ed è stato troppo difficile, per me, trovare parole civili per poter rappresentare la mia amarezza ad un TG della TV pubblica peraltro considerato da me come l’unico telegiornale capace di dare voce alle minoranze.
Non è stato così in questo caso. Perchè?
Il filmato proposto da Gericho lo avevo visto ed anche io avevo fatto la stessa riflessione.
Quel popolo è stato già “educato” a vivere sottomessi al potere.
Ciao
Pino
p.s. ancora non ho ricevuto alcuna risposta dalla redazione del TG3
Commento di Tankasi — 9 ottobre 2007 @ 14:49
Dopo aver visto il filmato postato da Gericho, a parte la donna alla fine, ma gli altri c……i sorridenti che c’erano in aula cosa hanno fatto??? Penso che in quel momento chiunque civile e intelligente avrebbe fatto qualcosa….però il non voler passare da disturbatore ed apparire agl’occhi del potente come amico (lecchino dalle miei parti) è stato più forte che condividere una protesta (civile ed educata nei modi, visto che erano domande), come accade qui in Italia con i vari mass-media (carta stampata e televisione, non tutti ma tantissimi). Si parla di popolazioni povere in stati ricchi, mai di USA, mai di Nativi negli USA. La Libertà è un concetto sconosciuto agli USA, conoscono solo la loro Libertà che nel mondo civile si chiama Oppressione! Ciao Mauro
Commento di Raptor — 9 ottobre 2007 @ 16:09
Ho potuto appurare che, per esigenze editoriali, non è stato possibile mandare in onda tutto il servizio sul Columbus day da parte della giornalista Giovanna Botteri nell’edizione delle 19 del TG3.
Il servizio integrale è andato in onda a mezzanotte è un quarto.
Lei ha documentato tutto, dai pestaggi agli arresti alla bambola che rappresentava il genocidio.
Ha detto che, in qualche modo, mi metterà in condizioni di vedere tutto il servizio e che è rimasta dispiaciuta del fatto che non avevo visto tutto il servizio che aveva fatto.
Appena avrò il servizio troverò il modo di condividerlo con voi.
Un abbraccio a tutti
pino
Commento di Tankasi — 9 ottobre 2007 @ 21:19
Ciao Tankasi e Grazie, semplicemente Grazie!
Ciao a tutti, Mauro.
Commento di Raptor — 10 ottobre 2007 @ 08:24
Grazie a tutti voi, anche se in tardo orario almeno il servizio completo è andato in onda, sarebbe una buona cosa poterlo pubblicare. Questo è lo spirito di Nativi Americani.it, e voi lo avete compreso in pieno con i vs interventi e contributi. Informare là dove tutti oscurano è un’esigenza prioritaria e un lavoro utilissimo. Ringraziamo qui pubblicamente tutti voi lettori del Blog perchè ci state aiutando e non poco a costruire un punto di informazione sui Nativi Americani che esca dagli stereotipi facili. Niente sensazionalismi ma piccoli passi in avanti in questa direzione, grazie di nuovo. Alessandro e Bianca.
Commento di Alessandro — 10 ottobre 2007 @ 08:55
Grazie anche da parte mia Tankasi. E grazie anche anche a Gericho per il video che ancora non avevo visto. Fa venire i brividi e sembra quasi una scena da Cile di Pinochet. Ma non c’è da sorpendersi, un Paese come gli Usa, che è nato utilizzando violenza ed inganno, come potrà mai capire e fare suo, il vero significato della parola democrazia. Come potrebbe mai esportare Diritti Umani, una Nazione che da due secoli non fa altro che violarli (persecuzioni e abusi razziali,guerre e bombe atomiche, pena di morte, torture sui detenuti scomodi, colpi di stato e dittature in Paesi in via di sviluppo, multinazionali ingorde ecc.). Il vero volto dell’America è questo, aimè!
Un saluto ed un abbraccio a tutti voi.
Commento di powaqa — 10 ottobre 2007 @ 09:27
NON HO PAROLE SOLO LACRIME AGLI OCCHI GRAZIE TANKASI
Commento di Virginia — 10 ottobre 2007 @ 10:35
GRAZIE, TANKASI !!!!!!! SEI GRANDE!!!
Commento di gericho — 10 ottobre 2007 @ 10:58
FORSE PERCHE’ LA RAIDISTATO CONSIDERA IL TUO SDEGNO UNA VOCE FUORI DAL CORO…PERCHè NON SCRIVIAMO TUTTI ALLA RAI3?
Commento di Virginia — 10 ottobre 2007 @ 11:10
Appoggio pienamente l’idea di Virginia e non solo scrivere alla RAI ma anche a MEDIASET, a LA7, per richiedere dei programmi che trattano la situazione odierna dei Nativi, nelle Riserve e non, e della mancanza di APPOGGI UMANITARI da parte del governo USA e dei vari governi di tutto il mondo. Far capire che è IMPORTANTE perchè si parla di DIRITTI NON RICONOSCIUTI E DI VIOLENZE FISICHE E MENTALI TACIUTE!!!
IO VOTO SI! Ciao, MAURO.
Commento di Raptor — 10 ottobre 2007 @ 11:45
Questa idea mi frulla in testa da tempo, ma occorre un pò di tempo per scrivere la lettera da inviare quindi se siete d’accordo vedo di scriverla, poi ognuno di voi la leggerà e se vorrà potrà dire la sua, giunti quindi alla versione finale che spero sia veloce la mandiamo. Partiamo fin da adesso senza illusioni di grandi risultati, ma credo sia un atto dovuto, vista l’inesistenza di questi popoli nei palinsesti dei media e nelle cronache. Se avete altre idee o opinioni scrivete qui…
Nel frattempo ecco come viene illustrato il Columbus Day
Commento di Alessandro — 10 ottobre 2007 @ 12:32
Denver, italo-americani e attivisti indiani si scontrano sul Columbus Day, questo l’articolo de LA STAMPA
Commento di Alessandro — 10 ottobre 2007 @ 12:55
Sempre dalla rete un commento critico sul Columbus Day http://settoredemokratico.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1640164
Commento di Alessandro — 10 ottobre 2007 @ 12:57
Altro su http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=23856
Commento di Alessandro — 10 ottobre 2007 @ 13:08
Ringrazio io tutti voi che condividete con me questo bisogno di verità e di giustizia.
Appoggio anche io l’idea di scrivere ai mass-media.
Cosa che stiamo facendo anche con un altro gruppo.
Aspetto, come altri penso, il comunicato congiunto con “Il Cerchio”.
Spero che quel documento possa diventare un punto di partenza per rilanciare la richiesta di giustizia e l’applicazione della risoluzione dell’ONU per il riconoscimento dei diritti umani anche per i Nativi Americani.
Un abbraccio
pino
Commento di Tankasi — 10 ottobre 2007 @ 13:32
Festeggiare il Columbus Day vuol dire legittimare secoli di abusi e la nascita di uno stato assassino che persevera nei suoi errori!
Io condivido il pensiero di tutti voi e concordo pienamente con le proposte avanzate a riguardo.
Commento di Penna di Corvo — 10 ottobre 2007 @ 18:13
CIAO FRATELLI GRAZIE
Commento di Virginia Vianello — 11 ottobre 2007 @ 08:04
gli indiani hanno protestato anche altrove:
Lawrence, KS: Indigenous Community takes on Columbus Legacy
by Dave Strano, Kansas Mutual Aid
On a clear October Monday in Lawrence, Kansas, the streets of
downtown were filled with nearly 200 people protesting the
celebration of Columbus Day. Most of the marchers were students of
Haskell Indian Nation University, the only 4 year native college in the nation.
Initially founded as a boarding school for kidnapped native youth,
the school served in a broad campaign bu the U.S. Government to break
native youth of cultural and traditional beliefs and values in favor
of embracing whiteness and white culture.
Though still run by the Bureau of Indian Affairs, the school has
become a place for native youth from across the country to discover a
shared cultural identity, and in recent months, has become a hotbead
of anti-colonialist organizing within the Midwest.
The march on October 8 was a product of the organizing and effort of
several Haskell related clubs and organizations that have demanded
that the celebration of Columbus Day ends, and is instead replaced by
the celebration of “Indigenous Peoples Day”, a celebration already
practiced in parts of California and the entirety of South Dakota.
Spearheaded by Haskell’s American Indian Studies (AIS) club, the
march was also actively supported by other local social justice
organizations, including the Kansas Mutual Aid anarchist collective
and the Lawrence Coalition for Peace and Justice.
The day started with a rally in South Park, with speakers that
included elders and native leaders, Haskell faculty and students, and
key organizers within the local native community.
After the gathering in South Park, the streets became alive with with
sign, banners, chants and drums. The march proceeded down the length
of the downtown economic corridor, along Massachusetts Street to
chants of “We will never go away, this is Indigenous Peoples Day” and
“Fight imperialism, fight genocide, no more Columbus Day.”
The march was escorted by police officers and agents from the
Department of Justice. Police Chief Ron Olin, a long time
anti-leftist that teaches counter-terrorism courses at the local
University of Kansas was on hand to observe the march as well as
several undercover police officers. They included Detective Warren
Burkett, a local police officer that has been admittedly assigned to
collect information on local anarchists, anti-imperialists, and other
radicals. Obviously, the march and related events were taken very
seriously by law enforcement at the local and even national level.
