Tagliati i capelli Indiano!
Alessandro luglio 1st, 2009
Un ragazzino Nativo Americano e la sua famiglia combattono contro una scuola in Texas per il diritto di mantenere i suoi lunghi capelli. E vincono la causa legale. La piccola scuola rurale nel distretto di Fort Bend County, in Texas, vuole costringere Adriel Arocha a tagliarsi i capelli, per frequentarla, in conformità con i termini del proprio codice di abbigliamento. Michelle Betenbaugh dice che suo figlio, Adriel Arocha, porta i capelli lunghi per le credenze religiose legate al suo patrimonio culturale di Nativo Americano, la controversia è iniziata la scorsa estate, quando Arocha Kenney e Michelle Betenbaugh, Apache, genitori di Adriel, hanno informato la scuola della loro intenzione di trasferirsi da Stafford iscrivendo il loro figlio. Resi consapevoli dalla coppia in merito alla prassi da parte di alcuni Nativi Americani uomini di portare i loro capelli lunghi, i dirigenti della scuola hanno detto che avrebbero dovuto tagliare i capelli al loro figlio in base ai termini del codice di abbigliamento. I genitori hanno rifiutato, ed è nata una battaglia legale. “Nel distretto scolastico di Needville vi sono norme severe sulla lunghezza dei capelli dei ragazzi e non vediamo alcun motivo per fare un’eccezione in questo caso”, questa è la posizione dei dirigenti del distretto. Il codice, non consente che la lunghezza dei capelli dei ragazzi superi il collo o gli occhi, ed è simile a quello di altri distretti rurali nella regione di Houston. Il caso dimostra che questi distretti scolastici hanno codici che riflettono i vecchi e tradizionali valori delle piccole città americane, che sono semplicemente strumenti di oppressione e di conformità. Infatti, l’intera vicenda è un ritorno al 1970. Ed è incredibile che ci siano ancora tali e intolleranti episodi nella società americana. Fortunatamente, a quanto abbiamo appreso proprio in questi giorni, il giudice federale P. Keith Ellison ha stabilito che la scuola, con questa decisione, ha violato le leggi americane della costituzione in materia di diritti religiosi, dando ragione ai genitori di Adriel e concedendogli di portare tranquillamente i suoi capelli lughi. La famiglia aveva anche contattato l’American Indian Movement, in questa lunga e caparbia lotta per la difesa dei propri diritti, che si è offerto di parlare con i funzionari distrettuali. Anche l’American Civil Liberties Union, era stata informata del caso. E con il supporto di esso è nata la causa legale. Non tutti i genitori Nativi Americani hanno la stessa caparbietà dei genitori di Adriel, e in molti casi seguono i codici di comportamento per non lasciare i propri figli fuori dalla scuola. Questa sentenza deve incoraggiarli a non lasciarsi piegare da queste norme, se desiderano farlo, anche se l’incomprensione verso la loro cultura è forte. Questa vicenda ha avuto un largo eco, ma non è l’unica, vedi qui. Si tratta di una petizione in supporto ad un ragazzino Nativo Americano a cui un’insegnante ha proditoriamente tagliato i capelli…
Fonte: Indianz.com
Approfondimento: www.aclu.org























BRAVO IL GIUDICE
PROPRIO UNA BELLA NOTIZIA
Commento by Virginia — 1 luglio 2009 @ 12:16
Si è proprio una bella notizia. Riesce difficile pensare che esistano atteggiamenti così bakkettoni ancora di questi giorni. Genitori coraggiosi. Sarebbe carino sapere come la pensa il bambino sulla questione e di come è andata a finire.
Commento by cristina bettoldi — 1 luglio 2009 @ 14:02
Incredibile quanta stupidità e formalismo intollerante esista ancora in questi giorni..
E se il bambino fosse stato Sigh?
Per fortuna che questa volta i genitori hanno tenuto duro e siano stati anche ben supportati, una volta tanto.
Invece il bambino canadese a cui la maestra ha tagliato i capelli senza neanche chiedere, non è stato così fortunato. E la maestra è ancora lì, imperterrita , al suo posto.
