I Nativi sulle “scuse” di Papa Ratzinger…
Alessandro aprile 28th, 2009
25 aprile, 2009, territorio della Nazione dei Squamish, costa ovest del Canada. Al popolo italiano, da parte degli anziani rappresentanti di varie nazioni indigene del Canada.
Cari amici, Vi salutiamo molto calorosamente e vi chiediamo di prestare attenzione a questo messaggio e di prenderlo a cuore, perchè tramite esso comunichiamo a nome di decine di migliaia di nostri parenti e bambini piccoli morti, uccisi nelle scuole residenziali gestite dalla Chiesa Cattolica Romana in Canada.
Tra il 1890 e il 1996, più di 50.000 bambini indigeni sono morti nelle scuole residenziali per native americani in tutto il Canada, principalmente dalla Chiesa cattolica Romana, che fondarono e gestirono più dei due terzi di queste scuole.
Molti bambini sono morti perché bastonati o torturati, deliberatamente esposti a malattie gravi e non curati, oppure trascurati quando stavano male e altri maltrattamenti con premeditazione.
Nessuno è mai stato processato per la morte di questi bambini, e la Chiesa cattolica si rifiuta di rivelare dove questi bambini siano stati sepolti e come sono morti. Questa settimana, il 29/4 Papa Benedetto XVI, Joseph Ratzinger, farà le sue “scuse” per il grave danno che è stato causato nelle scuole residenziali per nativi americani.
Noi non accettiamo queste scuse, perché non si può chiedere scusa per il genocidio e gli omicidi di massa, così come non si può risolvere tutto solo con le parole. Chiediamo invece al Papa di prendersi tutta la responsabilità per gli atti criminali compiuti dalla sua Chiesa per secoli nei confronti del nostro popolo, e chiediamo che accetti le nostre seguenti richieste, per dimostrare che il suo rimorso per le azioni della sua Chiesa nelle scuole residenziali indiane in Canada è reale:
1. Identificare il posto dove sono sepolti i bambini morti in queste scuole cattoliche, e ordinare che i loro resti vengano restituiti ai loro familiari per una degna sepoltura.
2. Identificare e consegnare le persone responsabili per queste morti.
3. Divulgare tutte le prove riguardanti questi decessi e i crimini commessi nelle scuole residenziali, consentendo il pubblico accesso agli archivi del Vaticano ed altri registri delle altre Chiese coinvolte.
4. Revocare le bolle pontificie “Romanus Pontifex” (1455) e “Inter Catera” (1493), e tutte le altre leggi che sanzionarono la conquista e la
distruzione dei popoli indigeni non-cristiani nel Nuovo Mondo.
5. Revocare la politica del Vaticano, in parte formulata dall’attuale Papa, che richiede che vescovi e preti tengano segrete le prove degli abusi subiti da bambini indigeni nelle loro chiese invitando le vittime al silenzio.
6. Venire in Canada di persona per visitare i quartieri più poveri, dove abitano i sopravvissuti delle scuole residenziali, e chiedere perdono a queste persone per il genocidio e per la politica messa in atto dalla sua
Chiesa nei loro confronti, e giurare pubblicamente che tali azioni e politiche non si ripeteranno mai più. E, infine,
7. Presentarsi davanti al Tribunale Internazionale sui Crimini di Guerra e sul Genocidio in Canada per rispondere alle accuse che lui e la sua chiesa siano responsabili per la distruzione e la morte di milioni di Nativi Americani.
Noi crediamo che queste richieste nei confronti del Papa, Joseph Ratzinger, sono giuste ed eque, e sono quelle che devono essere fatte se vogliamo che la giustizia venga fatta e che Dio sia onorato. Nel fare queste richieste, noi ci dissociamo pubblicamente dal cosìddetto leader dei nativi americani canadesi, “Capo” Phil Fontaine, che apparirà insieme al Papa come destinatario delle sue “scuse.” Il Sig. Fontaine non rappresenta i Nativi Americani in Canada, ma lavora invece per il governo canadese. Non ha mai consultato i nostri anziani, o altri rappresentanti indigeni, prima di partire per Roma. Chiediamo al popolo italiano di fare pressione sul Papa e sulla Chiesa Cattolica per far si’ che accettino le nostre richieste.
Vi chiediamo anche di informarvi sul genocidio canadese tramite il sito web menzionato qui sotto, e di contattare la nostra associazione, The Friends and Relatives of the Disappeared [“Amici e parenti degli scomparsi”].
I nostri rappresentanti verranno in Italia a settembre-ottobre 2009.