Haskell senior Jimmy Beason, local anti-colonialist organizer, said
of the event, “It’s a time for celebration. We’re still here, we’re
still resisting.”
The day’s events concluded at Haskell, where participants took part
in “teach-ins”, film showings, presentations, a potluck and
discussions concerning the demonstration and the march.
The march and related events had three specific goals:
To bring enlightenment to the atrocities of Columbus, not the
storybook version mainstream education teaches
To educate the public that the government is constantly trying to
negate the responsibility it has toward Native peoples
To work toward a permanent change in Lawrence from Columbus Day to
Indigenous Peoples Day
Nearly a week before the march, members of the AIS club had presented
a proposal to the Lawrence City Commission to proclaim Columbus Day
as Indigenous Peoples Day. The City Commission denied all
accountability to the native community by ignoring the request and
failing to take any action. Mayor Sue Hack commented, “I think you
are exactly right about the history, but our policy has been to not
use proclamations to make a political stand or do something that the
state should change.”
This statement came despite Mayor Hack herself signing over a dozen
proclamations about the names of days and weeks to be celebrated in
Lawrence, including a proclamation signed by her to proclaim Tuesday
May 15, 2007 as “Peace Officer’s Memorial Day.
The name change move wouldn’t have been unprecedented. In 1992, the
city declared it American Indian Day, but the tradition didn’t stick.
The move is less likely to occur today, at a time when the City
Commission is dominated by pro-development candidates representing
local developers and their interests.
The march and other recent events illustrate a new trend within the
radical movements in Lawrence, a notable alliance growing between the
mostly white working class anarchist movement and the native
decolonization movement. For the past months, the local movements
have co-hosted events, met together frequently, and offered each
other much needed support on programs and initiatives being organized locally.
As the lines in the sand are drawn even more clear between those in
power and those struggling for dignity and survival in Lawrence, the
work of organizers in the local native community as well as the
alliance and overlap now being fostered between the native and
anarchist movements will continue to grow and become more potent.
This movement of movements is not likely to recede until self
determination, dignity, and liberty come to all peoples.
Commento di gericho — 11 ottobre 2007 @ 09:11
Ciao a tutti, come già vi ha scritto Ale, anche noi ci è venuta l’idea di scrivere a tutte le reti, vedo che siamo tutti d’accordo nel farlo e sono davero felice di questo.
Tankasi ha sritto:
non è stato possibile mandare in onda tutto il servizio sul Columbus day da parte della giornalista Giovanna Botteri nell’edizione delle 19 del TG3.
Il servizio integrale è andato in onda a mezzanotte è un quarto.
Questa risposta è scontata, pensateci bene perchè scegliere di fare vedere la parte “bella” e non scegliere la parte più cruda e reale da far vedere a tutti gli italiani?
Perchè mandare servizi initegrali ad un’ora tarda, la dove la maggior parte delle persone se ne stanno tra le braccia di morfeo? E i giovani sono in giro con i loro amici?
Questo mi fa arrabbiare, il servizio andava mandato in prima serata dove molte più persone sarebbero venute a conoscenza della realtà e invece ancora una volta si vuole nascondere. Anche io seguo molto Rai tre ed ho notato che i servizi più ineteressanti ci sono alle ore più assurde ad sempio la mattina quando la maggior parte delle persone sono a lavoro e la notte. E spesso non sono pubblicizzati.
Già che scriviamo, potrebbe essere un argomoneto da far notare che ne dite?
Ciao a tutti e grazie per la vostra collaborazione!
Commento di Bianca — 11 ottobre 2007 @ 10:34
Ho visto il filmato “di Gericho” avrei tante parole ed è meglio che me le tengo per me….la democrazia non esiste….. .E il dirirtto di esprimere un opinione, fare delle domande….. .
Commento di Bianca — 11 ottobre 2007 @ 10:49
Anch’io la penso come Bianca!E’ vero, la maggior parte dei documentari o dei programmi di approfondimento o di denuncia vengono trasmessi a tarda, se non tardissima, ora…uffa!Dai diamoci da fare!
ciao ciao a tutti!
Commento di powaqa — 11 ottobre 2007 @ 10:57
Scusate perchè non proviamo con un trasmissione giornalistica per testare l’effetto, ho pensato a Mediaset e nello specifico a Terra (non esprimo giudizi a riguardo nè buoni nè brutti) e iniziamo a capire come và, che ne dite, che ne dici Alessandro?
http://www.tg5.mediaset.it/terra/terra.shtml
Ciao, MAURO
Commento di Raptor — 11 ottobre 2007 @ 12:15
Secondo me mediaset non è l’emittente più adatta a questo tipo di notizie…rai3 è molto molto più libera…xò tentar non nuoce…
Commento di powaqa — 11 ottobre 2007 @ 12:19
Anche io sono perfettamente d’accordo con quello che dite.
La cosa importante che è accaduta è che quel servizio, così come è stato mandato, non è passato a noi inossercvato ed abbiamo protestato (altri TG non hanno nemmeno ripreso la protesta dello Stop Columbus day).
Penso che per la redazione del TG3 non è stato bello ricevere lettere di protesta proprio perchè è sensibile a certe tematiche e non si capisce perchè mandare un sercvizio monco alle 19 e poi trasmetterlo integralmente ad orari possibili per chi, come me, si alza alle 5 e mezzo per andare a lavorare.
Quindi è importante, da ascoltatori attenti, che certe cose non siano sottaciute e mettere di fronte alle proprie responsabilità chi decide cosa e come mettere in onda.
Io continuo ad avere fiducia in quel telegiornale anche se sarò più critico nei miei giudizi.
ciao
pino
Commento di Tankasi — 11 ottobre 2007 @ 12:26
Non esistono emittenti più o meno adatte, esiste la nostra voce e se rompiamo le scatole a tutti prima o dopo qualcosa accadrà! ALZIAMO LA VOCE O SCRIVIAMO IN GRASSETTO……..CIAO, Mauro.
Commento di Raptor — 11 ottobre 2007 @ 12:30
Ma è giustissimo scrivere a tutte le reti, solo che credo che l’unica emittente che potrebbe accogliere le nostre istanze (perchè più obiettiva di altre…e perchè più sensibile a certi temi) potrebbe essere solo rai3.Ma la voce grossa va fatta, hai ragione Raptor!Anche volendo parlare di documentari storici, fino ad ora ne ho visti pochissimi che parlassero dei nativi e dei massacri perpetrati su di loro…parlano sempre e solo delle stesse civiltà che, per quanto grandi e magnifiche, conosciamo già!
ciao
Commento di powaqa — 11 ottobre 2007 @ 12:46
CIAO RAI3 PRIMA E POI MEDIASET ECC (TANTO MEDIASET SE FA è PER SCOPIAZZARE E SE NN LE DIAMO DA SCOPIAZZARE NON SI MUOVE-OLTRE A QUESTIONI DI PANCIA..LA MIA)-RAI3 PER PRIMA AGGIUNGENDO CHE 8LA SOLITA COSA) VOGLIAMO AVERE INFO DI QUALITA’ PERCHE’ PAGHIAMO ECC
CIAO
Commento di Virginia Vianello — 11 ottobre 2007 @ 15:18
SU AGENZIA STAMPA ESTERO HO TROVATO 2 NOTIZIE
10/10/2007 ore 18.06
Italiani nel mondo
MATURI I TEMPI PER RIPENSARE IL COLUMBUS DAY: NERI (DL) DOPO L’ARRESTO PER PROTESTE A DENVER DI 80 INDIANI
ROMA\ aise\ – “Apprendiamo dalle agenzie di stampa che a Denver, Colorado, 80 Lakota-sioux sono stati arrestati per un’iniziativa di protesta contro la manifestazione del Columbus Day, e per aver gettato pupazzi “insanguinati” tra i partecipanti”. A riferirlo è Luciano Neri, Consigliere politico del Ministero degli Esteri e membro del Cgie secondo cui tra gli arrestati c’è anche Russel Means, storico leader dell’American Indian Movement e attore co-protagonista del famoso film “L’ultimo dei Mohicani”.
“Qualcosa di analogo, in forme molto minori – ricorda Neri – era successo ad una parade dello scorso anno alla quale ero personalmente presente. La sfilata ufficiale da una parte con ragazze scosciate che saltavano mimando improbabili balli, macchine fiammanti di diverse fogge e marche, non solo italiane,banda musicale etc. Dall’altra un piccolo gruppo di indiani che suonava tamburi rituali e inalberava uno striscione con su scritto “Genocide is nothing to celebrate”. Non c’è niente da celebrare in un genocidio”.
“È del tutto evidente – argomenta Neri – che gli italiani con il Columbus Day non celebrano un genocidio ma ricordano a se stessi e agli altri, attraverso una figura ed un rito collettivo, una identità, la loro “italicità”. Come è altrettanto evidente e comprensibile che i nativi americani, come le popolazioni indigene di tutto il continente americano,vivano dal loro punto di vista la celebrazione di quella data e di Cristoforo Colombo con spirito esattamente opposto”.
