Sisters In Spirit March: attiviamoci.

Alessandro settembre 20th, 2009

Novità::NewsLa 4° SIS Marcia e Veglia annuale si terrà nelle comunità di tutto il Quebec, incluso Ottawa, Edmonton e Montreal. E’ una giornata nazionale di ricordo, rispetto e richieste al governo di svolgere vere indagini. I Marciatori si riuniranno in Cabot Square, e proseguiranno verso est lungo la St. Catherine Street fino a Phillis Square per una Vigilia al lume di candele, Domenica 4 Ottobre dalle 18.00 alle 21.00. Per informazioni: irkar1@gmail.com, justiceformissing@gmail.com. Gli oratori comprenderanno la Presidente delle Donne Native del Quebec, Ellen Gabriel, Cheryl Diabo del Concilio Tradizionale Mohawak in Kahanawake, e altri. Parteciperanno anche gli Odaya e Tiohtiake Singers con i loro tamburi. Le donne indigene del Canada sono cinque volte più a rischio di morte violenta di ogni altra donna, secondo una statistica del governo Canadese. Qualche attivista ritiene che il numero delle donne scomparse sia molto più alto, dato che molti casi non sono stati denunciati per la diffidenza delle comunità Native verso la polizia. Amnesty International ha pubblicato un rapporto riassuntivo nel 2004 intitolato “Stolen Sisters: Una risposta dei diritti umani per la discriminazione e la violenza verso le donne Indigene del Canada” e le Nazioni Unite hanno recentemente richiesto al Governo del Canada di investigare sul perché centinaia di morti e sparizioni di donne indigene siano rimasti irrisolti.
Il rapporto chiede al governo di Ottawa di riferire entro un anno sulla situazione di più di 500 casi che non sono “mai stati veramente oggetto di investigazioni o segnalati degni di una maggior attenzione, con i relativi colpevoli rimasti totalmente impuniti“. Jacobs sottolinea che “510 donne native scomparse e uccise in Canada equivalgono a 18.000 donne bianche in tutto il Canada“. Cosicché: “Se ci fossero state 18.000 donne bianche scomparse e uccise qualcosa sarebbe stato fatto immediatamente”.
Dato che per la maggior parte di noi sarà impossibile partecipare alla Marcia in Canada, gli attivisti chiedono che almeno vengano inviate delle petizioni di protesta alle varie sedi del Consolato e dell’Ambasciata Canadese in Italia, sollecitando il Governo Canadese a “fare qualcosa” contro questa vergogna.
Anche brevi messaggi via mail o fax tipo:
“Dear Mr…
I am writing to you to express my concern about the unacceptable threat of violence facing Indigenous women in Canada.
According to government statistics, young Indigenous women are at least five times more likely than all other women to die as the result of violence. This violence takes place in the home, in Indigenous communities, and in the streets of cities across Canada . Not enough is being done to stop it.
The four political parties represented in the House of Commons have all condemned the violence. Now it’s time for action.
I urge you to do everything in your power to urge the government work with Indigenous women’s organizations to establish a comprehensive plan of action to stop violence against Indigenous women. This plan of action must:
- Uphold the rights of all Indigenous women whether they live on reserve or in other communities
- Ensure effective coordination of federal and provincial policies, programs and services.
- Address long-standing and deep-rooted patterns of discrimination and impoverishment that put so many Indigenous women in harm’s way.
- Ensure that police in every jurisdiction have clear guidance on effective and appropriate response to threats to Indigenous women’s lives and safety, including reports of women and girls who have gone missing.
- Help Indigenous women escape from abusive relationships and dangerous situations by ensuring adequate, sustained funding to shelters and frontline organizations providing culturally appropriate services.
Best regards
Yours sincerly