Vi salutiamo nello spirito di verità e fratellanza.
Dodici anziani del Consiglio che rappresentano le nazioni Cree, Squamish, Haida, Metis ed Anishinabe.
Elder Jeremiah Jourdain
Chief Louis Daniels (Whispers Wind)
Portavoci del Consiglio
Contact: Friends and Relatives of the Disappeared
c/o Eagle Strong Voice (Kevin Annett)
260 Kennedy St.
Nanaimo, B.C. Canada V9R 2H8
ph: 250-753-3345
email: hiddenfromhistory@yahoo.ca
website: www.hiddenfromhistory.org
Questo comunicato ufficiale, inviato da Kevin Annett e inoltrato a noi da Vittorio Delle Fratte, tradotto da C. Boyle, ci impone il massimo impegno nella sua diffusione. Al momento non è ancora visibile sul sito www.hiddenfromhistory.org, e probabilmente lo sarà solo al momento delle “scuse” papali previste per domani. Noi lo pubblichiamo oggi, e ci impegneremo in tal senso, come sapete collaboriamo e supportiamo il lavoro di Kevin Annett, diffondiamo le verità storiche sulle scuole residenziali canadesi e le boarding school da molto tempo, e siamo in prima fila nel chiedere al Papa di ammettere pubblicamente le colpe della chiesa cattolica romana nei crimini commessi in queste scuole, ma certamente di farlo in modo sincero; non possiamo, al momento, conoscere le reali intenzioni delle scuse che saranno fatte domani dal Papa alla presenza di Phil Fontaine, né se quest’ultimo sia davvero mosso da sinceri intenti o lavori davvero per il governo, certo ci chiediamo come mai non sia il Papa ad andare dai Nativi Americani per porgere scusa ma sia un loro (unico?) “rappresentante” a muoversi per venire in Italia. Ci permettiamo di avere dei dubbi sulla sincerità delle scuse che saranno presentate domani, perché anche noi pensiamo, come gli anziani Nativi canadesi, che ad esse debbano seguire altre azioni ben più concrete, a cominciare dal dire TUTTA la verità. E a far sì che i funzionari cattolici responsabili di questi crimini paghino il loro debito con la giustizia. Siamo convinti che questo non avverrà, quindi, per favore, unitevi a noi nel far pressione affinchè tutto non finisca con delle scuse di facciata, diffondete questo comunicato e gli altri che potranno venire!
Leggi anche: Ecco dov’era la Chiesa Cattolica…
Auschwitz in Canada e U.S.A.
Chief Louis Daniels chiede giustizia!
Assimilazione o annientamento?
“Unrepentant…”, vers. sottotitoli italiano
“Unrepentant…” vers. italiana su Arcoiris.tv
Stop al silenzio!








































Come in occasione dell’arrivo delle 13 Grandmothers, nessuno ne parlerà sulla stampa italiana e tutto si limiterà ad una macchietta pseudo/pentimento..
No, queste scuse non hanno nessun valore. Neanche simbolico..
Hanno ragione gli anziani delle tribù!
Ma fare pressione su che cosa?..Sul Vaticano?
Non si organizza in un giorno..
Forse sulla stampa?..Ch ne parli almeno!!
Io cercherò di muovermi in questo senso.
Ma conosco solo due gatti alternativi..
Commento di sonia — 28 aprile 2009 @ 11:15
Diffondo subito!
Commento di 64less — 28 aprile 2009 @ 11:30
La richiesta è di diffondere questo comunicato su media, internet e giornali; ognuno di noi, può farlo, anche se limitatamente alle proprie possibilità sarà un valido aiuto nel diffondere la voce degli anziani Nativi e dei rappresentanti dell’associazione “The Friends and Relatives of the Disappeared”, e verso tutte le famiglie dei sopravvissuti alle scuole residenziali canadesi e alle vittime dei crimini in esse commessi. Ascolteremo o leggeremo, se sarà data questa possibilità dall’informazione italiana, le parole del Papa, ma siamo certi e fermamente convinti che esse da sole non potranno bastare per dimostrare la sincerità di queste scuse annunciate, e anche un pò scettici che ci saranno davvero.
Commento di Alessandro — 28 aprile 2009 @ 11:40
Certo che questa chiesa non cessa mai di stupire negativamente… Spero che le condizioni dettate dagli indiani del Canada vengano prese in considerazione, anche se ci credo poco. La chiesa si limita a dire scusa, i suoi fedeli ne rimangono stupefatti da tanta umiltà e il gioco finisce lì, la chiesa si è pulita le mani…
Diffonderò il più possibile.