“I nativi – riflette il consigliere del Cgie – identificano in quell’evento, in quella data e in quella persona, l’inizio della loro tragedia, l’inizio di un genocidio che ha determinato sofferenze immani, lo sterminio di milioni di persone e l’estinzione della gran parte delle popolazioni e nazioni indigene del continente americano. Quello che l’Europa celebra come scoperta gli indiani ricordano come conquista”.
“Occorre riflettere. Oggi – sottolinea Neri – la storia non può più essere utilizzata per conflitti ideologici che non ci sono più, è finita, speriamo per sempre,la contrapposizione tra Est e Ovest, tra opposte ideologie. È matura la possibilità di analizzare la storia con serena imparzialità, senza sensi di colpa né rimozioni ma come concreta possibilità per acquisire utili insegnamenti per noi tutti che oggi navighiamo a vista in questo mondo sempre più interdipendente, sempre più violento e sempre più a rischio”.
“La mia utopia concreta – prosegue – è che si possa arrivare ad un modo diverso di celebrare il Columbus Day, facendo coincidere l’evento con tante iniziative comuni tra Italia, Europa e popolazioni native dell’America, un momento intenso di incontro, di condivisione e di riflessione. L’Italia si farebbe portatrice così di una proposta dallo straordinario valore morale e politico. Peraltro il nostro Paese, che pure ha dato i natali a Cristoforo Colombo, non è direttamente responsabile di una colonizzazione che è stata storicamente portata avanti dagli inglesi nel Nord America e da spagnoli e portoghesi nel Centro e Sud America”. “Oggi – aggiunge Neri – questa riflessione è diffusa anche ai più alti livelli istituzionali ed accademici degli Stati Uniti d’America. Numerosi docenti nativi gestiscono corsi e cattedre nelle principali Università americane. Per questo – conclude – sarebbe altrettanto interessante,ad esempio, l’attivazione di accordi interuniversitari che potrebbero portare tanti studenti a conoscere direttamente le realtà contemporanee della vita nelle riserve e nelle comunità indo-americane di oggi”. (aise)
11/10/2007 ore 11.33
Italiani nel mondo
SERACINI (UDC USA) REPLICA A NERI (DL): IL COLUMBUS DAY CELEBRA “SOLO” L’ORGOGLIO DELL’EMIGRAZIONE ITALIANA IN USA
ROMA\ aise\ – “Sono rimasto esterefatto a leggere la nota mandata a tutte le agenzie da Luciano Neri, rappresentante della Margherita al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) e consigliere politico del Vice Ministro degli Esteri con delega degli italiani all’estero Franco Danieli, intitolata: “maturi i tempi per ripensare il Columbus Day”!. Proprio nel giorno della celebrazione dei sacrifici e dei successi dell’emigrazione italiana negli Stati Uniti che, non a caso, sono stati riconosciuti e ufficializzati da una risoluzione comune del Congresso Americano, promulgata dal Presidente Bush come festa nazionale con tanto di onore della bandiera a stelle e strisce esibita su tutti gli edifici pubblici, dall’Italia un uomo politico con responsabilità di Governo, anche se indirette, che siede in un organismo che è stato creato per difendere e rappresentare gli italiani nel mondo, fa delle dichiarazioni che offendono la dignità di generazioni di italiani che sono dovuti emigrare in questo grande Paese che li ha accolti!”. Questa la replica di Massimo Seracini, deputato dell’UDC USA, alla nota di Luciano Neri, rappresentante della Margherita al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) e Consigliere politico del Ministero degli Esteri, che denuncia l’arresto del leader dell’American Indian Movement e attore co-protagonista del famoso film “L’ultimo dei Mohicani” per un’iniziativa di protesta contro il Columbus Day. (vedi AISE del 10 ottobre h. 18.06)
Neri nella sua nota sottolinea che “oggi la storia non può più essere utilizzata per conflitti ideologici che non ci sono più, è finita, speriamo per sempre, la contrapposizione tra Est e Ovest, tra opposte ideologie”. La sua speranza “è che si possa arrivare ad un modo diverso di celebrare il Columbus Day, facendo coincidere l’evento con tante iniziative comuni tra Italia, Europa e popolazioni native dell’America, un momento intenso di incontro, di condivisione e di riflessione”.
“Per lui gli “indiani” sono più importanti degli italiani in America! “, continua Seracini.
“Le loro motivazioni di protesta contro di noi”, afferma il parlamentare dell’UDC, “fieri eredi naturali di Colombo sono legittime, e le sfilate nelle città americane per il Columbus day sono un’offesa: “non c’è niente da celebrare in un genocidio” afferma testualmente, e le racconta in una maniera così provinciale, che rasenta il ridicolo dimostrando di non conoscere le semplici tradizioni popolari americane: “ragazze scosciate che saltavano mimando improbabili balli, macchine fiammanti di diverse fogge e marche, non solo italiane, banda musicale, etc”
“Ma vogliamo proprio scherzare?”, diceva Totò, o questo signore è veramente convinto che gli italiani negli Stati Uniti sono colpevoli verso gli American Indians?”, si chiede Massimo Seracini.
Neri, secondo Massimo Seracini, “vorrebbe addirittura cambiare e snaturare la “nostra festa” e trasformarla “in tante iniziative comuni tra Italia, Europa e popolazioni native dell’America”, e promuovere “accordi interuniversitari che potrebbero portare studenti a conoscere direttamente le realtà contemporanee della vita nelle riserve e nelle comunità indio-americane di oggi”!”.
Quindi, “a quei ragazzi, che vorrebbe mandare nelle riserve indiane, consiglio di farsi dare un sacco di soldi dai genitori perchè oggi nelle comunità indiane ci sono casinò da far invidia a Las Vegas. Solo come nota di colore politico, voglio informare Mr. Neri che il Governatore Sckwarzenegger ha fatto un ulteriore accordo in questi giorni con tutte le tribù indiane della California che porterà alle casse delle Stato un miliardo di dollari in più contro l’autorizzazione ad altre migliaia di slot machines!!!!”
E conclude chiedendosi: “sono questi i “consigli” che dà al Vice Ministro Danieli? “. (aise)
Editrice SOGEDI s.r.l. – Reg. Trib. Roma n°15771/75
BUON GIORNO A TUTTI VOI
VIRGY
Commento di Virginia Vianello — 12 ottobre 2007 @ 08:46
12 ottobre 2007. oggi!
“festeggiamolo” con questo articolo tratto da http://www.stopcolumbusday.org/1.html
GIORNO DELLE POPOLAZIONI INDIGENE
Di Roxanne Dunbar-Ortiz
Io sono convinto che la gente indigena sono la riserva morale dell’umanità.
Evo Morales, Aymara, President of Bolivia, Democracy Now! September 26, 2007.
Con l’avvicinarsi ogni anno del 12 ottobre, compare un certo senso di terrore che si può sentire nelle comunità indigene del continente americano. Questa è una festa federale degli Stati Uniti che è ritenuta odiosa, una celebrazione di genocidio e colonizzazione. Comunque, da circa trent’anni, la gente indigena ha formato un movimento internazionale, domandando una cosa sola, che il 12 ottobre sia commemorato come giornata internazionale di lutto per le popolazioni indigene del continente americano. Ufficiosamente, questo giorno sarebbe chiamato Giorno delle Popolazioni Indigene “Indigenous Peoples Day.”
Quest’anno la cosa è sentita differentemente nelle comunità indigene dato che festeggiano la grande vittoria della adozione della Dichiarazione dei Diritti delle Popolazioni Indigene delle Nazioni Unite
United Nations Declaration on the Rights of Indigenous Peoples
approvata nell’assemblea generale il 13 settembre 2007, al termine di una battaglia durata tre decenni condotta dagli attivisti indigeni alle Nazioni Unite. La Dichiarazione delle Nazioni Unite, è stata approvata dalla maggioranza dei 144 stati partecipanti, con solo quattro voti contrari: Australia, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti. Interessante è che queste sono precisamente le quattro nazioni stato dove la politica di genocidio intenzionale è stata portata avanti , una politica che ha cercato lo sterminio tutte le popolazioni indigene che vivevano nelle terre di cui coloni delle isole inglesi si impadronirono.
Le popolazioni di questi stati dovrebbero provare vergogna, non solo per il loro orribile passato, ma per il presente/attuale rifiuto dei loro rappresentanti governativi e fare ammenda con i discendenti di quelle popolazioni indigene che sono sopravvissute a queste loro politiche di genocidio.
Può darsi che questi governanti ed i loro cittadini pensino di non dover riconoscere i diritti delle popolazioni indigene all’interno delle loro frontiere perché queste popolazioni sono piccole. Tuttavia la sopravvivenza e la fiorente crescita delle popolazioni indigene e delle loro nazioni è importante per il futuro dell’umanità e per la sopravvivenza sulla terra.
Parlando all’assemblea generale delle Nazioni Unite il 16 settembre, il presidente boliviano Evo Morales ha messo in evidenza il bisogno di capire lo stile di vita indigeno, sostenendo che il vivere bene in una comunità significa vivere in armonia con Madre Terra. “ Questo nuovo millennio deve essere il millennio per la vita, puntando le nostre scommesse sulla dignità umana”.
