So You Wanna Be An Indian
Alessandro luglio 20th, 2010
Questo poesia ci ha colpito fin dalla prima volta che l’abbiamo letta, peccato che non si conosca l’autore. E’ stata presentata su “Ikche Wotanging”, una newsletter Nativa Americana, da John Berry. E’ apparsa nel Volume 7 Numero 1, pubblicato il 2 gennaio 1999. Si legge, nella pagina da cui l’abbiamo tratta, che “John Berry e Wotanging Ikche hanno concesso l’autorizzazione per la sua ripubblicazione per aiutare la riparazione del Cerchio Sacro”.
Con lo stesso identico spirito la proponiamo a tutti voi…
Così vuoi essere un Indiano.
Così vuoi essere un indiano, con le tue perline, le tue piume, le pellicce esotiche o le pelli.
Vuoi attingere al denaro dei programmi per le minoranze, essere portato via e segnalato.
Vuoi entrare in confidenza con Brando e andare alle feste, perché improvvisamente sei diventato interessante e tutti vogliono essere tuoi amici.
Così vuoi essere un indiano, andare ai pow wow e danzare.
Ma non vuoi vivere in una riserva, o in una baracca, fredda e calda, nei sobborghi di una città a nord del nulla.
E non ti va di pensare a Sara, che a 34 anni è morta di cirrosi, con la pancia gonfia, né ai suoi sette figli, e non vuoi che i tuoi amici non indiani ti sorprendano mentre macini il granturco, o vedere i rami di pepe e le cipolle appese al soffitto e sui muri della cucina, a casa tua.
E non vuoi lavorare i campi di patate in Idaho, o vendere gioielli di turchesi lungo le strade a Flagstaff.
E non vuoi sposare un Indiano alcolizzato ed essere picchiata in continuazione.
E non vuoi pregare secondo la tradizione, offrire la tua carne o digiunare per quattro giorni.
E non vuoi finire in prigione per lottare per i tuoi diritti.
Va bene.
Vai avanti. Sii un Indiano.
I Nativi Americani sopravvivranno anche a te!
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