(segue Nome e Cognome, Indirizzo e Città)”.
Elenco Consolati e Ambasciata del Canada in Italia:
AMBASCIATA DEL CANADA IN ITALIA
Via G.B. de Rossi, 27, 00161 Roma
E-mail: rome-gr@international.gc.ca
CONSOLATO DEL CANADA
Via Carducci, 29
80121 Napoli
tel : 081-401338 – fax : 081-4104210
E-mail: cancons.nap@tiscalinet.it
CONSOLATO DEL CANADA
Riviera Ruzzante, 25
35129 Padova
tel : 049-8764833 – fax : 049-8781147
E-mail: consolatocanada.padova@virgilio.it
CONSOLATO DEL CANADA
Palazzo Mazara
Via Panfilo Mazara, 26
67039 Sulmona (AQ)
tel : 0864-212341 – fax : 0864-210158
E-mail: consolato.canadese@tin.it
CONSOLATO GENERALE DEL CANADA
Via Vittor Pisani 19
20124 Milano
tel. 02-6758.1 – fax 02-6758.3900
E-mail: milan-cs@international.gc.ca
Inoltre, chi lo desidera può partecipare alla campagna di Amnesty InternationalNO MORE STOLEN SISTER“.
(Ringraziamo Sonia Previtali per la traduzione e raccolta dei documenti).
Documenti allegati:  PdfDocumento 1Pdf Documento 2
Approfondimento: Amnesty International Canada

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14 commenti »

  1. E’ stato un vero viaggio all’inferno, caro Alessandro..
    Prego chiunque di voi legga di mandare una petizione, una protesta al governo canadese. Anche con parole vostre, anche in italiano..MA FATELO!!! Fatelo..

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    Commento by sonia — 21 settembre 2009 @ 00:02

  2. Fatto. Attendiamo le (improbabili) risposte. Grazie Sonia.
    Attenzione: l’indirizzo milan-cs@international.gc.ca risulta essere sconosciuto.

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    Commento by Alessandro — 21 settembre 2009 @ 13:26

  3. L’Ambasciata del Canada di Roma ha letto l’email:

    Your message,
    Subject: The unacceptable threat of violence facing Indigenous women in Canada.
    Sent: Mon, 21 Sep 2009 13:25:55 +0200
    was read on Mon, 21 Sep 2009 13:26:01 +0200

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    Commento by Alessandro — 22 settembre 2009 @ 10:43

  4. Arrivata la ricevuta di lettura dell’email anche dal Consolato del Canada a Padova…

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    Commento by Alessandro — 23 settembre 2009 @ 10:04

  5. Sono sempre impressionata, negativamente, dal risultato di attenzione e commenti che ottieni sul tuo blog riguardo le campagne sulle boarding schools e adesso sugli omicidi negati riguardo le donne native. Complimenti per la sensibilità, ragazzi..
    Già, meglio i Pow Wow…
    Che tristezza.
    Riguardo alle nostre donne sostenitrici, così attive in altri argomenti, non mi pronuncio. Silenzio assoluto.
    Non le riguarda pare.
    Mi girano le scatole..e forse è inutile sprecare tempo.
    Comunque grazie Alessandro, anche a nome di molte donne Native che hanno CHIESTO il nostro sostegno.
    Amen

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    Commento by sonia — 25 settembre 2009 @ 00:10

  6. Ciao Sonia. Vedo ora (un po’tardi) questo tuo commento del 25 settembre
    Dici che non ci sono commenti su questi argomenti: io personalmente non trovo nè l’energia nè le parole per “commentare”. Mando la mia brava mail ai consolati, cerco di parlare di questi fatti ogni volta che posso in modo che sempre più persone ne siano consapevoli, cerco di diffondere più che posso le informazioni, sempre, ma un “commento” proprio non mi viene. Che c’è da dire o da aggiungere all’orrore che emerge leggendo ciò che accade? Riesco solo a inorridire e a ammutolire per l’ennesima volta davanti al baratro di nefandezze di cui i Nativi sono stati e continuano a essere vittime. Il pow wow può essere argomento di dissertazione……ma su cosa possiamo dissertare in questo caso? Come detto, io riesco solo ad ammutolire.
    Un abbraccio
    Camilla