Roxanne Dunbar-Ortiz è una professoressa di storia all’università, co-fondatrice della Indigenous World Association, la quale fa pressione presso le Nazioni Unite in favore dei diritti delle popolazioni indigene del continente americano ed è autrice di un certo numero di libri e articoli sui popoli indigeni delle Americhe, il più recente è Roots of Resistance: A History of Land Tenure in New Mexico. Stà lavorando sulla storia degli Stati Uniti vista da un punto di vista indigeno, che stà per uscire dalla casa editrice Beacon Press
http://www.beaconbr oadside.com/ broadside/ 2007/10/indigeno us-peop.html
Commento di gericho — 12 ottobre 2007 @ 10:37
Virginia grazie per gli articoli da cui si evince che naturalmente che Seracini non conosce niente della situazione attuale dei nativi!Il Columbus Day NON E’ assolutamente, come dice lui, la “nostra festa”. E’ la celebrazione della scoperta dell’America ossia la celebrazione della fine di un Grande Popolo!Ma Seracini, forse non essendo effettivamente informato sulla natura di quella parata, pensa che sia solo un modo per festeggiare l’arrivo degli italiani in America. E xkè mai si dovrebbe fare?Cosa hanno fatto di tanto importante gli italiani rispetto a tanti altri popoli che sono emigrati negli Stati Uniti?Forse xkè hanno portato la mafia?Certi commenti non dovrebbero neppure essere pubblicati…ciao
Commento di powaqa — 12 ottobre 2007 @ 11:00
Ok forse si stà travisando un pò la cosa, caro Powaqa l’italiano negl’USA non ha fatto niente di importante, chi è andato tanti anni fà, come i miei parenti, si sono dovuti fare un mazzo enorme perchè l’italiano veniva trattato come il Nativo, durante la Seconda Guerra ci sono stati dei campi di concentramento all’interno degl’USA per gli italiani (anche quelli nati negli states), l’Italia non ha esportato solo la Mafia…..è sbagliato identificare il Columbus Day con l’orgoglio Italiano, ma non è da condannare volersi sentire Italiano in un Paese che non ti ha mai accettato!!! La tolleranza dovrebbe essere a 360°, anche per chi ha lavorato tutta una vita. Onore al Grande Popolo….ma chi li ha sterminati e continua a farlo sono altri di altre discendenze culturali. Ciao e viva l’Italia. Mauro
Commento di Raptor — 12 ottobre 2007 @ 12:28
No caro Raptor hai travisato tu quello che volevo dire io…io ho scritto che gli italiani non hanno fatto niente di più di altri popoli che sono emigrati in America per meritarsi una parata del genere. E che l’Italia abbia portato la mafia negli Usa è un dato di fatto. Che i tuoi parenti abbiano lavorato (come anche i miei che sono emigrati in Svizzera e Belgio) io non lo metto in dubbio ma non potrai negare il fatto che non tutti gli italiani sono onesti e lavoratori e che c’è una parte di nostri connazionali che ha fatto in modo che la mafia si diffondesse in altre zone del mondo!!!dai non prendiamoci in giro!rispetto i tuoi parenti anche xkè io vivo in una zona dell’Italia (il Salento) che ha costretto molti miei conterranei (tra cui miei parenti)ad espatriare in cerca di fortuna quindi non venire a fare la morale a me!
Commento di powaqa — 12 ottobre 2007 @ 14:33
Caro amico, io non mi permette di fare la morale a nessuno, perchè rispetto tutte le idee altrui, il mio pensiero è questo “ogni popolo che è emigrato ha portato con sè il buono ed il cattivo del suo paese, come accade anche tutt’ora con i vari cinesi, albanesi, senegalesi etc. etc. che arrivano nel nostro paese, non possiamo criminalizzarli tutti, tanto più che se ripercorri un pò le tappe della storia tutta degli States troverai Italiani (non mafiosi) che hanno fatto del bene in quel posto e hanno reso lustro all’Italia. Io sono fiero di tutti gli Italiano che sono emigrati e hanno portato tutta la solarità e la voglia di fare dell’Italia e se nella lontananza vogliono ricordarsi un volta all’anno del loro Paese che lo facciano pure (sono i modi e i tempi che hanno sbagliato ved.Columbus Day)”. Ora dicendo che non tutti gli Italiani sono onesti e lavoratori dici poco perchè credo che neanche in Paradiso ci siano solo Angeli Buoni, come non penso che tutti i Nativi erano buoni visto la pulizia etnica avvenuta da parte di un certo gruppo di Lakota nei confronti dei Paweene (se non sbaglio). Non sò se mi sono spiegato, certamente non voglio essere frainteso e offensivo. Con Amicizia ti saluto Powaqa, Ciao Mauro (Abruzzo)
Commento di Raptor — 12 ottobre 2007 @ 15:03
Vedo che diventa troppo facile cadere nei luoghi comuni che, paradossalmente, fanno trovare una giustificazione anche ad Columbus day qualsiasi.
Chi non ha propri parenti che sono emigrati?
Chi non ha sentito, almeno una volta nella vita il bisogno di andare via dalla propria terra perchè non dava speranze di migliorare la propria condizione?
I migranti si sono trasferiti in altri territori per poter migliorare la propria condizione.
Pe gli stessi motivi gruppi della stessa etnia guerreggiavano per avere un miglior pascolo, una sorgente d’acqua perenne, un territorio migliore per la caccia.
Detto questo dove mi porta il mio ragionamento?
Mi porta a pensare che le migrazioni sono sempre avvenute e ricordarle, attraverso una manifestazione collettiva, è cosa normale e condivisa.
Anche noi ricordiamo il 25 giugno, giorno della vittoria contro il 7° cavalleggeri di Custer, come una delle più belle pagine della storia per gli Indiani Lakota.
Come ricordiamo il 29 dicembre giorno del masacro di Wounded Knee.
Il ricordo non è una cosa cattiva.
Se gli italo-americani avessero organizzato, che sò, “La festa dell’emigrante” questo non avrebbe offeso nessuno e può anche darsi che,tra i partecipanti, ci potessero essere anche i Nativi Americani.
Ma se tu organizzi un evento, la “Festa dell’orgoglio italiano”, e lo accomuni alla scoperta dell’america da parte di Cristoforo Colombo allora tu carichi quella manifestazione di contenuti che vanno al di là del semplice ricordo ma commemori un fatto storico che ha determinato l’inizio di un genocidio.
Ed allora mi sembra naturale che gli Indiani Americani contestino l’evento e, in quello stesso giorno di festa per gli altri, commermorino il genocidio del proprio popolo. Genocidio ancora non riconosciuto dalla comunità internazionale.
Pino (Sannio Pentro)
Commento di Tankasi — 12 ottobre 2007 @ 16:03
Caro Mauro, è giustissimo tutto quello che dici e lo condivido appieno…solo credo che tu non abbia compreso bene quello che volevo dire. Ripeto, vengo da una terra che da secoli è un via vai di civiltà…solo fino a qualche anno fa arrivavano barconi colmi di gente disperata che, dall’Albania, veniva in Italia convinta di trovare quello che la loro terra non poteva dare loro…e so benissimo (per esperienza personale) che non tutta quella gente era criminale. Ho amici albanesi che hanno lavorato duramente per poterlo dimostrare…mi permetto di invitarti a rileggere ciò che ho scritto un po’ più attentamente…il Columbus Day non è la festa degli italiani emigranti(come sostiene Seracini), è la celebrazione della scoperta dell’America. E se anche fosse la festa degli emigranti dovrebbe esserlo di tutti, non solo degli italiani poichè hanno tutti sfidato la sorte e lavorato per cercare fortuna,e, anche se gli italiani buoni che sono emigrati ci sono, quelli che hanno lasciato un segno tangibile nella storia degli usa sono stati quelli cattivi…ripeto la mafia italo-americana è un dato di fatto e riesco anche a capire xkè nei nostri confronti ci fosse tanta diffidenza da parte dei Paesi che ci “ospitavano”…mi dispiace se pensi che io ce l’abbia con gli emigranti ma,credimi,non è così…io li ammiro per il coraggio che hanno avuto di lasciare tutto e partire per un mondo lontano e sconosciuto sperando di trovare la felicità…Con stima
Grazia
Commento di powaqa — 12 ottobre 2007 @ 16:14
Caro Pino, non vogliamo cadere nei luoghi comuni, come ho già scritto “(sono i modi e i tempi che hanno sbagliato ved.Columbus Day)” ecco, come dici tu, cambiare il tipo di festa e comunque non accomunarla ad un evento che per tanti è sofferenza e renderla una festa comune a tutti in ricordo di un Paese lasciato e mai dimenticato. Il genocidio non verrà mai riconosciuto altrimenti si riconoscerebbe una grave colpa degli States per la quale verrebbe accomunata ad un personaggio da loro combattuto per lo stesso crimine.
Grazia, sicuramente facciamo lo stesso tipo di discorso ma forse ci facciamo prendere da emozioni e situazioni diverse. Però sono contento che ci accomuna, con tutti, una grandissima ammirazione per un popolo grande, che tanto poteva insegnare e in parte lo ha fatto, sterminato dalla sete avida della conquista e del potere ad ogni costo. Ciao, Mauro.