Commento di Akela il Solitario — 28 aprile 2009 @ 13:35
Credo sia giusto diffondere questo prezioso documento ..lo dobbiamo ai Nativi per un giusto rispetto, ma lo dobbiamo anche alle povere vittime di una crudeltà che non ha scuse di nessun genere.
Non ci possono essere scuse per un fatto così grave, ciò vorrebbe dire che la vita umana non ha valore..ma quei poveri bimbi meritano la giusta considerazione.
La Chiesa molto probabilmente cercerà di proteggere la sua ” faccia” come ha sempre fatto, nascondendosi dietro parole tipo ” perdono”…
La mia promessa è che farò l’impossibile per diffondere questo documento…
lodevo ai Nativi…e lo devo a delle piccole creature che non stanno chiedendo scuse ma un giusto riconoscimento alle loro famiglie e al loro Popolo.
Un mio grazie va ai Dodici Anziani del Consiglio come rappresentanti delle loro Nazioni e un pensiero speciale a Kevin Annet per il comunicato….
Sono vicina al Popolo Nativo…
Commento di vittoriaelcondor — 28 aprile 2009 @ 20:57
ho ampiamente diffuso,nei limiti delle mie possibilità ma rimango perplessa….genocidi nella storia ce ne sono tanti,tutti con risvolti,anzi motivazioni,politico-economiche,….se uno di questi viene portato alla luce,perchè porre delle condizioni così dure da creare ulteriori tensioni?la pace si costruisce a piccolissimi passi,ogni singola goccia dà forza all’oceano dell’amore, dovremmo ascoltare prima di emettere la nostra sentenza di condanna,sapendo che mai,una potenza come la chiesa piegherà tanto la testa….cristo lo avrebbe fatto ma questa sua chiesa……..i bimbi,anime pure,in questo o nell’altro mondo,desiderano vederci vivere in pace…
Commento di danielab — 28 aprile 2009 @ 23:00
Piccola rassegna stampa on-line:
L’occidentale
I cancelli di Andrea
Swisscom
Kataweb Blog
Commento di Alessandro — 29 aprile 2009 @ 09:46
Io ho postato questo articolo sul mio blog:
http://www.wrong-.splinder.com
Commento di wrong — 29 aprile 2009 @ 15:17
messaggio inserito nel gruppo
Nativi Americani – Indiani d’America – American Natives – American Indians
su facebook
Citta’ del Vaticano, 29 apr – Papa Benedetto XVI ha incontrato questa mattina, al termine dell’udienza generale in Piazza San Pietro, una delegazioni delle comunita’ aborigene del Canada, accompagnati da rappresentanti della conferenza episcopale canadese. L’udienza arriva come risposta alla richiesta delle comunita’ dei nativi americani di scuse formali da parte della Chiesa cattolica, che dal XIX secolo fino ai primi anni ‘80 ha gestito – insieme con le altre Chiese cristiane – delle scuole volute dal governo canadese, dove i bambini aborigeni venivano separati dalle loro famiglie e dalla loro cultura e costretti ad assimilarsi al modello europeo. Oltre ad essere sottoposti ad un programma di ‘rieducazione’ culturale, molti studenti erano anche vittime di abusi fisici e sessuali. Il presidente canadese Stephen Harper, nel 2008, ha chiesto formalmente scusa per questo programma. Le comunita’ aborigene hanno anche raggiunto un accordo di compensazione economica con il governo canadese – che finanziava e organizzava le scuole – e con le Chiese coinvolte. La Chiesa cattolica dovra’ pagare circa 79 milioni di dollari agli ex-studenti e ai loro discendenti. A guidare la delegazione dei nativi canadesi e’ stato Phil Fontaine, presidente dell’Assemble delle prime nazioni del Canada, accompagnato dal presidente della Conferenza episcopale canadese, mons. James Weisgerber. asp/sam/alf
Commento di Aquila Grigia — 29 aprile 2009 @ 17:14
postato l’articolo sul mio blog ieri
Commento di Wahinkpe — 29 aprile 2009 @ 18:39
Stamattina ho seguito il TG di RaiNews24 delle 6. C’era un servizio sulle “scuse papali” (ho provato a cercare in rete il video ma non sono riuscito a recuperarlo).