Commento by sonia — 1 luglio 2009 @ 16:45
beh, per alcuni l’abito fà ancora il monaco, e con questo
si continua a calpestare la cultura di un popolo che del
suo ha già dato…abbastanza! Gli spagnoli di Colombo fu
Cristoforo, iniziarono loro a scalpare i nativi per piegarli
ai loro usi e voleri, poteri e manie di conquista di terre ,
menti e cuori. I capelli… tutto questo mi riconduce ai
nostri anni ’60 i nostri padri non sopportavano quella
zazzera che ci copriva le orecchie e scendeva anche più
giù. Era per noi un nostro modo di essere, per distinguerci dai matusa o da coloro che storcevano il naso al nostro
passare.Non esisteva però niente di spirituale, di
qualcosa che ci apparteneva dal profondo dell’animo,
infine era anche un gioco e a noi piaceva giocare.
Per i nativi, i capelli lunghi significa essere nella natura,
parlare con il vento,andare passo passo con il loro cavallo
attraverso lo sventolare della criniera, e la tristezza che mi prende davanti alle foto di Curtis di quelle belle persone a cui come prima cosa, per…educarli tagliavano
i capelli, li insaccavano in quelle giacche che a mala pena
riuscivano ad abbottonare, toglievano loro tutti i colori
e giù a scattare foto, per poi dire “adesso siete dei nostri!”
No, questo non è mai avvenuto, i nativi mantengono la loro identità nonostante tutto ed è molto remoto il giorno
che…ma non è proprio possibile!!!
Comunque benessere a quel giudice (ma c’era bisogno
di un giudice? Manco fosse un crimine avere i capelli lunghi!) e alla tenacia dei genitori che non si sono lasciati
intimorire da questi… dategli voi una identità.
Hoka hey a tutti.
Freccia mozza
Commento by freccia mozza — 1 luglio 2009 @ 19:01
Mamma mia! Sembra di essere tornati agli anni ’20! purtroppo la cultura reazionaria è sempre latente e pregiudizi che si ritenevano (a torto) sorpassati riaffiorano in ogni dove…. Libertà per gli Indiani d’America…
Commento by apachekid — 2 luglio 2009 @ 11:07
Ringraziamo Luigi, di Reportonline.it, che ci ha richiesto la pubblicazione di un articolo pubblicato sul Blog per inserirlo sul loro sito, noi abbiamo scelto questo. Potete leggerlo qui.
Commento by Alessandro — 6 luglio 2009 @ 10:22
Ecco un aggiornamento cortesemente tradotto da Sonia, se possibile vedremo di di capire l’esito della sentenza…
NEW ORLEANS – 3 dicembre – La Corte d’Appello per il V Circuito ascolterà Venerdì, 4 dicembre, gli argomenti in sede di impugnazione della sentenza di un giudice federale in base alla quale la Needville, Texas Independent School District (NISD) ha violato la Costituzione degli Stati Uniti e il diritto dello Stato del Texas nel punire uno allievo Nativo americano della scuola materna per aver portato i suoi capelli in lunghe trecce come espressione del suo patrimonio culturale e fede religiosa..
Il giudice distrettuale, Keith P. Ellison, ha approvato la richiesta presentata dall’American Civil Liberties Union e dall’ACLU del Texas in base alla quale il bambino, nominato durante il processo con le iniziali A.A, ha il diritto di portare i suoi capelli a scuola in due lunghe trecce in osservanza alla sua cultura religiosa.
I responsabili della Scuola, che inizialmente avevano sospeso il bambino per violazione delle regole della scuola che richiedevano ai bambini maschi di portare i capelli corti, hanno presentato appello contro la sentenza.
L’ACLU e l’ACLU of Texas hanno citato la NISD nell’ ottobre 2008 dopo che i responsabili della Scuola si sono rifiutati di fare un’eccezione per il bambino e lo hanno invece obbligato a nascondere i suoi capelli dentro la sua camicia, causandogli ulteriore imbarazzo e disagio, fisico e psicologico.
COSA: L’ACLU presenterà argomenti in difesa della sentenza di un giudice federale di Houston, che ha impedito a una scuola distrettuale del Texas di conti- nuare a punire un bambino di cinque anni colpevole ai loro occhi di portare i capelli secondo la sua tradizione di Nativo Americano e la sua religione.
CHI: Il responsabile legale dell’ACLU del Texas, Lisa Graybill, e l’avvocato dell’ACLU del Texas, Fleming Terrell, discuteranno davanti ad una commissione di giudici della Corte d’Appello del V Circuito degli U.S
QUANDO: Venerdì. 4 dicembre 2009
http://www.commondreams.org/newswire/2009/12/03-12
Commento by Alessandro — 14 dicembre 2009 @ 11:39