Commento di Raptor — 12 ottobre 2007 @ 16:40
Mauro faccio mie le ultime righe. Un saluto
Commento di powaqa — 12 ottobre 2007 @ 19:06
Ciao Mauro, anche io penso che non verrà mai riconosciuto il genocidio dei Nativi Americani per i motivi che hai detto.
però è importante che, nella memoria collettiva, quel genocidio non sia mai dimenticato.
E questo è un compito che tocca a ciascuno di noi non far dimenticare.
Poi, seguendo le evoluzioni della storia ogni grande potere è destinato a implodere su se stesso.
Ed allora, se i popoli nativi no n si saranno disgregati potranno riconquistare ciò che gli è stato tolto.
Ciao pino
Commento di Tankasi — 13 ottobre 2007 @ 20:36
semplicemente, basta cambiare nome. Tutto qui. E’ quello che loro, i nativi, chiedono.
Cristoforo Colombo era un mercante di schiavi, prima di mettere il suo piede fetente nel nuovo mondo.
Da governatore, fu responsabile della morte di milioni, si milioni, di indigeni ( i Taino)
Questa è storia. leggasi le relazione del Rev. Bartolomeo de Las Casas…..
Quindi festeggiare Colombo è, in un certo senso, festeggiare Adolfo Itlè (detto alla livornese/vernacoliere)
Si festeggi si, l’italianità. Ma non l’assassino Colombo.
Agli inizi del 900, sapete quanto valevano gli italiani, agli occhi dei WASP americani? Nella hit parade eravamo terzi, subito dopo negri e indiani. Se hanno deciso di festeggiare Colombo, non fu per rendere merito agli italiani. Ma solamente perchè, con il diritto di conquista e di scoperta, si legalizzata l’esproprio della terra fatto verso i popoli nativi. Per la legge USA se io scopro qualcosa, quella è mia. O un vi ricordate di come si affrettarono a piantare la bandiera sulla Luna, nel 69 ? Per la legge USA ora la Luna è la loro! Davverooo!!!!
Commento di gericho — 15 ottobre 2007 @ 09:50
Caro Gericho, “La Luna” per me è un posto che si trova metà nel deserto del Nevada o del Texas o dell’Arizona e l’altra metà negli studi cinematografici di Hollywood. Non ci sono mai andati non solo per mancanza di Alta Tecnologia ma sopratutto perchè non c’era nessuno da sterminare!!!!! Ciao, Mauro
Commento di Raptor — 15 ottobre 2007 @ 12:15
Mi giungono notizie da Vittorio che la lettera ufficiale, scaturita e modificata al Meeting del 6/7 ottobre, è ancora in giro per le firme allo scopo di arrivare ad un comunicato congiunto, che sarà poi tradotto in inglese e diffuso. La scadenza per firmarla è ormai prossima, spero che nessuno si tiri indietro, se non vi sarà unità sulla lettera ufficiale partirà comunque un comunicato. Da questo poi è in cantiere anche l’idea di fare una petizione, cercando di coinvolgere esponenti del mondo della cultura, del giornalismo etc..quindi ancora un pò di pazienza…nel lavoro di diffusione del comunicato e nella raccolta firme per la petizione il lavoro di noi tutti sarà fondamentale, mi aspetto anche il vostro aiuto perchè occorrerà diffondere queste iniziative il più possibile.
Commento di Alessandro — 16 ottobre 2007 @ 09:22
OK, SIAMO TUTTI UNITI!!!!
Commento di Raptor — 16 ottobre 2007 @ 10:09
OK ASPETTO ANCH’IO
Commento di Virginia Vianello — 16 ottobre 2007 @ 11:28
http://www.censurati.it
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PER OGGI è TUTTO
Commento di Virginia Vianello — 16 ottobre 2007 @ 12:57
SCUSATE HO SBAGLIATO PAGINA
Commento di Virginia Vianello — 16 ottobre 2007 @ 12:57
ci sono!
Commento di gericho — 16 ottobre 2007 @ 14:32
è lungo ma merita…..
“ho pensato che questo articolo vi riguardasse tutti”
CRISTOFORO COLOMBO E LA GUERRA IN IRAQ
La maggior parte dei miei studenti delle scuole superiori conosce questa rima della canzone
“In fourteen hundred and ninety two,
Columbus sailed the ocean blue.”
(Nel 1492 Colombo attraversò l’oceano blu..)
La maggior parte di loro – e la maggior parte di voi – conoscono i nomi delle tre caravelle, la Pinta la Nina e la Santa Maria. Ma sin da quando ho iniziato ad insegnare, nel 1978, non ho mai sentito uno studente che era in grado di nominare la nazionalità del popolo che Colombo incontrò: i Tainos.
Questa cosa fa capire come il mito tradizionale di Colombo, e molto di quel programma di studi che ha fatto seguito alla sua celebrazione, ha condizionato i ragazzi ad accettare senza domande le avventure dell’impero come la guerra in Iraq.
Per molti ragazzi è la prima volta – con l’incontro tra Colombo ed i Tainos – che nei loro programmi di studio imparano qualcosa circa il contatto tra differenti culture – spesso, sin dagli anni dell’asilo, ad ottobre nel periodo del Columbus Day.
Di fatto, per i ragazzi a scuola è il primo racconto di politica estera, sul contatto tra differenti nazioni.
Sin dai primi giorni di scuola, agli studenti viene insegnato ad identificarsi con i bianchi europei: gli esploratori, gli scopritori ed i conquistatori. Il popolo che Colombo “scoprì” è di secondaria importanza nella trama dell’eroico racconto – c’erano ma non c’erano. Con poche eccezioni, i libri per ragazzi descrivono l’arrivo di Colombo tutti alla stessa maniera. Riporto qui un tipico passaggio , dal “Libro Illustrato di Cristoforo Colombo”:
” Cristoforo Colombo con i suoi uomini remarono fino a riva. Lui piantò la bandiera sulla sabbia e reclamò la proprietà della Spagna su quell’ isola. E la chiamò San Salvador.
Mancante da questa croccante descrizione c’è una domanda di base: che diritto aveva Colombo di reclamare un qualsiasi territorio nel nome di un lontanissimo impero? Il libro riconosce che c’erano dei “nativi” che vivevano li e allora perchè questi nativi non poterono mantenersi le loro terre?
Perchè quella terra non poteva essere chiamata con il nome con cui la chiamavano da centinaia di anni i suoi abitanti: Guanahani?
La celebrazione di questa conquista coloniale è il cuore della creazione del mito di Colombo.
I ragazzi imparano che la disuguaglianza sociale è un dato di fatto nella vita.
Il mondo è diviso in due: gli scopritori e gli scoperti, i dominatori ed i dominati, i civilizzati ed i selvaggi, le persone degne e quelle indegne. E più tardi, i bambini impareranno che ci sono i ricchi ed i poveri.
E quali caratteristiche ha il possesso che Colombo fa che possa giustificare la dominazione descritta nei libri per i bambini?
I libri non si preoccupano di dare risposte dirette a questa domanda, semplicemente nemmeno la sollevano. Gli studenti sono lasciati liberi di rispondere da loro stessi, sebbene non coscienziosamente: Colombo era un bianco, i nativi no; Colombo era cristiano, i nativi non – cristiani; Colombo era armato, i nativi disarmati. Qualsiasi risposta essi possano generare
provocherà il concetto di disuguaglianza: alcuni popoli nel mondo, hanno più diritti di altri.
Questo fondamentale concetto di disuguaglianza globale è il supporto ideologico degli Stati Uniti coinvolti nella guerra in Iraq.
Cosi George W. Bush proclamò nel gennaio 2003 all’indirizzo degli Stati dell’Unione la sua giustificazione all’imminente entrata in guerra contro l’Iraq “Ancora una volta, siamo chiamati a difendere la sicurezza del nostro popolo e la speranza di tutta l’umanità.. e cosi come noi e i nostri partners della coalizione stiamo già facendo in Afghanistan, cosi faremo in Iraq portando al popolo iracheno cibo, medicine, approvvigionamenti e libertà”.
In accordo con questa logica, “noi” abbiamo il diritto di invadere altre nazioni quando decidiamo che queste ci minacciano. Noi abbiamo il diritto di occupare altri paesi. Abbiamo il diritto di imporre loro qualsiasi forma di governo noi decidiamo – in nome della libertà, ovviamente.
Noi abbiamo il diritto di decidere quando gli altri sono pronti a governarsi da soli, oppure no.
I giovani di oggi vengono condizionati apprendendo le regole dell’imperialismo dalle sue basi
E, nell’imparare circa questo mondo, diviso tra quello virtuoso, i formidabili “noi” e quello degli inferiori, gli infantili “loro”, i più giovani spesso imparano che ci sono differenti categorie di “loro”. Qualche indiano Taino cooperò con l’occupazione di Colombo. Ma qualcuno no .
Ora qui vi riporto come un libro, “Conosciamo Cristoforo Colombo” racconta della ribellione nativa: “ Le navi ( di Colombo) fecero vela verso l’est. Dopo pochi giorni arrivarono in una piccola baia. Qualcuno tra gli uomini andò a riva per cercare cibo. Improvvisamente più di 50 indiani saltarono fuori da dietro gli alberi. Avevano archi e frecce. Attaccarono gli uomini. Che partirono al contrattacco. Un uomo venne colpito da una freccia. Un’ altro ricevette una profonda ferita.