Il servizio ha riportato alcune frasi del papa il quale affermava che sui bambini delle boarding scool c’erano stati “alcuni” casi di violenza fisica e sessuale da parte dei preti cattolici ma faceva intendere che complessivamente la chiesa ha fatto un “buon lavoro” in Canada.
In realtà non ci sono state le scuse e Phil Fontaine, con il suo copricapo da capo indiano, ha fatto in modo che quei 50.000 bambini fossero uccisi ancora una volta.
Disgustoso
Commento di Tankasi — 30 aprile 2009 @ 07:42
Due articoli che riassumono la vicenda, da un lato Phil Fontaine che dice che è soddisfatto, nell’altro articolo si evidenzia, giustamente secondo noi, la presa in giro dell’intera operazione.
Leggete voi e fate le vostre considerazioni.
Intervista del Corriere a Phil Fontaine dopo l’incontro in Vaticano: «È stato un gran giorno»…
Ratzinger prende in giro i canadesi vittime dello stupro sistematico di sacerdoti pedofili…
Commento di Alessandro — 30 aprile 2009 @ 08:42
Tankasi ha scritto:
Non posso che trovarmi d’accordo con le tue parole…
Commento di Alessandro — 30 aprile 2009 @ 09:02
Buona fortuna Alessandro, continua con il tuo lavoro, arrivederci.
Commento di 64less — 18 maggio 2009 @ 18:53
Una lettura interessante…cliccate qui
Commento di Alessandro — 22 maggio 2009 @ 13:44
Alessandro ha scritto:
letto
alcuni stupri… alcuni bambini…disgustoso disonesto ed offensivo
è un oltraggio
Commento di Virginia — 23 maggio 2009 @ 14:09
Vi annunciamo ufficilamente che Kevin Annett sarà in Italia e parteciperà alla seconda edizione di “eVENTI NATIVI” il 10 e 11 Ottobre prossimi. La manifestazione, che come sapete è organizzata dal Comitato 11 Ottobre, quest’anno si terrà a Roma, nello spazio della Città dell’Altra Economia. Kevin interverrà nell’ambito del seminario su: “Genocidio dei popoli indigeni e devastazioni ambientali: due facce della stessa medaglia” e sarà presente alle altre iniziative che si terranno nei due giorni previsti. Tutti coloro che fossero interessati a contattare Kevin per altre date e conferenze, nell’ambito del suo Tour Europeo, possono farlo concordando con lui eventuali altre date prima e dopo quelle già fissate nell’ambito di questa manifestazione. Questi alcuni passi dell’email con cui ci conferma la sua partecipazione:
“..sarei molto onorato di essere a Roma per prender parte alla vostra importante iniziativa. Quelle date vanno bene per me. Grazie. Mi scuso per aver cancellato l’ ultimo tour previsto per mancanza di fondi, ma prometto che non succederà ancora. Capisco l’importanza di quello che state facendo, e soprattutto considerando le recenti dichiarazioni del Papa è di importanza vitale per me essere presente….
Sono entusiasta della vostra iniziativa e cercherò di partecipare ed incontrare tutti voi ad Ottobre….”
Se non vi saranno quindi intoppi, avremo la possibilità di rendere pubblica direttamente dalla voce di Kevin la verità, il Papa dica quello che vuole…
Commento di Alessandro — 25 maggio 2009 @ 10:34
Da http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=86668
«È stato un grande giorno». C’è soddisfazione mista a voglia di ricominciare e di costruire qualcosa di nuovo nelle parole di Phil Fontaine, leader dell’Assemblea Nazionale dei Nativi, che insieme al presidente della Conferenza episcopale canadese, monsignor James Weisgerber, ha guidato ieri una delegazione di indiani accolta dal Papa in Vaticano.
Quel gesto di riconciliazione i nativi lo aspettavano da tempo. Dopo le scuse ufficiali del governo canadese, l’anno scorso, ora sono arrivate anche quelle della Chiesa.
Al termine dell’udienza generale, Benedetto XVI ha accolto nell’aula Paolo VI alcuni rappresentanti della comunità aborigena e di tutte le vittime di quello che è stato un violento processo di sradicamento dalle proprie origini.
Una “rieducazione”, perpetrata nelle scuole “residenziali” e decisa dal governo federale, fatta di abusi fisici e sessuali.
Per tutto il XIX secolo fino al 1970, sono stati più di 150mila i bambini indiani strappati alle loro famiglie, mandati in istituti religiosi e costretti ad assimilarsi al modello europeo. Picchiati e maltrattati solo perché parlavano una lingua diversa. Violentati perché si rifiutavano di dimenticare le loro radici.