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    Commento by camilla — 20 ottobre 2009 @ 17:50

  7. Ciao cara Camilla..
    Vabbé, ormai lo sai che in me parlano sia il ‘diavoletto’ che l’”angioletto”..
    E mi infiammo facile, facile..
    Però vedi quanti commenti ha suscitato finora questo grave argomento??..
    Magari un ” Cazzo!!..Ho mandato un’email..” ?
    Non dissertare, ma partecipare in modo concreto..
    Per esempio: “Cosa possiamo fare per essere un poco d’aiuto?”
    Insieme..
    Cosa? Come? Che sviluppi ci sono stati?
    Ma a tutt’oggi i commenti sono il tuo, Alessandro e i miei..
    STOP..
    Sì, meglio i Pow Wow e la spiritualità fast food..

    Un abbraccio carissima, splendida Camilla
    E anche a voi Alessandro e Bianca

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    Commento by sonia — 29 ottobre 2009 @ 23:26

  8. Sonia,

    Può anche essere che le persone si attivino senza necessariamente fare commenti sul blog. Una volta che si è scritto sul blog “ho fatto la mail” cosa cambia? L’importante è farla, non publicizzarla.
    Quando si “disserta” è per condividere opinioni che sono magari diverse, per far conoscre il proprio punto di vista….In questo caso penso non ci siano opinioni diverese, anzi, penso non ci siano opinioni. Siamto tutti spettatori dell’ennesimo orrore.
    Io personalmente ho commentato solo perchè le tue parole (ops….quelle del diavoletto !) mi sono sembrate ingiuste.
    Personalmente, come detto, non sentivo la necessità di fare alcun commento sui fatti. Ribadisco che secodo me non c’è proprio nulla da commentare.
    Un abbraccio forte
    Camilla

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    Commento by camilla — 30 ottobre 2009 @ 10:14

  9. Voglio solo dire che l’importante è attivarsi, ognuno nel nostro piccolo, poi secondariamente uno può o non può scrivere di averlo fatto, questa è una sua libera scelta…io di solito scrivo ciò che faccio, desidero farlo non per gloria ma per lasciare una testimonianza che possa servire anche per altri che desiderano attivarsi a loro volta…

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    Commento by Alessandro — 30 ottobre 2009 @ 10:56

  10. Vero.., cari Camilla e Alessandro.
    Mi sono espressa malissimo..perdonate!.
    Ahh..il diavoletto…
    …^_^..
    Avrei solo voluto sentire più partecipazione per questo triste argomento, che si riallaccia comunque alla terribile situazione di Apartheid verso i Nativi Americani del Canada e alla mentalità che ha concepito le Residential school come Soluzione Finale…
    Come del resto ne ha parlato anche Kevin Annett a Genova..Ricordi Camilla?
    Lui ha usato la parola apartheid e ci ha spiegato il perché.
    Con leggi e negazione dei diritti umani abbastanza peggiori, pare, rispetto agli U.S.
    E totale disinteresse verso il destino dei Nativi, se non odio vero e proprio.
    E che le tristi notizie sul razzismo/nazismo di Harper, primo ministro canadese in carica, continuamente ci ricordano.
    Molti Nativi Canadesi sono abbastanza incavolati e preoccupati e alcuni (quanti?..) decisi a combattere anche fisicamente.
    Loro parlano di provocazioni studiate a tavolino per giustificare un’altra Guerra.. Stavolta definitiva..
    E quindi, sempre secondo alcuni, meglio morire con le armi in pugno.
    C’è sempre troppo silenzio attorno a loro. Molto più che attorno ai Nativi U.S, perlomeno nella conoscenza generale
    dei problemi degli ‘Indiani’..
    Chi parla dei problemi dei Nativi Canadesi?..Pochissimi..Sui blog, mi pare solo tu Alessandro.
    Posso naturalmente essere in errore..e ne sarei felice.
    Per alcuni, troppi, gli Indiani sono solo quelli U.S e ancor più i Lakotah ( e mi riallaccio a un vecchissimo discorso che è stato portato avanti sul blog mesi fa)
    Ripeto, avrei voluto sentire qualche opinione sulla situazione Canadese che, confesso, anch’io ignoravo fino a poco tempo fa.
    Avrei voluto capire se invece voi ne eravate al corrente..
    Come e cosa poter fare insieme, magari.
    Per esempio: Alcuni attivisti Canadesi CONTINUANO a chiedere di mandare fax, mail al Governo Canadese e anche al nostro per far sì che il Canada firmi la risoluzione sul rispetto dei diritti degli Indigeni. La ritengono molto importante per bloccare le mire ‘genocide’ di Harper.
    Risulta anche a voi?..