Gli indiani furono sorpresi dal coraggio degli uomini di Colombo. Abbandonarono i loro archi e scapparono via. Questi furono gli unici indiani ostili che l’equipaggio di Colombo vide mai.”
Da notare che il libro chiama gli invasori europei “uomini” e quando si riferisce ai Taino li chiama semplicemente Indiani. Questa è la terra dei Taino, ma invece il libro dipinge i Taino come degli aggressori “Loro attaccarono gli uomini”. In questo storico rovesciare le parti, gli invasori coloniali coraggiosamente “contrattaccarono”.
Di conseguenza è nata la dicotomia Indiano amico / Indiano ostile: il buon indiano – pensate a Ahmed Chalabi, Iyad Allawi – coopera con le forze di occupazione. I cattivi indiani – pensa alla popolazione di Falluja, ad esempio – combattono contro. I selvaggi!
Come il Presidente Bush ebbe a dire in un recente sabato ad una trasmissione radio: “ Le nostre truppe sanno che stiamo combattendo in Iraq, Afghanistan, e altrove al fine di proteggere gli uomini americani da un nemico selvaggio”.
E, dal principio alla fine, Dio è dalla “nostra” parte. Presidente Bush: ” Gli americani sono un popolo libero che sa che la libertà è il diritto di ogni persona ed il futuro di ogni nazione. La libertà che noi abbiamo cosi cara non è un dono dell’america al mondo, ma un dono di Dio all’umanità”.
Nei libri per bambini, Colombo cerca anche di impartire il dono di Dio: “Quando Cristoforo Colombo era un bambino, lui da sempre desiderava essere come San Cristoforo. Voleva navigare in posti lontani e portare la parola della Cristianità” scriveva il biografo Mary Pope Osborne.
Molti di noi hanno cominciato sin da quando eravamo bambini a scontrarsi con le giustificazioni dell’intervento e della dominazione degli Stati Uniti oggi.
I cristiani occidentali civilizzati portano Illuminismo agli sporchi pagani. I buoni indiani fanno quello che gli viene detto di fare. I cattivi indiani combattono contro e si beccano quello che si meritano….
Thought you all would be interested in this article.
Christopher Columbus and the Iraq War
Bill Bigelow – Rethinking Schools
Almost all my high school students can recite the singsong rhyme,
In fourteen hundred and ninety two,
Columbus sailed the ocean blue.
Most of them – and most of you – can name Columbus’ ships, the Pinta, Niña, and Santa Maria. But since I began teaching in 1978 , I’ve never had a student who could name the nationality of the people he encountered: the Taínos.
This fact hints at how the traditional Columbus myth, and much of the curriculum that follows in its wake, has conditioned children to accept without question imperial adventures like the Iraq war.
For many children, the meeting of Columbus and the Taínos is the first time in the formal curriculum they learn about the contact between different cultures – often as early as Oct ober of kindergarten year, around Columbus Day. In fact, it’s children’s first in-school exposure to the contact between different nations – to foreign policy.
From their earliest days in school, students are taught to identify with white Europeans: the explorers, discoverers, and conquerors. The people Columbus “discovers” are incidental to the main tale of heroism – there, but not there. With few exceptions, children’s books describe the arrival of Columbus in remarkably similar ways. Here’s a typical passage, from A Picture Book of Christopher Columbus: “Christopher Columbus and his men rowed ashore. He planted a flag in the sand and claimed the island for Spain. He named it San Salvador.”
Missing from this crisp description is a basic question: What right did Columbus have to claim someone else’s territory in the name of a far away empire? The book acknowledges that there were “natives” living there, so why couldn’t these natives keep their land? Why couldn’t the land be called what it had been called by its inhabitants for perhaps hundreds of years: Guanahani?
This celebration of colonial conquest is at the heart of the Columbus myth. Children learn that global inequality is a fact of life. The world is divided in two: the discoverers and the discovered, the rulers and the ruled, the civilized and the savage, the worthy and the unworthy. And later, as children will learn, the rich and the poor.
And what characteristics does Columbus possess that could justify the domination described in kids’ books? The books fail to answer this question directly, simply because they never raise it. Students are left to answer it themselves, albeit not consciously: Columbus was white, the natives were not; Columbus was Christian, the natives non-Christian; Columbus was armed, the natives un-armed. Whatever answers they may generate will endorse inequality: Some people in the world inherently have more rights than others.
This fundamental global inequality is the ideological underpinning of U.S. involvement in Iraq. As George W. Bush proclaimed in his January 2003 State of the Union address, where he justified the impending war against Iraq: “Once again, we are called to defend the safety of our people and the hopes of all mankind. …And as we and our coalition partners are doing in Afghanistan, we will bring to the Iraqi people food and medicines and supplies – and freedom.”
According to this logic , “we” have the right to invade other nations when we decide they threaten us. We have a right to occupy other countries. We have the right to impose on them whatever form of government we choose – in the name of freedom, of course. We have the right to decide when others are ready to rule themselves, or not.
Today’s grown-ups learned imperialism with their ABCs.
And in learning about a world divided between a righteous, powerful “us” and an inferior, childlike “them,” youn gsters also sometimes learned that there were different categories of “them.” Some Taínos cooperated with the Columbus occupation. But some didn’t. Here’s how one book, Meet Christopher Columbus, acknowledges the native insurgency:
[Columbus'] ships sailed on to the east. In a few days they came to a small bay. Some of the men went ashore to find food. Suddenly more than 50 Indians jumped out from behind the trees. They had bows and arrows. They attacked the men. The men fought back. One man was hit by an arrow. Another was badly cut.
The Indians were surprised by the bravery of Columbus’ men. They dropped their bows and ran away.
These were the only unfriendly Indians that Columbus’ crew ever saw.
Notice that the book calls the European invaders “men,” but refers to the Taínos simply as Indians. This is Taíno land, but instead the book portrays the Taínos as aggressors: “They attacked the men.” In this historical flip-flop, the colonial invaders bravely “fought back.”
Thus is born the friendly Indian/ unfriendly Indian dichotomy: The good Indians – think Ahmed Chalabi, Iyad Allawi – cooperate with the occupation forces. The bad Indians – think everyone in Falluja, for example – fight back. The savages. As President Bush said in a recent Saturday radio address: “Our troops know that they’re fighting in Iraq, Afghanistan, and elsewhere to protect their fellow Americans from a savage enemy.”
And through it all, God is on “our” side. President Bush: “Americans are a free people, who know that freedom is the right of every person and the future of every nation. The liberty we prize is not America’s gift to the world, it is God’s gift to humanity.”
In children’s books, Columbus also seeks to share God’s gift: “When Christopher Columbus was a child, he always wanted to be like Saint Christopher. He wanted to sail to faraway places and spread the word of Christianity,” writes biographer Mary Pope Osborne.
Many of us began to encounter today’s justifications for U.S. intervention and domination when we were children. Civilized, Christian Westerners bring enlightenment to the unwashed heathens. Good Indians do what they’re told. Bad Indians fight back and get what they deserve.
– Bill Bigelow
Commento di gericho — 24 ottobre 2007 @ 17:22
grazie Gericho. Bell’articolo veramente!
Commento di powaqa — 24 ottobre 2007 @ 21:02
l’articolo è di questo professore qua…. http://historymatters.gmu.edu/d/6433
Commento di gericho — 25 ottobre 2007 @ 07:55
Grazie Gherico.
Ho stampato l’articolo.
Stasera mi siederò vicino al camino e leggerò l’articolo ai miei figli e aspetterò le loro domande.
Commento di Tankasi — 25 ottobre 2007 @ 08:56
Davvero un gran bell’articolo. Non appena possibile ne farò un file pdf scaricabile, grazie Gericho.
Commento di Alessandro — 25 ottobre 2007 @ 09:48
Fatto (vedi colonna a destra sez. Download)…Già che c’ero ho inserito anche un articolo su C. Colombo segnalatomi da Vittorio).
Commento di Alessandro — 25 ottobre 2007 @ 13:23
veritiero l’articolo segnalato da Vittorio. In effetti, molte sono state le manifestazioni anti colombo in tutto il continente americano, inparticolar modo nel centro e sud america…. e ovviamente, la cultura (informazione) bianca, non ha raccontato nulla di tutto cio’ ….
Grazie, Alessandro. Credo che questo sia il modo giusto di essere vicini ai nostri fratelli “rossi”, e cioè come loro alleati. Che è poi quello di cui loro hanno bisogno.
Commento di gericho — 25 ottobre 2007 @ 13:47
Grazie a tutti…
Commento di Raptor — 29 ottobre 2007 @ 17:26
Il comunicato congiunto è stato firmato, siamo in attesa della sua traduzione in lingua inglese. Saranno successivamente aperte due strade: una petizione cartacea, con un modulo di raccolta delle firme scaricabile dal sito dell’Associazione “Il Cerchio” e alla quale dovranno essere inviate le firme raccolte, e l’altra on-line, raggiungibile da questo Blog. Il comunicato sarà inoltre inviato all’ANCI (Associazione dei Comuni Italiani), ai presidenti delle regioni italiane e, appena pronta la traduzione, alle associazioni italoamericane e a quelle native coinvolte nella questione.