«Un vero e proprio disegno, quello del governo federale, per uccidere gli indiani e i bambini. Ma ora siamo pronti a voltare pagina» ha detto Fontaine, raggiunto telefonicamente a Roma dal Corriere Canadese. La Chiesa Cattolica operava nel 75 per cento delle scuole residenziali indiane in Canada. Molte le chiese che hanno chiesto scusa. Eccetto quella Cattolica, almeno fino a ieri.
Il Papa ha salutato uno a uno i membri della delegazione, promettendo un serio impegno della Chiesa per guarire le ferite arrecate e ha espresso tutto il suo «dispiacere per l’angoscia causata dalla deplorevole condotta degli esponenti della Chiesa. Simili abusi – ha detto il Pontefice dimostrando una grande attenzione per le storie e le preoccupazioni della comunità aborigena – non possono essere tollerati in una società».
Papa Ratzinger ha però anche precisato che «sin dall’inizio della sua presenza in Canada, la Chiesa, soprattutto attraverso i suoi missionari, ha accompagnato da vicino i popoli indigeni».
Fontaine non vuole parlare del suo passato da vittima. Delle cicatrici che quegli abusi hanno lasciato sui suoi ricordi. «Non sono il solo, non sono l’unico – dice – Come me ci sono stati altri 150mila bambini. La mia storia personale ora non è importante. Quello che conta è che oggi sia stato un grande giorno».
Con le scuse del Santo Padre si chiude, quindi un cerchio. «Mi ha dato il conforto e l’incoraggiamento che cercavo – prosegue Fontaine – Abbiamo ricevuto le scuse pubbliche da tutte le parti responsabili in questa vicenda. Per noi è un grande momento di riconciliazione e di perdono. Benedetto XVI ci ha dimostrato un’accurata conoscenza di quanto è avvenuto nelle scuole canadesi ai danni della nostra comunità. Il suo messaggio è stato molto chiaro, come quello sulla consapevolezza del ruolo che ha avuto la Chiesa in tutta la vicenda, definendo quegli abusi su bambini innocenti inaccettabili e intollerabili. È ora di voltare pagina. Potremo così contare sull’influenza, sulla voce e sulla presenza della Chiesa Cattolica perché sostenga tutto quello di cui abbiamo bisogno per risolvere i problemi della mia gente. Uno di questi è la disputa sul diritto di proprietà delle nostre terre. Inoltre centinaia di comunità sono costrette a bollire l’acqua perché non hanno quella potabile. Ce ne sono altre che non hanno scuole o, se le hanno, sono in condizioni pessime. Tutto questo pesa sulla nostra popolazione, ma anche sulla reputazione del Canada. Le scuse del governo e della Chiesa costituiscono un passo importante per ricostruire un rapporto fatto di rispetto reciproco perché finalmente la nostra comunità sia riconosciuta e onorata. Sono rimasto colpito dalla devozione del Papa e dall’impegno che ha dimostrato per trovare una soluzione ai nostri problemi».
L’articolo parla da solo, per chi vuole capire, in fondo ad esso appare abbastanza evidente il vero scopo della manovra e cioè:
“È ora di voltare pagina. Potremo così contare sull’influenza, sulla voce e sulla presenza della Chiesa Cattolica perché sostenga tutto quello di cui abbiamo bisogno per risolvere i problemi della mia gente”…
Queste le parole di Phil Fontaine….
Ma la tristezza per la mancata VERA occasione per guarire le ferite con scuse vere e sincere prima di ogni altra cosa è grande…voltare pagina senza questo atto è davvero inutile per la guarigione, è davvero una presa di giro…tutta questa grande soddisfazione citata sempre da Fontaine noi non la registriamo…e non può esserci, viste queste scuse di supporto non alle persone coinvolte ma ad altri interessi ben espressi dallo stesso Fontaine…A casa mia, ci si scusa senza secondi fini, e non per negoziare aiuti…A casa di Fontaine, e di Papa Ratzinger, purtroppo, evidentemente, non è così…
Commento di Alessandro — 30 giugno 2009 @ 10:14
PROPRIO UNA MELA..BELLO SCHIFO
CHISSA’ SE VIENE RI-ELETTO AFN chief Phil Fontaine won’t run for re-election FRIDAY, JUNE 5, 2009 Filed Under: First Nations
DA QUESTO LINK CHE INCOLLO ..C’è POLEMICA TRA L’ASSO E LE FAMIGLIE
http://sacerdotisposati.splinder.com/post/20425155/Tra+il+1890+e+il+1996+oltre+50
Commento di Virginia — 30 giugno 2009 @ 11:18
è LUNGO MA MERITA:
Le parole che non costano niente
Politica e Ordine Mondiale – Politica e Ordine Mondiale
SCRITTO DA VANIA LUCIA GAITO
VENERDÌ 08 MAGGIO 2009 00:00
In quanto a scuse, la Chiesa cattolica non le lesina di certo: si scusa con gli ebrei (dopo aver revocato la scomunica ai lefevbriani), si scusa con le vittime dei preti pedofili (guardandosi bene dal cacciarli dalle gerarchie ecclesiastiche), e, dulcis in fundo, si scusa con gli indigeni del Canada per la “deplorevole condotta” dei sacerdoti e delle suore all’interno delle scuole residenziali canadesi.