    No, nessuna sete di gloria da parte mia o di dire: ‘Che bravo, hai mandato una mail..’
    Solo desiderio di sentirvi partecipi..vicini a questi nostri sfortunati Amici.
    Già in famiglia sono stata bastonata, moralmente, sulla situazione Canadese!..
    Quindi, come già spiegato, ho la lacrima e la frustrazione facile
    Un abbraccio!!!

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    Commento by sonia — 30 ottobre 2009 @ 15:52

  11. Ciao Sonia. Tutta la mia simpatia ed empatia.

    Un’osservazione: attenzione, negli US è stato – E’ – esattamente, specularmente tragico, indegno, vergognoso e terribile come in Canada.
    Riguardo alle strategie nei confronti del “problema indiano”, riguardo ai NUMERI INGENTI di scomparsi nelle Boarding Schools (Richard Henry Pratt e la Carlisle Indian School hanno fatto storia….) riguardo alle leggi razziste, riguardo al razzismo tutt’ora vivo e vegeto.

    Tante sono le ragioni – storiche, geografiche, culturali – per cui si sente parlare degli uni più che degli altri ma, soprattutto, per cui gli uni parlano di se stessi più degli altri.

    L’importante è che ci siano strumenti, come questo blog, per diffondere quanta più informazione possibile.

    Buon week end a tutti

    Camilla

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    Commento by camilla — 30 ottobre 2009 @ 17:00

  12. Intendevo dire: gli uni parlano di se stessi. Gli altri lo fanno, apparentemente, meno.
    Camilla

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    Commento by camilla — 30 ottobre 2009 @ 17:03

  13. Grazie Camilla..
    Sono molto confusa, come vedi.
    Per questo avrei voglia di parlare.
    Almeno con te ed Alessandro..
    Non so se dar credito o no a quanto mi è stato detto, forse solo in un momento di rabbia ma comunque da persone molto impegnate verso le loro comunità e politicamente.
    Per questo mi preoccupano.
    Non so se tradurre questi sentimenti di guerra e condividerli con voi. Cercano alleati, e alleati sbagliati a mio parere…Pronti a sfruttare la situazione. E che dell’eventuale bagno si sangue, Nativo, certamente se ne fregheranno..
    Ditemi voi…
    Mi sento preoccupata perché dalla violenza può nascere solo violenza..E distruggere ulteriormente i nostri amici.
    Che, ripeto, magari parlano in un momento di profondo sconforto e solitudine. E le buttano lì, pesanti..

    Devo dire che, dai Nativi U.S, non ho sentito così spesso parole piene di rabbia: meglio: odio..
    O forse mi è andata bene?
    Ho forse incontrato solo persone spirituali e abbastanza serene malgrado la situazione?
    Ma..
    Di nuovo grazie per la pazienza Camilla..SEI GRANDE!!!
    Buon week end e buon Halloween a tutti..
    Il Diavoletto..

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    Commento by sonia — 30 ottobre 2009 @ 22:12

  14. Vi segnalo anche questa petizione da firmare.

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    Commento by Alessandro — 16 marzo 2010 @ 11:54

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