Le altre associazioni aderenti al comunicato che hanno un proprio sito web, tipo Hunkapi e Soconas Incomindios, potranno a loro volta inserire il modulo di raccolta delle firme che comunque dovranno essere sempre inviate, come punto di raccolta, all’Associazione “Il Cerchio”. Nel proseguo valuteremo a quali altri soggetti inviare le firme raccolte.
Commento di Alessandro — 2 novembre 2007 @ 13:16
Io spero in un grande unico movimento italiano che si prefigga di sostenere tre o quattro grandi obiettivi dei nostri fratelli Indiani.
Perseguendo il grande sogno di Si Tanka che per gli indiani rappresentò l’uomo della grande allenaza tra Toro Seduro, Cavallo Pazzo e Nuvola Rossa a Wounded Knee.
Si Tanka portava l’ala bianca del Cigno Trombettiere che rappresentava l’uomo della concordia tra le tribu per creare un unico grande popolo che potesse riconquistare le proprie terre e far risorgere le immense mandrie di bisonti.
Registro però il fatto che c’è voluto tanto tempo per raggiungere l’accordo tra le varie associazioni e firmare congiuntamente il documento e questo non concilia le mie speranze con l’essere ottimista. Spero di sbagliarmi.
Commento di Tankasi — 3 novembre 2007 @ 21:05
In realtà io sono un pò più ottimista, prima di adesso ognuno andava per conto proprio, da oggi è stato fatto un primo passo unitario, su un tema importante quale il Columbus Day.
Sono cosciente del fatto che questo non significa ancora ciò a cui Tankasi giustamente aspira, ma è un fatto che sia sia fatto qualcosa insieme. Vittorio meglio di noi potrebbe raccontarci qualcosa su cosa aspettarci dopo questo primo passo, ma andiamo avanti e vediamo. Ricordiamoci che il panorama italiano, tolte alcune associazioni SERIE che fanno quello che possono, è ricco solo di sciamani di plastica e di altri che parlano per gloria personale (e qualcos’altro), che cambiano direzione a seconda del “vento” o che promettono invano…
Commento di Alessandro — 5 novembre 2007 @ 10:06
ciao a tutti
volevo darvi un aggiornamento su questo famoso comunicato congiunto.
Abbiamo avuto il meeting del Cerchio il 6 e 7/10. Ci siamo lasciati con un testo di massima su cui avevamo già lavorato prima del meeting, e dopo un ultimo giro di email il comunicato è stato approvato da tutti (dico TUTTI) i presenti al meeting e dalle associazioni (oltre a quelle del Cerchio anche Hunkapi e Soconas). Al momento il comunicato in italiano è già visibile sul sito del http://www.associazioneilcerchio.it insieme alla petizione, e come ha detto Alessandro lui ospiterà sul suo sito il comunicato ed una petizione online. E’ in ultimazione la traduzione in inglese (e siccome non la faccio io stò aspettando) e lo farò tradurre anche in spagnolo. La versione in inglese sarà mandata sia alle associazioni principali che sfilano nel Columbus Day (e tra le cose da fare è quella che mi costa di più, perchè ci sarebbe da non filarseli proprio…è inutile) e alle associazioni native impegnate nel Transform Columbus Day; a tal proposito, se avete indirizzi o email CERTI e AGGIORNATI fateceli avere (info@associazioneilcerchio.it). Per quanto riguarda la versione in spagnolo, è mia intenzione inviarla direttamente a Chavez e Morales, che ho avuto il piacere di ascoltare qui a Roma nella sua recente visita: è un grande, secondo me i nativi nordamericani dovrebbero cominciare a dialogare con questi giovani presidenti indios.
Quindi volevo solo precisare che il tempo che ci abbiamo messo è dovuto solo a questioni tecniche, non a disaccordi sul contenuto, che invece è stato pieno sin dal principio.
Io seguo le cose pennute in Italia dal 1996, e finora una iniziativa congiunta tra cosi’ tante associazioni non la ricordo. E non dimentichiamo che Survival non era presente al meeting ma ha espresso apprezzamento per questa iniziativa.
Se la lotta al Columbus Day diventasse la causa comune intorno alla quale cominciare a ritrovarsi tutti, collaborare, unire le forze invece di pensare che la nostra testa da sola sia più dura di qualsiasi muro….bè, almeno questa vergognosa manifestazione sarebbe servita a qualcosa. E sarebbe la migliore risposta a chi vuole continuare a salire sul carro dei vincitori senza aver mai vinto niente. Chiudo ringraziando il padrone di casa per essere sempre di stimolo a tutti, oltre che disponibile.
ciao
Commento di vittoriodf — 6 novembre 2007 @ 23:16
c’è stata una interessante puntata di voyager dedicata proprio a colombo….
http://www.voyager.rai.it/category/0,1067207,239-1075355,00.html
” le telecamere di Voyager si sono recate a palazzo Besta, a Teglio, in provincia di Sondrio, per riprendere una carta murale che apre scenari sorprendenti. L’Antartide è ben delineato e con una superficie verde, l’America Centrale è disegnata perfettamente, la Cordigliera delle Ande è gia presente nonostante non fosse ancora esplorata. Nel corso delle riprese, avvicinando le telecamere all’affresco, lo stesso Roberto Giacobbo si è accorto che la data incisa sulla mappa non era 1499, come sostenuto dagli studiosi e dai ricercatori, ma 1459. Se questa rivelazione fosse verificata e confermata dagli esperti, aprirebbe inquietanti interrogativi: la carta di Besta potrebbe significare che l’America è stata scoperta almeno trent’anni prima di Colombo? “
Commento di gericho — 7 novembre 2007 @ 11:31
Ho visto proprio questo servizio di Voyager, e l’interrogativo posto dalla trasmissione è fondato. Sarebbe utile saperne di più, ma per puro interesse storico perchè le premesse che ci stanno muovendo nella diffusione del comunicato congiunto vanno al di là della questione singola. Grazie Vittorio per il tuo intervento, anche io colgo, come scritto nel mio precedente commento, la svolta di questa azione congiunta rispetto al passato. I tempi e le azioni più incisive a mio modo di vedere non nascono subito dal risultato che si vorrebbe ottenere ma dalla fondazione delle premesse per realizzarlo.
Commento di Alessandro — 7 novembre 2007 @ 11:49
si confonde il columbus day con l’orgoglio degli emigranti italiani che “ce l’hanno fatta”… ma che c’entra? Colombo, italiano o catalano che fosse, resta un abile navigatore, ma come uomo non può per questo essere esente dai difetti tipici del suo tempo, come il commercio di esseri umani e l’uso di metodi repressivi verso le popolazioni native che contribuì allo sterminio. troppo facile attribuire la colpa ai conquistadores che sterminarono l’america centrale e del sud in pochi decenni… continuare a celebrare la “scoperta” dell’america da parte di colombo avrebbe senso come fatto storico, ammesso che fosse possibile provarlo senza ombra di dubbio e già qui ci sono le prime dissonanze… altro no, ovviamente.
Hanno ragione i nativi a voler almeno trasformare sto giorno di assurdi festeggiamenti per loro inizio di un genocidio che tuttora continua nella memoria storica e nella ghettizzazione quotidiana.
Commento di fulvia — 7 novembre 2007 @ 12:21
http://boston.indymedia.org/feature/display/187924
Commento di Alessandro — 10 novembre 2007 @ 10:12
Leggo con attenzione questo argomento perchè sono felice di vedere tanta attenzione verso il Columbus Day.
Proprio con questo scopo é nato da poco, e crescerà sempre più, il sito http://www.italyaim.it che invito tutti a visitare.
Sarebbe bello poterci unire, come la strada iniziata, in un’unica “grande onda” nel seguire i nostri obiettivi
A presto!
Commento di shatka — 10 novembre 2007 @ 17:38
Informo tutti i lettori che la Petizione on-line che segue al “Comunicato congiunto sul Columbus Day” è attiva all’indirizzo http://www.petitiononline.com/cd1ptoit/petition.html
Fate la vostra parte….E mi raccomando firmate con Nome e Cognome!
Commento di Alessandro — 16 novembre 2007 @ 12:33
ricevo e volentieri vi inoltro questo video, girato dal figlio di Russell Means durante la manifestazione a Denver lo scorso ottobre. Se qualche buon’anima che conosce bene l’inglese riuscisse a tradurci i discorsi…..
http://www.youtube.com/reelndnfilms
Commento di gericho — 16 novembre 2007 @ 14:48
per informazione, una prima parte di persone è stata giudicata ieri…. questo l’articolo, che ho provato a tradurvi velocemente
(mi scuso per eventuali errori)
E’ stato raggiunto un verdetto nel processo unificato di questo pomeriggio. E’ stato un risultato contrastante.
GLenn Morris è stato giudicato colpevole dell’accusa di interrompere un corteo legale e non colpevole di di ostruzione del passaggio e interferenza. Koreena Montoya è stata giudicata colpevole di ostruzione e resistenza, non colpevole di disordine e interferenza. Julie Todd è stata trovata colpevole di ostruzione, non colpevole di disturbo e interferenza.