Le scuse non solo non costano nulla e fanno fare bella figura, ma non cambiano neppure una virgola dello stato delle cose. Parole. Ecco: le scuse sono solo parole. Quanto ai fatti, c’è invece parecchio da dire.
Intanto, la notizia dell’incontro di Ratzinger con Phil Fontaine, Grande Capo dell’Assemblea delle Prime Nazioni del Canada, e con l’Arcivescovo James Weisgerber, presidente della Conferenza dei Vescovi Cattolici del Canada, insieme ad altri leader e rappresentanti indigeni, sui giornali è passata quasi sotto silenzio. Argomento scomodo, si sa, meglio non sollevare clamore.
Nel corso dell’incontro… Benedetto XVI ha ricordato, come sottolinea una nota del Vaticano “come fin dai primi giorni della sua presenza in Canada la Chiesa, soprattutto attraverso il suo personale missionario, abbia accompagnato da vicino le popolazioni indigene”. Inoltre, il Papa ha “espresso il proprio dolore e l’angoscia provocati dalla deplorevole condotta di alcuni membri della Chiesa e ha mostrato la propria simpatia e solidarietà”. L’arcivescovo James Weisgerber, inoltre, si è fatto portavoce delle difficoltà che gli indigeni canadesi vivono tuttora: “I popoli aborigeni continuano ad essere emarginati e impoveriti. Le loro necessità sociali, economiche e culturali sono oggi così urgenti che tutti i canadesi devono compiere nuovi e decisi sforzi per collaborare con le popolazioni indigene per assicurare loro rispetto, accettazione e uguaglianza”. Nobilissimi sentimenti, nobilissime parole. Ma, di fronte ai fatti, si rivelano per quello che sono: parole e nient’altro. Vediamo di fare un po’ di chiarezza.
La “conquista del Canada” avvenne ad opera prima dei francesi e poi degli inglesi. I francesi arrivarono nel 1534, e dal 1615 arrivarono in Canada i primi missionari cattolici, che tentarono di convertire gli indigeni dei luoghi dove si stabilirono. La dominazione francese durò fino al 1763, quando, al culmine della guerra dei Sette Anni, il Canada passò sotto la dominazione della Gran Bretagna. E’ importante sottolineare che, quando i francesi giunsero sul territorio canadese, lo trovarono abitato da popoli giunti lì molte migliaia di anni prima, che si dedicavano alla coltivazione, alla caccia al bisonte e vivevano in comunione con la terra. In base a quale principio, dunque, presero possesso, in nome del re Francesco I, del territorio canadese?
Tutto comincia il 4 maggio 1493, con un Papa, Alessandro VI Borgia, e una bolla. La bolla è conosciuta come “Inter caetera Divinae”, e con essa l’allora pontefice, in virtù della Donazione di Costantino (documento rivelatosi in seguito assolutamente ed incontrovertibilmente falso), “donava” a sua volta le terre scoperte da Colombo ai sovrani di Spagna e Portogallo, purchè si obbligassero a convertire i popoli indigeni alla religione cristiana. Un’altra bolla, emanata da Niccolò V nel 1455, autorizzava i popoli “civilizzatori” a invadere, ricercare, catturare, vincere e soggiogare i pagani, a schiavizzarli e a confiscare le loro proprietà. Del resto, le bolle trovavano legittimazione nel Deteuronomio:
“Quando il Signore tuo Dio ti avrà introdotto nel paese che vai a prendere in possesso e ne avrà scacciate davanti a te molte nazioni [...] quando il Signore tuo Dio le avrà messe in tuo potere e tu le avrai sconfitte, tu le voterai allo sterminio; non farai con esse alleanza né farai loro grazia. Non ti imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli, perché allontanerebbero i tuoi figli dal seguire me, per farli servire a dèi stranieri, e l’ira del Signore si accenderebbe contro di voi e ben presto vi distruggerebbe. Ma voi vi comporterete con loro così: demolirete i loro altari, spezzerete le loro stele, taglierete i loro pali sacri, brucerete nel fuoco i loro idoli. Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra.”