Il pubblico ministero aveva chiesto alla corte, al fine di “dissuadere” la gente a dimostrare contro il Columbus Day, condannandoli al pagamento di una multa di 999 dollari più un anno di galera per ogni accusato.
Il giudice Jordan ha rifiutato tale idea. Lei (il giudice) ha condannato Glenn ad una multa di 200 dollari ed al pagamento delle spese processuali, senza prigione. La sua sentenza per Koreena è stata la medesima. Ha inoltre condannato Julie a 100 dollari e sospesi 50, anche lei no prigione. Glenn è inoltre stato obbligato a rimborsare alla città di Denver 325 dollari, per aver imbrattato la strada con sangue falso.
…. e adesso aspettiamo le altre condanne (c’è di mezzo anche Means.. speriamo non si vendichino in questa sede..)
A verdict was reached in the consolidated trial this afternoon. It was a mixed result. Glenn Morris was found guilty of one charge of disrupting a lawful assembly, and not guilty of obstructing a passage and interference. Koreena Montoya was found guilty of obstructing and resistance, not guilty of disruption and interference. Julie Todd was found guilty of obstructing, not guilty of disrupting and interference.In sentencing, the prosecutor asked the court to “deter” people planning to demonstrate at the DNC by imposing a $999 fine and a year in jail on each of the defenders. Judge Jordan rejected that idea.
She fined Glenn $200 and court costs, with no jail time. Her sentence
for Koreena was the same. She fined Julie $100 and suspended 50, also
no jail. Glenn was also ordered to pay the city $325 restitution for
the hazmat response to the fake blood that was poured into the street.
Commento di gericho — 23 gennaio 2008 @ 09:37
Un anno di prigione per una dimostrazione pacifica…roba da non credersi…meno male che il giudice non ha accolto la richiesta del pubblico ministero..
Commento di Alessandro — 23 gennaio 2008 @ 11:20
ciao gericho il 23 Gen 2008 at 09:37
ci hai aggiornato sui verdetti a Glenn Morris e altri aggiungendo …. e adesso aspettiamo le altre condanne (c’è di mezzo anche Means.. speriamo non si vendichino in questa sede. (naturalmente riferendoti al ritiro unilaterale dai trattati.
ora leggo sempre qui , ma tra i post riguardanti la rai che la giornalista sfortunella disinformatella non ha potuto parlare con Russell Means perche’ a Denver con altri causa tribunale.
visto che sopra dici una prima parte e..a data da destinarsi giudizi per Russell Means, ma poi non se ne sa piu’ nulla fino al post sulla rai…sai dirci qualcosa in merito?
grazie virgy
Commento di Virginia — 31 marzo 2008 @ 19:09
Ciao a tutti… buongiorno Virginia!! Bene fai a ricordarmi le cose pending… sai, alla mia vetusta età la memoria…
dunque, dicevo? a già…. Russell è già stato “processato” e se l’è cavata con una multa.
Ma, ancora i processi continuano. Il 2 aprile sarà la volta di uno dei figli di Means, Tatanka.
Copio et incollo la mail ricevuta da Glenn Morris in data 31 marzo… fresca fresca!!
Dear C-Day Defenders, TCD members, and AIM folks,
Please note that, after a several week hiatus, filled with delays, procedural maneuvering, and the resolution of some cases, the trials against the remaining C-Day defenders resumes this week. On Wednesday, April 2nd, Theresa Lilly, Adrienne Tsikewa, Elijah Lahm and Tatanka Means are scheduled to go to trial at 8:30am in Courtroom 117M, Denver City and County Building, 1437 Bannock Street (Tatanka may take a deferred sentence). Please attend, and lend your strong support to these Native defenders as they confront the racist Columbus Day legacy.
The next trial is scheduled for Monday, April 7th at 8:30am, Courtroom 151P, and the defenders are: Tim Hillman, Eric Hartman, Jessica Azeez and David Wrisley.
The following trial is scheduled for Wednesday, April 16th at 8:30 am in 117M, with Monica Nelson, Rick Fitzgerald, (and coming all the way from St. Louis) Micelle Lucas and Chuck Witthaus.
Please attend to support the defenders, the legal team, and to provide a strong statement to the jurors of support for our friends and allies.
In Struggle,
Glenn Morris
Ciao cari!!!
Commento di gericho — 1 aprile 2008 @ 08:25
PERO’ HAI UNA MEMORIA DA RESETTARE SE TI BASTANO MENO DI 24 ORE DALLA MAIL RICEVUTA PER DIMENTICARTENE!
Commento di Virginia — 1 aprile 2008 @ 10:31
quale mail ricevuta? non mi ricordo…
Commento di gericho — 1 aprile 2008 @ 13:19
Commento di Virginia — 1 aprile 2008 @ 14:17
Scusani Gherico, ma dopo aver letto della multa comminata a Russell Means sui fatti di Denver, e visto che lui è in contatto diretto con l’IAIM, mi piacerebbe sapere per quale motivo si è lasciato processare da un tribunale americano che, dopo la dichiarazione di indipendenza, non ha più giurisdizione sulla Repubblica of Lakotah a seguito del ritiro unilaterale dei trattati tra Indiani ed USA.
Il non sottoporsi a giudizio, a mio avviso, sarebbe stato un segnale forte per gli stessi nativi ancora scettici.
Essere condannato, magari in contumacia, poteva rappresentare una forte presa di posizione contro l’arroganza americana.
Magari vorrà spiegare i “perchè” che io non risco a comprendere.
Commento di Tankasi — 1 aprile 2008 @ 19:03
Tankasi, la Repubblica of Lakotah si stà formando, è in fase embrionale. Per ora siamo in una fase interlocutoria tra i vari membri dei 7 fuochi.
Inoltre, guarda le date ed i posti.
Il processo riguarda gli eventi accaduti a Denver (fuori dal territorio della RoL) ad ottobre per protestare contro il columbus day.
La dichiarazione di indipendenza è del dicembre..
Questa la mia opinine..
Commento di gericho — 2 aprile 2008 @ 11:35
Ultimo processo riguardante il Columbus Day del 2007 sarà mercoledi’ 28 maggio alle 8.30 nell’aula di tribunale 117M il giudice sarà Breese In questo processo saranno da difendere Irma Little (che nonostante fosse sulla sedia a rotelle,fu arrestata), Nicholas Delmonico (Sordomuto Italo-Americano) Kate Goodspeed (alleato ed attivista da molto tempo ,arrestato con Nicholas) e Dan Whittemore (un avvocato in pensione e un laureato della scuola di teologia di Iliff ). Il persecutore principale in questo caso sarà Melissa Drasen-Smith, che è procuratore della Citta’ dche ha seguito il primo caso– (Julie Todd, Koreena Montoya e Glenn Morris). I nostri avvocati saranno Qusair Mohammedbai e Lonn Heymann.
Commento di Virginia — 24 maggio 2008 @ 08:58
Incrociamo ancora una volta le dita…
Commento di Alessandro — 26 maggio 2008 @ 13:11
gia’
ormai ho l’artrite a furia di incrociarle. se i NativiAmericani riescono a riavere ottenere esercitare qualsiasi cosa abbia a che fare con avere giustizia-esercitare i propri diritti spirituali e tribali, be’ val la pena avere l’artrite
ciao
vy
Commento di Virginia — 26 maggio 2008 @ 17:59
Virginia ha scritto:
L’AIM Colorado stima che i costi dei processi ad oggi, se ho capito bene, sono più di 1 milione di $.
Il perseguimento di questo gruppo di sostenitori “della giustizia sociale” è una prova in più che l’amministrazione del sindaco John Hickenlooper, e l’avvocato dell’amministrazione David Belle, non sono interessati nel perseguimento della giustizia, e non sono interessati a un principio di risoluzione dei conflitti annuali del Columbus Day per le strade di Denver. Essi sono interessati all’affermazione vendicativa del loro potere, attraverso arresti arbitrari e alle azioni penali inflitte ai dissidenti pacifici. La città ha ammesso che intende dare l’esempio per le future proteste, tra cui la Convention Nazionale Democratica prossima.
Commento di Alessandro — 28 maggio 2008 @ 13:11
Alessandro ha scritto:
SI ALESSANDRO HAI INTERPRETATO BENE
MA POI MI CHIEDO: SOFFRO IO DI STRABISMO UNITO A QUALCHE PROBLEMA PSICOLOGICO? O GLI EUROAMERICANI NON SI ASCOLTANO ABBASTANZA (E NON RICORDANO TANTO) ?
DANIELA POSTA IN ALTRO AMBITO :
danielaon 22 Mag 2008 at 12:40 Quota
….una buona notizia (riconoscimento a denver del genocidio dei nativi) e un miliardo di cattive…
Commento di Virginia — 28 maggio 2008 @ 13:23
Otto mesi dopo l’annuale parata del Columbus Day a Denver, è arrivata l’assoluzione dell’anziana Lakota in una sedia a rotelle che ha aderito alla protesta. ” Ho voluto prendere posizione in difesa delle persone Native”, ha detto Irma Little, 67 anni, di Denver, originaria di Rosebud, S.D. Ella non è stata trovata colpevole di violazioni del codice comunale della città di Denver. 9 giugno 2008,
Fonte: http://www.colorado-aim.blogspot.com/
Commento di Alessandro — 16 luglio 2008 @ 12:53