La sorte degli indigeni canadesi era quindi già scritta. Il potere religioso e quello politico-economico si allearono, come sempre accade, con due diversi obiettivi: il primo, quello politico-economico, mirava ad appropriarsi delle terre degli indiani canadesi per lo sfruttamento, soprattutto dei boschi, il secondo, quello religioso, mirava alla conversione (anche forzata) al cristianesimo. Per fare questo fu necessario approntare un’apposita commissione che affrontasse il problema dell’assimilazione degli indigeni. Nacque così la commissione Bagot, sostenuta dal Vaticano, che studiò il problema e indicò le linee guida di quello che sarebbe stato l’Indian Act, uno dei documenti più vergognosi che siano mai stati emessi.
Con l’Indian Act, gli indigeni divenivano “cittadini di seconda classe”, e potevano essere arrestati, imprigionati, privati dei loro beni e delle loro terre anche senza giustificazioni. Ma non bastava. L’obiettivo dell’assimilazione prevedeva anche che i bambini indiani, alle soglie dell’età scolare, venissero sottratti (spesso forzatamente) alle loro famiglie, per essere rinchiusi in quelle che vennero chiamate Scuole Residenziali, che nei fatti si rivelarono veri e propri lager. La tutela legale dei bambini indiani veniva tolta ai genitori e assegnata al direttore della scuola di cui facevano parte, che in pratica poteva disporre delle loro vite come voleva. E quello che accadde ai bambini indigeni canadesi ha un unico nome: genocidio.
All’interno delle scuole residenziali, oltre il 60% delle quali era retta da religiosi cattolici, fu messo in opera il diktat alla base dell’Indian Act: l’assimilazione o l’annichilimento. E fu l’annichilimento, fin dal principio. Ai bambini veniva assegnato un numero, come nei campi di concentramento nazisti, e dovevano sottostare a regole rigidissime: era proibito parlare la propria lingua, era proibito qualsiasi contatto con la famiglia d’origine, era proibito professare la propria religione o dedicarsi ad attività “da indiani” come intagliare il legno, era proibito perfino ridere. La disciplina rigidissima mirava al totale annichilimento della volontà. I bambini furono torturati, picchiati, violentati e uccisi in modo terribile. Massacrati a calci e pugni, buttati fuori dalle finestre, impiccati, frustati fino alla morte, torturati e uccisi con scariche elettriche, passati di mano come merce sessuale, sodomizzati, sottoposti ad esperimenti medici terrificanti, forzatamente sterilizzati, deliberatamente esposti alla tubercolosi, costretti di fatto alla schiavitù e costantemente vittima del terrore.
I loro cadaveri furono sepolti ovunque, nei dintorni delle scuole residenziali, o gettati nei boschi e nei dirupi. In pochissimi sopravvissero alle infamie e alle torture. Legittimate dal governo canadese, le scuole residenziali furono i lager del Canada, votati allo sterminio di un intero popolo, colpendo dove era più falice e soprattutto dove i risultati sarebbero stati decisivi: distruggendo i bambini. I pochi sopravvissuti oggi sono in gran parte sbandati, spesso suicidi, votati all’autodistruzione perchè quello che hanno loro inculcato era la loro indegnità a vivere, spesso dipendenti da alcol e droghe, nel migliore dei casi senza più radici certe e con un bagliaglio di ricordi terrificanti.Suonano dunque quasi beffarde, le parole di Giovanni Paolo II del 18 settembre 1984, quando rivolse un messaggio radiotelevisivo alle popolazioni indigene del Canada: “Sono al corrente della gratitudine che voi, popoli Indiano e Inuit, avete nei confronti dei missionari che hanno vissuto e sono morti tra di voi. Ciò che essi hanno fatto per voi è ben noto a tutta la Chiesa; è noto al mondo intero. Questi missionari hanno cercato di vivere la vostra stessa vita, di essere come voi per servirvi e per portarvi il Vangelo di salvezza di Gesù Cristo. [...] I missionari rimangono tra i vostri migliori amici, dedicano la loro vita al vostro servizio, perché predicano la parola di Dio.”Il governo canadese ha chiesto scusa alle popolazioni indigene appena un anno fa. Alle vittime, il governo canadese ha offerto un risarcimento di 5 miliardi di dollari. L’ultima scuola residenziale fu chiusa nel 1996. Solo sulla West Coast canadese vivevano 2.000.000 di indigeni. Oggi sono poco più di 20.000. Le scuole residenziali hanno funzionato, lo sterminio ha avuto successo.
Buona ultima, si dispiace anche la Chiesa cattolica, a cui non verranno chiesti risarcimenti, poichè il governo del Canada proibisce qualsiasi tentativo di rivalsa legale nei confronti degli esecutori materiali del genocidio: la Chiesa cattolica e la Chiesa Unita del Canada. A Ratzinger le scuse non costano quindi proprio nulla, e del resto il Vaticano si è ben guardato dall’assumersi responsabilità per quanto accaduto. Come nel caso dei preti pedofili, nel caso dei religiosi genocidiari si trattava di “casi isolati”.
Suscita tuttavia perplessità il comportamento di Ratzinger, soprattutto alla luce di quanto avvenuto a luglio del 2008. Vale la pena ricordarlo, considerando che anche in quel caso sui giornali è comparso ben poco. Lo scorso anno il Concilio Internazionale delle 13 Anziane Indigene, un organismo che si occupa della tutela delle diverse culture mondiali, chiese udienza a Benedetto XVI. Lo scopo delle Tredici Anziane era quello di consegnare al Papa una dichiarazione con la quale si chiedeva di recedere dalla bolla papale che ha dato origine alla colonizzazione delle terre indigene e dai documenti e bolle papali che dimostrano come il papato abbia svolto un ruolo preponderante nel genocidio nordamericano. L’udienza pubblica fu concessa con un permesso scritto, ma le Anziane si ritrovarono di fronte ad un palazzo vuoto: Ratzinger aveva improvvisamente deciso di ritirarsi a Castel Gandolfo “per riposare in previsione del viaggio in Australia”. Comportamento quanto meno poco cortese. Senza contare l’atteggiamento delle forze dell’ordine nei confronti delle Tredici Anziane che, comunque, si erano riunite in preghiera a piazza San Pietro: quattro funzionari di polizia del Vaticano chiesero alle donne di interrompere la cerimonia di preghiera sostenendo che tali preghiere fossero in contraddizione con gli insegnamenti della Chiesa, affermando che il gruppo violava la politica del Concilio Vaticano II e accusando le Tredici Anziane di idolatria.
A distanza di un anno, Ratzinger “ha sottolineato che gli atti di abuso non possono essere tollerati nella società. Ha pregato perché tutte le vittime sperimentino la guarigione e ha incoraggiato i Popoli delle Prime Nazioni ad andare avanti con rinnovata speranza” (Comunicato della Sala Stampa del Vaticano) ed ha espresso il proprio dolore.
Tanto, le parole non costano niente.
Commento di Virginia — 30 giugno 2009 @ 11:21
DIMENTICATO LINK SCUSATE
http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/1397-le-parole-che-non-costano-niente.html
Commento di Virginia — 30 giugno 2009 @ 11:22
SCUSATE MA NON DIGERISCO QUESTE SCUSE..POI.Benedetto XVI ci ha dimostrato un’accurata conoscenza di quanto è avvenuto nelle scuole canadesi ai danni della nostra comunità. TANTO ACCURATA CONOSCENZA XKè NON CI SI E’ SCUSATI IN CANADA +/-UN ANNOFA ?
POI:Uno di questi è la disputa sul diritto di proprietà delle nostre terre. E I MOHAWK SONO ANCORA LI’ A FARSI BASTONARE..Tutto questo pesa sulla nostra popolazione, ma anche sulla reputazione del Canada.
Sono rimasto colpito dalla devozione del Papa e dall’impegno che ha dimostrato per trovare una soluzione ai nostri problemi»EVVAI BUONA ACQUA BUONE SCUOLE E TANTA CATECHESI
Commento di Virginia — 30 giugno 2009 @ 12:21
Aquila Grigia ha scritto:
Commento di Virginia — 18 luglio 2009 @ 11:01
LA CHIESA HA SEMPRE COLPITO I PIU’ DEBOLI E LECCATO IL C..O AI POTENTI…MI CHIEDO:MA NON SI VERGOGNANO???
Commento di niki69 — 2 agosto 2009 @ 18:24
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Pingback di Sceglie rito civile e fa togliere il crocefisso - Pagina 91 - Politica in Rete Forum — 2 settembre 2009 @ 07:38